Un sindacalista della provincia di Roma

Il secondo sindacalista oggetto dell’indagine della procura di Latina – oltre a Marco Vaccaro, che è in custodia cautelare in carcere da un po’ troppo tempo – dovrebbe essere residente nella provincia di Roma. Non è molto, ma è tutto ciò che si viene a sapere dagli organi di informazione locali. Speriamo di saperne di più il 19 aprile, quando dovrebbe esserci l’incidente probatorio, cioè saranno ascoltati come testimoni alcuni dei migranti che sarebbero stati oggetto di caporalato da parte della cooperativa Agri Amici e che sarebbero stati costretti ad iscriversi alla Fai-Cisl.

Lo stesso articolo precisa che gli altri due nuovi ingressi fra gli indagati, oltre ai sei di cui si sapeva da gennaio, sono una commercialista ed un carabiniere, fra i quali viene riportata un’intercettazione.

In attesa di sapere chi è questo sindacalista della provincia di Roma, e di avere la conferma se è anche lui un dirigente locale della Fai, riproponiamo il problema già posto più volte a Onofrio Rota: tu che, piaccia o non piaccia, sei il segretario generale della Federazione, e che probabilmente ne sai più di noi, perché non dici pubblicamente se ci sono altri dirigenti dell’organizzazione coinvolti nell’indagine? E se sì, non ti sembra il caso di sospenderli, in attesa che la posizione si chiarisca?

O non lo fai perché se sospendi quelli ai rami più bassi poi bisogna fare lo stesso il giorno in cui ad essere indagato dovesse esserci qualcuno più in alto?

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