Il solito sistema e i suoi risultati

C’è una federazione territoriale della Fnp che può vantarsi di avere i conti a posto, di applicare alla segreteria trattamenti economici inferiori del 40% a quanto previsto dalle tabelle nazionali, di un segretario generale che ha rinunciato al 30 per cento di maggiorazione per la carica prevista nei Regolamenti, di avere collaboratori che, in tre casi su quattro, lavorano a titolo di prestazione gratuita e volontaria, e di dirigenti che hanno rinunciato ai buoni pasto portandosi il panino da casa per far risparmiare l’organizzazione. E che sta per essere commissariata con l’accusa di cattiva amministrazione.

La federazione è la Fnp del Piemonte orientale, e l’accusa di “cattiva amministrazione” e di mancanza del “generale dovere di diligenza” è formulata in un lodo dei probiviri nazionali della della Fnp.

Per chi vuol saperne di più, e per amore di quella trasparenza che la Cisl predica ma non pratica, rendiamo pubblico il lodo che trovate a questo link col quale si destituiscono dalle cariche il segretario generale, Emilio Lonati, e la segretaria responsabile amministrativa, Loredana Bellotti, disponendo la sospensione dalla Cisl rispettivamente per un anno e per tre mesi. E per amore del rispetto del principio di dare parola a tutti, pubblichiamo la lettera che trovate a questo link dei due sanzionati al segretario generale della Fnp. Che è ancora Gigi “pensioned’oro” Bonfanti.

E così, lo stesso collegio che non ha fatto nulla per impedire la celebrazione di congressi antidemocratici a Padova, dove i delegati al congresso regionale non sono stati eletti ma designati imponendo la lista unica, bloccata e chiusa da confermare col voto palese, stavolta si dichiara competente e decide di aprire la strada al commissariamento.

Quello che ci ha colpito di più, però, è il fatto sottolineato da Lonati e Bellotti, per cui alla base del procedimento c’è un “documento anonimo”.

Quello del testo anonimo che prepara l’intervento dei probiviri ed il successivo commissariamento è un copione ricorrente, e quasi obbligato. Fin dalla defenestrazione di Bonanni – che ebbe Gigi “pensioned’oro” fra i protagonisti – e dalle interferenze nel congresso della Fai che portò al suo commissariamento – con lo stesso Gigi “pensioned’oro” fra i grandi sostenitori dell’operazione condotta dalla signora Anna Maria “lacislèunacasadivetro” – c’è sempre qualcuno che fa sapere qualcosa in forma anonima sul conto di qualcun altro. E a dispetto delle regole, che impediscono di valutare denunce anonime, i probiviri sono pronti a far la loro parte per spingere fuori dall’organizzazione i denunciati che non possono interloquire con un denunciante che resta nascosto.

Insomma, nella Cisl si continuano a praticare strumenti di lotta politica maleodoranti e infami. E sempre a vantaggio del gruppo di potere che si è costituito in occasione della defenestrazione di Bonanni e del commissariamento della Fai.

Un gruppo che ha come uomo forte Gigi “pensioned’oro” e che ha portato al posto di comando la signora Anna Maria “lacislèunacasadivetro”, la quale ora tira la volata al dottor Sbarra dell’Anas come segretario generale.

La cui ascesa alla segreteria generale sarà la degna conclusione dell’uso di strumenti di lotta infami e puzzolenti come lettere e documenti anonimi.

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13 Commenti - Scrivi un commento

  1. La cosa che mi indigna di più, da iscritto e da cittadino, è che nello stesso Piemonte Orientale, in cui un segretario fnp regionale, Francescantonio Guidotti, vive ed opera, segretario di provenienza Fp, si chiuda gli occhi sul fatto che il segretario della Fp dello stesso Piemonte Orientale abbia una sentenza definitiva di cassazione per bancarotta fraudolenta.
    Guidotti sta zitto per chi è acclarato che abbia gestito male imprese…e consente che l’onesta di Lonati venga sporcata da lettere anonime. Chestrane cose accadono nel Piemonte Orientale…
    E il segretario dellUst, il fanciullino rampante, dov è? Forse per eseguire gli ordini si perde anche la coscienza.

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  2. Questa è la cisl di oggi… Un carrozzone burocratico che perseguita gli scomodi onesti e premia i furbetti disonesti. Cala il sipario.
    PS. Perché i proibiti non si sono accaniti contro una segreteria nazionale tutta a ti te ti amo a codice etico, statuti e regolamenti? VERGOGNA

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  3. Tutto ciò è la conferma della deriva di un organizzazione che ormai non è più fedele alle ideologie che l’hanno generata. Occorre tuttavia fare una puntualizzazione su questa vicenda che, almeno per quando riguarda Lonati, trae la sua origine già nel 2011/2012 nelle azioni poste in essere da chi all’epoca guidava l’ust di Novara per evitare che lui venisse appunto eletto Segretario Generale dell’Ust di Novara. A seguire vi fu poi un gran lavoro dei vertici confederali regionali per dissuaderlo dall’idea di candidarsi a Segretario Generale dell’UST Piemonte Orientale. Congresso NON congresso quello del marzo 2013 dove ogni ruolo fu deciso a tavolino nei mesi precedenti il congresso con lo scopo di ostruire ogni via a coloro che non erano considerati schierati e sudditi fedeli. Nel marzo 2013 Lonati fu segretario generale aggiunto dell’Ust del Piemonte Orientale ma vi operò per breve tempo poiché nel gennaio 2014 raggiunse i 65 anni di età e quindi passò al servizio di FNP. È singolare come si ripresentino analoghe situazioni del passato e questi fatti confermano che i vertici tornano a considerare la scomodità di Lonati, questa volta anche alla guida di FNP Piemonte Orientale, per cui che si inventano ? Uno scritto anonimo che in realtà riporta invece la sua firma a lettere cubitali. Si conoscono anche coloro che hanno agito nell’ombra per ricercare le pezze incriminate e si sa pure quali sono le manine che nel territorio hanno prestato aiuto a chi al vertice poi ha dato indicazioni precise a chi era deputato a scrivere il lodo. Anche in questo caso l’età anagrafica è stata ben utilizzata da chi tira le fila ! Infine faccio una considerazione poiché leggo spesso su questo blog accuse da parte dei sostenitori della SPA cisl che questo blog agisce nell’anonimato ma in realtà vedo che il modus operandi della SPA cisl (volutamente in minuscolo) avvia i suoi procedimenti sulla scorta di segnalazioni anonime ! Che fetore nauseabondo ha tutto ciò !
    Sono orgogliosa di aver saputo chiudere in tempo con quest’organizzazione prima che potesse nuocermi gravemente alla salute !

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  4. Hai ragione Paola. Noi sappiamo bene quanto sia stato osteggiato Lonati da persone ben note. E quanti fiancheggiatori abbiano seminato false prove. In Piemonte va bene solo chi scioglie la lingua in senso di ossequio. Chi ha cervello, onestà e capacità fa ombra alla mediocre truppa di esecutori materiali.

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  5. Conosco Lonati da quando era sindacalista della FIM, e ne ho apprezzato la qualità e l’impegno nelle vertenze che ha seguito nelle diverse regioni italiane.. Non conosco i fatti che hanno portato a questa sentenza e mi riservo di leggere attentamente la documentazione. Conosco invece i probiviri della FNP. per averli sperimentati sulle mie spalle e conosco la loro “imparzialità” “la loro precisione”, la loro attendibilità”……….. Tra gli appunti contestati ci sono fatti e comportamenti messi in pratica da tutte le segreterie della FNP. Chi non ha peccato scagli la prima pietra. Mi riferisco anche alla predisposizione dei verbali. Quando è stata contestata qui da noi, nessun provvedimento è stato preso…. anzi ci hanno preso a calci, con la complicità della segreteria nazionale. In effetti, l’obiettivo di questa FNP nazionale è solo quello di rimuovere le persone per bene, che non sono in linea con il potere. Lonati, la CISL non è loro, ma è di tutti noi che l’abbiamo fatta vivere. Resisti e ricorri ai Probiviri CISL. E’ vero che lo scopo di farti fuori l’hanno raggiunto, ma magari, in un momento di resipiscenza, ti daranno ragione.

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  6. Che la CISL è finita lo si capisce da tante cose non ultima anche dalla notizia che segue che osa impicciare il padrino (padre padrone) della CISL degli ultimi decenni. Cosa inimmaginabile fino a qualche mese fa solo qualche mese fa (evidentemente sono alla canna del gas)
    STRISCIA LA NOTIZIA a ME CHE, MARINI SVENDA UN INTERO PALAZZO DELLA CISL SITO ALL’AVENTINO “m’ pare stran’ assai” e a vui’
    Armando Gentile racconta la verità sul palazzo all’Aventino e sulla presunta “penale” Cose mai dette su Baudo”. L’ex manager fa a pezzi il Pippo Nazionale prima di Sanremo di Giada Oricchio 30 Novembre 2018
    Striscia la Notizia spulcia il libro del Pippo Baudo nazionale “Ecco a voi” e trova diverse imprecisioni. Sente il parere dell’ex manager Armando Gentile e viene fuori un “palazzo di menzogne”. “Pippo si auto-convince di quello che dice, è un gran bugiardo” dichiara. Nell’autobiografia di Pippo Baudo ci sono tantissimi aneddoti, ma uno in particolare ha fatto suonare il rilevatore di bugie del tg satirico di Antonio Ricci, quella relativa alla penale che avrebbe pagato per la risoluzione del contratto con Fininvest. Baudo scrive: “Berlusconi mi disse che avrei dovuto pagare una penale e al mio assenso aggiunse: “Sei proprietario di un palazzo sull’Aventino, mi cedi quello e pure il bar che sta accanto”.
    Valerio Staffelli ha controllato e fa presente a Pippo Baudo che i conti non tornano così ha intervistato l’ex manager storico del presentatore, Armando Gentile che ha lavorato con Pippo Baudo 25-30 anni. “Non c’era nessuna penale, ma che penale ha pagato, ma de che?” esclama l’ex manager Gentile. “Sono anni che voglio dire questa cosa, ma non ne ho mai l’occasione, tutte le volte che lo sento mi ribolle il sangue. È una vita che dice che il palazzetto che io avevo comprato per lui… Facciamo un passo indietro: io ero il manager a 360° gradi, curavo tutto di Baudo, anche i conti correnti bancari, avevo il libretto d’assegni, avevo 4-5 società intestate a lui che avevo fatto io ed ero l’amministratore unico. Prendevo l’1%, ma non effettivamente, per dimostrare che ero amministratore. L’ACQUISTO L’HO FATTO IO E L’HO COMPRATO DALLA CISL. DAL NOTAIO C’ERA MARINI (l’ex presidente del Senato, nda). FU UN GRANDE AFFARE PER PIPPO. I due ragazzi che facevano da intermediari per la Cisl volevano sbolognarlo e la stessa Cisl aveva bisogno di vendere. Quando Berlusconi mi disse con bonomia “adesso mi devi dare indietro i soldi”. E Staffelli: “Quindi aveva richiesto l’acconto”. “E certo, ha preso i soldi e non lavora? Io proposi la palazzina e Berlusconi l’accettò, ma l’ho venduta di più di quello che Pippo l’ha pagata
    .

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  7. Stracciamo le tessere, gli togliamo terreno da sotto i piedi a questi segretari che si credono i padroni della cisl, QUESTA SETTIMANA ABBANDONO LA CISL.

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  8. Penso di essere fortunata ad aver saputo e/o avere anche la possibilità di dare uno strappo deciso prendendo le distanze da un sindacato che mi faceva provare vergogna nell’esserne identificata.
    Immagino quanto sia difficile per chi ancora è dentro a questo contenitore, impropriamente definito sindacato, stare silenti o parlare solo con la maschera dell’anonimato o avvalersi di un pseudonimo. Suppongo sia difficile accettare passivamente questi soprusi e digerire questa stomachevole assenza di democrazia.
    Penso che se avessimo tutti la possibilità di gettare la maschera dell’anonimato prendendo parola nelle sedi opportune ed alternativamente portando fuori la protesta e smascherando costoro che tutto sono fuorché dei dirigenti sindacali allora si che avremmo fatto bingo !
    Nel frattempo che ciò non è concretizzabile, credo tuttavia che sia utile che tutti coloro che non necessitano della maschera per parlare si esprimano a viso aperto sulle questioni che ospita questo blog.
    Considerato che questa organizzazione naviga a naso priva di rotte in preda alla schizofrenia e sta compiendo niente altro che commissariamento non credo che resterà molto dell’organizzazione per cui molti di noi hanno dedicato ogni energia anzi ben presto resteranno solo macerie su cui non è sicuramente opportuno costruire il nuovo per evitare di contrarre il virus che l’ha infettata.
    Quello che dobbiamo perseguire è di restare in contatto attraverso la rete che si sta costruendo e rafforzare la rete ogni giorno perché questo, di fatto, costituisce un principio di organizzazione che si basa, in questo caso, su principi sani che potrebbero farci fare tanta strada nella direzione della tutela dei lavoratori ed anche sul versante del sociale.
    Spero che questo non resti solo un sogno e che si traduca presto in realtà !
    In quanto a coloro che hanno subito ingiuste condanne dubito che una loro riabilitazione possa ripagarli del male subito purtroppo ora che sanno che cosa è realmente questo contenitore di loschi figuri che tutti sono fuorché un sindacato. Non c’è spazio lì dentro per chi intende agire onestamente e nel rispetto delle regole.

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  9. Ma se in Francia per motivazioni certo non da tutti condivisibili e con le dovute distanze o meglio distinzioni di sensibilità dalle tematiche che hanno scatenato l’ira funesta dei cittadini, si avverte questo moto di ribellione, perché il popolo dei lavoratori iscritti a questa ” organizzazione ” e i suoi rappresentanti non avvertono la necessità di ammutinamento generale? Cosa impedisce di staccare la spina nei territori per solidarietà e per contrarietà a questi metodi ispirati da una cabina di regia che condurrà alla fine di un sindacato senza più adesioni ideali e radicamento sociale? Pensiamoci. Serve un coordinamento di ribelli, una leva di persone che non hanno nulla da perdere o da ” mantenerle peraltro precariamente ” ? Serve che almeno gli ex segretari generali facciano pubbliche dichiarazioni su giornali per tentare di svegliare almeno la dormiente informazione ? Muoversi ora almeno con tutti i pensionati e defenestrare chi usa la organizzazione per finalità di alleanze e condizionamenti . Abbattere il muro e indossare un gilet…verde.

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  10. Sono d’accordo con Spina sabauda, perchè il “vero” iscritto è all’oscuro di quanto sta accadendo. Bisogna agire ora in quanto il processo di disfacimento di questa “banda parassita” è lento e consente allo stradino di arrivare ad ottenere il comando di una organizzazione senza i “veri” iscritti. A lui, come a “crudelia” non interessano di tulelare i lavoratori e le fasce deboli ma di vivere sulle spalle degli inconsapevoli iscritti.

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