Il dilemma della Fim

 

Giorgio Graziani era ieri dalla Fim a presentare il libro postumo di Carniti. Mentre all’esecutivo della federazione metalmeccanica ad Amelia di inizio stagione c’era stato Piero Ragazzini. E, nonostante le apparenze, non si tratta di due nomi senza senso.

 

 

la pace di Amelia

Graziani (che non è il campione del mondo ’82, ma solo un omonimo) è colui che, con il suo intervento da centromediano picchiatore di antica scuola, a giugno aveva provocato il fallo di reazione di Marco Bentivogli all’assemblea organizzativa della Fim, usato poi come pretesto per il richiamo disciplinare contro di lui. E Ragazzini (che non è solo un omonimo di quello che controllava i soldi ai tempi di Bonanni, è proprio lo stesso segretario amministrativo) …

 

 

… è colui che durante i lavori della conferenza organizzativa confederale di inizio luglio ha chiamato uno per uno i 42 membri dell’esecutivo, cioè dell’organo che può commissariare una federazione, perché firmassero – senza perdere troppo tempo a leggerlo – il documento contro il segretario generale della Fim. Documento che sarà reso noto al grande pubblico in contemporanea dal Manifesto, il Fatto e la Verità ad inizio agosto (ma il piccolo pubblico di chi ci ogni giorno ci legge lo aveva già conosciuto un mese prima).

Allora è stata fatta la pace!”, diranno i lettori meno avveduti, prendendo atto dei convenevoli di ieri fra Graziani l’omonimo (“ringrazio la Fim per quest’invito”) e Bentivogli (“voglio ringraziare tutti a partire da Graziani”).Sì, in teoria. Ma invece no. Come sempre quando si tratta di Via Po 21, c’è una verità ufficiale, che è falsa, ed una verità nascosta, che è quella vera. La verità ufficiale sono i convenevoli e l’unanimità. La verità vera è che il cerchio su Bentivogli si sta stringendo, da fuori e da dentro.

Ufficialmente, la presenza ad Amelia di Ragazzini serviva a distendere i rapporti con la Cisl che era una delle richieste fatte dai critici di Bentivogli dentro alla Fim. E infatti era stato approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si parlava di “rafforzare” con la confederazione un “percorso”, attraverso “reciprocità di riconoscimento e rispetto dei ruoli”, superando i “personalismi” e valorizzando il “dibattito critico” sia nella Cisl che nella Fim.

Ma se queste parole potevano sembrare un compromesso accettabile da parte di Bentivogli, e per questo il documento era stato approvato all’unanimità, a smentirlo è arrivata l’interpretazione che Via Po 21 ha fatto circolare, ancora una volta, attraverso la Verità, uno dei giornali dei quali si era servita a inizio agosto per rendere noto il richiamo disciplinare fatto.

 

 

 

Il 22 settembre la Verità pubblica infatti un articolo tanto fazioso quanto ben informato sui fatti in cui rilegge quel documento non come un compromesso accettabile ma come l’atto di accusa formulato in un “processo a Bentivogli. Non solo, ma fin dal sottotitolo si sottolinea che ci sono quattro regioni della Fim in rivolta (Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana) e si formula un capo di accusa specifico e grave: la piattaforma per il contratto dei metalmeccanici non è mai stata discussa dal consiglio generale della Fim.

Naturalmente l’operazione della Verità è una forzatura: perché se ci sono quattro regioni in rivolta e il documento è stato approvato all’unanimità vuol dire che anche chi invece non è in rivolta e sostiene il segretario generale lo aveva votato dandogli tutt’altra interpretazione, quella ufficiale di una volontà di pace. Ma questo vuol dire poco: la notizia è che la strategia di Via Po 21 verso la Fim prevede l’assedio dall’esterno ed il logoramento interno, in attesa che un incidente di percorso, naturale o provocato che sia, porti Bentivogli ad accettare l’uscita di scena che gli sarà offerta, sostituendolo con qualcuno che sarà stato messo lì non dalla federazione ma dalla confederazione.

E così anche un altro dei sedici che nel gennaio 2017 avevano votato contro il commissariamento della Fp sarà stato liquidato. Se questo avverrà in malo modo o con una buonuscita, dipenderà da che piega prenderanno gli avvenimenti.

Ecco che allora per la parte della Fim che non è in rivolta contro Bentivogli, e che è consistente soprattutto al sud, si pone un dilemma: continuare a recitare la farsa di un’intesa che è stata raggiunta con Via Po 21 ma non è una cosa seria, o far saltare tutto e andare ad un difficile scontro da combattere su due fronti, all’interno e all’esterno?

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Caro Bentivogli, morto per morto almeno ti/vi conviene combattere….. non illudetevi. Almeno siate una speranza, io ho fatto l’errore di credere a quelle persone e ho fatto una brutta fine!

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  2. osservatore interessato · Edit

    Basta resistere ancora un po si apre la stagione dei giudizi in tribunale Napoli Ial Volpato hai visto mai che esce un rinvio al giudizio per la signora delle camelie ed allora si aprono i giochi

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  3. ricostruzione che si muove al limite del verosimile ma che serve ad adattare la realtà all’unico obiettivo che è quello di screditare la cisl. in fim finalmente si sta muovendo qualcosa. i “cacasotto” si sono mossi in un organismo: perché voi gli diate valore però dovranno essere espulsi. attendiamo gli eventi.

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    1. Teniamo a precisare che il termine “cacasotto” lo hai usato tu e non ci appartiene. Quanto al fatto che i critici verso Bentivogli si sarebbero mossi nella sede propria è una cosa apprezzabile, ma resta da capire allora il significato dell’unanimità con cui sono stati approvati i due documenti di Amelia. O Bentivogli non ha capito cosa si votava, o qualcosa non torna, perché “unanimitò” di olito vorrebbe dire “siamo tutti d’accordo”.
      Se poi possiamo parlare alla luce delle esperienze della Fai, tendiamo a diffidare dei critici che si muovono in sintonia e contemporaneità con Via Po 21 e le sue indicazioni: talvolta, e non parliamo di tutti, più che di critici, si tratta di persone che hanno scelto di stare il padrone più forte contro il padrone più debole.

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  4. cacasotto lo avete coniato voi…oppure qualcuno scrive con pseudonimo admin a vostra insaputa..
    “O ci vuoi raccontare che nella Fim sono tutti dei cacasotto incapaci di aprire bocca ma in attesa che arrivi l’impero della confederazione a liberarli dal signorotto locale in cambio della loro sottoposizione al potere centrale?

    admin26 luglio 2019 at 10:56 ”

    http://www.il9marzo.it/?p=12596#comments

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    1. In effetti non ricordavamo di averlo usato in quel contesto, ma per un motivo molto semplice: non eravamo noi che davamo del “cacasotto” a qualcuno, ma fecevamo presente che non c’era motivo di credere che nella Fim il dissenso non si potesse esprimere negli organi competenti finché non ci fosse stata la sponda – se non il mandato – di Via Po 21. Perché altrimenti i portatori del dissenso sarebbero stati, ma in quel momento non lo credevamo ancora, personaggi veramente da poco.
      Purtroppo, invece, è andata proprio così. In più con la vigliaccheria – questo è il termine che usiamo di solito, perché lo riteniamo più forte e più autentico di cacasotto – di raggiungere l’unanimità su di un documento per poi farne girare, tramite la Verità, l’interpretazione per cui si tratterebbe di una condanna anche di chi lo ha appprovato.
      A scanso di equivoci, confermiamo anche quel che abbiamo sempre scritto sul poco coraggio dimostrato finora anche da Marco Bentivogli, almeno fino ad oggi, a partire dal voto a favore del commissariamento della Fai e dall’atteggiamento a dir poco evasivo sulla vicenda Scandola, con l’eccezione del voto contrario al commissariamento della Fp. Che poi è ciò che ora gli si vuol far pagare con motivazioni surrettizie.
      Infine, ribadiamo che “admin” è un nome collettivo e non è uno pseudonimo di nessuno.

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      1. date giudizi senza conoscere la realtà dei fatti. faziosi. prima di dare del vigliacco a qualcuno dovreste pensarci bene. non occupatevi di questioni che non conoscete solo per strumentalizzarleperché sarete pure i più puri ma così vi qualificate allo stesso livello si chi condannate. la cisl è morta definitivamente, ridotta a cani che si sbranano tra di loro.

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        1. Noi possiamo solo ribadire che il coraggio è quella virtù che non puoi essere autorizzato da Via Po 21 per poterla esercitare, perché se fai così vuol dire che non ce l’hai. Noi di questo abbiamo parlato, e non da oggi, e non solo sulla Fim.

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