Le pensioni dei sindacalisti: i problemi falsi e i problemi veri

Sul tema delle pensioni dei sindacalisti, in particolare di quelle frutto di contributi aggiuntivi, riceviamo un’importante nota, a firma di “Comma 22″, che fa precisazioni puntuali per evitare che su questo tema delicato scenda la notte in cui tutti i gatti sono bigi. Mentre bisogna distinguere fra i gattoni che si sono gonfiati la retribuzione, e hanno per questo una pensione più alta del dovuto a danno della Cisl, i gattacci che si sono fatti accreditare contributi non dovuti per avere una pensione più alta a danno dell’Inps e della Cisl e i gattini che hanno semplicemente avuto quel che spettava loro, senza alcun vantaggio – checché ne dica Boeri – rispetto ai lavoratore normale.

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Spett.le “9 marzo “

Sull’ ultimo numero di “ Millenium ” il mensile del Fatto Quotidiano ho trovato alcuni articoli interessanti e senza dubbio meritevoli di aprire una discussione sul “ sindacato oggi “, discussione che purtroppo da tempo è carente, se non svanita.

Non si discute più. Mancano il confronto e le proposte per la ricerca di un progetto sindacale, manca la formazione , in particolare sul campo , di futuri contrattualisti.

Si parla solo di “ servizi “ all’associato : quali servizi , quanto pagare , ecc. ecc.

Dei diversi articoli del mensile desidero soffermarmi su quello di Marco Procopio per alcune precisazioni, a partire dai riferimenti ai privilegi previdenziali,ovvero sui contributi aggiuntivi dei sindacalisti. E a proposito di Raffaele Bonanni, la sua pensione di 8.593 € lordi, come da articolo del Fatto Quotidiano di Salvatore Cannavò del 29 ottobre 2014, non è dovuta a contributi figurativi o aggiuntivi, ma alle retribuzioni elevate e di gran lunga superiori al Regolamento Economico Cisl, come da estratto contributivo diffuso anonimamente nel 2014 e pubblicato sulla stampa dal quale risulta che è sempre stato dipendente, senza aver usufruito come un qualsiasi dipendente di contributi figurativi o aggiuntivi. Retribuzioni versate dall’organizzazione.

estratto contributi segretario generale

Quindi, il problema principale per Bonanni era tutto interno alla CISL, poiché quelle retribuzioni erano probabilmente note all’ufficio amministrazione contabilità, al Segretario amministrativo e all’intera Segreteria, dato che come ha denunciato Fausto Scandola, diversi componenti della stessa segreteria e dirigenti di federazione avevano compensi superiori al regolamento.

Trattavasi, caso mai, di appropriazione indebita che solo la Cisl poteva denunciare. Denunciare contro sé stessa?

Ma la cosa più grave della iniziativa di Fausto Scandola è che nessuno ha mai chiesto un chiarimento.

Nessun dirigente in alcun organo!

Altra questione sono invece i contributi figurativi e aggiuntivi per i dirigenti collocati in aspettativa Legge 300 o aspettativa retribuita.

  1. I dirigenti sindacali in aspettativa Legge 300 non hanno un diritto a ricevere dal sindacato contributi aggiuntivi, ma possono versare all’INPS i contributi sulla parte della retribuzione non coperta dai contributi figurativi dato che il decreto Treu ( 564/96 ) stabilisce che i contributi figurativi pensionistici accreditabili per un dirigente sindacale distaccato in Legge 300 sono quelli riferiti alla retribuzione contrattuale al momento dell’entrata in distacco, aumentati nel tempo solo dagli scatti di anzianità e dagli aumenti contrattuali di provenienza.

Esempio: se la retribuzione prevista dal regolamento economico sindacale è pari a 3.000,00 € lordi previdenziali mensili e la retribuzione da posto di lavoro è di 2.500,00 € lordi previdenziali mensili, si possono versare i contributi pari a circa il 33 % (quota lavoratore e quota azienda ) della differenza retributiva di 500,00€., per avere la copertura previdenziale sull’intera retribuzione ed evitare le precedenti furbizie ( ante Decreto ) con dichiarazioni di false retribuzioni tutte accreditabili figurativamente .

E se il regolamento economico viene rispettato e le retribuzioni non vengono gonfiate è tutto regolare e corretto, sia fiscalmente che previdenzialmente, poiché i contributi totali ( figurativi e aggiuntivi ) corrispondono alla reale retribuzione percepita e sottoposta al regime fiscale.

Non si tratta né di una doppia pensione né di una pensione gonfiata

  1. Ma allora dove nascono le storture e i privilegi?

Va ricordato che la pensione di un qualsiasi lavoratore secondo le norme vigenti viene calcolata su quattro quote:

  • La quota a) per gli anni lavorati fino al 1992
  • La quota b) per gli anni dal 1992 al 1995
  • La quota c) per gli anni dal 1995 al 2011
  • La quota d) per gli anni successivi

E’ opportuno evidenziare che ancora oggi per i soli dipendenti pubblici e delle ex Amministrazioni pubbliche (ferrovieri, postali) ai fine del conteggio della quota a) si fa riferimento all’ultimo mese retributivo. E’ evidente che il dirigente sindacale amorale può approfittare di questa opportunità di legge ed inserire negli ultimi mesi elevati aumenti per avere una pensione molto generosa e più sono gli anni di lavoro fino al 1992 più è sostanziosa.

Questa “ della quota A “ ha destato particolarmente l’attenzione di Boeri sulle pensioni gonfiate .

Clamoroso il caso di alcuni dirigenti di un sindacato autonomo della scuola pizzicati e condannati.

Questo stato di cose previsto dalla normativa naturalmente vale anche per tutti i dipendenti pubblici che nell’ultimo mese di servizio ricevono un livello superiore, un grado in più per i militari, o un aumento da parte della propria Amministrazione.

Naturalmente anche se è previsto dalle norme pensionistiche ancora vigenti, è immorale e disonesto per coloro che ne approfittano, a partire dai sindacalisti.

E analoga situazione vale per i dirigenti sindacali in Distacco Retribuito del Pubblico Impiego .

Ma come sempre mai dell’erba farne un unico fascio , va gettata l’erba cattiva.

Per il resto concordo con gran parte dell’articolo di Marco Procopio, anche se il sistema denunciato da Fausto Scandola non si è dissolto nella casa di vetro. E fa ancora meraviglia che nella Cisl nessuno abbia avuto qualcosa da chiedere sul parere del dott. Danilo Battista sul rispetto del regolamento economico del segretario gen. Anna Maria Furlan o sull’assunzione del segretario aggiunto Luigi Sbarra presso l’Anas mentre ricopriva la carica di segretario Cisl Calabria.

Ma in fondo nella Cisl chiedere oggi è molto rischioso, e la dignità non si vende in farmacia.

COMMA 22

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19 Commenti - Scrivi un commento

  1. Nessuno avrà chiesto nulla ma l’evidenza, che permane nelle coscienze, non ha bisogno di commenti : la signora ha goffamente cercato di coprirsi rispetto le proprie mancanze politiche ed etiche. Sue e di molta parte del gruppo dirigente. Talmente evidenti che la permanenza al potere esigeva due strade, o dare le dimissioni in massa oppure fare quadrato epurando con ogni mezzo le voci fuori dal coro. Ovviamente si è scelta per convenienza e buona pace di tutti la seconda…

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  2. Mi pare che in un recente passato la signora Furlan abbia giustificato i redditi superiori ai regolamenti economici del gruppo dirigente confederale con una presunta delibera di segreteria fatta a suo tempo, ritenendosi a suo dire pienamente nel giusto. Siccome le delibere di segreteria spesso e volentieri rimangono all’interno della segreteria a livello di conoscenza, oltre a a rappresentare in questo caso un illecito amministrativo rappresenta pure una truffa nei confronti di esecutivo, consiglio generale e dunque milioni di iscritti alla Cisl. Inoltre tale delibera doveva essere portata obbligatoriamente a conoscenza dell’esecutivo al momento della presentazione ed approvazione dei bilanci e doveva necessariamente essere menzionata dai revisori dei conti parimenti responsabili nella relazione annuale.
    Una delibera di segreteria può, come accaduto talvolta in diversi territori, giustificare una riduzione salariale rispetto le tabelle retributive consequenzialmente a problematiche di bilancio. Ma una delibera di segreteria non potrà mai giustificare uno stipendio nettamente superiore a quello spettante.
    Personalmente penso che tale delibera non esista. Solo un arruffone disperato poteva fare una pensata del genere al fine di giustificarsi politicamente. E solo una banda di amorali o di smidollati poteva dire un accidente di nulla a fronte di questa colossale presa per i fondelli agli iscritti.

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  3. Una domanda. I contributi pensionistici che la Signora della Casa di Vetro versò in più all’INPS che disse di non aver accreditato sulla posizione individuale, che quindi testituì, che fine hanno fatto, come sono stati appostati nel bilancio della Casa di Vetro?

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  4. Che tristezza alle manifestazioni dei metalmeccanici vedere e ascoltare quelle maschere della postina e del siculo balbettante di quell’altro sindacato di velisti e croceristi. Se pure Fim e Fiom si fanno colonizzare le manifestazioni da quelle associazioni a delinquere allora al sindacalismo resta poco da vivere. Ora sopravvivono coi milioni di euro di Fondimpresa e della alluvionale Bilateralità ma dopo il vitello nel ventre della Vacca cosa resterà?

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  5. Beh che dire… Bentivogli sta finendo i mandati ed è normale stia cercando un ripiego per il futuro. Meglio comprimario in Cisl che fuori dalla Cisl verrebbe da dire….

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    1. Calenda e Bentivogli. Destino comune: che durasse poco nel PD molti lo avevano previsto. Troppo protagonista e troppo estraneo alle mistificazioni del politically correct. A Bentivogli è capitata e capiterà la stessa condanna: troppo esposto eimpudentemente con qualche idea in
      testa, condivisibile o no comunque da discutere. E che ?…nella Cisl dei teschi svuotati e degli uteri sterili mica ti puoi permettere di partorire idee?
      Comunque la si pensi sui due amici non si può escludere a priori che la politichetta odierna e quel che resta del sindacalismo confederale possano averne bisogno. Pensate! Che Cgil e Cisl siano oggi occupate da Landini e Crudelia e la politica dagli apprendisti del nulla è il triste segno dei tempi.

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  6. L’assemblea organizzativa nazionale della mia categoria é stata la solita perdita di tempo con tanto di autocelebrazioni . Tante chiacchiere e poco costrutto. Proposte nulle. Basti prendere il documento conclusivo… la fotocopia del documento di 4 anni fa. Solito bla bla, si punta a rafforzare i servizi e a migliorare la comunicazione con gli iscritti attraverso i nuovi social.
    Il fatto che il sindacato non incide più intellettualmente sulla governance del paese è colpa dei governi da Renzi in su, con le dovute eccezioni, perché sono individualisti e vogliono male al sindacato… Un po’ di auto critica mai.
    Se questo è ciò che avanza per il futuro, povera Cisl e povero sindacato… ma soprattutto poveri lavoratori. Intanto la mia categoria perde circa 5000 iscritti l’anno.
    Non basta una lustrata a servizi e modernismo, ci vorrebbero idee innovative e contro corrente magari iniziando dal sostenere con forza che i vincoli economici della UE andrebbero rivisti in favore dei popoli che rappresenta a partire dalle classi più disagiate dei lavoratori. Se non si parte da qui il declino é inevitabile soprattutto per le confederazioni che a questo punto sarebbero davvero inutili e non per colpa dei brutti e cattivi di turno.

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  7. È ormai da parecchio tempo che le confederazioni sono inutili e purtroppo anche i sindacati di categoria. Basta raffrontate negli ultimi decenni il valore retributivo fra i vari stati europei.

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    1. Un articolo chiarificatore serviva. Bravi. Si distinguano coloro che, nel sindacato e nella CISL, hanno dato in termini di impegno, generosità, ideali, spirito di servizio a difesa dei lavoratori ( e sono tanti), da coloro che invece prendono dal sindacato e dalla CISL , aumentandosi i contributi e le prebende e non rispettando i regolamenti ( ma tanto il regolamento non era coercitivo)!! Ahahah . Ci sono sindacalisti che, alla fine della loro vita “dedicata” al sindacato hanno una pensione inferiore anche di 500 euro a quella dei loro colleghi, rimasti in servizio. E queste persone vanno difese nella opinione pubblica, spesso male indirizzata dai nemici del sindacato. Ci sono invece gli approfittatori che si gonfiano le pensioni ed i gettoni, con la complicità e il silenzio colpevole di coloro che devono o dovrebbero controllare. Costoro vanno stigmatizzati e criticati aspramente. Per rovesciare una situazione del genere nella CISL, dove vige il conformismo di dirigenti che hanno paura di tornare al lavoro ( anche perché spesso non l’hanno), a mio parere , lla riscossa dovrebbe arrivare dai pensionati che dovrebbero essere più liberi. Ma ciò non sarà possibile se non si modificheranno i sistemi di rappresentanza e di elezione. Oggi non c’è democrazia e sarà difficilissimo che coloro che comandano modifichino il sistema. Siamo in un tunnel senza speranza ? Io sono anziano e non vecchio e la differenza ( la copio da un’omelia di un frate) è che il vecchio vive senza sogni, mentre l’anziano, nonostante l’età, ha obiettivi, speranze, sogni. Ebbene, poiché la Cisl non è “loro” ma è di tutti, occorre battersi, ciascuno a modo suo e con i suoi limiti, per cercare di cambiare questo andazzo!! In attesa, naturalmente, del cambio degli attuali segretari dei pensionati, sperando che il nuovo avanzi. !?!?

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  8. Considerazioni pertinenti e condivisibili. Purtroppo in un sistema marcio anche una persona onesta marcisce, o per contagio o per interdizione.

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  9. Ci sono in giro molti dirigenti aziendali arroganti che giustificano la loro arroganza con il fatto che devono rispondere agli azionisti.
    Ma ci sono anche in Cisl molti dirigenti sindacali arroganti che non si giustificano ma affermano di rispondere pure essi ai loro azionisti che sono gli iscritti.
    C’è qualcosa che non va perché nel secondo caso i dirigenti se rispondessero davvero agli azionisti avrebbero atteggiamenti diversi, per lo meno non sarebbero così arroganti.

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    1. Un tempo in alcuni sindacati cisl di ispirazione gauche o cosiddetti riformisti si parlava più di simpatizzanti che di iscritti, tanto meno di soci perchè il socio evoca sempre dei diritti, primi quello di parola e di critica e di partecipazione, orticarie sulla pelle di certi finti leader alla furlan & sbarra. Oggi si parla di azionisti. È l’evoluzione della specie i cui inseminatori furono gente come Sorgi, Raineri, Bonfanti e tutti coloro che in via Po hanno costituito la SPA dei collusi dividendi. Come spesso accade, il teorico e il fondatore di quella SPA ovvero il “Bomba” è stato vittima di quella stessa corda(ta) posta al collo della Cisl. Se sia stato peggiore dei suoi Sicari non so. Vittima lo è stato…come tutti coloro che si circondano più di fedeli che di uomini e donne leali. La fedeltà come la gratitudine in ogni campo sono effimere come la ricotta: inacidiscono presto.

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  10. Ho sentito anch’io paragonare spesse volte gli iscritti agli azionisti e per dirla in breve questa forma di modernismo sindacale lascia il tempo che trova. Il problema in Cisl é che molti dirigenti non rispondono agli iscritti ma solo alla auto affermazione, alla auto conservazione e alla auto referenzialita’. Una Cisl che inevitabilmente ha cambiato pelle perdendo la propria missione.

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    1. Mi pare che si ha la memoria corta sulla identità e sulla riconquista di protagonismo. La verità che i contrari e i favorevoli nella discussione su questa tribuna, considerano solamente le vecchie appartenenze e non l’appartenenza alla Cisl. Quando non si rispettano le dirigenze alternatesi nel tempo, ognuno con pregi e difetti, questo si che sgretola la CISL. Persino la Uil non commette questi errori.

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      1. Ciò che lei scrive e le madornali ipocrisie della portalettere che possiamo riascoltare nel servizio delle IENE, il muto e beffardo Raineri e le finte disponibilità del “dotto” Bonfanti sono la dimostrazione di come è ridotta la Cisl per la totale mancanza di un minimo di pudore. Spudorati e vili nell’evocare il nome e la memoria di Fausto Scandola. Infine, se per giustificare tutto quanto si cita persino la Uil allora possiamo prendere atto che il male è irreversibile. (la giustizia del laico Fato è vedere la Postina fianco a fianco col Barbagallo).
        Ci vorranno anni per ripulire le scorie di questa infezione nucleare ma nessuna illusione: il male genera il male ed è ancora più vero in queste settimane in cui si rinnova la grande Messa cantata della conferenza organizzativa, Messa funebre per il business dei Becchini.
        Se lei è contento nella sua anonima anima bella e non sente il fetido esalare di queste bocche guaste la compiango. Quelli come lei divorano l’eredità dei fondatori e dei tanti che fecero grande la cisl. Delle due: o lei è ingenuo o (cosa che io temo) è furbo complice del saccheggio. Si mostri! Deve essere triste tessere le lodi del re a sua insaputa e non poterne ricevere gratitudine davanti al popolo.
        È fatale agli anonimi: più che il coraggio potè l’ignavia.

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  11. Le dirigenze si rispettano sempre relativamente a pregi e difetti. Ma c’è un limite a tutto perché la questione non si ferma ai pregi e difetti ma si tratta di tutt’altro soprattutto per questa ultima dirigenza… che speriamo sia proprio l’ultima di questo stampo.

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