Quel viso non mi è nuovo

Ci è arrivato il testo del lodo con cui i probiviri della Fnp non fanno il loro dovere riguardo all’impugnazione del commissariamento della federazione di Padova-Rovigo.

Il loro dovere sarebbe infatti quello di decidere se chi fa il ricorso ha ragione o ha torto; mentre la loro decisione dice che … non hanno potere di decidere. E se non ce l’hanno loro, non ce l’ha nessuno. Almeno dentro alla Cisl.

Il ricorso presentato da cinque esponenti della Fnp Cisl di Padova-Rovigo, a cominciare dal segretario generale commissariato Tarcisio De Franceschi, viene infatti respinto con poche righe di motivazione, il cui succo è che il commissariamento è un “atto eminentemente politico-organizzativo” sul quale il collegio ritiene di non avere alcun potere.

Leggendo queste parole, ci siamo sentiti come Totò nel film “Un turco napoletano” (Mario Mattoli, 1953) quando – e chiediamo scusa per la scena un po’ sessista che descriviamo – osservando il posteriore di una bella signora che ufficialmente era la moglie di un tal onorevole Cocchetelli, dice fra sé e sé “Quel viso non mi è nuovo” (e in effetti la bella signora non era la moglie dell’onorevole, ma una ballerina con la quale il parlamentare fedifrago aveva una tresca).

A non essere nuova per noi era quell’espressione “atto eminentemente politico-organizzativo”. In effetti l’avevamo letta nel lodo con cui la Cisl-Probiviri aveva respinto il ricorso contro il commissariamento della Fai. Un ricorso perfetto e incontroverrtibile, per non dover accogliere il quale la Cisl-Probiviri si è inventata la barzelletta del commissariamento come atto non impugnabile (naturalmente davanti al giudice gli avvocati della Cisl sostennero invece che il commissariamento non era impugnabile in Tribunale perché lo era solo davanti ai probiviri…).

E non è che hanno copiato solo questa espressione: tutta la decisione dei probiviri della Fnp, fin quasi alle ultime righe, è un “copia e incolla” del passaggio centrale del lodo della Cisl-Probiviri sul commissariamento Fai. Il che conferma quel che avevamo detto subito, e cioè che quel commissariamento non colpiva solo la Fai ma la certezza del diritto per tutta la Cisl. Da quel momento, tutte le strutture sono in libertà provvisoria, perché possono essere commissariate senza motivo e i probiviri non fanno nulla perché dicono di non avere competenza. E lo dicono con una faccia che … non ci è nuova.

Ma la battaglia non è finita. Un nuovo ricorso – sul quale avremo modo di tornare prossimamente – è già partito da Padova, e riguarda non l’atto del commissariamento, bensì l’esercizio dei poteri commissariali. Che, come ogni potere in democrazia, deve rispettare i propri limiti (“un’autorità – come diceva il pensatore liberale Benjamin Constant – non è legittima se non entro i suoi propri limiti”). O almeno dovrebbe.

Temiamo infatti che anche stavolta, di fronte allo scandalo dei congressi pilotati attraverso regolamenti che impediscono agli iscritti di votare liberamente scegliendo fra possibilità diverse e non su lista unica e bloccata con voto palese, i probiviri vorranno rispondere col viso … che non ci è nuovo. Cioè sanciranno che le regole nella Cisl, invece di essere la garanzia data a tutti, sono lo strumento con cui chi ha il potere picchia i dissidenti.

PS. Che poi le regole della Cisl siano un giocattolo in mano a chi comanda e non una cosa seria, lo dimostra la pagina “bilanci e retribuzioni” del sito della Fnp. Una pagina ferma peraltro a quasi tre anni fa, dove invece di pubblicare le dichiarazioni dei redditi, come dovrebbero fare i dirigenti della Cisl, vengono riportate le buste paga.

Quella a nome del segretario generale dice che, come co co co, Gigi “pensionedoro” Bonfanti nel novembre 2016 ha ricevuto, al netto delle trattenute, eur. ventuno,00. E questa è la trasparenza della Cisl sui redditi di chi la guida (per chi non la ricordasse, può leggere le cifre sul conto del segretario generale Fnp negli Scandola papers).

Ecco, anche questo signore, come i signori e le signore che parlano di una Cisl casa di vetro, e tutti quelli che negano il problema della trasparenza, ha un viso che non ci è nuovo.

Nel senso che è assolutamente indistinguibile dal posteriore.

 

 

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. e poi magari non si commissariano strutture che dovrebbero esserlo e dove si combina di tutto e di più, anche dopo ispezioni varie.

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  2. diffondete!!!! la trasparenza se non la fa la cisl abbiamo il dovere morale di farla noi!!! tutti noi che sappiamo altrimenti saremo loro complici e quindi non meno colpevoli

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  3. Probiviri. Ponzio Pilato ci fece meno vergognare. Purtroppo ovunque essi sono una delle peggiori complicità in una associazione violentata.
    Omertà e lingua di legno sono abitudini proprie di cupole che si reggono soltanto col malaffare e la malafede.
    Chi può ancora difendere la non competenza della giustizia ordinaria riguardo alle associazioni cosiddette di tendenza ?
    Quando sono così tanti gli episodi di arbitrii e di palesi prepotenze sorge un problema di lesa Costituzione dato che i cittadini organizzati nei sindacati non sono più uguali di fronte alla legge ma vivono in un limbo dove i diritti non hanno mai pari dignità coi doveri.
    La difesa della autonomia del sindacato può ancora essere quella storica a tutela della libertà associativa ? Libertà senza giustizia è una tragica irrisione dell’una e dell’altra.

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  4. Non posso che replicare quanto ho scritto in altri Post. Ho conosciuto purtroppo i Probiviri della FNP e ne ho sperimentato “l’imparzialità e correttezza” ……….. (ahahaha) Purtroppo alcuni di loro interpretano il ruolo solo a difesa delle segreterie (nazionale, regionali e provinciali sempre che siano in linea con chi comanda). Tutti gli altri, se ricorrono ai Probiviri FNP, pur avendo ragione da vendere, innanzitutto sono dei rompiscatole e poi non avranno mai soddisfazione. In più, le motivazioni addotte per le decisioni sono sempre vaghe e talvolta risibili. Non si sforzano neanche di dare motivazioni plausibili o di argomentare in modo approfondito, ma si limitano a dare ragione al potere…… Eppure la parola PROBOVIRO (a leggere il vocabolario) significa: “uomo onesto”, persona che, per particolare autorità morale, è investita di poteri giudicanti e arbitrali sull’andamento di un’istituzione o associazione, sugli eventuali contrasti interni, sui rapporti con altri enti e simili. Spero che, almeno nei più riposti meandri della loro coscienza, questi probiviri riflettano su quanto fanno.

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  5. Il Collegio dei Probiviri, o dei revisori contabili, che non sia un organo terzo rispetto all’organizzazione, sarà sempre condizionabile e manovrabile dall’organizzazione stessa. Quindi il difetto sta nello statuto e in coloro che scrivendolo ben sapevano cosa volevano fare.

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