Una domanda ai curatori del libro su Pastore

Rodolfo Vialba ha scritto questa lettera, che volentieri pubblichiamo per chiedere chiarimenti sul libro pubblicato da Edizioni Lavoro in occasione del 50/o anniversario della morte di Giulio Pastore. Se le persone a cui si rivolge sono interessate a rispondergli, il nostro sito è a disposizione. Come sempre 

—————————————

Edizioni Lavoro, la Casa Editrice della CISL, ha pubblicato il libro: “Giulio Pastore e il sindacato nuovo. Il valore della formazione e l’impegno per il Sud”.

Il testo è stato curato da Francesco Lauria ed Ettore Innocenti, formatori e ricercatori presso il Centro Studi di Firenze.

Raccoglie, riveduti e ampliati, gli interventi pronunciati durante la giornata di storiografia e cultura sindacale dedicata al fondatore e primo segretario della Libera Cgil e della Cisl.

Non ho ancora letto questo libro ma solo l’interessante scheda di presentazione pubblicata sul sito “www.c3dem” che afferma che il  volume si apre con la prefazione di Annamaria Furlan e si chiude con la postfazione di Luigi Sbarra, e raccoglie i contributi, oltre che dei curatori, di: Giuseppe Acocella, Marisa Baroni, Aldo Carera, Sergio D’Antoni, Giuseppe Gallo, Bruno Manghi, Franco Marini, Francesco Scrima, Vincenzo Scotti, cui si aggiungono scritti scelti dello stesso Pastore e la raccolta di scritti di Pierre Carniti in memoria del fondatore della Cisl.

Tutto bene. Rilevo però che, mentre Franco Marini e Sergio D’Antoni, ex Segretari Generali della CISL, sono presenti con i loro contributi, manchino Savino Pezzotta e Raffaele Bonanni, pure loro ex Segretari Generali della CISL.

Non ne comprendo le ragioni, in particolare della non presenza di Savino Pezzotta.
Possono, almeno, i curatori del libro, Francesco Lauria ed Ettore Innocenti, spiegarne le ragioni?

Rodolfo Vialba

Condividi il Post

26 Commenti - Scrivi un commento

  1. Premesso che cercherò di leggere il libro e quindi scrivo sulla base di quello che leggo oggi. SE fosse così, sarebbe un’opera di rimozione culturale, sbagliata. Vi ricordate quando si diceva che, in Unione Sovietica, eliminavano le fotografie dove i dirigenti venivano ripresi con altri caduti in disgrazia ? Ecco mi pare sia la stessa cosa. Io posso capire le critiche a Bonanni e a Pezzotta (in quest’ultimo caso non le condivido), ma se un libro vuole raccontare una storia in maniera seria, non può prescindere da chi è stato segretario generale di un’organizzazione per tanti anni.

    Reply
    1. Puoi capire le critiche di cosa, della attività sindacale, della autonomia della CISL, del protagonismo della CISL, degli accordi fatti, della identità riconquistata ed ora persa? La verità che a molti di voi della CISL non importa nulla. Vi importa delle piccole rivalse, delle piccole inimicizie, delle piccole frustrazioni. Sursum corda.

      Reply
  2. ma che volete da quei due poveri “formatori e ricercatori”? pure loro devono campare….. Questo però ci dà un’idea di chi ha in mano la formazione nella Cisl

    Reply
  3. Savino Pezzotta e Raffaele Bonanni : ambedue e per motivi diversi, comunque da vergognarsene, sono vittime della damnatio memoriae imposta da coloro che oggi trionfano ma che la Storia condannerà per la indiscussa disonestà e per la loro totale irrilevanza. D’altronde molti di quelli che compaiono sul citato libro furono e sono l’incarnazione del tradimento operato verso gli ideali di Pastore e di Carniti. La domanda ai curatori circa la mancanza nel libro di Pezzotta e Bonanni è ingenua e provocatoria. Non vi sarà alcuna risposta perchè agli stessi, prima di accingersi al lavoro, furono tagliati non solo la lingua, ma pure altri virili attributi. E la nave va… a sbattere !

    Reply
    1. Chi nega la propria storia annegherà nell’,anonimato quando in situazioni peggiori. Sono mezze calzette già vittime dalle loro azioni. Il loro potere non nasce dal valore ma dallintrigo,dal complotto, al costo di una CISL segnata dalla diffidenza ed irrilevanza. La CGIL e la UIL non potevano sperare di più grazie agli innominabili.

      Reply
  4. Una curiosità cari amministratori del blog. Come mai avete tagliato e di conseguenza modificato la lettera di Vialba su c3dem, con ogni probabilità senza nemmeno chiederglielo?

    Reply
    1. A smentita delle tue cortesi critiche, pubblichiamo la mail ricevuta da Vialba (omettiamo solo parte dell’indirizzo mail perché non sappiamo se lui gradirebbe), che abbiamo pubblicato senza omissioni.
      Se dopo la lettura lo ritieni, puoi chiederci scusa delle tue insinuazioni. Altrimenti arrangiati

      Pastore e il sindacato nuovo.
      lunedì 21 ottobre 2019 – 19:55
      Da: Rodolfo Vialba
      A:
      [Header completo]

      Edizioni Lavoro, la Casa Editrice della CISL, ha pubblicato il libro: “Giulio Pastore e il sindacato nuovo. Il valore della formazione e l’impegno per il Sud”.

      Il testo è stato curato da Francesco Lauria ed Ettore Innocenti, formatori e ricercatori presso il Centro Studi di Firenze.

      Raccoglie, riveduti e ampliati, gli interventi pronunciati durante la giornata di storiografia e cultura sindacale dedicata al fondatore e primo segretario della Libera Cgil e della Cisl.

      Non ho ancora letto questo libro ma solo l’interessante scheda di presentazione pubblicata sul sito “www.c3dem” che afferma che il volume si apre con la prefazione di Annamaria Furlan e si chiude con la postfazione di Luigi Sbarra, e raccoglie i contributi, oltre che dei curatori, di: Giuseppe Acocella, Marisa Baroni, Aldo Carera, Sergio D’Antoni, Giuseppe Gallo, Bruno Manghi, Franco Marini, Francesco Scrima, Vincenzo Scotti, cui si aggiungono scritti scelti dello stesso Pastore e la raccolta di scritti di Pierre Carniti in memoria del fondatore della Cisl.

      Tutto bene. Rilevo però che, mentre Franco Marini e Sergio D’Antoni, ex Segretari Generali della CISL, sono presenti con i loro contributi, manchino Savino Pezzotta e Raffaele Bonanni, pure loro ex Segretari Generali della CISL.

      Non ne comprendo le ragioni, in particolare della non presenza di Savino Pezzotta.
      Possono, almeno, i curatori del libro, Francesco Lauria ed Ettore Innocenti, spiegarne le ragioni?
      Rodolfo Vialba


      R. Vialba
      E-mail: rodolfo.vialba@…..

      Reply
    1. Noi non abbiamo letto questo link. noi abbiamo ricevuto la mail che abbiamo pubblicato. Se vuoi chiederci scusa sei ancora in tempo, poi basta.

      Reply
  5. Effettivamente essendo c3dem un sito che parla di contenuti e di temi reali era strano che lo aveste letto lì. Scusate la sopravvalutazione.

    Reply
    1. Comunque tu se vuoi puoi continuare a leggere noi e loro, sopra- o sottovalutati.
      Scuse accettate, ma la prossima volta fai più attenzione prima di accusare di gravi scorrettezze qualcuno senza sapere bene quello che dici.

      Reply
  6. Ho riflettuto una giornata intera prima di decidermi a rispondere.
    Non come immagino pensiate perchè autocensurato su questo sito, ma perchè davvero irritato dalla superficialità di questo articoli e di molti commenti e reazioni.
    Devo essere sincero, sono rimasto costernato nel leggere la lettera di Nino Vialba, ma soprattutto una serie di commenti anche su fb scatenati dal vostro rilancio.
    Io non so che concezione abbiate voi e diversi frequentatori anonimi del vostro blog della formazione sindacale e della formazione sindacale nella Cisl.
    Per me vale la lezione del mio maestro Bruno Manghi: essa è “un tentativo di affermare un principio di libertà”.
    Questo non significa colpire a caso le persone, commentare libri di cui non si è letto nemmeno il sottotitolo, fare accuse alle persone senza nemmeno conoscerle, giusto perchè si ha il dente avvelenato e si vuole sfasciare tutto.
    Mi preme innanzitutto rispondere nel merito poi farò qualche altra considerazione.
    Questo libro a più voci nasce dall’iniziativa di cultura e storiografia sindacale di cui sono (pro tempore) responsabile formativo da qualche anno presso il Centro Studi.
    Visto il cinquantenario dalla scomparsa di Pastore si è deciso di dedicare la giornata di quest’anno alla figura del fondatore della Cisl con un taglio ben preciso anche per non voler sovrapporsi alle celebrazioni ufficiali che si sarebbero svolte in autunno.
    Le chiavi di lettura come si evince chiarissimamente dal libro, fin dal titolo, sono due: Pastore e il ruolo della formazione sindacale e del Centro Studi di Firenze nella costruzione del sindacato nuovo e l’azione prima sindacale e poi politico-istituzionale di Pastore nel Mezzogiorno (e nelle aree c.d. aree”depresse” del paese).
    Si è trattato di una iniziativa lungamente preparata e meditata e che si è sviluppata sulla chiave di lettura: “tra storia e memoria”.
    Di qui due contributi scientifici come quelli di Aldo Carera e Pino Acocella (specifico su Pastore e il Sud) e una testimonianza, a mio parere molto preziosa, di Bruno Manghi sul rapporto tra formazione sindacale (non solo Centro Studi di Firenze) e costruzione della Cisl.
    Ho poi voluto cimentarmi in una rilettura (credo utile e non banale) degli scritti di Pierre Carniti su Giulio Pastore anche in omaggio al fatto che la giornata si svolgeva esattamente ad un anno dalla scomparsa di Carniti stesso.
    Ci sono state poi diverse testimonianze: una molto peculiare di Vincenzo Scotti collaboratore negli anni cinquanta e sessanta del Centro Studi e dell’Ufficio Studi e poi di Pastore stesso al Ministero, un’altra di Franco Marini che, come dovreste ben sapere, è stato collaboratore diretto di Pastore, anche nell’esperienza ministeriale, oltre che successivamente segretario generale della Cisl. Altri due contributi sono stati quelli di Marisa Baroni (epoca diversa, ma molto interessante rispetto al percorso nella Cisl e nella visione su Pastore di una dirigente allora agli inizi e in un territorio periferico come il ferrarese) e di Sergio D’Antoni che ha iniziato la sua attività in Cisl proprio nel 1969 e che ha fornito la propria testimonianza da dirigente del Sud poi divenuto Segretario Generale sul tema del rapporto tra sindacato e classi dirigenti nel Mezzogiorno.
    Ci sono poi gli interventi di Sbarra, presente all’iniziativa, di Annamaria Furlan, di Francesco Scrima e di Giuseppe Gallo. Leggeteli prima di giudicarli, almeno questo è il mio suggerimento che dubito prenderete in considerazione.
    Con Ettore ci siamo cimentati in una cronologia parallela tra costruzione della LCgil e della Cisl ed eventi sociopolitici dell’epoca, pensando anche all’utilizzo formativo ed educativo del testo. Il volume include anche le fotografie della mostra sul rapporto tra Pastore e il Centro Studi di Firenze che abbiamo inaugurato proprio a giugno.
    Capisco che non siano elementi utili per la polemica, ma per completezza ve li illustro.
    E’ venuto fuori un testo piuttosto agile, credo utile a fornire spunti non scollegati tra loro per approfondire la figura del fondatore della Cisl, soprattutto per chi ne ha una conoscenza solo di base.
    Non penso sia il nuovo testo dei coniugi Webb per carità, ma, anche per l’ottimo riscontro che ha avuto, ritengo che rappresenti un contributo a rafforzare contenuti importanti per l’identità, la storia e la memoria della Cisl, con particolare riferimento a Giulio Pastore. Un Pastore riscoperto nella sua specificità, non solo in tandem con Mario Romani, di cui nessuno, ovviamente, vuole ridimensionare il contributo.
    Ci abbiamo lavorato con passione, prevalentemente nei fine settimana, fuori dall’orario di lavoro, nella speranza di costruire qualcosa di utile e di “senso”. Anche nel selezionare una bibliografia minima degli scritti su e di Pastore ci siamo fatti guidare da criteri di completezza, utilità, comprensibilità. Di merito insomma, pur se, ovviamente, opinabili.
    Mi sfugge davvero che cosa c’entri tutto ciò con una concezione burocratica che, in un evento formativo e nella pubblicazione che da esso ne è scaturita, debba portare all’inserimento automatico di tutti gli ex segretari generali della Cisl. Non mi risulta che nè Bonanni nè Pezzotta, posso sbagliarmi, abbiano prodotto testi memorabili su Pastore anche se, ovviamente, si sono anch’essi cimentati a loro tempo con la figura del loro predecessore.
    Se guardate alle pubblicazioni “simili” realizzate ai tempi di Pezzotta e di Bonanni, mai, e per fortuna, trovate l’obbrobrio dell’inserimento automatico di tutti i precedenti segretari generali a prescindere dai contenuti e dai contesti.
    Non siamo, appunto, nè l’Unione Sovietica, nè la Cgil.
    Rispetto alle battute e agli insulti ricevuti. Per carità, offro l’altra guancia.
    Io vivo del mio lavoro, sto volentieri in un contesto organizzativo, ne rispetto le regole, come è giusto che sia, ma sfido davvero a chi legge davvero a riconoscersi negli sberleffi e nelle mancanze di rispetto che ho ritrovato tra i commenti di questo blog e non solo.
    Mi chiedo davvero come con tutte le impellenti sfide del lavoro, ma anche della formazione, della ricerca sui temi del lavoro sia possibile avvitarsi in queste polemiche davvero sterili e, concedetemelo, parecchio superficiali.
    Io credo nel sindacato e credo nella Cisl.
    Credo nelle centinaia di corsisti, di sindacalisti e sindacaliste che incontriamo e formiamo ogni anno.
    Rispetto tutte le persone e tutte le opinioni.
    Non ne faccio questione di attributi, come qualche vostro anonimo commentatore.
    Ma di dignità del lavoro e di coscienza personale.
    Ora al Centro Studi, prima in Via Po e prima ancora al Cesos, dove ho avuto una guida rigorosissima come Domenico Paparella che tanto avrebbe potuto insegnare a noi tutti su cosa sia un pieno e imprescindibile rigore morale.
    Certo opero tra mille errori, mancanze, imperfezioni, inesperienze.
    Ma a testa alta e a cuore aperto. Poi siete ovviamente liberi d pensare, scrivere, dire, domandare quello che vi pare. Ma è meglio costruire (con consapevolezza) che distruggere (con superficialità).

    Cordialmente (anche se, sinceramente, non troppo)
    Francesco Lauria

    Reply
    1. Grazie del tuo contributo, con due precisazioni:
      – noi non siamo su facebook per una scelta precisa, come non siamo su twitter (salvo qualche mese all’inizio) né su Instagram né niente di simile; quello che accade sui social non lo leggiamo e non lo scriviamo, quindi se vuoi rispondere a noi ci fa piacere, ma non è molto utile rispondere qua alle cose che leggi altrove; e noi qui non abbiamo attaccato il vostro libro, che finora nessuno di noi ha letto, abbiamo soltanto ospitato la domanda di un lettore che ci ha scritto, perché ci sembrava una domanda rilevante.
      – Domenico Paparella, che ricordi, ha scritto sull’autogoverno delle categorie come principio caratteristico del modello organizzativo della Cisl. Noi siamo della sua idea, nella Cisl di oggi invece si commissariano le categorie con pretesti (come la Fp) o per il libero voto di un congresso (come la Fai). Per questo quando dici “Non siamo, appunto, nè l’Unione Sovietica, nè la Cgil” noi diciamo invece (da cinque anni ne parliamo e argomentiamo sul tema) che la Cisl applica esattamente il principio del centralismo democratico, tipico di quelle organizzazioni. Quando eravamo dentro era più difficile accorgersene, ma ora è chiarissimo.

      Reply
    2. A Francesco Lauria. La tua lunga dissertazione temo convinca soltanto coloro che ieri aderirono e oggi appartengono al cartello dei soviet. La tua buona fede credo sia salva, ma essa rappresenta l’utopia di chi pretenderebbe di lavare panni troppo sporchi alitandoci sopra. Ma oggi molti non vedono panni sporchi in giro. Preoccupa una Organizzazione di ciechi, sordi e muti ma dal tatto prensile molto sviluppato. Marini…Dantoni…Furlan…Sbarra… il profilosofo Scrima… tutti del gregge di Epicuro. Capisco difendere il proprio lavoro. Ma planare così a onorare certi califfi, professionisti in congiure e falsari non solo della verità ma persino della stessa menzogna a me e a molti pare proprio esagerato perchè non dovuto per dignità: meglio essere atei che adorare gli idoli falsi e bugiardi. E il silenzio sarebbe d’oro come purtroppo è indispensabile alla buona salute il diffuso anonimato di molti che scriviamo su questo Blog che nessun sociologo finora si è peritato di analizzare nelle sue cause. Forse una materia da studiare al Centro Studi…

      Reply
  7. Ho partecipato a diversi corsi di formazione e sessioni di studio presso il centro studi della Cisl e come formatore ho conosciuto il buon Francesco Lauria che reputo persona aperta preparata onesta e mossa da un vero spirito di passione per il proprio lavoro, per cui condivido il suo commento.
    Però devo fare un appunto, non a lui, ma al blog e a tutta la Cisl : Lauria ha ragione quando dice che molti che scrivono sul blog lo fanno per puro spirito di rivalsa distruttiva, ma è altrettanto vero che commentare o discutere con questa dirigenza Cisl è impossibile per evidenti motivi denunciati a più riprese sia dal blog stesso che da tanti altri che hanno abbandonato la Cisl, e non è più una libera Cisl….
    Non più libera perché le idee che divergono dalla linea politico sindacale di questa dirigenza (ma poi esiste una linea?) sono troncate sul nascere spesso assieme alle teste che le hanno prodotte. Così come sono stati calpestati coloro che hanno denunciato abusi normativi economici e questo Lauria dovresti comprenderlo al di là del tuo ruolo come senso di giustizia anche se nessuno ti chiede di rilanciarlo o commentarlo perché non è tra le tue competenze.

    Reply
  8. Francesco Lauria, grazie per l’enorme ma inutile sforzo. Probabilmente, vista la mancanza di libertà e autonomia della cisl degli ultimi cinque anni, più di così non hai potuto fare , ma non coinvolgere due già segretari generali e coinvolgere altri soggetti è profondamente sbagliato. Con la stima che meriti.

    Reply
    1. Lauria è una persona per bene e fedele alla CISL , ma quelli che gli comandano di fare cose non sono né fedeli alla CISL ne persone per bene

      Reply
      1. Eh no ! Mica possiamo condannare soltanto i “sequestratori del libero pensiero e della democrazia” ! E tutti quelli che si innamorano dei loro sequestratori come li chiamiamo? Direi “cittadini onorari di Stokolma”. E tutti gli acefali e quelli che hanno venduto l’anima e la coscienza al demonio della loro convenienza come li chiamiamo? Vili ?
        Va bene non pretendere il martirio, ma almeno un po’ di decenza non guasterebbe. O no?

        Reply
  9. LAURIA ? Dice un mio amico prete che lui non crede mai quando dicono che il marito è una brava persona o magari un santo e la moglie è pessima …e viceversa. No, lui dice , ed è sicuro perché ne vede centinaia di casi, che se restano assieme a lungo, e non si separano, vuol dire allora che in realtà, aldilà delle apparenze, al fondo sono uguali.

    Reply

Commenti