La segnalazione alla Banca d’Italia

Da quando è diventato Giulio ottavo, cioè ultimo arrivato in una segreteria confederale allargata ad otto proprio per far posto a lui, di Giulio secondo Romani non si parla quasi più. E proprio questo era l’obiettivo della promozione-rimozione, cioè liberare la First da un capetto che stava creando problemi all’organizzazione con le sue magagnette, spostandolo a Via Po 21 dentro ad un gruppo dirigente dove, fra stipendi fuori regola, misteriose assunzioni presso aziende pubbliche e altre cosette varie, la sua posizione non fosse troppo in primo piano rispetto a quella di altri.

Ma a quelli della Verità non deve aver fatto piacere che a suo tempo Giulio secondo avesse annunciato una denuncia nei loro confronti per aver scritto del suo mutuo. E allora hanno deciso di proseguire nelle indagini. E così ieri è uscito un nuovo articolo, a firma di Ignazio Mangrano, che torna sull’argomento e aggiunge qualche particolare nuovo. A cominciare dal fatto che la concessione del mutuo, del tutto regolare secondo il beneficiario e la banca che l’ha concesso, è stata segnalata alla Banca d’Italia in modo che controlli se l’istituto si è comportato come doveva.

Per chi non lo sapesse, riassumiamo l’antefatto: in occasione di uno dei suoi matrimoni, Giulio secondo e la moglie del momento avevano comprato casa grazie ad un mutuo che la allora consorte aveva avuto a condizioni speciali quale dipendente dell’istituto. Poco dopo, a seguito degli accordi di separazione, Giulio secondo si è tenuto la casa accollandosi le spese d’acquisto; a questo punto ottiene dalla stessa banca un mutuo con le stesse condizioni speciali per i dipendenti pur senza esserlo. ed essendo invece dipendente da un altro istituto al quale, teoricamente, avrebbe potuto rivolgersi. L’articolo della Verità riporta le affermazioni di una fonte secondo la quale le condizioni avute da Giulio secondo determinano un risparmio significativo rispetto alle condizioni standard.

La versione di Giulio secondo è che il mutuo non era favorevole, perché avrebbe potuto averne uno perfino migliore dalla sua banca ma non avrebbe avuto il tempo di ottenerlo per ragioni legate alla separazione (ma la ex moglie sostiene che le cose non stanno così). La versione della banca interessata è che Romani non aveva ricevuto alcun trattamento di favore.

Proprio quest’ultimo aspetto potrà ora essere esaminato dalla Banca d’Italia, alla quale, secondo quanto riporta il quotidiano, sono stati segnalati alcuni aspetti specifici, che riportiamo dall’articolo: “il basso valore dell’ immobile e l’elevato importo del mutuo concesso, le condizioni particolarmente di favore del prestito, le scarse garanzie, la rata molto alta e il reddito di Romani”.

In particolare, sempre secondo l’articolo, è stato segnalato il fatto che ai fini del calcolo della somma del mutuo l’appartamento sarebbe stato valutato un 50 o 60 per cento in più del valore di mercato. E anche la rata mensile da pagare sarebbe stata superiore al 33 per cento della retribuzione netta di Giulio secondo. Oltre al fatto che essendo il beneficiario il rappresentante di vertice di una controparte sindacale dell’istituto, c’è da considerare bene anche quest’aspetto.

A questo punto, peraltro, l’articolo introduce un elemento ulteriore, e cioè che finora di soldi Giulio secondo ne avrebbe restituiti pochi. “I lavori di ristrutturazione – spiega l’articolo – non sono ancora terminati, tant’ è che alla conservatoria del registro immobiliare non è arrivata la documentazione formale con la quale la banca determina il tasso finale e l’inizio dell’ ammortamento ovvero del rimborso del capitale. Ne consegue che, con ogni probabilità, l’ ex capo della First Cisl sta versando solo gli interessi. Ma la banca continua ad accettare questa curiosa «esposizione»”.

Fin qui i contenuti dell’articolo a firma di Ignazio Mangrano, pubblicato ieri su La Verità. Quanto a noi, ne prendiamo atto e offriamo ampia facoltà di replica alla First e a Giulio Romani. Un’offerta che avevamo già fatto la scorsa estate quando uscì il primo articolo sulla vicenda e noi lo segnalammo, ma che la First e l’allora segretario generale non vollero usare, preferendo annunciare una denuncia penale anche nei nostri confronti. Denuncia annunciata, ma della quale poi non abbiamo avuto notizia.

Se questa volta preferiscono comportarsi da persone serie, il nostro spazio è ancora a disposizione.

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10 Commenti - Scrivi un commento

  1. Giulio e i suoi compagni di merende: Apprezzabile il tentativo di codesto Blog di svelare alle genti “di che lacrime grondi…” la collusione e la prepotenza della cooperativa asociale di via Po. Purtroppo non uscirà un fiato o un sussurro da quel palazzo. La loro fortuna e il loro tesoro stanno ben custoditi sotto la testuggine. Se uno solo dei pretoriani dovesse spostarsi aprirebbe un varco fatale e sarebbe la loro fine. Ma ciò non accadrà : sono tutti immersi nella pece dei Barattieri del XXI Canto dell’inferno dantesco.

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    1. Scusate, ma perchè chiunque venga accusato da questo Blog per “essere persona seria” (come riferisce l’articolo) deve difendersi scrivendo al blog stesso? Se esistono responsabilità (ed in questa vicenda occorrerà appurarle) sarà la magistratura ad evidenziarlo o altre autorità interessate.
      Sembra quasi che per avere la “redenzione” o per essere ritenuti “seri e credibili” occorre passare per questo Blog.
      Io concordo che debba essere fatta luce e che ogni mezzo di informazione aiuti. Ma pretendere di ergersi a giudici imparziali non credo sia coerente.
      Ben venga il confronto con chi lo accetta.
      Quanto al merito, partendo dal presupposto che nella vicenda si è assistito (e si assiste tutt’ora) a controversie tra due ex coniugi e altri parenti, io credo che non vi sia alcun comportamento illecito.
      Le “condizioni di favore” per un istituto di credito non sono previste. La Banca è una SPA che determina le condizioni anche all’esito di una istruttoria. E pagare le rate di preammortamento (cioè solo interessi e nulla di capitale) è gravosissimo.

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      1. Il riferimento alla serietà si riferiva al fatto che non è serio annunciare una querela per spaventare gli interlocutori e poi non presentarla.
        Quanto al fatto che un comportamento non sia illecito, ciò non dimostra che sia anche corretto. Perché una cosa può non essere vietata da alcuna norma penale ma essere contraria alle norme del codice etico della Cisl e a quelle della normale correttezza.
        Per non parlare di quelle della serietà
        il9marzo.it

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        1. Ovviamente occorre appurare la denuncia sia stata presentata. Mi chiedo: se fosse stata presentata, questo BLOG dichiarerà che ha errato nel valutare e sotto questo profilo Romani è serio? Coerenza vorrebbe questo……..
          Sulla violazione delle norme del codice etico, non so a quale delle stesse si faccia riferimento.
          Ad oggi non mi sembra che sia stato dimostrato che il mutuo risulta sottoscritto solo dal Romani (e non unitamente alla moglie che, in quanto dipendente, aveva diritto al tasso effettivamente praticato).
          Se anche tale circostanza venisse comprovata, il BLOG dichiarerebbe la correttezza del Romani in questa vicenda?
          Se esistono regole, vanno applicate in favore (o contro) chicchessia. Indipendentemente dalla considerazione che sia pro attuale Segreteria Generale o distonico rispetto alla medesima.
          In democrazia dovrebbe funzionare cosi

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          1. Se non l’ha presentata, non è serio dirlo e non farlo. Se l’ha presentata – ma a quest’ora dovremmo aver avuto notizia perché per la diffamazione bisogna querelarsi entro 90 giorni e ne sono passati quasi 300 – dimostreremo in giudizio la poca serietà delle sue ragioni. E non saremo noi a doverci correggere.
            Quanto al secondo punto, si parla del mutuo sottoscritto dal Romani e non quello sottoscritto dalla moglie. Quindi non dobbiamo correggere nulla, anzi ribadiamo tutto.
            Sul terzo punto, niente da osservare.
            il9marzo.it

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            1. Sulla seconda specificazione, rilevavo che il mutuo potrebbe essere cointestato. Non si tratta di due contratti ma di un solo rapporto contrattuale sottoscritto da due soggetti ed in cui uno risulta dipendente da Intesa (con la conseguente applicazione del correlato tasso di favore, cui ne beneficierebbe – evidentemente – anche il cointestatario).

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              1. Se vuoi insistere insisti pure, ma noi siano sicuri che le cose non stanno come dici tu. E se saremo mai chiamati in giudizio lo dimostreremo.
                il9marzo.it

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  2. C’È chi guadagna con le polizze colpa grave da anni spartendo milioni di euro pagati dai poveri iscritti FP…. Ma alla postina questo va bene…

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  3. Eh già…rileggere il canto di Dante è tutto da godere. I Barattieri di allora somigliano molto a certi personaggi che governano il mondo e pure questa nostra Cisl. “Tu dai una ‘osa a me e io do…” Bisogna riconoscere che oggi in Via Po 19…21 e 22 ci sono almeno sei fuoriclasse di tal mestiere che più Bravi (B) non si pòte. Ma in giro per l’Italia ce n’è una alluvione dalle Alpi fino giù in Sicilia.

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