Intanto in Francia

Il mensile Millennium del Fatto quotidiano ha rilanciato il tema della bilateralità con un’inchiesta che pone il problema del rischio di un mutamento di natura delle organizzazioni sindacali, da soggetti del conflitto a istituzioni che si finanziano attraverso la collaborazione con le controparti e magari all’insaputa dei lavoratori. Al netto di qualche forzatura ideologica, si tratta dello stesso problema che abbiamo sollevato anche noi. E che anche Fausto Scandola aveva posto rivelando, ad esempio, quanto guadagnasse il segretario della sua federazione di provenienza grazie alla presenza in vari consigli di amministrazione di enti e organismi contrattuali

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(per chi non lo ricordasse, questo scandalo portò ad un’espulsione dalla Cisl. Ma non di Raineri, di Fausto Scandola che lo aveva rivelato).

Intanto in Francia sta accadendo qualcosa di simile, ma in maniera ancor più chiara. Nel 2014 una legge di recepimento del contenuto di un accordo fra i sindacati tradizionalmente più rappresentativi e le organizzazioni datoriali, ha previsto un prelievo sulle retribuzioni per finanziare “il dialogo sociale”. Cioè le organizzazioni in modo bilaterale, un tanto ai padroni e un tanto ai sindacati (il tutto, si badi bene, con soldi tolti dalle retribuzioni).

Come osservano due studiosi, Dominique Andolfatto e Dominque Labbé, queste entrate tendono a sostituire sempre più quelle da tesseramento, che in Francia scarseggiano, ed a produrre, nelle confederazioni sindacali un accentramento di potere nelle direzioni centrali a scapito delle categorie e delle articolazioni di base. “Assieme alle organizzazioni omologhe padronali – scrivono i due studiosi – le organizzazioni sindacali formano una sorta di cartello, i cui partecipanti sono d’accordo per impedire l’ingresso ad altri sindacati e per mantenere il controllo sugli organismi bilaterali paritari […] Nel 2014, hanno imposto la creazione di un’imposta sui salari di cui si ripartiscono il gettito”. Qui sta il punto della questione, la posta in gioco anche in una partita apparentemente diversa come quella sul salario minimo e la rappresentatività sindacale.

Perché anche in Italia gli enti bilaterali o paritari sono diventati una fonte, più o meno diretta, di finanziamento e di distribuzione di posti ben ricompensati. E i sindacati tradizionali hanno interesse a creare con le imprese un accordo di cartello che permetta di imporre i contributi ed escludere dal gioco – sia della rappresentanza che dei finanziamenti – altri sindacati.

Il risultato, come dicono Andolfatto e Labbé per la Francia, sarebbe “un nuovo modello sindacale «senza aderenti», come si parla di una certa agricoltura «senza la terra». A tutti i livelli dell’edificio sindacale, le risorse istituzionali – aiuti di ogni natura ed in particolare la messa a disposizione del personale – hanno preso il posto dei contributi degli iscritti”.

Ecco cosa può accadere anche in Italia: un sindacato ricco ma senza iscritti. E non nel senso francese, cioè di iscritti che non ci sono più; nel senso italiano, che è quasi peggiore, di iscritti che è uguale se ci sono o non ci sono.

E che, anche se se ne andassero, continuerebbero a finanziare le organizzazioni storiche attraverso gli enti bilaterali ed i contributi a carico di tutti.

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4 Commenti - Scrivi un commento

  1. In Italia nel frattempo in occasione della stipula del contratto delle Cooperative Sociali si firma la quota di servizio. Uno dei contratti più poveri, meno applicato di tutti i contratti dei settori privati, dove i soci dipendenti vengono usati per favorire l’abbassamento del costo del lavoro nei servizi convenzionati, accreditati e appaltati, anche di professioni importanti, la CISL accetta di sperimentare la quota di servizio. E’ proprio vero siamo arrivati alla frutta…. e il tutto sicuramente imposto dalla FISASCAT che non è mai riuscita ad associare realmente i lavoraotri di questo settore se non con le vertenze “una tantum” che le sono bastate per far passare l’iscrizione di un giorno come un’iscrizione per consolidare la crescita del tesseramento annuale e il tutto benedetto dalla signora…

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  2. Intanto i metalmeccanici coadiuvati dalle confederazioni hanno indetto uno sciopero di 8 ore contro le politiche industriali del Governo a loro detta assenti. Può anche essere vero ma quest’unita’ sindacale improvvisa e soprattutto a scoppio ritardato mi pare di matrice politico sindacale confederale. Ormai Bentivogli si è appiattito completamente…

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      1. Sbarra & Bentivogli? Se si sono incontrati può essere. Da sempre in Cisl quelli che hanno il mestolo in mano si incontrano. Preferibilmente in Ristoranti Michelin e che diavolo. …loro discutono del futuro del mondo mica dei fiori di zucca?
        In questo caso però nutro seri dubbi che tra Bentivogli e l’oscuro greco vi possano essere convergenze sul futuro. Del segretario Fim si può pensare tutto il peggio ma non è un cretino. Lui sa bene che in questa Cisl non ci sarà mai spazio per lui. Nella loggia massonica che governa via Po e dintorni fai carriera soltanto se sei complice. Poi … fare accordi con il greco sarebbe come pretendere di far nascere una pecora dall’incrocio di un’ aquila con una pentola bucata.

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