Lo Ial e i tappeti di Via Po 21

Nella casa di vetro della signora Anna Maria, i tappeti sono la cosa più importante.

Il tappeto, si sa, è utilissimo quando si vuol nascondere la polvere invece di far la fatica di buttarla via. Solo che dopo un po’, i tappeti cominciano a galleggiare sotto a una montagna di polvere e monnezza varia, e allora il trucco diventa inutile prima e controproducente poi.

Ad esempio, i buchi milionari dello Ial, e degli Ial regionali, sono da anni un bel mucchio di monnezza che i tappeti della signora nascondono a fatica. Tanto che, come accade in questi casi, la padrona di casa ha scaricato tutta la responsabilità sul personale di servizio; e così Graziano Treré, molto a lungo a capo dello Ial, è stato licenziato un paio di anni fa, con l’accusa di essere stato lui a produrre mucchi di spazzatura troppo grandi per essere nascosti sotto ai tappeti di Via Po 21.

Lui però aveva fatto presente la sua versione, con una lettera che anche noi avevamo pubblicato, obiettando fra l’altro che il buco dello Ial, ben più che alla sua gestione, era legato a situazioni come quella del Piemonte, la regione di Giovannona Ventura, dove il buco era di 53 milioni, o della Liguria, della stessa signora Anna Maria. Oppure del Veneto, per il quale lo Ial nazionale aveva prestato quasi due milioni alla Usr di Franca Porto con la garanzia della Cisl nazionale firmata da Gigi “non ancora pensione d’oro” Bonfanti, segretario amministrativo di Via Po 21. Insomma, c’erano dei debiti per i quali Via Po 21 aveva assunto degli impegni che poi non sono stati rispettati.

Come si sa, a volte i licenziamenti portano a lunghe controverie davanti a qualche giudice. E così è per Treré e Via Po 21, che hanno messo di mezzo gli avvocati (l’unica categoria che guadagna sempre da queste situazioni), in sede civile e penale. E nei prossimi mesi cominceranno ad arrivare le decisioni.

E siccome gli atti giudiziari non sono atti privati ma riguardano tutto il popolo nel cui nome la giustizia è amministrata, ci sembra giusto far conoscere su cosa si stanno per pronunciare i giudici e nei prossimi giorni pubblicheremo quindi alcuni degli atti di questa controversie.

In modo che i tappeti della casa di vetro possano essere battuti in pubblico per vedere quanta e quale polvere ne potrà uscire fuori.

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Le notizie che girano in questi giorni sulla guerriglia in UGL non destano sorpresa perchè dura da molti anni. Eppur quei finti sindacalisti nipoti delle falangi nere di Salò nella loro periodica macelleria qualche pulizia la fanno. Oddio! questo al netto delle figure da analfabeti di certi suoi dirigenti in carica o prestati a questo Governo di giostrai. Però attenzione: sempre meglio dei vetri puliti di Crudelia che uccide la Cisl salvando se stessa e i camerieri del suo lindo gineceo.

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  2. Bruno Della Calce · Edit

    eh si: Diceva Peppino De Filippo: e ho detto tutto. Tuttavia Il nostro Paese ha più avvocati che operai specializzati. Buon per loro. Non siamo un popolo probo che risolve in via stragiudiziale le questioni. Siamo attratti dalla giustizia ordinaria,…e da quella dei probi viri . Punto.

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  3. Tutte “chiachierle”…. Prima o poi la trottola si piegherà su se stesa e il tonfo si udrà in Piemonte, in Sicilia, nel Veneto, nel Lazio e…in Calabria. Se non solo la dignità ma anche un minimo istinto zootecnico ispirasse questi briganti allora si potrebbe ancora sperare in quel nitrito liberatorio della cavallina storna. Ventura…Porto…La banda abbruzzese…Bernava….i mariniani del Colle Oppio (nomina omina) e signora vetri puliti, se non riuscite a vergognarvi delle malefatte IAL, dovreste arrossire per essergli sopravvissuti.
    Ma più brutto è il silenzio complice di chi non parla e non vede in attesa del premio pennacchio.
    “Nulla vidi niente seppi e tutte cose scurdai” …è il MANIFESTO di quella cosa…vostra che vi tiene impeciati e ansimanti come Zombi.

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