Lo stesso errore

Nel maggio del 2015, quando commissariò la Fai di Latina, il dottor Sbarra dell’Anas scelse una persona che in quel momento era formalmente sottoposta ad indagine da parte della procura della Repubblica di Asti. Cioè una persona che sarebbe stato meglio sospendere cautelarmente almeno dagli incarichi, in attesa della decisione di proscioglimento (che poi è arrivata). Quella persona era Claudio Risso, già segretario nazionale della Fai, che vantava una buona amicizia con Giovanna Ventura e, attraverso questa, con Anna Maria Furlan.

Pur se Claudio Risso è poi stato prosciolto, quel procedimento ha portato comunque alle condanne di alcuni sindacalisti per appropriazione indebita. E fra questi c’era, se la memoria non ci inganna, anche un ex segretario della Fai di Cuneo. E si trattava di una persona vicina a Claudio Risso, tanto che, a quel che leggiamo sui giornali dell’epoca, condividevano lo stesso avvocato difensore per quel procedimento.

Insomma, per essere una scelta fatta nel nome della massima trasparenza, quella di mandare Claudio Risso a Latina era stata quanto meno imprudente. Ma si vede che il dottor Sbarra dell’Anas avrà avuto i suoi motivi per farla.

Solo che a questo punto, il povero Claudio Risso rischia di farsi la fama di menagramo: per due volte, in territori importanti come Cuneo e Latina, chi gli succede nell’incarico si è trovato a far fronte a gravi problemi con la giustizia penale. Se non è sfortuna, c’è da pensare quanto meno ad una scarsa capacità nella scelta delle persone.

Il precedente Risso avrebbe forse dovuto indurre Onofrio Rota ad una maggior prudenza a Latina: non tanto nella nomina di Saady a reggente, che è solo di facciata; ma in quella del subreggente. Perché già a cose normali il “sub” è quello che deve fare la gran parte del lavoro, figuriamoci quando il reggente è il presidente a vita dell’Anolf. Insomma, quale che sia il suo stipendio, a Latina Geron se lo dovrà sudare. Per sé e per quell’altro.

Ma è opportuno mandare in un territorio così difficile, e con una cartella clinica recente così complessa, una persona che è stata da poco accantonata nel suo territorio e dalla sua federazione? Una persona sulla cui capacità di amministrare una federazione, comprese le retribuzioni, parlano i documenti e le ispezioni della Cisl e della Fim? O se, preferite una sintesi giornalistica, parlano gli articoli del Mattino di Padova?

Insomma, Rota ha fatto lo stesso errore del dottor Sbarra dell’Anas. Cioè ha scelto una persona che sarebbe stato più prudente non coinvolgere in una situazione delicata. Avrà avuto i suoi motivi per farlo, ma è un errore. tanto più sorprendente per un tipo più cauto che brillante come Onofrio. E ripetere lo stesso errore già fatto è più grave ancora che farlo la prima volta.

Speriamo che fra due o tre anni non si debbano registrare un’altra volta conseguenze negative per questo stesso errore. Perché anche queste sarebbero ancora più gravi.

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9 Commenti - Scrivi un commento

  1. Ma oramai non si può e non si deve parlare di errori, ma di volontà precise. Magari verrebbe il dubbio che chi decide (Segretarie o Segretari Nazionali) alcune scelte, abbiano poi sfortuna per le scelte fatte, per tutti i fatti giudiziari che poi emergono. Ma anche questo oramai l’ ho lasciato alle spalle.
    Le scelte che vengono fatte sulla base di precisi interessi. Quali ? Tutti !!

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  2. Tanti errori alla fine diventano sentenze e disgrazie per chi li commette! Furlan, Sbarra, Rota, e tanti altri della casetta di vetro finiranno presto di fare errori perché ormai sono diventate disgrazie atte a pulire la CISL e la Fai da questi usurpatori e vendicativi personaggi!

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  3. É evidente che il Rota non decida nulla da solo. Le scelte del reggente e sub reggente sono imposte dall’alto. Il reggente probabilmente dalla Furlan che ha il pallino per queste cose, il sub dall’aggiunto.

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  4. ANOLF & Fai
    La grande trovata del Komm nei giorni dei suoi trionfi in via Tevere fu di mischiare l’olio di oliva con quello lampante. Anolf diventò la costola della Fai nelle province quantunque da tempo circolavano dubbi sul modo di trattare i bisogni (permessi di soggiorno e flussi) degli immigrati i cui nomi però andavano a ripianare un tesseramento in grave sofferenza.
    In quella geniale trovata venne assunto nel paradiso delle 72 vergini Saady il giovane venuto dal sud e cresciuto con quella naturale furbizia che lo ha sempre caratterizzato.
    Ora a Latina si completa l’opera. La Fai succursale di Anolf: basta guardare le foto dell’evento dell’altro ieri…
    Tra padrini e una vistosa madrina sempre presente in Fai dal 2015 proprio un bel battesimo.
    E Risso ? Rifugiato a luci spente nella casa di vetro aspetta forse di essere convocato per dire la sua su quegli accordi confezionati a Latina da subcommissario che richiamano tanto certi suoi metodi usati a Cuneo e scaricati sulle spalle di un giovane inesperto e gioviale finito in trappole messe da altri.

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  5. La letterina agli iscritti della signora Furlan, in previsione della manifestazione prossima ,sembra, come direbbe lei stessa, “a tutto tondo ” un proclama in vista delle prossime elezioni europee. Alla faccia del l’autonomia sindacale. C’è da chiedersi se tutte quelle richieste che esprime attraverso di essa all’attuale Governo non siano un mucchio di roba che va bene per ogni stagione e c’è pure da chiedersi perché non si è svegliata con i precedenti Governi che non hanno certo favorito la classe sociale che lei purtroppo rappresenta. Forse la signora farebbe bene a domandarsi se è quella attuale la UE che garantisce la solidarietà, la partecipazione , la sussidiarietà, la dignità personale e del lavoro, l’equità sociale e così via. É palese che signora e company (intendo quelli di casa nostra di vetro) non si sono mossi in passato perché altri Governi e/o forze politiche le garantivano briciole di visibilità politico sindacale senza frutti per gli ignari iscritti e questa UE forse le garantirà qualcosa dopo la sua non certo brillante carriera sindacale su cui stenderei un velo pietoso. “L’Europa che vogliamo” dovrebbe essere il centro del dibattito da porre agli iscritti , un’Europa che non è magari quella di Salvini ma nemmeno quella che certi politici ci hanno propinato fino ad oggi. C’è bisogno di una via di mezzo, qualcosa di nuovo che per il momento non si intravede data l’ottusità e la piattezza del gruppo dirigente cislino. Mi verrebbe voglia da iscritto di cestinare la tessera, ma terrò duro per il rispetto della considerazione che ho per la Cisl e per coloro che l’hanno degnamente rappresentata in passato. Mi stupisce e al contempo preoccupa che non ci siano più pensatori in questa stagione sindacale che sta durando troppo… ma forse sono stati messi solo ai margini se non fuori. Ci sarebbe un gran bisogno di loro.

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  6. Osservatore interessato · Edit

    A latina la fai ha gia’ permesso alla Uila di essere di gran lunga il sindacato maggiormente rappresentativo i suoi dirigenti ex cislini si stanno scompisciando dalle risate

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  7. Rota a Latina : Bisogna riconoscere che una cosa buona l’ha fatta. Non riaffidare a Risso la reggenza. Purtroppo come al solito non è andato oltre. Ci voleva troppo coraggio e molta autonomia di giudizio a mettere fuori dalla porta quelli che insieme a Risso hanno fatto i danni risaputi. Ma il coraggio uno mica se lo può dare ? Non è borotalco o un profumino dopobarba.
    Ora vedremo cosa combineranno gianni e pinotto. Ci vorrebbe la chemio e invece il tarantino ama sempre il meno invasivo cortisone perchè a lui il male basta coprirlo.
    Lui mica è laureato in oncologia.

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