Da venti a zero

Nel discorso per il Primo maggio a Bergamo, il segretario generale della Fai, Onofrio Rota, non ha mai pronunciato la parola “caporalato”.

Eppure fino all’inizio di quest’anno era obbligatorio nella Fai presentarsi come la federazione che “ha voluto la legge sul caporalato e ora ne vuole la piena attuazione” (un po’ come è obbligatorio per tutta la dirigenza passare dalla fabbrica Callipo in Calabbia a rendere omaggio al tonno preferito dal dottor Sbarra dell’Anas).

Poi a Latina è successo quel che è successo, e da gennaio di caporalato nella Fai non se ne parla più.

Ancora nel numero di fine anno, chiuso in redazione il 20 dicembre 2018,”Fai Proposte” era fatto di due cose: le foto di Rota-Sbarra-Furlan e articoli che parlavano del caporalato e della legge da attuare.

Abbiamo scaricato il file in pdf della rivista e con la funzione “Trova” abbiamo contato più di venti ricorrenze della parola “caporalato”. Quanto alle foto dei massimi dirigenti della Cisl e della Fai che abbiamo smesso di contare prima di arrivare a metà delle pagine. Ed i numeri precedenti erano già fatti così.

Il nuovo numero di Fai Proposte non è ancora disponibile sul sito, ma scommettiamo che, questa volta, si parlerà di altro. Chi è curioso, potrà fare la stessa prova con il file pdf. Invece siamo certi che le foto di Rota-Sbarra-Furlan continueranno a riempire inutilmente le pagine della rivista (la sensazione a volte è quella di un album delle figurine dei calciatori riempito di doppioni con le stesse facce e le stesse maglie).

Insomma, ci sentiamo di pronosticare, e pronti a dare atto se le cose non dovessero andare così, che sulla rivista della Fai il caporalato passerà da venti citazioni a zero in un solo numero, così come il tema è stato azzerato nel discorso del Primo maggio. E questo proprio nel momento in cui la Federazione che ha un proprio dirigente agli arresti da tre mesi e mezzo in un’inchiesta sul caporalato dovrebbe invece dire qualcosa al mondo. Dovrebbe dire se si ritiene vittima di Marco Vaccaro, che avrebbe abusato del nome della Fai, o se invece ritiene Marco vittima di un’ingiustizia dei magistrati e allora schierarsi solidale dalla sua parte, pur con il dovuto rispetto per la giustizia. Dovrebbe dire cosa sta facendo alla Fai di Latina il subreggente nominato da Rota (il reggente, per definizione, non fa nulla), se cioè sta ripulendo una federazione provinciale al centro di “vicende oscure” – come il dottor Sbarra dell’Anas diceva parflando di quel che che c’era stato prima di lui; ma da un po’ di tempo anche lui non parla più di queste cose – o invece sta gestendo l’ordinaria amministrazione in attesa che passi la bufera.

E soprattutto il segretario generale dovrebbe dire se nella Fai ci sono altri indagati; e, se sì, perché non sono stati sospesi (la sospensione di un indagato non è obbligatoria, la trasperenza sì).

E invece cosa fa Rota il Primo maggio? Lascia perdere il caporalato e vira sulla meno recente 626 per aver qualche legge da rivendicare. E poi parla di Europa, che è un parmigiano sempre buono per nascondere il sapore di qualsiasi mediocre minestra. Sul mercato del lavoro e lo sfruttamento degli immigrati, se proprio non voleva usare la parola caporalato, zero virgola zero.

Del resto la cosa corrisponde al grado di autonomia di una federazione che già non era più al livello cento ancor prima di un commissariamento che lo ha portato a zero.

E poi è stato messo Rota perché a zero restasse ancora. In attesa di andare sotto zero con il prossimo.

AGGIORNAMENTO

Ci siamo sbagliati: nel nuovo numero di Fai Proposte la parola “caporalato” ricorre sei volte.

Quello che non ricorre mai è la parola “Latina”.

In pratica, se ne parla ma solo per dire che il problema riguarda qualcun altro…

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6 Commenti - Scrivi un commento

  1. Cosa vi aspettate da uno che si è assunto da sé stesso a 90 mila euro di stipendio annuo nel Veneto.
    Che viaggiava con un suv pagato dalla CISL da oltre 40 mila euro di costo e poi…….
    Nella sua azienda guadagnava un terzo e poi volete che questi che hanno vinto il lotto con il sindacato si dimettano o siano trasparenti ecc.?
    Questi fanno di tutto per non mollare e tenersi le prebende

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  2. Il subreggente a Latina lo hanno visto una volta sola, troppo impegnato in Veneto (ma anche li si vede pochino) a guadagnarsi i 4600€ lordi mensili. Forse Rota e il suo fido destriero sono tanto impegnati a ripulire l’ambiente e piazzare asini in ogni posto che si libera, in una parossistica e senza precedenti, gestione del potete, anziché aiutare il povero Refosco a porre rimedio ai danni da loro creati in Veneto, dove la Cgil ha ormai superato la Cisl in termini di iscritti. Ma purtroppo a meno che non ci sia una spinta vera, in Veneto sarà ancora l’Onofrio visto che il Gianfranco non ha gli attributi e la Signora della casa di vetro gli lascia fare il bello e il cattivo tempo con territori e ust allo sbando come Verona, Venezia, Padova-Rovigo e Treviso-Belluno. Poveri noi……….. Povera Cisl……………………….

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  3. Il rotino di scorta non si smentisce. Legge il discorsetto del 1 maggio perchè non sia mai dovesse nell’enfasi dire qualcosa di inopportuno oppure omettere ciò che i suoi sponsor hanno piacere di sentire. Ma ne sono sicuro: lui legge gli interventi perchè glieli scrive il coppiere di giornata. Tanto mica è importante ciò che si dice ma come lo si dice.

    P.S. sul caporalato segnalo la circostanza che al Convegno organizzato il 4 aprile da Flai e Uila del Lazio la Fai non si è fatta vedere. Erano i giorni delle notizie minacciose che venivano da Latina su altri sindacalisti in odore di indagine. Tutti sotto copertaaa ! Sia mai che da un venticello dovesse scaturire una tempesta. La forza di questi chierici eretici è l’omertà.

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  4. Il Rotino di scorta è quello che ha “obbligato” il nuovo Segretario Usr Veneto ad assoldare in segreteria regionale un certo Paolo Pozzobon. Proveniente da quel di Venezia laddove per anni è stato assunto presso la Mantovani Costruzioni e senza prestare un giorno di lavoro ha usufruito di un distacco retribuito e uno stipendio annuo pari a oltre 60.000€. La Mantovani Costruzioni e il suo AD sono stati poi coinvolti nello scandalo Mose e il Pozzobon per non finire nei guai ha preferito farsi licenziare a fine dicembre 2017, per poi farsi assumere in Cisl a Venezia e finire la carriera dove sappiamo. I mestieranti del sindacato non sono solo a Roma: infatti anche in Veneto non si scherza.

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  5. Schei schei schei in Veneto fatto il precedente con ruotino e l’ex segretario fim ora fai e subcommissario a Latina si sono aperte le porte x tutti.
    Mandali a casa questi privilegiati sono capaci di tutto e che sa li ricatta.
    Ci sono troppe prebende il segretario generale del Veneto prende più di Landini e questo vorrà pur dire qualcosa
    Se questi sono queli che rappresentano i corpi intermedi meglio eliminarli anche se mi piange il cuore e la mente a dirlo.

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