Attenzione

 

 

Con l’allargamento della segreteria confederale che ha liberato l’Usr Emilia-Romagna e la First dei rispettivi segretari generali, appesantando i conti della struttura centrale con uno stipendio in più e riducendo drasticamente la presenza femminile (da due su sette ad una su otto), si chiude un altro anno perso dalla Cisl. Perso in giochi fra le cordate per decidere chi va dove, mentre la contrattazione collettiva è sempre meno capace non diciamo di migliorare, ma anche solo di dare risposte, giuste o sbagliate, alle esigenze di chi vive del proprio lavoro. E mentre il ruolo dei sindacati come interlocutori politici delle istituzioni è ridotto ad un unico incontro, dove l’ultima delle Ugl è trattata con la stessa dignità della Cisl e della Cgil e dove alla fine la signora Anna Maria esce dicendo di essere stata ascoltata “con attenzione” dal presidente del consiglio. Che peraltro non conta moltissimo nel suo stesso governo.

Ma non sono questi i problemi di cui ci si occupa a Via Po 21. Tutte le energie sono concentrate a tener occupati i livelli organizzativi in continui scambi di poltrone che servono solo a consolidare il potere del gruppetto di tre o quattro soggetti che controllano l’organizzazione. Gi stessi che hanno accompagnato all’uscita Bonanni, inseguito da lettere anonime che svelavano alcune magagne e ne tacevano altre di altri. Gli stessi che ora collocano nei ruoli dirigenziali personaggi poco significativi, e l’omonimo di Ciccio Graziani è l’ultimo esempio, oppure indeboliti nella loro credibilità e quindi poco pericolosi, come è attualmente Giulio secondo (che infatti, essendo più scaltro dell’altro neo-eletto, si presenta dicendo “io qui sono l’ultima ruota del carro, spero solo di poter seguire il mio settore di provenienza”).

Fin qui, è tutto teatrino: la vera posta in gioco ora è la staffetta alla guida dell’organizzazione, il passaggio delle consegne forse già all’inizio della primavera dalla signora Anna Maria al dottor Sbarra dell’Anas. Un passaggio che potrebbe segnare un altro colpo, temiamo definitivo, alla credibilità interna ed esterna della Cisl.

Che questa sia la posta in gioco lo dimostra il fatto che il dottor Sbarra dell’Anas da tempo ha cominciato a dire in giro che lui si trova a fare il segretario generale aggiunto anche se non lo ha chiesto e non ci pensava proprio, solo perché gli è stato chiesto con insistenza; e che se dovesse fare il segretario generale sarebbe un sacrificio, visto che lui non ci pensava proprio neanche a questo. Diceva la stessa cosa anche quando si fece eleggere segretario generale della Fai invece di levarsi dai piedi a fine commissariamento. E probabilmente direbbe la stessa cosa sulla sua assunzione all’Anas, se solo accettasse di rispondere sull’argomento (ma ce lo possiamo immaginare mentre dice “io non ho chiesto di essere assunto dall’Anas quando ero segretario generale della Cisl in Calabria, è stata l’Anas a volermi assumere a tutti i costi”).

Quel che è certo è che col voto di ieri si è aperta l’ultima fase della segreteria Furlan. E che ora chi ci tiene ancora alla Cisl deve fare molta attenzione.

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Comitato di affari si sostengono tra loro nonostante siano stati scoperti e giù mio secondo sia largamente screditato
    La domanda è da fare ai bentivogli
    Dove siete? Vi va bene tutto?
    Affaristi anche voi?
    Soldi soldi soldi ………..

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  2. osservatore interessato · Edit

    argomento per addetti ai lavori di una confederazione in via di estinzione con nessun ruolo nel paese assente su tutti gli argomenti un gruppo dirigente dedito esclusivamente a dividersi le spoglie di quello che fu un grande sindacato

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