La carriera di un dipendente

È lavoratore dipendente, ma si può dire anche lavoratore subordinato, chi lavora alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro.

La Cisl oggi è piena di dipendenti, detti anche subordinati. E non ci riferiamo a quelli che sono assunti per guadagnarsi da vivere come dipendenti, ma quelli che, pur essendo teoricamente dirigenti sindacali, si comportano in tutto e per tutto come chi si trova alle dipendenze della dirigenza superiore e deve obbedienza in cambio della retribuzione. A volte perché si tratta di persone che hanno anche un contratto di lavoro dipendente con la Cisl, magari per autoassunzione in barba al codice etico, a volte perché si tratta di persone che sono dipendenti in distacco da qualche azienda, nella quale si preferisce non dover tornare.

E poi c’è Pierluigi Manca. Che è qualcosa di più di un semplice dipendente, è il rampollo di una nobile famiglia di dipendenti della Cisl.

Il Manca che mancava è un regalo alla Fai del dottor Sbarra dell’Anas, che al momento dell’illegittimo commissariamento lo portò con sé da Via Po 21. Come dipendente. Anzi, come subordinato direttamente al capo, e quindi in posizione superiore a tutti i dipendenti della Federazione, il primo dei servitori del signorotto. Era lui ad eseguire senza problemi gli ordini, anche i più scabrosi, ricevuti direttamente dal mega commissario galattico (tanto per dirne una, fu lui a comunicare a Giampiero Bianchi il licenziamento).

E siccome la capacità di subordinazione è la prima virtù per fare il dirigente della Cisl oggi, il dottor Sbarra dell’Anas lo ha premiato facendone un dirigente sindacale. Ma uno di quelli che non ha avuto bisogno di farsi le ossa con la pratica, né di uscire dai corsi di formazione che si facevano nel passato, e neppure dalla pallida copia del presente. Lui è uno che si è formato nella fedeltà diretta al capo.

Per questo, quando c’è stato da mettere un commissario alla Fai siciliana (una delle sette regioni ribelli nella notte dell’Ergife, poi passata alla collaborazione col commissario per essere quindi liquidata dal nuovo corso, come è successo alla Campania, perché ora comandano solo i calabresi), chi meglio di una persona subordinata direttamente a Lui per ridurre la federazione regionale all’irrilevanza politica? E una volta diventato commissario, chi meglio del subordinato direttamente al dottor Sbarra dell’Anas poteva essere scelto per il passaggio delle consegne al termine del commissariamento? (Per inciso, questa dei commissari che si fanno eleggere segretari generali al termine del commissariamento sta diventando una barzelletta ripetuta troppe volte perché faccia ancora ridere).

E così, alla fine di marzo del 2019, il subordinato numero uno del prossimo numero uno della Cisl diventa segretario generale della Fai della Sicilia. Con un curriculum da dirigente sindacale pari a zero (in effetti, è impossibile dirne male come sindacalista perché è impossibile dirne qualsiasi cosa). Ma pari a centodieci e lode quanto a capacità di subordinazione.

E la Sicilia, un grande territorio che è stato crocevia di tante storie importanti nella storia soprattutto della Fisba e poi della Fai, diventa oggetto di un diritto di conquista e di colonizzazione, un feudo assegnato in premio al fedelissimo dal capo made in Locride.

È la chiusura di un ciclo. Dopo essere stata protagonista della drammaticità della notte dell’Ergife, la Fai siciliana ha prima condiviso il ridicolo battimani al commissario illegittimo con gli altri segretari regionali e poi, a forza di dire “calati juncu ca passa la china”, è scivolata nel grottesco di sopportare un commissariamento che sfocia ora nell’elezione di un non segretario generale, un non dirigente sindacale, uno che è diretto direttamente dall’alto. Da Lui. Dal capissimo.

Siccome poi l’attuale segretario della Fai nazionale è a sua volta un dipendente, sia nel senso che è assunto alla Cisl del Veneto sia nel senso che dipende sempre dal capo di turno, non c’è dubbio che il dottor Sbarra dell’Anas non incontrerà resistenze a via Tevere 20 quando comunicherà che il Manca che ci mancava dovrà entrare nella segretaria nazionale (dove i prossimi avvicendamenti non sono troppo lontani). E quando, da segretario generale della Cisl, il dottor Sbarra dell’Anas vorrà avere a capo di questa federazione come di altre, una persona subordinata personalmente a Lui: il Manca che ci mancava.

Perché ad essere subordinati senza limiti, anche la carriera nella Cisl di oggi supera tutti i limiti dell’immaginabile.

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16 Commenti - Scrivi un commento

  1. n via Po 21 stanno facendo di tutto per portare doni a Zingaretti. Ma come è costume di Circe e del Minosse ionico vorrebbero prendere più piccioni con un fagiolo. Infilare i più odiati nelle file PD per le europee e liberare qualche posto onde diserbare ogni angolo per loro
    indigesto. Un Manca qualsiasi o un Rota di scorta si trova sempre.
    Domanda : ma la “Vispa teresa” perchè non porta in dono le sue beltà? Nel PD dei Parioli tal donna fatale farìa gran bona figura. E con essa i ragazzini e i grazianeddi per non dire di quel bon…fanti pensione dorata.
    Dello ionico greco, Zingaretti non può fidasse nemmeno quando porta doni. E dunque il Sinedrio una volta tanto non avrà un Barabba per le sue trappole.

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  2. Mi domando come oggi nella CISL si possa parlare ancora di democrazia e legalità, quando la sua organizzazione ai massimi livelli ne fa scempio nei modi che si legge, imponendo con mezzi e metodi degni del peggior fascismo o stalinismo che dir si voglia. Chi rimane a reggere la coda a simili personaggi ne sono degni compari affamati di potere e soldi conseguenti, fregandosene nel modo più assoluto della democrazia e della legge.
    Amici da ex cislina vi consiglio un tutti a casa . Diversamente vi renderete volontariamente complici per aver favorito lo scempio dI QUELLA CHE FU LA GLORIOSA CISL
    onore alla memoria di Fausto

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  3. Forse ricordo male, ma anche Paolo Sartori è stato, dapprima, un operatore della Fisba Cisl Nazionale per poi diventarne, nel 1969, Segretario Generale.

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    1. Giovanni Graziani · Edit

      Io sono troppo giovane per ricordarmi di cosa facesse Sartori prima di diventare segretario generale. Ma posso escludere con certezza che fosse arrivato alla Fisba come attendente personale di un commissario protervo e illegittimo.
      Anche perché all’epoca la Fisba non si sarebbe fatta commissariare tanto facilmente, e Sartori lo ha dimostrato con i fatti difendendo l’autonomia della federazione in un periodo storico quanto mai concitato.
      Se poi le cose stanno come dici, vuol dire che i dirigenti di oggi sono meno dirigenti dei semplici operatori di allora.

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    2. L’anonimo delle 8.15 di oggi parla di Paolo Sartori. È segno dei tempi oscuri che vive la Cisl se uno che sembra avere lunga memoria la usi poi così malamente a difesa della palude. Sartori fu un gigante e nessun paragone può essere fatto con gli gnomi di oggi, maldestri e estranei alla onestà politica di quei tempi in cui nella Cisl ci si confrontava a viso aperto e non con le lettere anonime dei congiurati e dei collusi.
      Per fare un esempio biblico, quelli che oggi stanno al bivacco della genovese sono come quelli che si illusero di raggiungere il cielo con la torre di Babele. Furono confusi. Sartori e quelli come lui furono invece come i fratelli Maccabei che si battevano per la libertà. Vinsero la battaglia contro l’unità sindacale ma persero quella per una Cisl libera e autonoma: arrivò Marini e i mariniani cominciarono lo scempio che dura tutt’oggi. Sartori (e Pezzotta negli ultimi anni) furono emarginati perchè la loro statura era ingombrante per coloro che inaugurarono e perfezionarono il sottogoverno dei compromessi e del baratto tra l’onore e il privilegio.

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  4. Caro Admin, il tuo commento non è completo, quando si informa la gente bisogna farlo in maniera totale. La Sicilia è stata con altre regioni e altri colleghi, oggi tutti fuori dai c……., protagonista nella ormai famosa notte dell’ergife, quando la CISL la Filca e purtroppo anche la Fai avevano deciso di cancellare la storia della federazione della agricoltura, la storica federazione Fisba/Fai. Dopo i fatti che tutti conoscono la CISL decise di commissariare la Fai e mandarci un n regalo Sbarra! La Sicilia con a capo il suo segretario generale contribuirono, senza mai abbassare la testa, alla speranza di far ripartire serenamente la categoria, purtroppo Sbarra e la Furlan avevano altro in mente. Quando ormai il giocattolo andava verso la deriva del buio più nero, qualcuno alzo la testa e fu successivamente licenziato. Fu commissariata la struttura siciliana, sapendo che il gruppo dirigente, Fai e CISL, ero pronto a vendersi al padrone di turno! Oggi questo è il risultato, la Sicilia e la “dirigenza” siciliana si merita questa umiliante disfatta! Un dipendente, bravo a parare il […] al capo ma zero in politica sindacale, inizia dalla famosa Sicilia la scalata al potere Fai nazionale! Manca sarà il futuro segretario generale della Fai nazionale quando la ruota di scorta Rota sarà promosso in CISL confederale! Certo con il senno di oggi la Sicilia ha avuto una sola imperdonabile incertezza, la notte dell’ergife doveva cavalcare l’onda e contribuire ad eleggere un segretario generale Fai, espressione della Fai stessa e mai affidarsi alla CISL. La stessa cosa vale per la Sicilia che oggi ha commesso lo stesso errore.

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    1. Solo per precisare che noi non siamo un blog di informazione, e quindi non abbiamo alcun obbligo di fare un’informazione “totale” come tu dici. Noi siamo una parte, quelli che non hanno accettato la legittimità del commissariamento, e raccontiamo la storia dal nostro punto di vista. E poi diamo spazio a tutti, anche a chi racconta la stessa storia da un punto di vista diverso, perché crediamo che la verità venga fuori più facilmente dal confronto fra posizioni diverse.
      Per questo ti ringraziamo del tuo prezioso contributo, anche se in più di un punto non coincide con il nostro.

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  5. Amico caro che tiri in ballo sartori per giustificare il presente mi fai seplicemente pena perché o sei scemo cosa che non credo o sei in cattiva fede e sai benissimo che il problema non è il giovane valido che viene utilizzato al meglio ma la gestione della cisl di oggi passata dalla democrazia al fascismo o stalinismo come ho letto. Personalmente so solo che da qualche anno spesso in chiusura di un discorso per rafforzare il concetto qualche scellerato usi avvertimenti…
    Sicuramente poco ortodossi

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  6. Penso che una differnza di non poco conto tra la cisl dell’era Sartori e di oggi sta nel senso che si da alla parola libertà. Allora si intendeva di libertà di scegliere secondo coscienza, oggi in modo prescrittivo ovvero secondo ordini suoperiori.
    CAPITO MI HAI!

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  7. Amici, che caparbiamente difendete l’onestà e memoria del protomartire della CISL FAUStO SCANDOLA vorrei evidenziarvi che stiamo raggiungendo il milione di contatti cosa che mi ha portato alla mente la massima che segue per ringraziare tutti ed invitarvi a continuare così ricordando:
    CHE LE BATTAGLIE LE VINCONO I FALSI, PERCHE’ SONO FURBI E’ UN CLASSICO.
    MA LA GUERRA LA VINCONO GLI ONESTI PERCHE’ PERSEVERANO NELLA PAZIENZA E NELLA GIUSTIZIA.
    Onore alla memoria di Fausto

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  8. Al di là del caso di specie, non è la prima volta che vengono attaccati i “dipendenti” su questo sito. La storia della Cisl è costellata di “dipendenti” che sono diventati bravi o grandi sindacalisti. Se puoi guardiamo fuori potremmo fare qualche altro nome, tipo quello di Bruno Trentin. Chiaro, nessuno vuole paragonare Pierluigi Manca a Bruno Trentin (!) e nessuno pensa ad un sindacato di dirigenti che non vengano principalmente dai luoghi di lavoro.

    Ma andrebbe spiegato che differenza c’è tra un “dipendente” che si è fatto le ossa dal basso e con lo studio (anche qui astraiamo dal caso di specie) e un sindacalista che magari ha lavorato un anno sul posto di lavoro, venendo poi distaccato, e ha fatto carriera poi di cooptazione in cooptazione.

    Attenzione quindi alle generalizzazioni a tesi.

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    1. Ci permettiamo di contestare quello che affermi. Questo sito non attacca i dipendenti, ma solo i dirigenti politici, perché è la politica che giustifica la polemica come nobile arte democratica. A prendersela con i dipendendenti è stato semmai chi, ad esempio, è ricorso ai licenziamenti da commissario della Fai. Con atteggiamento protervo e con l’idea di colpirne uno o due per educare tutti gli altri. E c’è riuscito.
      Quanto a Manca, non ne abbiamo mai parlato, per quanto ne avessimo avuto argomenti, finché ha fatto il dipendente, sia pure a statuto speciale; nel momento in cui diventa dirigente di alto livello senza essere mai passato dal basso né dalla elaborazione culturale di altissimo livello ed in connessione immediata con l’azione politica (perché questo era il caso di Trentin, quindi l’esempio che fai serve solo a mettere ulteriormente in ridicolo il povero Manca e chiunque altro tu gli volessi accostare nella Cisl di oggi), allora gli possiamo presentare tranquillamente il conto di tutte le nefandezze delle quali è stato partecipe da dipendente. Qualche volta anche nel proprio interesse.
      E poi scusa, ma perché metti “dipendenti” fra virgolette, come se fosse solo un modo di dire?

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  9. Resettiamo per un momento il tutto, caro difensore delle cause perse, che ti credi furbo. L’esempio di Sartori e quanto accade oggi ai dipendenti è emblamatico. Sartori ed i suoi simili facevano carriera per meriti questi per il grado di servilismo che lo stomaco permette loro di digerire. Se non lo sai prova ad informarti di come la cisl rispetta i diritti dei suoi lavoratori e vedrai che oggi, proprio il sindacato che dovrebbe difendere i diritti di lavoratori e lavoratrici è in prima linea nel calpestarli. Daltra parte non è stata la CISL della Furlan a vendere i lavoratori al neoliberismo firmando contratti con paghe inferiori al reddito minimo?

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  10. Prima del 1970 non erano riconosciuti i diritti sindacali per il distacco né dai contratti né dalla legge. Di conseguenza l’attivista sindacale di base (eletto in fabbrica o nella lega) individuato per essere utilizzato come operatore sindacale veniva assunto (se c’erano le risorse). La battuta su Paolo Sartori è posta male! Il caso segnalato in questo blog riguarda persona che non ha mai fatto la gavetta e che è figlio d’arte per una dinastia di burocrati che, come nella storia medievale francese, diventano re e perchè no imperatori! Erano altri tempi, e non avevano ancora inventato né la democrazia né la cisl.

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  11. Alfiero Caravello · Edit

    Di dipendente ce n’era un’altro: un certo Paolo Pozzobon oggi Segreterio Organizzativo dell’Usr Veneto e ex Segretario Organizzativo della Ust di Venezia. Il Sig. Pozzobon quando stava a Venezia si è fatto assumere da un certo dt Baita dalla Mantovani costruzioni e senza fare un giorno di lavoro presso codesta azienda, si è beccato per anni circa 60.000€ annui. Poi dopo che lo scandalo Mose travolse buona parte del ceto politico locale e i vertici di molte aziende, compresa la Mantovani Costruzioni, il signor Pozzobon con tanto di verbale di conciliazione si è fatto licenziare per mettersi in corsa per la seconda carica regionale del Veneto. Inoltre dal consorzio Venezia Nuova il signor Pozzobon si è fatto dare 25.000€ per pagare le spese di un libro sulla storia della Cisl di Venezia (5.000€ alle altre OS per le spese di un concerto del 1′ maggio) e con un accordo fatto scientificamente si è fatto dare 70.000€ annui dal 2004 al 2015 (Cgil e Uil hanno fatto lo stesso) per pagare un RLSA unico per tutto il cantiere del Mose. 70.000€ annui per 11 anni??? Neanche un Segretario Generale Usr guadagna cosi tanto. E il bello è che il Segretario Generale di Ust uscente e quello entrante sapevano tutto. Ma tutto è stato fatto alla luce del sole, a tal punto che tutti hanno pensato fossero vicende normali, ma vi sembra normale tutto ciò?

    —-
    Pubblichiamo questo commento perché riferisce di cose certamente rilevanti, e offriamo ampia possibilità di replica a chiunque abbia qualcosa da correggere, rettificare o smentire.

    Quanto a Pozzobon, questo è il link alla sua dichiarazione dei redditi pubblicata dalla Cisl del Veneto, che è stata correttamente pubblicata

    https://www.cislveneto.it/Organizzazione/Organi-dirigenti-e-collegiali/La-Segreteria/Paolo-Pozzobon/Estratto-del-730-di-Paolo-Pozzobon

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