Il 7 e l’8

Il 20 dicembre il consiglio generale della Cisl, salvo ripensamenti, eleggerà due nuovi segretari confederali. E la cosa non sarebbe importante né appassionante (in un’organizzazione appiattita e senza idee, eleggerne uno bravo o un cretino è esattamente la stessa cosa), o al massimo potrebbe dare spunto ai cultori e alle cultrici del tema “rappresentanza di genere” per qualche considerazione critica (esce una donna, entrano due uomini). Ma si sa che le donne al vertice hanno dimostrato di tollerare le critiche ancor meno degli uomini, e quindi nessuno/a aprirà bocca. Tanto meno quelle donne che contano di essere la prossima in lista d’attesa.

Strada spianata dunque per i due omonimi prescelti: uno ha lo stesso cognome di un calciatore campione del mondo, ed un altro si chiama come un vecchio centravanti della Spal, a tutt’oggi indimenticato dalle parti di Ferrara.

L’unico motivo, se non di interesse, almeno di curiosità, di questo consiglio generale sarà vedere con quanti voti saranno eletti Graziani, che scende in campio in sostituzione di Giovannona Ventura con il numero 7, e Romani, per il quale “nostra signora della pulizia nella casa di vetro” ha approntato un seggio speciale come numero 8.

Nessun problema dovrebbe esserci per il primo, che essendo un uomo senza particolari qualità personali né politiche se non quella della fedeltà al capo di turno, alla fine non dà fastidio a nessuno e può essere votato da tutti.

Per Giulio secondo, invece, le cose non sono così semplici. Perché lui qualche qualità organizzativa ce l’ha, e l’ha dimostrato organizzando una bella holding in partnership con un importante gruppo privato che, incidentalmente, sarebbe stato controparte della sua organizzazione. Ma se chi non fa nulla, come l’omonimo di Ciccio Graziani, non da fastidio a nessuno, chi qualcosa ha fatto, magari di sbagliato ma l’ha fatto, nella Cisl di oggi qualche “non amico” se lo fa. Magari fra quanti speravano di mettere le mani sul boccone poi andato ad Aletheia. Ed ora non sono proprio contenti di rafforzarlo con il voto.

Ad ogni modo, se il rituale sarà rispettato, il risultato dell’elezione, a scrutinio segretissimo anche nella fase dello spoglio, sarà letto dal presidente dell’assemblea. Che di solito è Gigi “pensionedoro” Bonfanti.

Uno che sa cosa fare e cosa dire dal microfono.

 

 

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Oramai loro: Bonfanti, Furlan Sbarra (ovvero i padroni della cisl) se la cantano e se la suonano con la benedizione del generale pensionato d’oro che però fa beneficienza; ma a chi? Ai poveri o a se stesso. Perchè se stava zitto era sicuramente ai poveri ma visto che pur essendo un generale stellato (anche se non ha mai esrcitato in divisa) dovrebbe sapere che secondo il galateo il vero benefattore è quello che resta anonimo. Allora o il generale non conosce il galateo oppure il beneficiario della sua beneficienza è se stesso. Non vi pare?

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  2. Credo bisognerebbe inviare qualche bravo/a giornalista a seguire i lavori e constatare la non democrazia che regna nella cisl e nei sondacati in generale dove le elezioni sono fatte prima e a tavolino perche’ hanno come fine interessi e non la politica sindacale. voi che potete pensateci. grazie a nome dei tanti che vi seguono e che ancora poco sperano nella liberazione della cisl

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  3. Pensionedoro generale Bonfanti che si farà auto beneficienza e domani pranzerà a sbafo con il suo clan con i soldi dei pensionati e continuerà a fare tutto quello che vuole

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  4. Approfitto di questo spazio di libertà per sfogare la rabbia che mi è sorta nel leggere la letterina di Natale alla stampa odierna mi sono fermata a leggerla su avvenire e il corriere della sera per correre in bagno a vomitare.
    Subito o pensato ad una omonimia poi ad uno scherzo e alla fine mi sono arresa alla realtà rinviando gli interessati alla lettura integrale della letteerina.
    Atteso che èra proprio la Jena ridens nostrana ed una extraterrestre atterrata dopo il 4 marzo scorso mi sono chiesto e chiedo: lei con gli altri sindacati di lavoratori ed imprese rivendicano con il governo attuale tutte cose che con i precedenti hanno sempre condiviso. NON VI SEMBRA QUANTOMENO STRUMENTALE ED INAFFIDABILE IL LORO COMPORTAMENTO? Se fossero in buona fede dovrebbero spiegare perchè non l’hanno fatto quando erano in piena sintonia col governo e lo rivendicano oggi che ne sono strenui avversari?

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  5. Il “generale” Graziani in Emilia Romagna: un nome…una garanzia come il Passatore meno che nella
    favoleggiata cortesia.
    Le sue gesta tra Bologna e Modena (Ori) e nel nord ovest della Regione (Gennari) raccontano delle vittime di cui non ebbe nè avrà mai tempo e modo di pentirsi. Ma in fin dei conti la cattiva coscienza che alberga in via Po non contempla pentimenti anzi vanno ben orgogliosi del doppio petto che amano vestire per i baciami di un popolino senza spina dorsale contento del Carnevale.
    Che brutte serpi si porta in grembo, questa Cisl !

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  6. Davvero nauseante l’articolo della Furlan su Avvenire. Praticamente le stesse cose che dice senza troppa convinzione da 10 anni a questa parte con le opportune modifiche rispetto l’attualità. Il tema di fondo resta sempre lo stesso… le parti sociali devono essere un punto di riferimento… ma mica per il bene di coloro che rappresentano, per il mantenimento del carrozzone Cisl!
    E scusate… ma il riferimento ai gillet gialli è ridicolo… pensa forse che l’attuale Cisl e c. possano essere punto di riferimento per i cittadini?

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  7. Vergognoso è che questi giornali la pubblichino sapendo cosa succede in Cisl e sapendo tutto del comitato di affari degli stipendi dei conflitti dei commissariamenti ecc.
    Sanno molto anche dei vizi dei singoli ma a sto punto penso siano pagati dalla Cisl con gli abbonamenti numerosi.
    Specialmente il giornale cattolico che non ha mai pubblicato nulla di tutto quello che gli è stato inviato con tanto di documentazione.

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  8. Grande rinnovamento in casa CISL:
    una pensionata nominata Presidente del CAF (la casta che si autotula);
    due ex fedelissimi di Bonanni in Segreteria Condeferale (non importa essere bravi ma fedeli).

    Che tristezza…….

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