E se non se ne va?

La nomina di un segretario generale aggiunto nella Cisl è come il ticchettìo di una bomba ad orologeria: non sai quando, ma sai che ci sarà lo scoppio. Questo almeno se, come invece fu per Baretta e Santini, la nomina è avvenuta senza l’avvertenza esplicita che il numero due non potrà e non dovrà tentare di diventare il numero uno.

Quando invece il “numero due” ha il diritto di successione, esplicito o implicito, prima o poi la bomba esplode. Ad esempio, quando ad essere “aggiunta” fu la signora Anna Maria poi la bomba è scoppiata subito. E Bonanni se n’è dovuto andare inseguito dai corvi e dalle lettere anonime di qualcuno che lo aveva appena rieletto.

Il dottor Sbarra dell’Anas ha il diritto di successione. E qualcosa in più: la sua ascesa – sancita con il patto della pastasciutta quasi un anno fa – è necessaria a cementare il controllo sulla Cisl da parte del gruppo di potere che si è installato a Via Po 21 (così come è necessaria l’altra successione chiave che si prepara alla Fnp, da Gigi “pensione d’oro” Bonfanti a Ragazzini). Se si considera poi che anche nella Uil si sono create le condizioni per un prossimo passaggio di mano ad un segretario generale “made in Locride“, si può ritenere che ci sia una qualche congiunzione astrale che spinge le cose ad andare in questa direzione.

Solo che a questo punto il problema diventa l’uscita di scena del segretario generale in carica. Che può avvenire in malo modo come con Bonanni, messo alla porta con ricatti ai quali anche un uomo con la pelle dura come lui non è stato in grado di resistere, o può avvenire in forma rituale, collocando l’uscente in qualche posizione ufficialmente prestigiosa. E disinnescando così la bomba prima dello scoppio.

L’uscita di scena della signora Anna Maria deve seguire il secondo copione: e la cosa più semplice sarebbe collocarla in qualche seggio in parlamento. Solo che i tempi sono cambiati, e il passaggio in politica è assai rischioso. Lo si è visto alle ultime elezioni politiche, quando la Cisl non è riuscita a candidare nessuno dei suoi, e anche se li avesse candidati non sarebbero stati eletti visti i risultati del Pd, attuale partito di riferimento di Via Po 21.

Ora si avvicinano le elezioni europee, che una volta sarebbero state un buon trampolino di lancio in politica (anche se un trampolino un po’ pericoloso perché poi bisogna trovare le preferenze necessarie, e non tutti ci sono riusciti).

Di questi tempi, però l’uscita per Strasburgo è pericolosissima. Il partito di riferimento per Via Po 21 non sa ancora chi lo guiderà e verso dove, e se ci dovesse essere una lista unitaria con altri partiti i posti in lista saranno ancora meno. Per tacere del fatto che se nel 2014 gli eletti furono tanti, questa volta saranno assai di meno.

Stando così le cose, la candidatura non sarebbe una buonuscita sicura per la signora Anna Maria. Che potrebbe non mollare ancora il posto in attesa di un’offerta migliore.

Ma a quel punto anche il ticchettìo in sottofondo si farebbe più forte…

attenzione 03

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. In uno stagno di coccodrilli non resta alcuna possibilità di farla franca. Desiderare che tramonti la magliara è un diritto ma che le subentri il trombettiere ionico sarebbe ancora peggio per questa Cisl (per quanto possa esserci di peggio della attuale deriva).
    Riaccendere allora le fiaccole perchè la notte sarà ancora lunga e gelida per i tanti devoti del proprio tornaconto che adorano i vitelli dorati.
    Possibile che non sorga un Tedoforo ? Se è così allora facciamocene una ragione e andiamo tutti a dormire aspettando che intervenga un aiuto della Provvidenza.

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    1. Se ti riferisci al blog, ti facciamo presente che Bonanni era quello che voleva la fusione Fai-Filca, e che noi siamo quelli che hanno contestato in Tribunale il commissariamento della Fai votato dall’esecutivo della Cisl con la motivazione di non aver fatto quello che voleva Bonanni. E ti ricordiamo poi di quando Sbarra, commissario nominato dalla Cisl della Furlan, ha licenziato Giampiero Bianchi con la motivazione di aver esultato ad alta voce nella sede della Fai alla notizia delle dimissioni di Bonanni.
      Insomma, se ci spieghi dov’è la vera differenza fra la Cisl di Bonanni e quella della Furlan, che a te piace tanto, te ne siamo grati. Perché a noi sembrano due capitoli di uno stesso libro. Solo un po’ più noioso con l’andare avanti nella lettura.

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  2. La CISL di oggi è cattiva, inconcludente e senza iniziativa. Quella di Sbarra sarà ancora peggio!!! Allora meglio quella di Bonanni, chi Vi parla è uno dei dissidenti di quella notte all’Ergife di Roma, per capirci la notte del fallito accorpamento Fai Filca che voleva ingigantire il potere di Bonanni, ma meglio Lui che questa illogica presenza e peggio ancora quella che verrà!!!

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  3. il passaggio in politica è così rischioso (visto il tramonto del partito di riferimento) che anche Marcolino non riesce a decidere che fare…un asino di Buridano. .. forse qualcuno alla fine deciderà per lui come sempre.

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