La figura del salame

Anche quest’anno arriverà l’otto marzo. Che non è solo la vigilia del 9 marzo, ma è il giorno in cui si fanno i soliti bei discorsi sulle donne, più o meno sinceri. Ad esempio, si dirà che “ci vorrebbero più donne dove si prendono le decisioni”.

Questo argomento rischia di avere lo stesso difetto che emerge quando si identificano le organizzazioni con chi le guida e ci si dimentica di chi le costituisce; cioè si vedono le questioni dall’alto e dal centro, invece che dal basso e dalla periferia, e si pensa solo al “capo” e non alla partecipazione delle donne e degli uomini che danno vita all’associazione. Un’associazione dove gli aderenti prendono la parola e partecipano sarà probabilmente più recettiva anche della dimensione femminile di una dove un certo numero di donne vengono cooptate nei ruolo di dirigenza ma la partecipazione a tutti gli altri livelli viene scoraggiata.

In secondo luogo, questo argomento delle “poche donne nei posti di comando” presenta delle forti ambiguità nella sua attuazione pratica, perché poi accade che lo si usi a intermittenza e in modo strumentale. A cominciare proprio dalla Cisl: quando c’è qualche maschietto da far fuori, o da fermare nella sua ascesa, si tira fuori l’argomento “ma qui ci vuole una donna!”; se poi invece il maschietto deve essere comunque promosso per altri motivi a discapito di qualche donna, allora, con la stessa faccia, si dice “non si può mica ridurre la questione delle donne ad un posto in segreteria!”. E così, attraverso quest’uso alternativo di un argomento o dell’altro, entrambi giusti ed entrambi sbagliati a seconda delle situazioni, le cose non cambiano mai.

Però a volte gli effetti possono essere un po’ buffi. Prendiamo ad esempio la lettera con cui le tre organizzazioni confederali preannunciano per l’8 marzo di quest’anno “una grande assemblea unitaria da tenersi nell’Aula Magna del Policlinico Umberto I di Roma”, che vedrà le testimonianze di alcune delegate “con i contributi delle dirigenti confederali UIL e CGIL, Ivana Veronese e Susanna Camusso, e le conclusioni della Segretaria Generale CISL Annamaria Furlan”.

La lettera è firmata dalle “dirigenti confederali” Susanna Camusso e Ivana Veronese per Cgil e Uil, e dal segretario organizzativo della Cisl, l’omonimo di un grande calciatore campione del mondo nel 1982. Uno che, assieme a Giulio secondo, è stato eletto quando dalla segreteria confederale è uscita una donna, riportando così indietro la proporzione fra componente femminile e maschile da due su sette a una su otto (ovvero, per quel che contano le percentuali, dal 28,5% al 12,5%).

Si vede che quello era il giorno del “non si può mica ridurre la questione delle donne ad un posto in segreteria!”. Quando poi ad aspirare ad andare a Via Po 21 dovesse essere, ad esempio, Marcolino Bentivogli, allora sarà pronto l’argomento “qui ci vuole una donna!”. Sempre detto con la stessa faccia.

Ecco perché la Cisl è l’unica confederazione che deve far firmare il messaggio per l’8 marzo ad un uomo: l’unica donna non poteva mica firmare assieme a due colleghe di rango inferiore perché un segretario generale, anche quando è una segretaria, non mette il suo nome se non assieme a quello degli altri generali, di qualunque sesso siano.

E così la firma del Graziani Giorgio si trova in mezzo a quello delle due signore. E l’effetto ricorda un po’ il modo di dire secondo cui “un cavaliere fra due dame fa la figura del salame”.

pane e salame

Post Scriptum Due donne ed un uomo firmano una lettera in cui, nella prima riga, si fa un uso assai discutibile del congiuntivo (o si scrive “vorremmo che fosse” o si scrive “vogliamo che sia”). Facendo così un torto ai loro insegnanti delle elementari, una delle professioni più femminilizzate che esistano.

Post Post Scriptum Ma le delegate che parleranno all’assemblea unitaria potranno farlo di loro iniziativa per dire quello che vogliono, e saranno allora voci dal basso? Oppure, come è più probabile, saranno selezionate dall’alto e dal centro, e allora l’8 marzo sarà un giorno come tutti gli altri?

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15 Commenti - Scrivi un commento

  1. E visto che avete citato Giulio secondo… come non pensare all’alta considerazione in cui lui tiene la figura femminile? Come non pensarci! E come non ricordare, proprio a questo proposito, quel suo famoso genetliaco, festeggiato ad alta quota, con tutti i vassalli accanto… Come non pensare alle sindacaliste con addosso la Tshirt a lui inneggiante, data la scritta: “Sono una donna del Presidente”??
    Ora aspetto il post del suo servetto in cui dice che non è così… Che non è vero…
    Aspetto il post per pubblicare le foto delle sindacaliste di Giulio vestite.
    Tristezza alla enne. Che donne. E che uomo.

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  2. La consecutio temporum è uno dei punti ostici della grammatica italiana, soprattutto da quando non si studia più il latino. Ma venendo alla questione di genere per esperienza personale la condizione più sfavorevole per le donne l’ho riscontrata spesso quando al vertice era presente una donna. CISL docet.

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  3. donna di origini meridionali · Edit

    E Liliana Ocmin? non è responsabile del coordinamento donne, ed ex Segretaria nazionale? Come la Camusso no, ex Segretaria anche lei? O mettendo un segretario organizzativo vicino a Camusso, che è solo ex, “facimme a chi mette ‘a copp”? Strane alchimie e dosaggi dei ruoli e dei poteri….

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  4. Grande
    pubblica le foto che tanti in first hanno visto e diffuso ma che fingono di non aver visto dopo che improvvisamente sono state cancellate(dal giuliosecondotto?).
    Sono emblematiche e chiudono la bocca ai vari servetti e a chi in cisl nonostante le cose vere dette e dimostrate da questo sito hanno votato il giuliosecondotto a scapito di una donna.

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  5. MENO MALE CHE IL RICAMBIO AL FEMMINILE DOVEVA TENERE IL SINDACATO AL PASSO COI TEMPI EVITANDONE IL DEGRADO!!! Non oso pensare cosa sarebbe accaduto divesramente; probabilmente da Via PO, sarebbero scomparse perfino lo poltrone di pelle umana (fantozzianamente parlando). In realtà hanno capito fischi per fiaschi ed invece che salvarlo l’hanno liquidato.

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  6. Vi pregooo…. me le sono perse,!!! Pubblicate le foto con le donne ( first )del presidente? Sarebbe il caso di farle girare anche sui social in occasione dell’8 marzo! Ma di quale occasione si parla?

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  7. Tanto per ribadire il concetto, la fp toscana senza donna in segreteria da 2 anni e tutti zitti, anche il piccolo principe che doveva garantire la garanzia delle regole.

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  8. Un vecchio volpone politico che cadeva sempre in piedi ai sostenitori che spesso si lamentavano dei capetti locali usava rispondere: Quando mancano i cavalli mi vanno bene gli asini

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  9. Cinquantesimo del giùlio secondoottavo pagato dalla first per 30 persone con figli mogli […] e servitori
    Amico pubblica anche le foto dei presenti così tutti dovranno tacere
    Foto parla…

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  10. Complimenti a chi ha scritto l’editoriale sull’8 marzo. Però stiamo tranquilli che l’omonimo di Ciccio campione ’82 in mezzo a due donne ci sa stare. Da caliente romagnolo con le donne ha collezionato sempre successi a Bologna, Parma e Piacenza. Certo la carriera ha i suoi costi e oggi gli tocca per essa annusare cariatidi. Per uno come lui abituato a farsi trascinare da un capello biondo piuttosto che da una coppia di buoi
    non è il meglio che aveva sperato da quel tombeur de femmes che raccontano lungo la via Emilia.

    PS : lungimirante colui che disse “quando mancano i cavalli mi accontento degli asini”….

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  11. hai ragione amico delle 23.45 come scritto in questo sito subito dopo il congresso in first ci sono varie segreterie provinciali senza presenza femminile ma non è successo niente
    Una donna che uccide le altre donne e nessuna di queste parla
    altro che quota rosa
    serve coraggio ma a loro servono solo amiche che fanno le servette
    Le donne del giuliosecondoottavo con tanto di cartello al suo cinquantesimo(amico pubblica le foto) sono state infatti promosse,
    la sua amica di giochi in segreteria first e la sua ex amica presso una ust.
    La terza è rimasta in segreteria e premiata perché non sapeva, non vedeva, non sentiva ecc.ecc.

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  12. Amici. tranquilli, il verdetto l’ha già emesso la storia su questi microcefali ed è di quelli senz’appello per gli infingardi lestofanti e una piccola soddisfazione per noi, nel senso che se alziamo leggermente la vista traguardando i prossimi 20 30 anni. i fatti di oggi saranno preistoria, il sindacato non esisterà più come il lavoro e l’umanità si dividerà in una cerchia ristretta che con le multinazionali si è gia impadronìta della ricchezza del futuro che ovvero i dati di ognuno di noi con i quali avranno in pugno il resto del mondo.

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  13. Intanto, per non farsi mancare nulla, indagati i vertici FIVAG CISL

    Permessi per ambulanti: 16 indagati a Roma tra dirigenti comunali e Tredicine

    Mercoledì 13 Febbraio 2019

    Soldi in cambio di permessi per ambulanti: 16 indagati per estorsione, anche esponenti famiglia Tredicine
    È una nuova bufera giudiziaria quella che è scoppiata a Roma. Al centro le licenze per il commercio ambulante e per i cosiddetti camion bar. In questo momento su disposizione della Procura sono in corso perquisizioni presso le abitazioni di alcuni sospettati di far parte di un’associazione a delinquere per gestire appunto i permessi degli ambulanti.

    APPROFONDIMENTI
    Nell’inchiesta sono 16 le persone indagate per i reati, a seconda delle posizioni, di induzione indebita a dare o promettere utilità, falso ed estorsione. La Guardia di Finanza e la polizia locale si sono recati anche preso gli uffici del Dipartimento VIII delle Attività produttive del Comune per richiedere l’esibizione di alcuni documenti.

    GLI INDAGATI
    Nel registro degli indagati sono iscritti tra gli altri il capo dell’Ufficio Rotazione dipartimento VIII del Comune di Roma e l’addetto dello stesso ufficio, il presidente della Federazione italiana venditori ambulanti e giornalai della Cisl (Fivag), Vittorio Baglioni e l’esponente sindacale Fivag, Dino Tredicine. Risulta indagato anche il presidente dell’Unione provinciale venditori al dettaglio Upvad, Mario Tredicine.

    La famiglia Tredicine L’attività istruttoria di oggi, che ha riguardato anche le abitazioni di due funzionari comunali, è stata svolta dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza e al decimo gruppo Ostia della Polizia Locale.

    SOLDI NASCOSTI OVUNQUE
    Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati documenti e oltre 250 mila euro in contanti di cui 12 mila nei confronti di un dipendente comunale e altre somme ad un esponente di una associazione di categoria che aveva occultato il denaro oltre che in una cassetta di sicurezza anche in un pianoforte, nella cappa di una cucina e nella sella di una cyclette.

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