Le valige di Giulio secondo

Lunedì scorso la Verità (che non è la verità in senso assoluto, ma è solo un quotidiano dal nome altisonante) ha dato due notizie sulla First: la prima è che questa federazione è in affari nel ramo delle assicurazioni attraverso le società marcate Aletheia, e la seconda è che il regno di Giulio secondo  come segretario generale sarebbe arrivato agli ultimi giorni.

Noi non siamo la verità, né la possediamo; ma per i nostri lettori nessuna delle due notizie è una sorpresa.

Che la First abbia esplicitamente e pubbicamente scelto la via della gestione di servizi lucrativi attraverso le società targate Aletheia (quindi, aggiungiamo noi, su mandato di Via Po 21) lo abbiamo scritto già due anni fa, completando poi questa considerazione con analisi sulla struttura del gruppo e delle sue attività (qui potete leggere una puntata, e qui un’altra, sempre di due anni fa). E nessun avvocato della First, interessato o meno alle società Aletheia, ci ha scritto per chiedere smentite né ci sono arrivate querele entro i 90 giorni previsti dalla legge (a proposito, aspettiamo ancora notizie su quella annunciata alla stampa quest’estate sul mutuo di Giulio secondo …).

Nulla di nuovo, quindi, abbiamo letto sul giornale dal nome altisonante sul conto della First e della holding dal nome altrettanto altisonante (Aletheia in greco antico vuol dire egualmente “verità”: praticamente è in corso un derby fra due verità contrapposte…).

Consigliamo comunque la lettura dell’articolo, che è aggiornato e chiaro nel dare un quadro sintetico ed efficace. Ad esempio sull’attività a scopo di lucro svolta da società nel campo assicurativo, in particolare con le polizze professionali che tutelano i cassieri da possibili errori, oltre naturalmente ai classici settori della sanità e della previdenza.

Scrive il quotidiano, dal nome altisonante quanto quello della holding della Cisl, che “al lavoratore che si iscrive al sindacato vengono parallelamente proposti contratti di assicurazione, infiocchettandoli con convenzioni appetitose. Per ciascun prodotto sottoscritto e venduto, si incamera una commissione”. Il che assomiglia a quando, prima della nascita della Cisl, c’erano militanti cattolici che ai lavoratori proponevano tre tessere assieme: quella del sindacato bianco, quella delle Acli e quella della Dc. Con la grande differenza che allora le motivazioni erano politiche e per qualcuno addirittura ideali, non economiche come oggi.

Le cinque società di cui parla l’articolo sono note ai nostri lettori, ma riportiamo comunque il passaggio a favore di chi ci segue da poco: “al vertice della galassia c’è Aletheia holding srl, detenuta al 100% proprio dalla First Cisl”; ci sono poi “tre srl (società a responsabilità limitata) e una spa (società per azioni)”. Il che vuol dire cinque consigli di amministrazione, nei quali “figurano professionisti ed esponenti sindacali, anche nazionali, tutti collegati, direttamente o indirettamente, alla First”.

“In cima alla lista – prosegue l’articolo . c’è la srl Aletheia assicurazioni: il 90% delle quote è in pancia alla holding”, mentre il 10% in partenza era di un avvocato siciliano del Foro di Roma (lo stesso che nel 2015 ci scrisse minacciando querele per diffamazione in relazione a cose che non avevamo ancora scritto. E si prese la risposta che meritavano lui e i suoi mandanti: il dottor Sbarra dell’Anas e nostra signora delle poste Anna Maria “lacislèunacasadivetro” Furlan).

Questa società, scrive il giornale “ha il mandato di vendita più importante, visto che ha un accordo per piazzare ai lavoratori iscritti al sindacato i prodotti delle Generali”.

C’è poi Aletheia srl, che, riferisce l’articolista, “si divide il business” con il “gruppo Favaretto (a cui fanno capo ben 17 imprese), che in Italia è secondo in classifica, proprio dietro il Leone di Trieste, per la raccolta premi con 280 milioni di euro. Al gruppo Favaretto – si spiega nell’articolo – ci si arriva con una catena di partecipazioni non breve: il 51% di Aletheia srl è della holding, mentre il 49% è di Pianeta welfare. Si tratta di una srl, quest’ultima, il cui 100% è in mano alla spa Rbhold che al 50% è di Favaretto (l’altra metà, invece, è di una persona fisica). Attraverso Aletheia srl, il gruppo Favaretto è collegato anche a un’altra impresa, Aletheia spa (51% Aletheia srl). E poi c’è la srl Aletheia insurance (100% Aletheia holding) che opera nell’intermediazione con tutte le altre compagnie assicurative”.

Insomma, aggiungiamo noi, c’è un grande gruppo del settore assicurativo che è contemporeamente controparte datoriale e socio in affari della First.

Ci fermiamo qua nel riferire l’articolo, anche per non urtare la sensibilità del quotidiano dal nome altisonante (la verità, nel senso del giornale, è un prodotto che si vende; e i padroni della verità, sempre nello stesso senso, non vogliono vedere in rete gratis i loro prodotti). Chi è interessato a sapere gli intrecci dei nomi nei consigli di amministrazione, con questioni etiche rilevanti per chi è della Cisl e ricopre posti in più consigli, o vuol capire come vanno gli affari (non molto bene, in effetti) e le spese dei servizi (che invece sarebbero in crescita) può procurarsi l’articolo, o farselo raccontare da chi l’ha letto.

A noi interessa l’altra notizia, anch’essa non nuova, riportata nell’articolo: e cioè che il regno di Giulio secondo volge al termine. E non per scadenza naturale del mandato. Forse perché perché la sua gestione un po’ troppo principesca sta diventando un problema, dentro alla First, con le altre organizzazioni e forse anche con le controparti nonostante i buoni rapporti che Giulio secondo aveva costruito in questi anni.

Dove andrà in esilio Giulio secondo? Una possibilità, che gli salverebbe la faccia sotto le specie di un’apparente promozione, sarebbe il passaggio alla segreteria confederale. Dove i segretari confederali cambiano continuamente, in modo che non contino nulla, quindi qualche posto si apre sempre. Se così non dovesse essere, sarà la signora Anna Maria a dover piazzare il suo pupillo in qualche incarico apparentemente prestigioso, ma fuori dal vertice dell’organizzazione. Cosa che non sarà facile, visto che lei deve risolvere lo stesso problema per sé stessa.

In ogni caso, una cosa è certa: le valige di Giulio secondo in partenza per l’esilio non saranno quelle di cartone degli emigranti di una volta. In un modo o nell’altro, riuscirà a cadere in piedi.

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27 Commenti - Scrivi un commento

  1. Mi sembra in linea con la casa di vetro e le regole della trasparenza e della meritocrazia… quella fatta sulle spalle dei lavoratori iscritti!!! Meditate gente, meditate!!!

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  2. Non scoppia di salute la CISL se diventa un problema collocare anche Giulio Secondo. Non stiamo parlando di uno statista o di uno autorevole sindacalIsta. Non credo che, come riportato dal titolo del 9marzo.it, che alla fine Giulio Sedondo cadrà in piedi. Credo che sia diventato un problema per tutti, ma una domanda dovremmo porcela con franchezza: che cosa unisce, che cosa accomuna – se accomuna – Giulio Secondo, Aletheia e altre quattro società e alla CISL della signora Furlan? La risposta credo la conosciamo tutti

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  3. Forse andrà a fare il responsabile del personale presso qualche azienda del settore, un suo vecchio sogno nel cassetto. Sicuramente non rimarrà con le mani vuote.

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  4. Oramai, la facile profezia del cinese sulla riva del fiume è realtà e i primi pesci piccoli e grandi cominciano ad essere portati via dalla corrente che, speravano di calmare ed invece diventa sempre più impetuosa.

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  5. MENTRE: IENE E LUPI AFFAMMATI SI DISPUTANO LA SPARTIZIONE DEL POTERE FREGANDOSENE DEI LAVORATORI, DOPO AVERLI TRADITI NEI MODI CHE QUOTIDIANAMENTE SCOPRIAMO
    Ecco uno eloquente spaccato della realtà che questi manigoldi hanno provocato con il loro tradimento:

    Rider, ai nuovi poveri serve un salario minimo. Ma i sindacati sono troppo deboli per lottare
    È recente la notizia che Glovo, la multinazionale spagnola del cibo a domicilio, ha rilevato le attività di Foodora, la sua ex concorrente tedesca, spaventata dall’annuncio di una nuova legislazione a tutela dei platform workers annunciata dal governo M5S-Lega per combattere la loro precarietà lavorativa. Purtroppo, se arriverà, la legislazione arriverà in ritardo, almeno per loro. Essendo inquadrati non come dipendenti, ma come lavoratori a progetto, i fattorini di Foodora non saranno mantenuti dalla nuova proprietà. Solo i pochi assunti con contratto di lavoro dipendente (50) saranno ereditati da Glovo.
    Glovo non darà alcuna preferenza alle domande degli ex dipendenti Foodora sulle altre domande. Per molti, quindi, il passaggio di proprietà significherà quasi sicuramente una perdita del posto di lavoro. La metà, gli studenti, non soffrirà più di tanto per questo, ma gli altri sì, poiché contavano su quel lavoro e su quel magro reddito nei loro progetti di vita, almeno nel breve e nel medio termine.
    La condizione dei delivery workers, definiti platform workers dall’Eurofound in uno studio molto citato, è difficile in tutta Europa al punto che se ne stanno occupando anche la Commissione europea e l’Ufficio studi del Parlamento europeo. Secondo un’indagine statistica della Commissione Europea, in 14 Paesi membri sono ancora pochi, in media il 2%, coloro che traggono più del 50% del proprio reddito dal platform work. Tuttavia, le percentuali sono più alte in alcuni Paesi: Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. Molti di più sono, invece, coloro che traggono almeno parte dei propri guadagni dal platform work. Il platform work resterà una delle fonti più importanti di lavoro a bassa qualifica, legato all’industria 4.0 e alla gig economy. Saranno loro i sostituti della classe operaia e della classe media impiegatizia del passato e ormai in via di scomparsa.
    Ci siamo già occupati in un precedente editoriale degli autisti di Amazon, concludendo che è necessario un intervento più forte da parte dei sindacati e una maggiore attenzione e tutela dei diritti. In un altro editoriale abbiamo detto che la soluzione del reddito di cittadinanza può andar bene per chi un lavoro non ce l’ha, ma per chi lo ha trovato è meglio parlare di un salario minimo di cittadinanza, che poi sarebbe una versione nuova di quello che era chiamato agli albori del capitalismo il salario di sussistenza per i lavoratori e la loro prole.
    Oggi lo status di proletario è un miraggio per molti working poors, per i quali una famiglia è un lusso inarrivabile. Perché non siamo ancora arrivati al salario minimo? Nella tradizione italiana non c’è stato mai un salario minimo uguale per tutti, ma distinto per categoria di lavoratori, come definito nei relativi contratti collettivi. Ma oggi sempre di più sono i lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva. Occorre pensare a un salario minimo universale.
    NON FACILE INTRODURRE UN SALARIO MINIMO UNIVERSALE A CAUSA ANCHE DELLA DEBOLEZZA DEI SINDACATI. GLI ISCRITTI CROLLANO, FACENDO CHIUDERE STORICHE CAMERE DEL LAVORO. In parte, quest’ultima è un sottoprodotto delle trasformazioni in corso. La prima forza dei sindacati era prima di tutto “fisica”: la concentrazione di una massa enorme di lavoratori in fabbrica facilitava l’acquisizione di una coscienza di classe e consentiva di imporre ai padroni di distribuire parte del plusvalore ai lavoratori. I nuovi modi di produzione portano ora a una dispersione dei lavoratori nelle diverse imprese, sempre più automatizzate.

    Inoltre, la progressiva scomparsa della classe operaia ha fatto assumere ai sindacati un carattere che molti percepiscono come corporativo. Il sindacato difende gli interessi ormai di piccoli gruppi, non di tutti. Per dirla con il linguaggio di Karl Marx, la classe operaia non è più “classe rivoluzionaria”: il progresso della società nel suo complesso non dipende più da lei. Inoltre, i partiti di sinistra si sono sottratti al ruolo di compagni di strada, forse proprio perché i sindacati rappresentano sempre meno il mondo del lavoro. Una serie di leggi realizzate dai partiti di sinistra negli ultimi anni, in continuità allarmante con quelli di destra, ha ulteriormente ridotto il potere di contrattazione del sindacato, limitando il diritto di sciopero e i diritti sindacali in genere.
    Che fare? Senza sindacati, i redditi da lavoro rischiano di cadere sempre più in basso. La quota del lavoro sul Pil è crollata negli ultimi decenni in Italia più che altrove, come ho fatto notare già in un articolo del 2010, in corrispondenza del Protocollo d’intesa del 1993. Occorre allora, in primo luogo, ristabilire i diritti sindacali e convincere i sindacati a fare l’interesse generale. Forse occorre anche cambiare il modo in cui i sindacati sono organizzati. Non più sindacati di settore o di categoria che rischiano di essere corporativi, ma sindacati rappresentativi di interessi più generali, anche dei disoccupati, dei precari e dei platform workers.
    Occorrerebbe forse anche fondere i sindacati confederali, poiché continuare a rimarcare le differenze significa indebolire ulteriormente la rappresentanza del lavoro e rischiare che troppi sindacati siano percepiti come parassitari dai lavoratori stessi. I platform workers siano considerati lavoratori dipendenti con tutti i relativi diritti e si approvi la loro carta dei diritti al più presto.

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  6. Un nome per tutti: Petriccioli Enrico (fratello di Maurizio fp) lavora per Martebroker dal 2010. Ora Aletheia Broker spa. Hanno trovato il modo per le vendite sicure di polizze agli iscritti per ingrassare la famiglia.

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  7. Marcolino? Quello che faceva tandem con Faverin? Ma allora è proprio vero che nessuno ha più dignità. Per la sedia si fa qualsiasi cosa

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  8. Da militare mi colpì una espressione di un commilitone napoletano che mi pare si adatta bene alla dirigenza cisl di oggi In dialetto del quale mi scuso per gli inevitabili errori diceva u nom’ e na persona e come la vergintà r’ na femmena persa na vota e persa p’ semp’.

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  9. è arrivato il momento tanto intensamente cercato dal Giorgio Graziani, il prototipo del sindacalista showman che dice tutto e niente. Una vera “sola” che vive in una realtà parallela generata dalla sua sbornia da potere. . Arrivista spregiudicato in quota di quel Pd orfano delle gloriose sconfitte. Servo prepotente della Furlan e dell’eguale prepotente Ragazzini.
    Tra coloro che più energicamente hanno ostacolato, con la sua cricca di ammici, annichilendo il valore della democrazia di una Cisl ormai lontana, chiunque ha tentato di chiedere chiarezza sulle vicende vergognose dei trattamenti economici dei vertici cislini, e sabotatore primo dell’iniziativa di questo sito organizzata a Bologna qualche tempo fa. Spiace dire “meglio a Roma che qui a Bologna”

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  10. Risulta anche a me che petriccioli possa essersi “ alleato “ con bentivogli per vendicarsi sulla signora postina di averlo buttato fuori dalla confederazione per la FP … e la fim lo userebbe solo per tentare di togliere di mezzo lei e i suoi scagnozzi inguardabili … peccato che anche petriccioli sia poco presentabile … attenta fim !!

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    1. Il principino fp è un’anatra zoppa, solo i suoi accoliti privi di senso politico o imboccati dai commissari di professione non si sono resi conto che presto dovrà fare le valige definitivamente…

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      1. Il “principino” in realtà è un brutto anatroccolo che non diventerà mai un cigno. Le due signore pulivetro lo hanno utilizzato per far fuori Faverin, così ne hanno fatto fuori due in un colpo. Ma riflettete, se i guasconi di Petrix erano già fedelissimi di Faverin e hanno cambiato casacca in poco tempo (chi per minacce, chi per i soldi e il distacco, chi perché è un traditore seriale), non pensate che al momento opportuno lo molleranno per seguire chi vincerà alla fine?
        Una cosa è certa…ha perso la Cisl! Ha perso dignità, onore e decoro, ma ciò che più conta ha perso iscritti!!! Soprattutto la funzione pubblica. Ora sì che gli iscritti sono gonfiati. Ma non serve più controllare. Tranquillo Maurizietto, troveranno un altro modo per farti fuori…l’fp non sarà il tuo rifugio ancora per molto…

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        1. anche la Toscana… Di cui è stato segretario usr, lo ha praticamente scaricato sono rimasti fedeli al piccolo principe, in ordine la fit e la filca e ovviamente i confederali lucca e Massa e Pisa il resto delle ust e categorie non lo ascoltano più… Escludendo ovviamente la fp toscana tristemente nota per la segreteria di 3 uomini in barba allo statuto e regolamenti, e per il segretario generale inesistente oramai zimbello di tutti… Ha svenduto tutto il vendibile e alla fine non si salverà comunque.
          ATTENRERE PREGO …

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  11. Ormai abbiamo capito che niente e nessuno potrà riportare Giulio Secondo fra i comuni mortali che ogni santo giorno lavorano e lottano per una vita “normale”, che si prendono responsabilità, che pagano per i propri errori. C’è una categoria di personaggi che la sfangano sempre e che anche se apparentemente sono in disgrazia e cadono, beh… per loro si apre un paracadute enorme fatto di incarichi, ruoli, posizioni lavorative che consentirà loro di proseguire senza intoppi nella loro vita di traffici, imbrogli e tornaconti personali. Ecco, Giulio Secondo si inserirà perfettamente in questo gruppo di aiuto, di “do ut des”, senza mai pagare per il danno arrecato al sindacato ed agli iscritti.
    Mettiamocela via. Se al serpente non si schiaccia la testa non serve a nulla ferirlo o bacchettarlo. Si nasconderà in qualche anfratto aspettando tempi migliori per poi risorgere e trovarcelo a capo della Cisl.
    E sarà anche colpa nostra soprattutto di chi ci legge, sa tante cose, e per ignavia non parla.
    Ed ora datemi pure della Cassandra…
    Ci risentiremo fra qualche tempo.

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  12. Oramai sono infuriati, e impotenti come il toro quando, sfinito nell’arena aspetta come liberazione la stoccata finale del matador. Ma qui la tortura (per loro) è maggiore perchè la stoccata dovrebbero darsela da soli ma sono troppo vigliacchi ed attaccati al soldo ‘er farlo. Da parte nostra dovremmo considerarli per quello che sono e cioè fuori dalla storia il loro modo di fare e di intendere la legge, scritta e non; quest’ultima fiore all’occhiello dei lavoratori quelli veri, il sindacato e la società è oramai preistoria. lasciamoli cuocere nel loro brodo che però passerà alla storia come fiele. Perchè anche se resistono nel modo che sappiamo, potranno evitare il giudizio della legge ma non quello della storia che come si sà è indelebilmente eterno.
    Continuiamo a macerarli aggiungendo fiele alla pentola tutte le volte che ce ne danno occasione e vedrete che prima o poi si sbraneranno tra di loro.
    il cinese

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  13. Ma quale capo della Cisl! Tuttalpiù potrà aspirare a diventare capo del suo condominio di Verona. Tutti gli chiederanno come ha fatto a garantirsi un mutuo così elevato a tassi pressoché inesistenti . La vera responsabilità è di Giuseppe Gallo, ex segretario generale della FIBA Cisl, oggi responsabile del Centro studi Cisl a Firenze. È lui che lo ha scelto come suo successore. E per far posto a questo soggetto, completamente inadeguato per il ruolo, è stata cacciata dalla First gente di assoluto valore come Elena Vannucci, Alessandro Spaggiari, Pierluigi Ledda. In tre anni abbiamo perso oltre settemila iscritti, nonostante la fusione con Dircredito. Ma perché si continua a tollerare tutto questo scempio?

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  14. Ma avete cambiato segretario generale? Mi hanno detto che non c’è più quella gran bella persona di Raffaello Bonanni! Possibile? Dicono che è venuta una certa Annamaria Forlani! Ma io non lo sapevo. Mi rincuora il fatto che se Bonanni era generoso… Senz’altro Annamaria farà meglio, aumenterà ad esempio la democrazia e la libertà di espressione nella Cisl! Ora mi chiedo e vi chiedo: come è possibile che la democrazia, la libertà democratica possa sempre aumentare così tanto nella nostra organizzazione? Ma non c’è un tetto? I vari Pastore, Romani e Pezzotta erano poca cosa rispetto ai giganti che sono seguiti. W la Cisl! Auguri Annamaria Forlani, che tu possa raggiungere nuove vette celesti! E magari, un giorno non lontano, candidarti col PD! Amen

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  15. Per me il sindacalista più preparato di tutti è Marcolino della FIM. Non è stato da tutti sostenere Renzi come ha fatto lui. Lui, Marcolino, sì che fa fare bella figura alla organizzazione. Mica si è speso per il sì al referendum!
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    Mi dicono che si è speso… Si è speso!
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    Ah, allora Marcolino non hai capito una mazza! Cerca riparo nel partito del boy scout

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  16. Sono da poco diventato affezionato lettore, e con me tanti amici, di questo blog.
    Leggendo i vecchi post ho capito molte cose.
    Grazie di cuore agli ideatori perché la loro opera è benemerita e contribuisce a realizzare alcuni valori originari Cisl facendo luce sulle tristi condotte dei dirigenti di vertice che quindi saranno ricordati per il fango con cui hanno intriso la nostra storia. Si vergognino.

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  17. Mi associo all’amico delle 23.06 del 25 novembre. Anch’io ringrazio i fondatori ed animatori di questo blog che hanno tenuto duro, anche nei momenti iniziali che sono sempre i più difficili;
    li ringrazio dicevo, perchè sarà solo grazie a loro se, quando le macerie della cisl che si stanno accumulando in modo pauroso, smetteranno di fumare, la bandiera della VERA CISL che, eroicamente hanno tenuto alta, specie nei periodi iniziali delle grandi epurazioni permettendo di evitare pericolosi e corrosivi miscugli tra persone per bene e opportinisti, malfattori arrivisti di carriera.
    LA CISL IN CUI HO MILITATO DA GIOVANE A’ L0NTANA ANNI LUCE DA QUESTA MARAMAGLIA DI LUPI AFFAMATI DI SOLDI E POTERE.
    GRAZIE DI CUORE ANCHE DA PARTE MIA

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  18. Hai ragione amico Marco anche la vita privata è importante x chi ha ruoli pubblici e di rappresentanza.
    Infatti sarebbe interessante sapere da chi sa […] delle abitudini […] dell’uomo della valige di cui a vs titolo.
    Tutti lo sanno tranne in confederazione?
    Non è che ci sia anche qui un comitato …..?
    ——————
    Pubblichiamo questo commento, con qualche omissione, perché siamo d’accordo sul principio che anche la vita privata può e deve essere valutata ai fini della valutazione della qualità di una persona che ricopre incarichi di pubblica rilevanza. Ma invitiamo tutti ad attenersi ai principi di misura e sobrietà che abbiamo scelto come stile di questo blog.
    I commenti che non dovessero essere giudicati rispettosi di questi criteri non potranno essere da noi pubblicati.
    il9marzo.it

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  19. Senza usare brutte parole: ricordiamoci che stiamo parlando di una personalità border line… anche molto pericolosa… se ne vada con la sua valigia molto molto lontano…

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  20. Oggi le comiche: Giulio Secondo Romani, intervenuto al congresso della Fisac Cgil, ha affermato che, appena assunto al Monte dei paschi di Siena, è stato iscritto alla Fisac Cgil. Ma niente: neanche un applauso, solo fischi!!!

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