Dov’è la Cina?

Savino Pezzotta interviene dal suo blog sul tema degli accordi commerciali fra il nostro paese la Cina. E sottolinea “la timidezza dei sindacati italiani” sul tema dei diritti sindacali nel paese al quale la nostra economia nazionale sarà sempre più legata nel prossimo futuro.

La CIna è in effetti il più grosso fra i paesi del mondo nel quale oggi è impossibile per i lavoratori organizzarsi fra di loro per tutelarsi collettivamente. Impossibile perché quando lo fanno, rischiano il licenziamento. E qualche volta la galera. Ma i sindacati italiani di questo preferiscono non parlare.

Il sistema cinese prevede il monopolio della rappresentanza in capo all’organizzazione sindacale unica centrale, che è controllata dal partito ed esercita a sua volta e il controllo rigido di questa sulle organizzazioni sindacali a livello locale, con il conseguente impedimento di ogni forma di auto-organizzazione.

E se fosse una qualche simpatia per questa idea di rappresentanza a determinare la scarsa coscienza del problema nei sindacati italiani? Non è che l’attuale dirigenza sindacale ha in fondo la stessa idea di cosa sia una confederazione sindacale?

Ad esempio, non è forse il monopolio del potere di rappresentanza quello che cercano di riconquistare le organizzazioni storiche, e non solo Cgil, Cisl e Uil ma anche la Confindustria, che hanno evidentemente perso capacità rappresentativa?

Quanto al controllo del sindacato centrale sulle organizzazioni a livello di base, qui la coincidenza è assolutamente chiara: dal commissariamento della Fai in poi si è affermata nella Cisl la dottrina per cui la confederazione nazionale è  “il sindacato”, mentre le federazioni e le unioni locali non ne sarebbero altro che articolazioni organizzative. Questa situazione era stata definita “centralismo democratico” nel ricorso contro il commissariamento della Fai alla Cisl-Probiviri (che naturalmente si guardò bene dal rispondere nel merito). E il centralismo democratico è la forma tipica delle organizzazioni comuniste, come quelle della Cina.

C’è insomma più di un indizio per quel che riguarda la Cisl (nella Cgil la cosa potrebbe essere meno strana per ragioni storiche) di coincidenza fra la linea confederale attuale e la dottrina sindacale unica cinese. Con la differenza che in Cina il sindacato è sotto il controllo diretto del potere politico, mentre in Italia il controllo non c’è, ma più che altro perché i governi di segno diverso sono sempre meno interessati a controllare organizzazioni che appaiono loro sempre meno rappresentative.

Ma forse stiamo esagerando, e l’analogia c’è solo nella nostra testa. Ma allora torniamo alla questione di partenza: perché i sindacati italiani, a partire dalla Cisl, appaiono timidi quando ci sarebbe da parlare dei diritti sindacali in un paese dell’importanza della Cina? Un paese che sta costruendo il futuro nel quale vivremo?

Forse la risposta è semplicemente che il gruppo dirigente installato a Via Po 21 non è composto da veri sindacalisti, ma è un comitato di affari attraverso il sindacato. Quindi, chi guida la Cisl non capisce neppure dove stia il problema se nel paese più popoloso del mondo non è possibile creare liberi sindacati. Perché la libertà sindacale a loro non interessa a cominciare dall’Italia.

Figuriamoci in Cina!

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. La risposta è semplice: il gruppo dirigente installato a Via Po 21 non è composto da veri sindacalisti, ma da un comitato di affari attraverso il sindacato. Quindi, chi guida la Cisl non capisce neppure qual’è il problema. Questo perchè con la scomparsa del partito di riferimento prima e dei partiti ideologici poi che facevano politica usando anche i sindacat idi riferimento come scuola politica dalla quale attingevano; le menti pensanti non sono state più una risorsa ma un intralcio alla neodirigenza che si andava impadronendo dell’apparato olitico sindacale. e dunque il requisito d’ammissione divenne quello di “ubbidir tacendo”.
    Passata poi l’era marsicana è rimasto il metodo ma la materia prima è ulteriormente scaduta come una busta di latte inacidita e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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  2. spero che nessuno creda che a corso Trieste le cose siano diverse. Anche lì ,a parte qualche eccezione, il gruppo dirigente installato non è composto da veri sindacalisti, ma da un comitato di affari attraverso il sindacato. e la questione non si ferma a corso Trieste ma scende per li rami alle sedi regionali e provinciali. i sindacalisti bisogna cercarli con il lanternino.

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  3. “la confederazione nazionale è “il sindacato”, mentre le federazioni e le unioni locali non ne sarebbero altro che articolazioni organizzative.”. aggiungerei: la FNP, dove i congressi sono una farsa, con partecipazione dei pensionati bassissima, dove non si mandano le tessere a casa degli iscritti nel timore che il pensionato o qualche suo familiare si accorga di essere iscritto e disdica l’adesione, e con regole che vanno contro lo Statuto della CISL, è il braccio operativo della confederazione. Naturalmente solo se ubbidisce agli ordini.

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  4. Il sindacato dei pensionati dall’entrata in vigore del fiscal compact ha perso la propria ragione sociale che era contrattare con i comuni gli interventi socioassistenziali dei cittaini pensionati. così gli iscritti pagano senza ricevere alcunchè e i propri soldi ingrassano l’apparato che sta in piedi solo per conservarsi con tutti i privilegi possibili

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  5. Dove sta la Cina…..
    Piazza Tienanmen
    Via Po 19 ….21 e…. 22
    Via Tevere
    Via Lancisi
    Via Modena…..
    Ma che vogliamo di più? Hanno serrato e sigillato porte e finestre per non essere disturbati nei loro sordidi banchetti. Ma cosa gli importa a Circe e a Minosse cosa accade nel mondo e nella storia? Essi sono entità “a prescindere”. Si sono contornati di camerieri e badanti che scacciano le mosche dalle loro orecchie come gli antichi eunuchi al servizio della regina e del principe consorte.
    Intanto l’orchestrina suona il valzer come sul Titanic e…all’alba il mare sarà pieno di naufraghi e il grande, inaffondabile Bastimento sarà con la poppa al cielo e la prua verso gli abissi….
    By by gente che sembraste vivi !

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  6. L’azionista di maggioranza della spa cisl che governa con i suoi soci, nei modi che sappiamo e riscontriamo giornalmente, ovvero il generale dei pensionati cosa ha fatto con le sue armate in questi anni per la categoria a parte usarla per le lotte di potere che sappiamo?
    come giustifica la sua totale assenza ma meglio sarebbe dire nullità nella guida del suo personale esercito che ha usato, usa e getta per se stesso come un klinex . Non ha nulla da dire rispetto alla situazione che l’inps ha rappresentato?
    l’istituto di previdenza sociale evidenzia la cifra media delle prestazioni: Il 61,3% delle pensioni erogate dall’Inps ha un importo inferiore a 750 euro, confermando una forte concentrazione nelle classi basse. “Si tratta – spiega l’istituto – di una percentuale, che per le donne raggiunge il 74,5%, che costituisce solo una misura indicativa della ‘povertà’

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  7. La vergogna maggiore per i danni del parmigggiano, sedicente medico la porta il focolarino di Bomba. Decapitò Uda perchè un rompic… ma quando si scelgono i complici compari di merende a danno della Organizzazione prima o poi si finisce in discarica. Succederà (stiamo certi) anche a donna Prassede e a don Rodrigo…
    La peste che hanno sparso gli si ritorcerà contro e non ci sarà chi ne avrà compassione. Quello sarà il giorno del riscatto per molti e della rovina per tanti.
    W Fausto Scandola eroe contro i tiranni.

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  8. Quante volte, in questi anni la jena e compari hanno sostenuto contro la volonta dei lavoratori la necessità di abbassare il costo del lavoro per favorire la ripresa e e dunque la crescita e dunque i salari??? risultato salari da fame disoccupazione…. di seguito le prove:
    IRPEF in Italia: cala il reddito dipendente
    In Italia 12 milioni di contribuenti non versano l’IRPEF (imposta pari a zero); risultano in lieve aumento i redditi di autonomi, imprenditori e pensionati ed in calo quelli dei dipendenti (che però compensano con i premi di risultato), mentre sono stabili le percentuali di coloro che presentano la dichiarazione precompilata (730 o Redditi).
    Sono i dati chiave dell’analisi statistica del Ministero delle Finanze sulle dichiarazioni 2018 (riferite all’anno di imposta 2017).
    In un mondo normale questi signori (autentici pericoli pubblici) sarebbero stati messi in isolamento a pane e acqua altro che le cifre denunciate da Fausto

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