Uno si è addirittura dimesso

Il pubblico ministero del processo di Verona contro un impiegato dell’Inps accusato di aver sbirciato le posizioni pensionistiche dei dirigenti della Cisl nel 2015 (ne abbiamo parlato nel post … e vogliono altri soldi) ha chiesto per lui una condanna a 8 mesi di reclusione e risarcimenti da eur. 10.000 a testa per le parti civili, che poi sarebbero molti di quelli poi denunciati da Fausto Scandola a cominciare dal dottor Sbarra dell’Anas, Nostra signora delle Poste Anna Maria Furlan e compagnia bella.

Secondo quanto riporta l’Arena di Verona, la linea difensiva dell’impiegato che aveva la delega per i rapporti con i patronati è che lui si sarebbe limitato a dare una sbirciatina per curiosità (esattamente il 21 gennaio 2015), ma senza divulgare nulla. Nei giorni seguenti, riferisce l’articolo, ci sarebbero stati altri 17 accessi con le sue credenziali da varie parti d’Italia.

Ma la cosa più interessante dell’articolo è la conclusione, quando si riporta quanto detto dagli avvocati delle parti civili: parlando dei dirigenti sindacali la giornalista Fabiana Marcolini riferisce che uno dopo l’altro, in aula, hanno raccontato dell’imbarazzo patito” (patito, osserviamo noi, perché era stata rivelata la verità, non perché erano stati calunniati). E poi si cita fra vigolette quanto detto dai loro avvocati:  “Facevano riunioni con i lavoratori e si trovarono in difficoltà – hanno ribadito i legali di parte civile – e uno si è addirittura dimesso”.

Addirittura dimesso? Addirittura uno? Ma tutti si sarebbero dovuti dimettere! Proprio come loro hanno costretto il loro ex sodale Bonanni a dimettersi addirittura due volte (prima da segretario della Cisl e subito dopo anche dal Centro studi) mettendo in circolazione i dati della sua pensione (e senza bisogno di sbirciare su qualche terminale Inps).

Ad ogni modo, questo processo, e anche questa affermazione degli avvocati (processualmente significativa e dovuta nell’interesse della parte rappresentata quanto sostanzialmente poco seria) è la conferma che le cose rivelate da Fausto Scandola erano tutte vere. E che l’imbarazzo che le parti cosiddette civili dicono di aver provato era fin troppo poco.

Se avessero avuto della coscienza sarebbero dovuti sprofondare dalla vergogna. E dimettersi tutti, senza “addirittura”.

PS. Chi si è trovato in imbarazzo davanti ai lavoratori non è certamente il dottor Sbarra dell’Anas, che non è andato in imbarazzo neppure per essersi fatto assumere dall’Anas in cambio di non si sa cosa e poter godere del distacco retribuito mentre era segretario della Cisl i n Calabria. E che, dopo i lcaso Scandola, invece di dimettersi ha costruito la sua scalata alla guida della Cisl nonostante i documenti pubblicati su di lui.

 

 

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13 Commenti - Scrivi un commento

  1. fanno schifo e chiedono soldi
    ma dove sono i dirigenti e iscritti cisl che non chiedono a questi dirigenti di dimettersi.
    ma se non fanno mai assemblee con i lavoratori come potevano essere a disagio.
    Ma possibile che nessuno faccia vedere quanto da voi dimostrato al giudice.
    Ora è certo quanto ha detto Scandola è vero e allora perchè nessuno denuncia i percettori per appropriazione indebita?
    Bentivogli e c dove siete? avete anche voi scheletri? se no perchè non chiedete conto a chi vi vuole estromettere?
    Bei tempi quando i metalmeccanici erano l’anima vera della cisl e accettavano di far minoranza pur di difendere dei valori.
    Tutti venduti ai soldi e al potere oltre ai privilegi.

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  2. E chi sarebbe questo fesso che si sarebbe dimesso per la vergogna davanti ai lavoratori? Io ricordo solo facce di travertino che ripetevano con la Furlan “sono solo pochi casi isolati, la Cisl è pulita”. E tutti sono rimasti dentro.

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  3. Ma non è che quello che si è dimesso è Bonanni (non ricordo altre dimissioni) ? Ma c’è anche lui tra le parti civili ? E poi questo povero dipendente INPS chi lo difende ? Se venissero denunciati tutti quelli che sbirciano una posizione pensionistica, per poi comunicarla a qualcuno, c’è il rischio di portare alla paralisi l’Istituto e nessun sindacalista dovrebbe avere più informazioni dirette su pratiche e posizioni, come accade abbastanza spesso, e come sa chiunque abbia fatto sindacato. L’Accanirsi delle parti civili contro il malcapitato dipendente, se reso noto dentro l’INPS, potrebbe pregiudicare, rendendoli molto più burocratici, i correnti rapporti tra patronati e Sindacati e lo stesso INPS.

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    1. Nel 2015, quando ci sono stati gli accessi alle posizioni pensionistiche della Furlan e degli altri, Bonanni si era già dimesso da mesi.

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      1. Da come conosco Bonanni, non ha denunciato nessuno. Pare che non l’abbia mai fatto in tutta la sua vita per ragioni di principio.

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        1. Eh sì in Cisl come nei regimi dittatoriali le carte contano perchè sempre cantano come il grillo del Marchese. Conobbi dirigenti che tenevano sotto chiave lettere anonime e dossier da usare a tempo debito contro chi dava fastidio. Vizio antico di chi non ha il coraggio di agire alla luce del sole. In politica e nel sindacato molti sono i loro emuli perchè la viltà è connaturata col potere soprattutto quello immeritato. Infine permettetemi: Bonanni ha pagato duramente la sua peggiore responsabilità verso la Cisl: la congiura contro Pezzotta. Ma egli non è paragonabile ai loschi figuri come la signora, il suo aggiunto, Bonfanti, Cerrito, Sorgi, Petteni e quel Giulio Romani di cui parlano le grige cronache bancarie. Purtroppo si circondò di consiglieri indegni e arraffoni e lui stesso non resistette al fascino della dea Pecunia. Ma di fronte a tanta desolazione mi viene da dire Parce sepulto.

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  4. Se solo sapessero quanto sono lontani dalla vera verità ! Sia per quel che riguarda i reali motivi per cui si è dimesso Bonanni ( chiedere a Bonfanti … ) sia per quel che riguarda la vicenda Scandola … quando chi sa come stanno le cose potrà farlo racconterà tutto … e ci sarà da ridere !!

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  5. Processo di Verona : la storia fino a ieri conosceva un processo di ben altra tragedia. Questo di oggi è la peggiore farsa che potessero partorire personaggi ridicoli che per coprire i loro misfatti puntano il dito contro un funzionario INPS reo di aver messo a nudo le loro ruberie di cui non si vergognano. Anche la privacy come spesso accade copre soprattutto i disonesti. Giuda chiede a Cristo di essere risarcito per il tradimento subito.
    Nemesi, fatti largo in questa cloaca.

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  6. Questa citazione di Pastore é diventato il motto di un convegno organizzato dalla Cisl in sua memoria:
    “Bisogna saper parlare con sincerità ai lavoratori, nulla nascondere e nulla ampliare”.
    Ma si rendono conto di quanto sono ipocriti? Secondo me no.

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  7. osservatore interessato · Edit

    Certo che avere la faccia tosta di chiedere 10.000 euro e’ il massimo ma se la sentenza conferma la veridicita’ dei dati e l’impiegato inps fosse condannato unicamente per aver comunicato i dati tutta la segreteria confederale di allora andrebbe cacciata per aver negato di aver percepito le somme oggetto della denuncia di Scadola – Questo blog dovrebbe organizzare una raccolta di firme tra gli iscritti per un impeachement della signora e del resto della compagnia

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