Savino sta con i sindaci. E la Cisl?

Savino Pezzotta rilancia sul suo blog un appello dell’associazione “Nessun luogo è lontano”, legata al mondo dei missionari scalabriniani, di sostegno a quei sindaci che si stanno mobilitando contro l’applicazione delle regole del cosiddetto “decreto sicurezza”. Un decreto che ormai è legge e che, afferma l’appello, sarà “causa di degenerazioni criminogene, crescita e cronicizzazione della clandestinità, arretramento culturale e sociale del popolo italiano”. Insomma, andrebbe piuttosto chiamato decreto insicurezza. Per i migranti e per i residenti.

L’iniziativa dei sindaci ribelli è forte. E forse è anche una forzatura. Ma proprio per questo richiede di essere giudicata secondo un metodo vecchio di duemila anni: dicendo sì sì, no no. Come ha fatto Savino dicendo che è meglio una forzatura che accettare una palese ingiustizia.

E a Via Po 21? Per ora siamo a qualche tweet che non dice né sì né no. Ma con atteggiamento questo sì “buonista” in senso deteriore, cioè l’atteggiamento di chi dice “mettiamoci d’accordo in qualche modo ma non litighiamo fra di noi”, ci si limita a dire che il tema migranti “non deve spaccare il paese”.

 

E invece noi pensiamo che sia l’ora di dividersi. Di fare chiarezza. Di stare o dallla parte di chi dice che il problema dei migranti lo si risolve rendendolo una questione di pubblica sicurezza, e quindi più ne spingi nell’illegalità più ne puoi espellere e più sei contento anche se di sicurezza non ne hai portata neanche un po’, oppure da quella di chi dice che la strategia dell’illegalizzazione, in atto almeno dal 2002, non ha creato più sicurezza ed è ora di cambiare registro. Se non per solidarietà, almeno per realismo.

Non pronunciarsi, chiedere un compromesso fra impostazioni inconciliabili per amore del quieto vivere, far finta di non vedere che il paese è già stato spaccato e ora si tratta di scegliere da che parte stare, è un passo ulteriore verso l’irrilevanza.

O meglio,lo sarebbe se la meta dell’irrilevanza non fosse già stata raggiunta da tempo dall’organizzazione e da chi la guida, senza guidarla da nessuna parte.

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2 Commenti - Scrivi un commento

  1. Con tutto il rispetto che merita Savino egli riconosco mi permetto di dire che ha detto una cosa giusta nel momento sbagliato.
    Il problema è evidente e reale ma dato il momento storico che sta vivendo il Paese pensa davvero di avere fatto il bene della causa ? Personalmente pur con tutte le buone intenzioni ritengo abbia buttato benzina sul fuoco . Diverso sarebbe stato se la CISL o anche personaggi del suo calibro l’avessero detto un giorno prima dei sindaci.

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