Lo Ial e il valore della parola di Gigi

Questa storia ha inizio alcuni anni fa, quando Gigi “pensionedoro” Bonfanti non era ancora in pensione; ,ma aveva d’oro il distacco retribuito. Tanto che quando i suoi colleghi della segreteria Bonanni si autoassegnavano stipendi superiori alle indicazioni confederali, lui li poteva guardare dall’alto del suo stipendio da primario come un signore guarda dei pezzenti che si contendono un tozzo di pane.

Di quella segreteria bonanniana, Gigi “distaccodoro” Bonfanti era il segretario amministrativo; cioè quello che teneva la cassa – incarico che lascerà a Piero Ragazzini; Vico parlerebbe di corsi e ricorsi della storia – e pagava gli altri, quindi sapeva benissimo in che considerazione venivano tenute le indicazioni del regolamento confederale, però a lui, che prendeva molto di più ed in modo perfettamente lecito, la cosa non doveva fare un particolare effetto.

In quella veste, il nostro eroe aveva firmato una carta abbastanza importante ai fini dei procedimenti giudiziari oggi in corso e che riguardano la gestione Treré dello Ial. Una vicenda che riprendiamo pubblicando la Memoria che gli avvocati di Treré hanno depositato il 14 dicembre 2018 (questo è il link, purtroppo la qualità del file non è la migliore) a sostegno della querela per diffamazione presentata contro Stefano Mastrovincenzo e Anna Maria Furlan. I quali, nel giustificare il licenziamento di Treré e la sua sostituzione col marchigiano Mastrovincenzo, avevano sostenuto che il buco nel bilancio dell’istituto fosse ben più grave di quanto apparisse, in base ad una relazione di una società che si occupa di “due diligence”.

La volta scorsa abbiamo già fatto presente che, al netto del nome in inglese che fa sempre impressione su chi non lo sa, una “due diligence” non è una revisione oggettiva di un’autorità terza rispetto alle parti, ma una relazione commissionata – e quindi anche doverosamente retribuita – da una parte, in questo caso la Cisl, nel proprio interesse e che la società incaricata, pur nel rispetto rigoroso dei canoni della correttezza professionale, svolge sulla base di ciò che la parte committente mette a disposizione.

Uno dei punti controversi di questa storia è, come abbiamo già detto, il fatto che la Cisl ha detto a chi ha fatto la relazione sullo Ial di non tenere conto di un forte credito di quasi due milioni – per la precisione 1.806.317 –  che lo Ial aveva, ed avrebbe ancora, nei confronti dello Ial del Veneto o di quel che ne resta. Un credito dato per “inesigibile” e cancellato.

Il fatto è che a garanzia quanto meno politica di quel prestito, per il quale era stato acceso un mutuo, c’era la firma dell’allora segretario amministrativo della Cisl, cioè Gigi “distaccodoro” Bonfanti.  Cioè della Cisl, nella persona del segretario amministrativo.

Riassumiamo. La Cisl dice a Treré: “presta i soldi per il Veneto e noi ti garantiamo la restituzione”; il Veneto non resituisce; allo Ial resta sulle spalle un mutuo da pagare e il credito non riscosso; poi quando Treré viene mandato via, la Cisl lo accusa di essere responsabile di un buco che la Confederazione si era impegnata a coprire e che non ha coperto.

D’altra parte, se la firma su quell’atto era quella di Bonfanti, quell’atto poteva avere il valore di quella firma e di quella parola data.

Cioè zero.

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2 Commenti - Scrivi un commento

  1. senza parole sono dei ……………………………..
    e poi parlano di etica di che: alla romani, alla bonanni, alla bonfanti, alla ragazzini, alla furlan che non si era accorta che le stavano versando più contributi(qualcuno sa se li ha restituiti all’inps come indicato dal commercialista di parte cisl come un errore?)
    potrei fare un elenco enorme: vi ricordate il segretario fim poi mandato alla fai che aveva un conto riservato per farsi lo stipendio?
    e gli stipendi sotto forma di rimborsi della segreteria gallo di cui a rapporti interni fiba e poi napoli e la sicilia e il piemonte e le marche e il lazio e tutta la vicenda aletheia.
    Un rosario di non etica ma non frega niente a nessuno

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