Precisazioni dai “Probiviri per la Libera Cisl”

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, il contributo di un collettivo che si firma “Probiviri per la libera CISL” relativo ai nostri interventi, ed al dibattito nei commenti, sulle vicende della First, le sue connessioni con le società della holding Aletheia, la posizione del segretario generale di questa federazione e i suoi comportamenti relativi anche a periodi in cui non occupava ancora questo incarico. Il tutto alla luce dei principi giuridici dello statuto e di quelli del codice etico della Cisl.

L’analisi ci sembra condotta in modo rigoroso, ed i fatti citati risultano anche a noi. E quindi pubblichiamo questo contributo facendolo nostro.

Quanto alla persona di cui si parla, visto che non abbiamo ancora notizia della querela annunciata alcune settimane fa anche contro di noi, gli offriamo ampia possibilità di replica anche stavolta, e lo preghiamo anzi di voler utilizzare questa possibilità, che finora ha invece ignorato.

Naturalmente, come abbiamo già chiarito da tempo, questa disponibilità decadrà nel momento in cui ci dovesse essere notificata qualsiasi iniziativa giudiziaria nei nostri confronti.

Perché a quel punto si dovranno parlare i nostri avvocati, e ognuno combatterà la battaglia con le armi che ha.

il9marzo.it

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Alcuni commenti inviati, di tanto in tanto, al sito il 9 marzo sono tendenzialmente provocatori, come facilmente si può comprendere, e non vale la pena di rispondere.

Altri sono più raffinati, cercando di insinuare dubbi sulla credibilità e obbiettività del sito, adducendo che non si affrontano le questioni di merito sindacale.

Pertanto è doveroso nel rispetto del diritto di pensiero e di parola di ognuno, rispondere.

Ultimamente ad alcuni commenti in riferimento a I buchi nelle valige di Giulio secondo e Giulio secondo diventa Giulio ottavo? va ricordato e precisato che:

1. vero che lo statuto prevede la gestione dei servizi “attraverso società totalmente partecipate dalle Federazioni”, ma analizzando la scatola di Aletheia Holding S.r.l. si evince che Aletheia S.r.l. è costituita dal 51% Aletheia Holding S.r.l. e 49% Pianeta Welfar S.r.l. (Gruppo Favaretto). Successivamente ha assorbito la ex Marta Broker Assicurazioni S.r.l (oggi Aletheia Broker), soci 51% Aletheia S.r.l e 49% Cisl; quindi evidente e palese conflitto di interesse nelle attività dell’oggetto sociale (società non partecipata totalmente dalle Federazioni);

2. l’attuale segretario gen. First Giulio Romani in data 14 /12 /2012 in qualità di segr. Organizzativo FIBA ha inviato una circolare falsa (Falsa) sul percorso di costituzione delle macroregioni Fiba. Circolare allegata ai ricorsi inviati ai Probiviri Naz. Fiba e successivamente ai Probiviri Naz. Cisl nel 2013, ma che non è stata presa in considerazione. Tale documentazione, inoltre, in data 10 giugno 2015 è stata consegnata, per opportuna conoscenza dei fatti , alla segretaria organizzativa Giovanna Ventura (la conoscenza per una organizzazione trasparente);

3. Giulio Romani nella veste di presidente del Congresso Reg. Fiba del Trentino in data 2/3/2013 ha avallato, mancando il numero legale, l’elezione della segreteria con il voto telefonico in viva voce e per questo il presidente della commissione elettorale, oltre ad avvisare tempestivamente il segretario gen. Giuseppe Gallo , non ha mai firmato il verbale congressuale e pertanto una struttura illegittima ha governato per l’intero mandato congressuale con l’avallo nazionale.

Questi alcuni dei fatti portati a conoscenza di dirigenti nazionali seguendo le vie statutarie, Confederazione, Probiviri. (rispettando ruoli e funzioni)

Ma in fondo, se questi sono i comportamenti e gli effetti, di che cosa meravigliarsi…

Le questioni personali riguardanti il Romani,invece, riportate ampiamente dalla stampa nazionale meriterebbero certamente l’attenzione della segreteria confederale che ha voluto “il CODICE ETICO”; ma se non si è ritenuto di prenderle in considerazione si sappia che toccano profondamente L’ETICA per chi ha incarichi di rappresentanza (che è tutta un’altra cosa rispetto alla gestione di codici secondo convenienza).

E chi vede e sa, ma tace, rimane un complice.

A tutt’oggi ogni iscritto, tra l’altro, può verificare dal sito Cisl, per restare nel metodo e merito sindacale, che molti segretari delle Federazioni Nazionali e delle strutture regionali non ha ancora indicato i redditi 2017 ; chiaramente mancando il controllo e la sanzione … la casa di vetro rimane il grande bluff del 2015 per insabbiare ciò che Fausto Scandola aveva pubblicamente denunciato.

N.B. Nuotare con fatica controcorrente per cercare di raggiungere la sorgente dei valori della Cisl … pur sapendo che non tutti ce la faranno, ma appagati per averci almeno provato.

Probiviri per la libera CISL

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Perdonatemi…… ma per coerenza, correttezza e soprattutto aderenza alle norme statutarie e regolamentari, Vi rammento che l’articolo 9 e l’articolo 10 del Regolamento di Attuazione definiscono “collaterali” alla CISL (con la conseguente piena attinenza agli scopi previsti dal medesimo statuto) le società di capitali le cui quote di proprietà siano in maggioranza di proprietà della cisl e/o delle federazioni di categoria (e non integralmente della organizzazione). Anche la aletheia s.r.l. (come tutte le altre entità che lo sono anche interamente) è in maggioranza della First (51%). Quindi, è una società collaterale che persegue i fini istituzionali previsti ed auspicati dallo statuto confederale (previdenziali ed assicurativi).
    Rispetto ad altre considerazioni (circolari false o elezioni della macro regione non legittime), non si conoscono gli atti. Ma, sinceramente, seppure le critiche fanno parte delle azioni corrette di confronto, devono essere costruttive.
    Non può – con proverbiale cadenza – attaccarsi sempre il sistema. Oggi Romani, Sbarra, Furlan, Ventura………….domani chissà chi altro.
    Soprattutto buttando fango nell’auspicio di una risposta che avvii la polemica (le denunce – se esistenti – possono essere a tutela dell’immagine ma una eventuale mancata integrazione del fatto di reato contestato, non vuol dire correttezza o verità della notizia, poichè ormai il reato di diffamazione è il più depenalizzato e, conseguentemente, le Procure – a mio avviso ed in alcune circostanze a torto – in ambito politico sindacale lo considerano come un battibecco senza rilevanza effettiva).
    Mi chiedo solo il perchè questa lotta non si faccia all’interno dell’organizzazione. Perchè non si costituisce un gruppo alternativo a quello dirigente (esiste?), non legittimando invece una sorta di “eversione” del sistema.
    Oggi la situazione politica italiana ha una coalizione che viene messa in discussione da alcuni. Tuttavia, avendo ricevuto la maggioranza dei voti, la si lascia governare attendendo i risultati e proponendo – eventualmente – compagini alternative in caso di insuccesso.
    In Cisl non sarebbe corretto fare altrettanto? O bisogna andare avanti con la cultura del “sospetto” e della notizia “bomba” (magari parzialmente o totalmente infondata) la cui smentita anche reale non sopisce nulla se non l’avvio di una provocatoria polemica (vedasi smentita sul mutuo di Romani proveniente dalla stessa Intesa San Paolo ma confinata in 5 righe del giornale, a fronte di articoli che ne riempiono 3/4 pagine)? Del detto e non detto, lasciando immaginare chissà cosa?
    Io ritengo di no. E non è una opinione personale. Ma l’effetto di un sistema democratico. Ove le regole, se infrante, sono oggetto di possibili contestazioni in sede giudiziaria interna ed esterna ma in cui, qualora l’esito dei provvedimenti fosse di diniego alle istanze avanzate (anche da parte della Magistratura Ordinaria) bisogna solo prenderne atto.
    E non evocare “favoritismi”, “amicizie”, “connivenza”.

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    1. Solo una precisazione: la magistratura ordinaria, finora, non si è mai pronunciata nel merito su nessun ricorso. Sulla Fai ha detto che il ricorso non doveva essere presentato ex art. 700 cpc ma ex art. 23 cc [perché?], sull’espulsione di Fausto Scandola, ricorso ex art 23 cc, ha detto che il ricorso di un espulso iscritto a Verona non doveva essere presentato a Verona ma a Roma [e intanto Fausto Scandola era morto], e così via. Sempre su istanza degli avvocati della Cisl.
      Abbiamo allora una proposta da fare: la prossima volta la Cisl rinunci a nascondersi dietro a motivazioni formali che i giudici vogliosi di lavarsene le mani sono velocissimi ad accogliere, ed accetti invece il confronto nel merito. Accetti di sottoporre il proprio comportamento ad un giudice terzo che applica il diritto uguale per tutti. E vediamo come finisce.
      Finora la Cisl non lo ha fatto, e ognuno è libero di trarne le conclusioni che ritiene giuste sul perché non lo fa.

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    2. Perdonate anche me…ma perché allora la cisl non risponde tutte le volte che si portano, anche su questo blog, le prove della colpevolezza (ad esempio la sentenza di cassazione che condanna per bancarotta fraudolenta un tizio che in cisl è segretario Generale di una federazione territoriale); oppure quando le violazioni dello Statuto e del Regolamento sono evidenti (ad esempio quando i congressi non vengono preceduti dalle assemblee di posto di lavoro o si usano i delegati di un altro congresso)…e così via di seguito.
      Non si può fare il difensore d’ufficio solo in alcuni casi…e negli altri chiudere gli occhi.
      Anche Mussolini fu fatto “governare” con il consenso degli italiani…ma la storia vera l’hanno scritta i vinti…e non certo con i camerati o nelle case del fascio. La storia fu scritta fuori dal regime.
      Ma se vogliamo chiudere gli occhi…

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    3. Tu scrivi: “mi chiedo solo il perchè questa lotta non si faccia all’interno dell’organizzazione”. E io ti rispondo con qualche esempio:
      a) Fausto Scandola ha fatto la sua battaglia dentro all’organizzazione. Ed è stato espulso.
      b) La Fai aveva fatto la sua battaglia dentro all’organizzazione, ed è stata commissariata per non aver votato secondo l’ordine della confederazione
      c) Lina Lucci era talmente convinta di fare la sua battaglia dentro all’organizzazione da votare a favore del proprio commissariamento. Quando si è resa conto di essersi sbagliata era troppo tardi.
      d) Dillo a Giovanni Faverin e Daniela Volpato che la battaglia va fatta “dentro all’organizzazione” …
      e) Prova a fare la stessa domanda a Luigi Bombieri
      f) chiediti cosa è successo agli altri commissariati, espulsi, licenziati, privati del distacco e quant’altro, e chiediti se questo era un messaggio che voleva dire: “confrontiamoci liberamente dentro all’organizzazione” o voleva dire “chi parla è fuori”

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      1. Se uno la lotta la fa dentro all’organizzazione, finisce fuori. Se uno sta nell’organizzazione è perché non fa la lotta.
        Chi scrive certe cose a questo blog non deve essere molto intelligente; oppure crede che non siano molto intelligenti quelli a cui si rivolge.

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      2. Faccio alcune considerazioni. Scandola aveva alcune valutazioni e ritengo anche io che non doveva essere espulso per ciò che diceva rispetto agli stipendi anche se – e su questo occorre essere coerenti – il regolamento economico era di indirizzo (e, pertanto, non prevedeva misure massime che qualora superate comportavano violazioni statutarie). La denuncia dal medesimo presentata è stata archiviata poichè non vi erano gli estremi della appropriazione indebita per la Procura di Verona.
        Rispetto alle altre argomentazioni, la Fai è stata commissariata per problematiche interne che avevano fatto scaturire una instabilità (all’esito del Congresso). La Lucci, oggi, mi sembra sia stata rinviata a giudizio per appropriazione indebita (differentemente da altri soggetti che erano nella medesima segreteria); quindi, la Magistratura Ordinaria ha riconosciuto delle responsabilità secondo l’attuale ricostruzione. Faverin e Volpato hanno votato contro il commissariamento della propria federazione, risultando soccombenti. Peraltro, i numeri dichiarati dai medesimi su testate giornalistiche (70.000 in più) concretizzano una violazione statutaria posto che modificano anche il peso congressuale. Faverin, poi, si è dimesso (in pendenza e concomitanza del lodo deiprobiviri) mentre ma Volpato ha attivato alcune iniziative.
        Comunque rimango dell’idea che le azioni di contrasto vadano portate avanti dall’interno di una associazione.
        Un’ultima considerazione: qualora Romani abbia deciso di denunciare eventi ritenendoli meritevoli di valutazione, sarà la Magistratura a valutarne la rilevanza penale. Il problema- a mio avviso – è quello di non avviare battaglie per “vendette” o motivazioni personali. E ritengo che spesso sia questa la ragione di alcune iniziative o di racconti su congressi territoriali e similari.
        Non bisogna incentivare il pettegolezzo. Ne ricercare a tutti i costi la notizia scoop. Ma verificare se un dirigente stia eseguendo il proprio mandato nell’interesse degli iscritti. Ed, in caso contrario, sfiduciarlo nelle sedi previste (consiglio generale). Altrimenti, l’associazione democratica, finisce per essere altro.

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        1. Grazie del tuo contributo. Ti facciamo solo alcune osservazioni fra le molte obiezioni possibili:
          – Che il regolamento fosse di indirizzo lo dici tu. Era il regolamento, e c’era chi lo rispettava e chi no, e la magistratura nulla ha detto al riguardo.
          – L’instabilità della Fai di cui parl non è una causa di commissariamento prevista dall’articolo 40 dello statuto, che richiede gravi violazioni statutarie. Lì c’è stato il voto di un congresso e le dimissioni del segretario che poteva essere sostituito dal consiglio generale, se non ci fosse stato l’illegittimo commissariamento.
          – Lina Lucci non è stata commissariata per i fatti sui quali è a giudizio; e con lei è a giudizio chi ha preparato il terreno al commissariamento.
          – Il tesseramento della Fp è stato contestato senza produrre riscontri materiali della sua presunta falsità.
          – Che le azioni di contrasto vadano portate all’intern dell’organizzazione può essere vero, ma non per chi sia stato espulso.
          – Sulle iniziative penali di Romani, siamo qui ad attenderne notizia. Lui le ha annunciate quest’estate, ed ormai siamo quasi a Natale. O non era una cosa seria?
          – Su una cosa ti diamo ragione: non bisogna incentivare il pettegolezzo. Noi ne riceviamo tantissimi e li cestiniamo tutti. A differenza del chiacchiericcio alimentato dalle pari di Via Po 21 per squalificare gli avversari.

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  2. non vi preoccupate se la permanenza di Romani alla First diventa problematica la signora lo chiamera’ a responsabilita’ consone al suo ruolo magari affidandogli le competenze confederali di amministrazione in attesa che i Ragazzini approdi alla guida della FNP

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