Chi perde vince

Il 5 marzo sono stati presentati i dati sul tesseramento 2018 all’esecutivo della Cisl.Ce lo segnala un lettore che ci manda alcune considerazioni, che riassumiamo qui di seguito. Senza troppi commenti, ché non ce n’è bisogno.

La Calabria, base del potere di Sbarra, perde 3.227 iscritti in un anno pari al -2,40% e assieme alla Sicilia (storica alleata) che ne perde 7.694 (-2,71%) raggiunge a malapena i numeri del solo Veneto, che pure perde 5.113 iscritti (-1,24%, risultato della gestione Rota). Con questi risultati, Sbarra è in pole position per fare il numero uno della Cisl, Rota fa il segretario generale della Fai (e deve gestire il problema Latina ereditato dalla gestione Sbarra), mentre in segreteria confederale non c’è nessuno a rappresentare il Veneto, nonostante la sua importanza, come non c’è nessuno  a rappresentare la Cisl della Lombardia. Che poi sarebbero le due unioni regionali più grandi.

Però nella segreteria è entrato Giulio Romani, come riconoscimento per i risultati ottenuti dalla First: anno su anno, meno 1.932 pari ad un calo del 2,06% e una perdita tra gli iscritti Abi certificati di oltre 3.500 bancari. La Fiba, nel 2010, aveva 89.302 iscritti; ora come First (Fiba+Dircredito) ne conta 91.704. Praticamente in questi anni la federazione guidata da Romani si è rimangiata la crescita ottenuta con la fusione. Ma ora lui è tranquillo a Via Po, mentre altre federazioni più importanti, e gestite in modo un po’ meno fallimentare, non sono rappresentate nella segreteria confederale.

E veniamo alla somma che fa il totale, come diceva Totò: per la Cisl nel suo complesso si passa dai 4.542.354 iscritti del 2010 ai 4.050.680 del 2018, cioè un calo di 491.674 unità pari al 10,82%. E questo durante gli anni della gestione Bonanni, poi Furlan e ora Furlan-Sbarra, con Piero Ragazzini sempre lì a tenere la cassa per l’uno, per l’altra e per i due, e con Gigi “pensione d’oro” Bonfanti a fare e disfare nell’ombra e a volte sotto il sole. Tutta gente che se fosse a capo di un’associazione o di un partito sarebbe stata mandata a casa.

O almeno gli avrebbero ridotto gli stipendi invece di raddoppiargli le entrate.

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Sarebbero da verificare pure i pensionati della fnp. Sicuramente non si arriverebbe sopra la soglia dei 3 milioni e mezzo..

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  2. Osservatore interessato · Edit

    valutazione ottimistica considerato gli ” arrotondamenti” ad uso dei ” media” senza parlare dei punti persi dall’Inas e della crisi dei CAAF nel centro sud il delfino se sopravvivera’ alla Latinastory trovera’ una situazione finanziariamente al collasso ammesso che la signora molli l’osso prima del tempo cosa di cui dubito fortemnente.

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  3. grazie
    fatti e analisi confermano il disastro vediamo se qualcuno ha il coraggio di parlare e contestare i dati
    poi vanno a fare la predica e la morale al governo. alla confindustria, sfilano con Libera ecc.
    Che facce i marmo, sepolcri imbiancati
    si prendono oltre 100 mila euro all’anno più il resto per aver perso 500 mila iscritti
    Romani non solo lascia una federazione in perdita ma lascia anche debiti e spera, ecco perchè lo hanno me li, di salvare lui e la cisl con Aletheia.
    Uno schifo nello schifo
    vergogna vergogna vergogna

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  4. Quando la cisl era la CISL il tesseramento a volte era persino sottodenunciato. Oggi è come il falso made in italy nel mondo. Un tempo nei territori le Federazioni a volte nascondevano un po’ di iscritti per difendersi dallo Sceriffo di Nottingham, i segretari delle UST, spesso esattori insaziabili.
    Oggi si dichiarano più iscritti di quelli veri perchè l’arbitrio e la prepotenza hanno sempre bisogno di millanteria.
    Al vertice e causa di questa deriva la FNP alla cui guida sempre i migliori campioni di malversazione verso i valori fondativi, pretoriani del principe fino alla successiva mattanza.

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  5. E tra poco con l’applicazione della quota 100 migliaia di iscritti attivi usciranno dal mondo del lavoro senza rinnovare la tessera da pensionati. Un’altra mazzata per il tesseramento Cisl in rovinosa picchiata . Che sia questo il motivo della tiepida contrapposizione alla Fornero? Non mi stupirebbe di certo.

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  6. La diminuzione degli iscritti è dovuta (così si dice) alla pulizia degli archivi……… Ma allora i casi sono due: O allora si barava e lo sapevano tutti ed è grave, perché in molti casi c’era chi barava di più e vinceva congressi, con dati inesatti…. Oppure non si barava ed allora vi è una perdita di iscritti molto consistente. In ambedue i casi, il fatto è grave. Poi una volta la CISL diffondeva anche il dato di ogni categoria suddiviso per territorio. In questa tabella invece si possono leggere solo a livello di UST (mi pare). Sarebbe importante anche per vedere se le indennità dei segretari/segretarie sono commisurate al numero reale degli iscritti (anche quando diminuiscono).

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  7. Più si accentra, più si cerca di tagliare i “quadri intermedi” e di base, meno autonomia e ruolo politico si dà loro – oggi più “capi ufficio” della direzione generale di Roma che segretari generali, con truppe di specialisti, referenti speciali calati dall’alto e quant’altro (che altro non sono che il modo bypassare e depotenziare quelli che i lavoratori hanno scelto come loro rappresentanti…) più ci si allontana dagli iscritti… e loro dalla cisl…

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