L’esempio sbagliato

Millennium, il mensile del Fatto Quotidiano, è oggi in edicola con un numero quasi interamente dedicato alla questione sindacale in Italia che merita senz’altro di essere letto e commentato.

In attesa di una lettura completa, ci permettiamo una critica costruttiva all’articolo di Marco Procopio, alle pagine 16-17, dedicato alla Cisl e accompagnato da una foto cupa e misteriosa dell’ex segretario generale Raffele Bonanni.

Nel ripetere l’affermazione gravemente inesatta dell’allora presidente dell’Inps Tito Boeri, secondo cui i sindacalisti hanno pensioni più alte dei lavoratori normali grazie ai contribut aggiuntivi permessi dalla legge Treu del 1996, Procopio cita l’esempio della pensione di Bonanni.

Ma la verità è un’altra: a potersi gonfiare la pensione grazie ai contributi aggiuntivi della legge Treu non sono i sindacalisti in quanto tali, ma solo quelli che hanno il distacco retribuito. Bonanni non lo aveva – e quindi la sua pensione è frutto di qualcos’altro e non della legge Treu – mentre possono esserlo, per fare due esempi a caso, i dipendenti delle Poste o dell’Anas.

Per questo, quando leggerete l’articolo di Procopio, vi consigliamo di fare un’operazione di fantasia, e sostituire la foto di Bonanni con quelle, sempre per fare due esempi a caso, di Nostra Signora delle Poste, Anna Maria Furlan, o del dottor Sbarra dell’Anas. Che in pensione non ci sono ancora, ma che rischiavano di trovarsi una pensione più alta del dovuto quasi senza accorgersene.

E con l’occasione, sempre con la fantasia, chiedetevi come mai il dottor Sbarra dell’Anas potesse avere interesse a farsi assumere dall’Anas mentre era segretario generale della Cisl in Calabria, la regione attraversata dalla A3 Salerno-Reggio Calabria, e farsi mettere in distacco retribuito. Un beneficio che Bonanni non ha mai avuto, ma lui sì e senza nemmeno dover andare per cantieri un sol giorno.

Quanto poi al fatto che il Fatto, ci si scusi il bisticcio di parole, quando parla della Cisl si ostini a fare l’esempio sbagliato, cioè Bonanni, invece che quelli giusti, a cominciare da Furlan e Sbarra, ci suggerisce, sempre con la fantasia, chi potrebbe essere stato a far avere a quel quotidiano il dossier contro Bonanni nel 2014: il comitato d’affari che aveva bisogno di far fuori un Bonanni ormai ingombrante per farsi meglio gli affari propri.

Magari dopo avergli dato una mano a farsi una bella pensione pur non avendo i contributi aggiuntivi di cui Boeri ha parlato un po’ a sproposito.

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10 Commenti - Scrivi un commento

  1. Non ho capito se tale privilegio pensionistico per sindacalisti in distacco retribuito è stato cancellato o meno. Ad ogni modo, dato che sul sito Cisl sono sparite le buste paga ed è rimasto il cud relativo all’anno 2017, ho la netta sensazione che la signora Furlan abbia seguito l’esempio del predecessore nel senso di fare la segretaria generale in pensione col massimo riserbo ovviamente… Quel riserbo che è stato fatto cadere per il Bonanni. Per questo non fatico proprio a immaginare lo scambio di immagini nell’articolo citato.

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  2. Ben detto e ben scritto, amici del 9 marzo. … senza nulla scontare al Bonanni pensione gonfiatissima, è sorprendente (mica tanto) che i giornalisti de IL FATTO di solito informatissimi fino a prove contrarie non dicano nulla sulla volpe postina e sul gatto calabro….
    Possibile che nè loro nè le Iene nè Report del compagno Ranucci si siano mai accorti di quel Dipartimento ANAS di Catanzaro e non trovino un po’ di tempo per una inchiesta ?
    Quanto alle malefatte consumate a danno dei lavoratori in molti Enti Bilaterali…anche qui un bel libro inchiesta tipo “la Casta” farebbe un buon servizio alla tradita onestà e alla missione originaria del sindacalismo italiano dove quella inclinazione di una delle tre confederazioni al mercimonio ha ormai infettato tutti.

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  3. E chi è in pensione ma ha comunque un incarico, retribuito, in Cisl o Enti? Nino Sorgi per esempio? Si riesce a ricostruire la lista di quanti ricevono la pensione, magari già da un anno o più, ma hanno anche contratti di collaborazione? Diversi ex Segretari credo….

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  4. Tutto paga Bonanni. Si scaricano tutte le malefatte su di lui. E lo fanno soprattutto quelli che, quando era in auge, ubbidivano ciecamente. Non voglio certo difenderlo (anche perché quando era segretario, non l’ho mai apprezzato), ma è veramente disdicevole che si salvino dalla critiche, sia coloro che, sapendo, sono stati zitti, magari giovandosi dei suoi stessi privilegi, o anche chi, non sapendo, ha comunque peccato di culpa in vigilando. Sarebbe comunque meglio spiegare in giro che tanti sindacalisti che avevano un contratto di collaborazione con il sindacato e che quindi hanno pagato contributi aggiuntivi sulla collaborazione, hanno maturato piccole pensioni dall’importo ridotto, a fronte di un impegno spesso rilevante. Perché le critiche al sindacato e alla CISL ( o meglio ai suoi vertici) sono giuste, ma non bisogna dimenticare l’impegno serio di migliaia di delegati o rappresentanti di base che, lavorano onestamente e duramente per cercare di rappresentare al meglio i lavoratori e gli iscritti.

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  5. Bonanni con tutti i propri limiti e debolezze da un punto di vista etico, era un gigante in confronto a chi governa (e… badate bene… non guida) oggi la cisl

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    1. Essere morti è il destino di chiunque fu vivo. Ma essere morti da viventi è la condizione degli ignavi e dei vili: ortaggi molto diffusi in Cisl. Oggi qualcuno comincia a rimpiangere Bonanni perchè nella desolazione attuale si riconosce che lui era in fondo non il peggio che potesse capitarci. Non sono d’accordo. Lui nella gestione dell’arbitrio non fu secondo a nessuno. Discepolo del Gran Muftì, procreò una progenie guasta e dunque oggi ne paga il prezzo senza neppure potersi equiparare al Socrate della cicuta. Si circondò di personaggi che definire equivoci è un leggero modo di dire. Lui uccidendo Pezzotta ha ucciso l’anima nobile e la faccia pulita della Cisl. La sua nemesi è non poter essere annoverato nè tra le vittime nè tra i sicari perchè per essere tali bisognerebbe prima essere uomini liberi dalle proprie curatele e dai perfidi complici.

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  6. Nessuno rimpiange Bonanni. Affermare che era un gigante confronto alla dirigenza della cisl di oggi è tutto dire… Cioè la cisl è finita.

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  7. Apprezzo molto gli interventi fatti sicuramente la questione economica in cisl è un problema ma è un bubbone la questione culturale dei valori che non rappresentano più il mondo del lavoro oramai lasciato alla politica è voi sapete cosa significa essere assoggettati e contrabbandare i propri diritti. Oramai nelle sedi sindacali non va più nessuno purtroppo con grande gioia dei sindacalisti che data la loro incompetenza parlo della f.P tirano un sospiro di sollievo meno male……..

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  8. Una volta in Cisl c’era principalmente un disagio morale: la grande finzione del sindacalismo nelle diverse branche della P.A. dove la complicità con la politica portava i sindacalisti di ogni bandiera ai livelli apicali di una improduttiva carriera a causa dei distacchi. Tutto ciò si sapeva e lo si viveva come un male inevitabile per motivi di potere e di agognati futuri favori per immeritate carriere. Che poi la classe impiegatizia restasse al palo per mancanza di vere tutele contrattuali era considerato una condizione discendente dal peccato originale dalla quale comunque si poteva uscire solo grazie al santo in Paradiso, ovvero il sindacalista maneggione. In quest’arte furono dei veri fuoriclasse i mariniani dai quali gemmarono i dantoniani e tutto il gregge che seguì.
    A quell’antico disagio morale nel tempo se ne sono aggiunti una discarica e non c’è da sperare niente di buono. non si cura il male quando è troppo diffuso e quando al capezzale non si dedicano i medici ma i necrofori la cui esibita solidarietà col malato nasconde la frenesia di celebrarne il più lacrimevole e solerte dei funerali.

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