Bentivogli è tranquillo e parla ancora

Luci sul lavoro

Il giorno dopo la lettera con cui gli è stato detto in malo modo che parla troppo e se non la smette la pagherà cara, Marco Bentivogli è tornato a parlare. Assieme al presidente del sindacato europeo, Luca Visentini, ed al giornalista della Repubblica Eugenio Occorsio, si è occupato del suo argomento preferito, “Il lavoro di domani tra robotizzazione e intelligenza artificiale” a Montepulciano, nell’ambito del festival “Luci sul lavoro” (cui si riferisce la foto in alto).

D’altra parte, se la signora Anna Maria gli ha fatto sapere che se vuole lei ha la maggioranza per farlo commissariare, lui le aveva già fatto sapere ancor prima, con l’approvazione all’unanimità da parte dell’esecutivo della Fim, che la sua federazione sta con lui. E quindi sta tranquillo, tanto da far arrivare a Via Po 21 il documento accompagnandolo con una lettera alla “cara Annamaria” in cui porge le sue scuse per avere “alzato i toni” nel replicare a quello screanzato (definizione nostra, non sua) di Giorgio Graziani per il suo intervento alla conferenza Fim ed a Nora Garofalo per la vecchia storia dell’accorpamento mancato. E  aveva chiesto che la regola “costruiamo ponti, non muri” enunciata dalla conferenza della Cisl valesse anche dentro all’organizzazione (riportiamo di seguito a questo post la lettera ed il documento).

Le scuse però non hanno accontentato la signora di Via Po 21, che ha scatenato la reazione dei 42. Evidentemente lei cerca un nuovo incidente nella speranza che lo scandalo gli dia motivo per sbarazzarsi del fastidio Bentivogli; ed evidentemente lui ha deciso di non rispondere alle provocazioni. E intanto “provoca”, andando in giro a parlare delle sue idee invece di ripetere la linea di Via Po 21.

Il che ci fa pensare che lo scontro finale sia rinviato, ma non sia lontano.

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Roma, 9.07.2019
Cara Annamaria,
Ti allego il documento, proposto unitariamente dalla segreteria nazionale della Fim e
votato all’unanimità dall’Esecutivo nazionale della nostra Federazione, riunito nella
serata di ieri 8 luglio a Roma.
Come ho ribadito più volte, non era mia intenzione offendere né l’Organizzazione né il
suo gruppo dirigente e, se qualcuno si è sentito offeso, ne sono dispiaciuto e chiedo
scusa per aver alzato i toni su contenuti che, comunque, anche nella foga ho
circostanziato.
Così come chiedo scusa alla Segretaria Generale della Femca Cisl Nora Garofalo se si è
sentita chiamata in causa, non era nelle mie intenzioni.
Come hai detto oggi nella tua relazione di apertura della Conferenza Nazionale
Organizzativa, non dobbiamo erigere muri ma costruire ponti e collaborazioni. Questo
vale anche per i rapporti interni alla nostra organizzazione.
Mi piacerebbe, davvero, che il tutto possa trovare forma all’interno di una sana
dialettica politica nella Nostra Organizzazione senza ogni volta pensare che i miei
interventi debbano rappresentare una qualche volontà di “non rispettare la CISL e il
lavoro di chi, ogni giorno, prova a combatte con mille limiti l’ingiustizia con senso del
dovere e coraggio”. Né, tantomeno, un attacco a te, Segretaria Generale che ho
sostenuto e che sostengo, o alla Segreteria, anch’essa sempre sostenuta, e a tutto il
gruppo dirigente. Ho stima e rispetto di tutti. Le organizzazioni sane come la Cisl
devono favorire il fatto che le posizioni e anche gli stili diversi contribuiscano a
sommare tutte le energie presenti, senza esclusioni.
Questo lo si è visto anche nei momenti difficili che hanno coinvolto la nostra Cisl in
questi anni, difficoltà che ha ricordato anche il segretario organizzativo Giorgio
Graziani oggi nella sua relazione.
La Fim non ha mai fatto mancare il proprio contributo anche, e sopratutto, nelle
situazioni in cui la Nostra Confederazione si è trovata sotto attacco, difendendola,
anche nelle scorse settimane, senza cedimento alcuno in tutti i luoghi di lavoro e sui
media.
Io continuo e continuerò, insieme a tutta la Fim, a sentire la Cisl la nostra casa comune.
Spero possa esserci, a breve, la possibilità di poterci confrontare nell’incontro che ti ho
richiesto e di poterlo fare liberamente su tutto, stando sul merito delle questioni e
abbandonando, tutti, pregiudizi e retro-pensieri che dipingono ogni mia posizione
come un attacco all’Organizzazione.
Nella nostra storia vi sono state divisioni e contrasti ben più profondi, ma la fiducia nel
bene dell’organizzazione ha sempre aiutato ad andare avanti e risolverli e ad assegnare
alle criticità il giusto rilievo per ricostruire un clima di rispetto e stima reciproca, su cui
personalmente mi sento impegnato.
Il Segretario Generale Fim Cisl
Marco Bentivogli

 

DOCUMENTO ESECUTIVO FIM CISL
L’esecutivo della Fim riunito a Roma il giorno 8 luglio approva la relazione e le conclusioni del
Segretario Generale e il successivo dibattito, ritendendo che, in relazione agli avvenimenti occorsi
durante e successivi all’Assemblea Organizzativa Fim, sia necessario un’azione corale, di categoria e
confederale, finalizzata ad un’operosità costruttiva e proficua a partire dai territori e che coniughi e
intrecci categoria, servizi e UST/USR per realizzare la confederalità.
Confederalità che la Fim persegue, impegnandosi a renderla più proficua, intensa, costruttiva a
partire dai progetti e indirizzi approvati nei documenti conclusivi della nostra Assemblea
Organizzativa Fim. Confederalità, che intendiamo realizzare, sulla base della progettualità, a partire
dal livello aziendale e territoriale.
Il contributo della Cisl alla nostra Assemblea Organizzativa Fim, nella sua durezza e anche
“provocatorietà”, ha suscitato una reazione di scoramento di tutte le persone presenti.
In questo contesto, anche a freddo, vanno considerati alcuni passaggi che già Bentivogli ha definito
“sopra le righe” delle conclusioni del nostro Segretario Generale alla nostra Assemblea
Organizzativa, relativamente ad atteggiamenti di alcuni Segretari Territoriali con espressioni razziste
sui social (anche a fronte della disponibilità, già confermata, ad essere comprovate in un incontro di
chiarimento con la Cisl in cui saranno prodotte).
Di tali affermazioni (ma anche di nessuna volontà di generalizzare) il Segretario Generale ha voluto
scusarsi nella sua relazione al nostro Esecutivo.
Tuttavia tali parole non sono state utilizzate con leggerezza, ma derivanti da evidenze fattuali (che
qui sono state esposte e documentate) e in ogni caso frutto di una reazione finalizzata a difendere
con orgoglio la Fim che si è sentita ferita dalle parole udite da chi rappresentava la Cisl.
Tanti anni di esperienza sindacale del nostro gruppo dirigente non ci ha preservato dal reagire con
parole dure alle ancor più dure parole, del Segretario Cisl presente ai lavori.
Il brevissimo Consiglio Generale, tenutosi successivamente all’Assemblea Organizzativa, ha votato
relazione, conclusioni e documenti da quest’ultima approvati ed è pertanto doveroso evitare
strumentalizzazioni e personalizzazioni (anche per quanto sopra esposto) contro il Segretario
Generale Fim a cui l’organizzazione rinnova tutta la sua fiducia.

Questo esecutivo è il primo momento di riflessione in questa direzione ma tutta la Fim farà
senz’altro tesoro ed esperienza dei fatti accaduti. Per noi vi sono tutte le condizioni e auspichiamo
la costruzione di un rapporto di maggiore cooperazione senza delegittimare e isolare nessuno.
La FIM con la sua progettualità organizzativa approvata nel documento conclusivo lavorerà per
costruire, rafforzare e implementare nei luoghi di lavoro, nei territori e nelle sedi sindacali, la
visibilità e la presenza anche organizzativa sia Confederale che di categoria, per un obiettivo comune
di crescita, allo stesso tempo, della federazione e della confederazione della quale la prima fa parte.
La Fim nel suo peculiare dinamismo ed entusiasmo può, a volte, sembrare “ingombrante”, ma il
nostro obiettivo altro non è che lavorare all’interno della Cisl per il Paese, per i lavoratori e
pensionati che la Cisl rappresenta con questo gruppo dirigente.
Gli impegni non ci mancano, abbiamo avviato la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale che
riguarderà 1.600.000 lavoratori e ogni giorno esplode una nuova crisi aziendale che investe in
maniera massiccia la nostra categoria. Riteniamo dunque importante continuare ad occuparci del
lavoro e dei lavoratori sulla base di queste priorità proseguendo, in parallelo, il lavoro di
aggiornamento del nostro modello organizzativo, così come deliberato.

Roma, 8 luglio 2019

approvato all’unanimità

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23 Commenti - Scrivi un commento

  1. Bruno della Calce · Edit

    Io non so a che livello si arriverà, ma siccome ê una vicenda che ha il sapore di cose già fatte e che io ho già visto, la storia è maestra. Lungi dal dispensar consigli la fim può letteralmente mandare a quel paese la confederazione . Mi chiedo…se sia possibile revocare adesione e dirottare tutti i contributi alla federazione. Asserragliarsi nelle sedi e presidiarle con un servizio di ordine e dare il benservito . Una federazione può staccarsi e se esistesse quel sano moto di ribellione e un migliaio o un centinaio di persone disposte a tutto vorrei vedere come va a finire. È la cosa che a tempo debito avrei preferito si facesse. Disconoscere la confederazione, togliere i contributi e bloccare conti e sedi…un tempo non lontano una generazione era capace di rompere le balle in modo estremo…possibile che Fantozzi abbia poi condizionato gli anni a venire…diamine. disobbedienza e distacco e un manipolo di persone…robuste e poco propense allo schema fantozziano…e si entra nella storia. ..il gusto della rivolta e la fine delle prediche. ..sai che divertimento..nè…

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  2. Marcolino sta tranquillo perché sa che il generale primo firmaiolo non si occupa di metalmeccanici ma, da buon dottore sindacalista, di esami del DNA.

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  3. osservatore interessato · Edit

    Conoscendo il carattere di Crudelia la cosa migliore che puo’ fare Bentivogli evitare nei prossimi mesi di partecipare alle discussioni per lo piu’ sterili che si svolgono nella Cisl e moltiplicare la sua presenza sui media e sui giornali conoscendo la idiosincrasia della sig.ra a partecipare a dibattiti e contradditori senza conoscere prima le domande non essendo in grado di rispondere per ignoranza e conoscenza dei singoli argomenti: In questo modo crescera’ la bile della sig.ra e Marco non fornira’ appigli ad eventuali commissariamenti sempre dietro l’angolo. In autunno poi si aprono le stagioni delle cause che la vedono coinvolta e chissa’ se una mano non potra’ venire dall’esterno visto l’incapacita’ e la totale dipendenza dell’attuale gruppo dirigente.

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  4. La quota tesseramento pertinente la Cisl non si può bloccare in quanto ripartita automaticamente dal conto cieco i cui firmatari sono rappresentanti sia della categoria che della confederazione. Pertanto l’unico modo per bloccare la contribuzione confederale é agendo alla fonte, cioè di comunicare ad ogni singola azienda le coordinate bancarie di un nuovo conto corrente intestato alla categoria. Ma questo percorso significa violare gravemente lo statuto, pertanto sarebbe da prendere in considerazione talora la Fim uscisse dalla Cisl avviando un nuovo corso con nuove deleghe di iscrizione da fare sottoscrivere agli iscritti.

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  5. Sì chiamano lacrime di coccodrillo, false. Ha portato le evidenze a supporto delle sue gravissime affermazioni? o è il solito bla bla?

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  6. Anonimo delle 9.43 se ti riferisci a Bentivogli pare che le abbia ma la Segretaria sfugge ogni confronto dialettico… Se questa è un segretario generale della Cisl é tutto dire…

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  7. L’obiettivo della oligarchia è stato quasi raggiunto. Ormai la Cisl è stata trasformata in una S.p.A. (ci manca solo la quotazione in borsa).
    Una S.p.A. con un Segretario Generale che ha le funzioni di un amministratore delegato che impartisce ordini da eseguire ad occhi chiusi e senza fiatare.
    Ci sono poi i livelli intermedi e i quadri che recepiscono , dispongono e demandano ai livelli inferiori.
    C’è poi la manovalanza che eseguisce.
    Quando uno degli ingranaggi si inceppa, magari perché si pone delle domande, viene scartato o meglio licenziato in tronco.
    In una S.p.A. il lavoratore si appella al giudice del lavoro, nella Cisl questa funzione non esiste più perché i probiviri non hanno più autonomia decisionale, anzi spesso e volentieri i probiviri sono ex sindacalisti pensionati e prezzolati dalle confederazioni dalle quali ricevono istruzioni rispetto gli orientamenti da prendere.
    Come spesso accade nelle S.p.A. ,ma con le dovute eccezioni, la missione perde la componente sociale e solidale. Resta la componente produttiva assieme a quella burocratica.
    In sostanza la Cisl ha perso l’anima e la missione originaria.
    Poi all’assemblea organizzativa si cita Giulio Pastore … Farebbero meglio a citare Jeff Bezos o qualche altro azionista di multinazionali.
    Altro che Pastore, con questa Cisl non ha nulla a che vedere.

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      1. Caro anonimo che scrivi “ che trombone” hai mai guardato la dirigenza con occhi obbiettivi e senza pensare al tuo posto di lavoro ? Bene , se lo facessi vedresti come siamo conciati.

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  8. Siamo tre delegati rsu Femca e seguiamo uno per uno i 132 iscritti della ns nota azienda farmaceutica. Avevamo dubbi dopo i noti servizi delle iene, avevamo dubbi dopo che per decisioni piovute dall’alto è stata fatta saltare la federazione dell’industria, avevamo dubbi dopo i vari commissariamenti in giro per l’Italia. Dopo aver seguito la vicenda Furlan Bentivogli e soprattutto dopo aver letto quella sconceria di lettera del comitato esecutivo Cisl nazionale, abbiamo deciso di formalizzare le nostre dimissioni dalla rsu entro la prossima settimana non prima di aver indetto assemblea con gli iscritti motivando tale scelta e suggerendo le dimissioni in massa da un sindacato che non sentiamo più nel nostro dna per colpa di chi lo governa da diversi anni ad uso e consumo proprio.

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    1. Capisco e comprendo l’amarezza e l’imbarazzo chi, soprattutto come noi, viviamo la prima linea. Ma la vostra scelta è un grosso errore. Prendete tempo. Tutto il tempo che vi serve. Ma non è dando le dimissioni che vi sentirete meglio. Se siete riusciti ad ottenere il consenso dei 132 iscritti e dei tanti altri che vi seguono ed apprezzano, è anche per ciò che la Cisl e la Femca ancora rappresentano. Per ciò che la Cisl e la Femca ancora fanno. Un abbraccio

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    1. L’anonimo di questa mattina 15 luglio ore 9.02 ci ha ricordato che “certe scellerate decisioni si combattono stando dentro la cisl”. Voglio sperare che sia in buona fede. Lui avrebbe ragione se questa di oggi fosse ancora la Cisl di Carniti e Sartori o quella di Pezzotta dove ci si scontrava ma ci si rispettata. Con questi saraceni che stanno saccheggiando identità e storia della Cisl, con gli attuali Probi viri chi può pensare di bonificare la discarica? Porre domande scomode o sollevare critiche… di questi eroi nella odierna Cisl nviene cancellata pure la memoria. Rileggi, caro amico l’isterico libello intimidatorio contro la Fim e il suo Segretario, firmato dai consacrati ministri dell’ Esecutivo. Se sei in buona fede ti renderai conto di esserti illuso. Molti vorrebbero che fosse ancora possibile strappare il velo del Tempio e scacciarne i mercanti… Se invece sei convinto di quel che dici allora comincia tu. Molti ti seguiranno e tu diventerai il capo della rivolta interna a patto di essere capace di uscire dall’anonimato.
      È dolce e decoroso morire per la Patria.

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  9. FAI… FP… e ora FIM questa organizzazione è morta definitivamente. combattere… sacrificarsi, avrebbe un senso, se fosse possibile dare voce ai territori, che non sono d’accordo con la linea confederale. con congressi Veri, senza Indicazioni di voto e esiti prestabiliti.

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  10. osservatore interessato · Edit

    la ciliegina sulla torta e’ la partecipazione all’incontro convocato da Salvini non si capisce se come Lega o come Ministro grave tentativo di legittimazione del Presidente del Consiglio.

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  11. Ve li immaginate Lama Carnini e Benvenuto andare dal ministro dell’interno a trattare escludendo il presidente del consiglio? Siamo alla frutta. La Cisl più degli altri, visto che ha peggior gruppo dirigente della sua storia. Ha ragione l’ultimo anonimo. Un errore politico immenso. La CISL e’ MORTA.

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