Lo Ial, una richiesta di danni e l’immancabile personaggio

Cominciamo la pubblicazione degli atti relativi alle vicende processuali che riguardano lo Ial ed in particolare l’ex amministratore unico Graziano Treré, uno dei caduti nella guerra in nome della “trasparenza della casa di vetro” lanciata da Nostra signora delle pulizie Anna Maria Furlan contro tutti quelli che non le servivano più.

Treré, che ha gestito lo Ial dal 2003 come amministratore delegato e dal 2011 come amministratore unico sempre su nomina della Cisl, è stato citato in tribunale dal suo successore, il marchigiano Stefano Mastrovincenzo, con un’azione di responsabilità per i danni che avrebbe procurato all’istituto (e così si conferma che, nella casa di vetro della signora Anna Maria, gli avvocati hanno sempre lavoro e guadagnano alla grande).

Noi non abbiamo avuto questo atto di citazione, ma abbiamo la comparsa di costituzione degli avvocati di Treré che potete scaricare da questo link, che va benissimo perché, nel rispondere alle argomentazioni dello Ial per conto della Furlan, presenta anche queste. Di modo che, leggendo la risposta, si è edotti anche delle affermazioni della controparte.

E per di più gli avvocati di Treré, a differenza di quanto abbiamo letto in altri procedimenti degli avvocati verbosi e talora un po’ tromboneschi della Cisl, conoscono la virtù della sintesi e della chiarezza nell’esporre le ragioni della difesa e nel riassumere quelle della controparte.

La lettura dell’atto è quindi facile, e non ha bisogno di particolari spiegazioni da parte nostra.

In particolare si ripercorrono le vicende dello Ial e si fa presente, cosa che nessuno ci sembra possa mettere in dubbio, che se si fa un paragone fra la situazione dello Ial nel 2003 e la sua situazione al momento del licenziamento di Treré, è difficile sostenere la tesi che l’ex amministratore avrebbe rovinato con la sua mala amministrazione un gioiellino. Nel 2003 solo lo Ial nazionale aveva un deficit di eur. 18.206.509, secondo la «Situazione finanziaria al 31 gennaio 2003», redatta nel mese di settembre 2003; e con gli Ial regionale il deficit era di circa 140 milioni (dati riportati alle pagine 3 e 4). E comunque tutti sanno di cosa parliamo.

Ma per sostenere la richiesta dei danni a Treré, lo Ial per conto di Via Po 21 cita essenzialmente un solo documento: la relazione “Due Diligence Report” redatta dalla società PKF Italia. Da questa relazione, Mastrovincenzo ha tratto la convinzione che Treré ha danneggiato gravemento quel gioiellino dello Ial e lo ha citato per questo in tribunale.

Ma che vuol dire “due diligence report”? Vuol che la relazione commissionata – cioè pagata dallo Ial (e/o dalla Cisl, che è una manna per i professionisti) – non è una revisione oggettiva dei bilanci dello Ial, ma una valutazione che (v. p. 8) si basa solo sulla documentazione messa a disposizione dal committente, ed è svolta nell’interesse dello stesso. Cioè, la relazione ha detto, più o meno, quel che il committente voleva sentirsi dire in base alle carte che ha messo a disposizione e ad alcune valutazioni assunte come un dato di fatto.

Ad esempio, dal bilancio dello Ial risultava che c’erano quasi due milioni che erano stati prestati alla Cisl del Veneto per lo Ial regionale, uno dei più disastrati; soldi che erano segnati come un credito nel bilancio. Solo che Mastrovincenzo ha detto alla società che fa le due diligence di non considerare quei soldi, e la società li ha lasciati perdere (“il nuovo amministratore, nella situazione provvisoria che ci è stata fornita, ha deciso di stornarlo completamente, in quanto ci ha riferito di aver rinvenuto documentazione dalla quale si evince chiaramente che lo stesso era già da tempo da considerare inesigibile, per cui anche il fondo preesistente viene totalmente azzerato”). Col risultato di far aumentare il deficit dello Ial del quale Mastrovinvenzo accusa Treré.

La comparsa di costituzione della difesa Treré non approfondisce questo passaggio, perché non rilevante per il giudizio, ma noi possiamo dirvi che su questi quasi due milioni per il Veneto, dati dallo Ial nazionale al Veneto e ora cancellati dalla “due diligence”, salta fuori un personaggio ben noto. Anzi, il personaggio immancabile in tutti gli impicci della Cisl negli ultimi anni: Gigi “pensione d’oro” Bonfanti. Che all’espoca non aveva ancora la pensione d’oro ma faceva il segretario amministrativo della Cisl e prendeva in distacco retribuito lo stipendio, come primario o giù di lì, che gli avrebbe permesso di raggiungerla.

Ma su come e cosa c’entri in questa storia l’immancabile personaggio torneremo, in base agli atti giudiziari in nostro possesso, nella prossima puntata.

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Quesra è vera trasparenza
    Complimenti
    Ma i 154 milionk di euro di debiti che risultano da ambo le parti chi li paga? Gli iscritti? E questi lo sanno?
    Roba da galera

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  2. Toranaga (dal libro Shogun) · Edit

    Leggendo le notizie sul sito ed in particolare questa che ci narra della causa tra TRERE’, ex plenipotenziario della confederazione ora impegnato in una diatriba giudiziaria con la CISL, mi viene in mente una breve e banale considerazione. In ogni organizzazione, i segretari generali ed i dirigenti del passato vengono considerati, ricordati con affetto, invitati ai vari congressi, a prescindere dagli errori commessi. Invece nella CISL, si vuole rimuovere il passato recente e ci si limita a ricordare, giustamente, i personaggi, certamente favolosi degli anni d’oro della CISL, (tanto ormai non danno fastidio perché magari deceduti o fuori dai giochi). Vedi l’esempio del ricordo di Carniti diventato un’icona, salvo poi non rispettarne l’eredità morale Si rimuovono dalla memoria i predecessori più prossimi, come in quei regimi dove si cancellavano le fotografie del passato, quando si veniva ripresi con persone poi giubilate, E’ stato così per D’Antoni, rimosso, ma ora (vedo) nuovamente tornato in auge. Pezzotta (chi è ?) sembra dimenticato per chissà quali colpe (forse quella di avere concesso tanta democrazia durante il suo mandato) e non parliamo di Bonanni che, dopo aver governato con pugno di ferro la CISL, con la promozione dei suoi proconsoli in ogni categoria o struttura, e con il beneplacito dell’attuale dirigenza nazionale, compresa quella della FNP, ora è caduto in disgrazia per essersi gonfiato (??) la pensione. Naturalmente se la sono aumentata anche gli altri, però loro non sapevano e, dopotutto, “il regolamento non era coercitivo ma solo indicativo” e dunque non era obbligatorio rispettarlo !!! Bonanni da considerare responsabile ( a detta di chi ha collaborato con lui e si è abbeverato alla sua fonte con opportunismo) di ogni malefatta. Quasi quasi verrebbe la voglia di difenderlo, ora che i suoi ex delfini l’hanno abbandonato.. Ma questo comportamento avviene in molti casi anche ai livelli più bassi (regionali e talvolta provinciali) dove si tende a dimenticare volutamente il passato prossimo. Tutto quello che è avvenuto prima di noi, è meglio metterlo da parte. Che brutta organizzazione quella che disconosce il passato, per un futuro indecifrabile. Eppure i saggi ricordano che bisogna fare i conti con il passato, anche con i suoi errori, per non ripeterli e per poter governare il presente. Mettere tutto in un dimenticatoio oscuro, non fa onore a nessuno ed è sintomo di decadenza. Inserisco uno pseudonimo per dare retta al suggerimento di Serafino.

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    1. Pseudonimo TORANAGA del 28 luglio ore 22.17, hai ragione su tutto. Si vede che conosci pure le ragnatele dei sottoscala di via Po. Di quelli che hai citato, meno i morti, soltanto Pezzotta e Bonanni (eterogenesi dei fini) non stanno più nel libro delle provvigioni o delle decime. Non hai citato il marsicano colpo in canna silenziata. Lui lo foraggiano con tonno calabrese, vini piemontesi e altre derrate come il rinomato prosciutto Serrano o Pata negra: doni natalizi dell’appaltatore veneto pontino.
      Del resto per deodorare ambienti così malsani e per arginarne i liquami servono paratie e depuratori molto efficienti. Simul stabunt simul cadent. Ma più autorevolmente citerò: i figli delle tenebre sono più furbi dei figli della luce. …ma sempre nelle tenebre sono costretti a vivere…come i topi nelle fogne.

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