Sul pullman di Salvini

Erano 43 le organizzazioni ieri alla riunione convocata da un capo di partito per presentare le proposte del suo partito assieme al responsabile economico del suo partito e gentilmente ospitata al Viminale, sede del ministero dell’interno, di cui il capo di quel partito ha pro tempore le chiavi.

Ci fosse stata un’organizzazione in più, le “parti sociali” sarebbero potute entrare al Viminale in fila per sei, col resto di due. Come i gatti della famosa canzone.

Invece chissà che traffico di auto, blu o meno che fossero, ci sarà stato a quell’ora in un centro di Roma già abbastanza caotico nei giorni normali. La prossima volta, il ministro potrebbe organizzare un pullman per portare tutti assieme al “Salvini and friends” così da semplificare l’organizzazione e diminuire il traffico.

E, tanto per amalgamare il gruppo, a bordo del pullman il ministro-capo partito potrebbe far cantare in coro a tutti “Quel mazzolin di fiori”, o qualche vecchio successo di Lucio Battisti che di solito salta fuori nelle gite in pullman (“Dieci ragazze per me posson bastare…”).

Perché cantando in coro poi si va più d’accordo; e non è che 43 soggetti di rappresentanza in due o tre ore possono seriamente discutere e far emergere posizioni diverse da mettere a confronto, per poi cercare una sintesi; l’unica cosa che puoi fare è cantare in coro. Sotto la direzione del padrone della festa.

Se poi ci si chiede perché le organizzazioni si sono messe in fila per andare alla riunione invece di inventarsi qualche scusa tipo la laurea di un figlio o il matrimonio di una sorella come si fa con gli inviti poco graditi, la risposta è semplice. Almeno per imprese e professionisti. Questi puntano su Salvini perché è quello che nel governo gli promette “meno tasse” (promessa non nuova, eppure funziona sempre). Ma i sindacati? Quelli che rappresentano chi lavora e che rischia di pagare come costi dei servizi quei pochi soldi che potrebbero risparmiare sulle tasse?

Ecco, per loro c’è solo un motivo per salire sul pullman di Salvini: il no al salario minimo. Che è uno dei punti sui quali litigano i partiti al governo, perché i 5 stelle lo pretendono e la Lega lo boicotta. I sindacati infatti sono contrari a questa tutela dei lavoratori più deboli perché chiedono che i loro contratti siano validi per tutti. In questo modo diventerebbero validi per tutti anche quegli istituti – enti bilaterali in primis – e quei benefici vari che le organizzazioni prevedono per sé quando sottoscrivono un contratto collettivo in rappresentanza di altri.

Insomma, c’è un tesoretto da difendere. E per farlo le tre organizzazioni sono pronte a imbarcarsi sul pullman di Salvini. E a cantare in coro il Mazzolin di fiori, o qualsiasi altra cosa il capo comitiva decida che si canti.

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7 Commenti - Scrivi un commento

  1. Forse ci starebbe una seconda motivazione, i sindacati son andati a quella riunione col benestare del PD per seminare zizzania tra i partiti di governo. Poco importa perché la Cisl per prima dovrebbe chiedere scusa al presidente Conte per lo sgarbo istituzionale. La figuraccia al di là delle cattive intenzioni rimane e l’ha fatta tutta la signora Furlan.

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  2. Scusate ma far saltare il banco riguardo al salario minimo é un vantaggio per la Cisl o per i lavoratori che la Cisl rappresenta? Io penso la prima. Per i secondi la questione è quasi ininfluente. Anche perché i lavoratori interessati al salario minimo non sono iscritti alla Cisl in quanto questa non se ne è mai interessata in passato a parte poche eccezioni. Ah!! Ma adesso l’input è quello di sporcarsi le mani nelle periferie del mondo del lavoro..

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  3. Tantissimi lavoratori cui vengono applicati contratti sottoscritti con le controparti dalle categorie di CGIL CISL e UIL hanno una paga base cui deriva un salario orario tra gli 8.00 e gli 8.50 euro. Che accadrebbe se fosse legiferato un salario minimo di 9 euro? Personalmente non saprei dire. Ma i sindacati che figura ci farebbero?

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  4. Fossi nei 5 stelle procederei subito alla riduzione delle pensioni dei sindacalisti e non per vendetta ma per giustizia.
    un sindacato che confonde i ruoli istituzionali, politici e di rappresentanza non puo’ difendere il lavoro e i lavoratori.
    Non ha detto la Furlan e i suoi seguaci che Bentivogli non rispetta l’autonomia della CISL rispetto ai partiti? Quella di ieri invece cosa era? l’annullamento del sindacato e la conferma di una consorteria di affari!!!

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  5. rispondo a roma capoccia: nei cinque stelle i cretini non li vogliamo! le pensioni ai sindacalisti non sono tutte uguali. C’è chi se l’è gonfiata e chi se l’è guadagnata. Ciao

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  6. Anonimo delle 9.26 da dati ormai accertati e pubblici i sindacalisti se la sono gonfiata tutti la pensione. Esistono i numeri e le cifre da consultare. Quelli che se la sono guadagnata se la sono guadagnata come tutti i lavoratori. Se sei in distacco e non lavori non devi avere una retribuzione superiore. se sei sindacalista non puoi predicare bene e razzolare male e poi parlare del malaffare dei politici. se sei sindacalista e devi difendere i lavoratori non crei società a scopo di lucro…..

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