Ancora dai “Probiviri per la Libera Cisl” sulle vicende di casa Fiba-First

Il collettivo “Probiviri per la Libera Cisl” ci invia una risposta ad alcuni commenti al precedente intervento, e noi volentieri la pubblichiamo. L’intervento riguarda fatti accaduti della Fiba e poi nella First, in particolare lo svolgimento di congressi in modo irregolare nel 2013 e poi la natura delle attività nel settore assicurativo svolte dalla First e dalla Cisl attraverso il gruppo Aletheia in partnership con un importante operatore privato del settore.

il9marzo.it

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Ri-Precisazioni

Dispiace tornare su questioni già precisate, ma siamo obbligati per la coerenza e correttezza evocate da alcuni commenti e soprattutto per onestà intellettuale nei confronti dei lettori del “9 marzo”.

Nel merito:

1) Dalla lettera firmata e pubblicata il 30 novembre “I BUCHI NELLE VALIGE DI GIULIO secondo” e da un’attenta analisi della galassia ALETHIA, al di là di quanto previsto dall’articolo 9 e 10 del regolamento di attuazione, si ravvede un evidente conflitto di interessi (Gruppo Favaretto, RBM, Dottor Vecchietti, Ania, ecc.).
Fatti riportati, tra l’altro, dal quotidiano La Verità il 21 novembre e meritevoli dell’attenzione del Codice Etico della CISL.

2) Atti: Alleghiamo la circolare non veritiera del 14.12.2012 prot. 330 del Segretario organizzativo FIBA, che fa riferimento ad un incontro per appronfondire con i segretari delle rispettive USR interessate eventuali criticità all’avvio delle fusioni.  Dalla documentazione inviataci risulta che  all’ incontro non ha partecipato alcun componente della segreteria U.S.R  Alto Adige, né alcun Segretario Confederale, vedi “Giudizio espresso sia dalla Confederazione che dai Segretari USR interessati”, bensì era presente il funzionario Fausto De Simone.

3) Sui Congressi vivavoce-telefonici ci sono le testimonianze dei partecipanti, la email al Segretario Generale Giuseppe Gallo, ma soprattutto il rifiuto del presidente della Commissione Elettorale di firmare alcun verbale.

E ancora  qualcuno si chiede “perché non si cerca di affermare la verità e lottare all’interno dell’organizzazione?”

Molte le cause di questo declino,a partire proprio dalla autonomia e ruolo dei probiviri, ma soprattutto dalla caduta dei percorsi democratici. Ormai non sono protagonisti i lavoratori ,  ma la democrazia rimane bloccata all’interno dei gruppi dirigenti autoreferenziali.  Le denunce e i documenti pubblicati  ne sono la testimonianza.
Aveva perfettamente capito  e centrato la questione Fausto Scandola nella lettera inviata al Segretario Generale Furlan il 13 aprile 2015 “ Serve rompere il sistema, per portare i nostri dirigenti compatibili ed in sintonia con chi rappresentano: gli iscritti.”
N.B. Nuotare contro corrente è faticoso per tutti, ma chi cerca di risalire alla sorgente dei valori della CISL non può permettersi di sbagliare alcun movimento, per non essere risucchiato dalla vischiosità delle correnti.
Probiviri per la libera CISL .

“Guardar il cielo in alto , ma non così in alto da intravedere il tuo volo; in ogni modo ovunque tu sia, BUON NATALE FAUSTO.”

 

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. Il problema che si ripropone un giorno si e l’altro pure, è sempre lo stesso, i padri fondatori della repubblica e tutte le sue articolazioni erano dotati di un tale curriculum vitae di uomini rispettabilissimi , probi ed ONESTI al punto di commettere l’errore madornale di pensare che anche le generazioni future sarebbero rimaste tali e per questo non si posero neanche lontanamente il problema che tutto potesse degenerare come è poi accaduto. Chi ha il potere lo usa in modo criminoso infrangendo le regole del vivere civile e ne menano pure vanto. Non resta che aspettare la loro autoconsunzione che per fortuna va alla grand,e in virtù del poco intelletto è grande superbia; due “virtù” che li seppellirà sindacalmente parlando; per il resto auguro a tutti lunga vita per godere del vederli nella polvere anche se dorata che li marchierà come appestati per il resto della vita.

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  2. Non commento l’articolo, ma ormai la violazione statutaria e regolanentare nella CISL e’ purtroppo una consuetudine consolidata. Basti pensare alla nuova segreteria nazionale. Sbaglio o il 30% di una segreteria deve essere di genere femminile ( o maschile) ? Ma si, tanto ormai il princeps legibus solutus fa quello che vuole, più che nei regni medioevali. Naturalmente i probiviri (veri???) Specie i grandi probiviri Fnp, Applicano le norme per punire i presunti cattivi, ma chiudono gli occhi sui grandi !!! Così va il mondo !!

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  3. Giulietto Secondo, in arte Romani, voleva presenziare all’incontro in Abi, previsto per il 21 dicembre, dopo che il 20 dicembre era stato cooptato nella segreteria Cisl. “Il primo bancario nella segreteria Cisl” ha tuonato Giulietto Secondo, come a dire, “non sono mica Beppe Gallo, io“ che sbavava da sempre per una poltrona in Cisl! E, con patetici comunicati stampa, annuncia, Giulietto Secondo, che si occuperà di una improrogabile riforma del settore bancario. Ora vorremo ricordare a Giulietto Secondo due cosine. La prima: l’Abi, d’accordo con le altre organizzazioni sindacali, ha rimandato l’incontro previsto per il giorno 21 dicembre a fine gennaio, proprio per evitare la sua, di Giulietto, ingombrante presenza. La “seconda”: Giulietto tu non sei mica il ministro dell’economia che puoi “riformare” il settore bancario! Sei uno messo lì solo per non far scoppiare altri casini! Hai voglia che ti spacci per quello che non sei e mai sarai. Ti hanno messo lì solo per attenuare molti problemi in casa First Cisl, ma come dice il proverbio, tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Vuoi un consiglio: parla meno e cerca di nasconderti per un po’ perché più ti agiti e più fai felici in molti. Niente passerella il 21 dicembre in Abi; pure questa volta ti è andata buca! Alla prossima, ministro dell’Economia grossetano!

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  4. Giulietto Secondo, tentò, al suo esordio da segretario generale della Fiba Cisl, di raccogliere le firme per “porre un tetto agli stipendi dei manager bancari”. Risultato: la classe politica l’ha completamente ignorato. Mentre faceva raccogliere le firme dagli attivisti della Fibs Cisl, il suo predecessore Beppe Gallo, ora al Centro studi Cisl di Firenze, si accomodava nelle comode poltrone del consiglio di amministrazione della banca Commercio Industria del gruppo Ubi. Ma che bella coerenza, che spettacolo di onestà politica e intellettuale … la Fiba raccoglie le firme per combattere gli amministratori super pagati e il suo ex segretario generale Gallo ne entra a far parte con uno scambio di testimoni con Giulietto Secondo Romani.

    Sotto la guida di Giulio Secondo, poi, abbiamo assistito a una fusione sindacalmente “fallita” con Dircredito oltre a una costante e continua emorragia di migliaia di iscritti targati Fiba e poi First Cisl. Non solo: o migliori dirigenti buttati fuori dalla Fiba perché facevano ombra allo specialista dei mutui a tasso zero. Di lui ricorderemo i viaggi continui all’estero, gli sms inviati a mezzo mondo, gli sms ricevuti fatti leggere all’altra mezza parte del mondo, le feste stile Bolzano, le relazioni congressuali che duravano due ore e mezza senza mai citare “l’Anna Maria Furlan” e, dulcis in fundo, la guerra con i coriandoli fatta ai banchieri. Adesso in First metteranno un certo Colombani che hanno tentato già di far passare come uno teleguidato. Saprà Colombani smarcarsi dalla morsa, che per lui sarebbe fatale, di Giulietto Secondo, destinato a finire nel dimenticatoio?

    Impari, Giulietto, dal suo mentore Beppe Gallo, per anni presidente di Previbank: appena ha intravisto la bufera su Aletheia e il gruppo Favaretto ha lasciato Previbank per passare al fondo della ex banca regionale europea dove non c’è nessuna traccia del gruppo Favaretto. Ma come: per anni fai il presidente di Previbank e al primo rumore di tempesta scappi a gambe levate per dimostrare che tu con Favaretto non c’entri niente!?

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  5. Sarò forse un illuso ma qualcosa non mi torna ancora del vostro ragionamento. La Cisl è fatta di iscritti (milioni) e di norme (lo Statuto e le sue emanazioni). Lo Statuto, fortunatamente, tutela sufficientemente gli iscritti, in termini di principi di democrazia e partecipazione. Ci sono, è vero, delle norme che andrebbero migliorate relative al sistema elettorale e alla composizione degli organismi ( sarebbe magari auspicabile una maggior partecipazione di diritto nei livelli che contano di chi è votato ed eletto dai lavoratori e magari meno passaggi intermedi che rischiano di annacquare la volontà dei lavoratori ma tant’è!).
    Le cose che voi segnalate sono estremamente gravi, se effettivamente provate e dimostrate. Alcune addirittura hanno rilevanza penale.
    Sarà anche vero che i Probiviri, finché saranno al libro paga dei vertici, non assicurano forse la corretta applicazione degli statuti. Ma io penso che ci sia un limite anche alle acrobazie interpretative che questi signori (che saranno anche accondiscendenti coi livelli politici ma non credo siano nè così disonesti nè così sprovveduti da rischiare di essere anche loro trascinati in tribunale avallando e non denunciando certe situazioni) sono disposti a fare.
    Ma a prescindere da ciò ci sono gli iscritti che non sono obbligati da nessuno a restare in un Sindacato che dovesse fare porcherie o commettere reati.
    Io credo che se le cose si fanno bene, vale a dire alla luce del sole e con tutti i passaggi logici e regolamentari che circoscrivano la possibilità di slanci acrobatici, certi comportamenti possono sempre essere denunciati e il rischio che corrono i vertici che magari cercassero di coprirli, sarebbe quello di ritrovarsi vertici si ma di una scatola vuota è totalmente depotenziata.
    Se questo, dall’interno, non lo si vuole fare, significa che, sotto sotto, anche noi teniamo alla nostra piccola nicchia di potere in questo contesto e quindi, sempre sotto sotto, siamo un po’ complici di questa degenerazione del sistema e stare dentro un’organizzazione sulla cui bontà più non crediamo sia più importante di quei valori che ci obbligherebbero a denunciare la situazione.
    Chiederei pertanto ai componenti di questo fantomatico collettivo di seguire i canali statutari per effettuare le loro denunce, magari dando pubblicità di ciò. Verranno espulsi? Forse si, ma io non credo. Rappresentavano degli iscritti? Se si, cosa faranno i loro rappresentati? Poi ci sono i livelli anche extra cisl…anche questi saranno controllati dai poteri forti? Alla fine ci si conterà e se ancora ci si ritrovasse in tanti, allora vuol dire che anche a quei tanti, a quel punto informati delle ingiustizie subite (ammesso che queste ingiustizie venissero effettivamente perpetrate) tutto sommato sta bene stare all’interno di una organizzazione, foss’anche perché magari oggi in quei valori dello statuto non credono più neanche loro e il motivo per cui stanno iscritti è magari più semplicemente quel servizio è quella difesa per avere la quale conta più sapere farsi valere con le controparti, saper cioè esercitare un potere o comunque essere in grado di difenderli o dargli qualcosa di utile in cambio.

    A quel punto, però, non resterebbe che prendere atto che la cisl dei padri fondatori non esiste più e che per volontà comune dei suoi appartenenti si è trasformata in qualcosa d’altro… ed allora, visto che siamo in un paese libero, contenti loro contenti tutti!

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