Lina e altri 33

Lina Lucci, una delle vittime dei commissariamenti seriali nella Cisl “casadivetro”, ha preso un’iniziativa incontrovertibile. E assieme a lei ci sono altri 33 iscritti alla Cisl.

Come i nostri lettori sanno, lei è una delle tre persone a giudizio davanti al Tribunale di Napoli a seguito delle inchieste della procura della Repubblica sulla Cisl regionale in Campania. Ora, in una lettera inviata a moltissimi interlocutori istituzionali nella Cisl, a livello locale e nazionale, e che potete leggere a questo link, chiede che le regole siano applicate a tutti e a tutte nella stessa maniera: e che quindi se lei è stata sospesa ancora ad indagini in corso, ora è doveroso prendere lo stesso provvedimento per le altre persone a giudizio. Per una ragione di equità evidente. E perché non è serio, come ha fatto la segretaria generale attualmente in carica, dire “a noi non è stato notificato nulla su nessuno”, perché così dicendo si conferma di non volere semplicemente far nulla.

Ma c’è anche un’ulteriore ragione: e cioè che mentre la posizione processuale di Lina Lucci si è ridimensionata nel corso dell’indagine. quella di chi l’ha accusata – cioè Salvatore Denza – è uscita invece appesantita in relazione all’uso di quantità significative di soldi, e non solo a qualche beneficio.

Insomma, le regole che con lei sono state applicate subito ed in modo severo, riguardo ad altri vengono bellamente ignorate. A conferma del fatto, aggiungiamo noi, che l’unico criterio valido nella “casadivetro” è la più assoluta arbitrarietà.

E allora l’iniziativa di Lina Lucci, quale che sia la conclusione della sua vicenda processuale, è un contributo alla verità che altri stanno facendo di tutto, commissariamento compreso, per nasconderla sotto il tappeto.

Ed il fatto che assieme a lei ci siano 33 persone, che si firmano con nome e cognome e provengono da diverse categorie, è un bel segnale.

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17 Commenti - Scrivi un commento

  1. Sono solidale con Lina Lucci, LO SONO SEMPRE STATO ne condivido l’iniziativa e, di più, sostengo da tempo che esser spina nel fianco in modo incessante, disturbatori e testimoni fermi e garbati sui social, spargitori di idee e pensieri alternativi nel territorio, nell’etere e in ogni dove, che mirano a rivelare fatti, eventi, testimonianze su questo infausto biennio, deve portare a scuotere e, di più, condurre a estendere e ispirare altre azioni e unire. Non c’è un tempo della dimenticanza o la pia illusione che il decorso dello stesso possa indurre ad archiviare i misfatti dei commissariamenti senza capo nè cosa e a impedire lo squarcio. Serve però reagire e SERVE FARLO CON FREQUENZA E COSTANZA. Ripeto, nessun porti a spasso vestiti buoni..perchè ci sarà sempre chi la piega la farà notare. E allora fate qualcosa, a tutti i livelli esprimete dissenso, mandateli a quel paese, boicottate iniziative e, per quel che mi riguarda, date i soldi in beneficenza o in un altro progetto alternativo. PRENDERE LA PAROLA, PRENDERE CORAGGIO E NON SMETTERE MAI!

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  2. Il problema comunque lo si guarda è sempre lo stesso non c’è accordo o legge che tenga se non sono previste norme regole e tutele di legge terzi rispetto agli interessati. Oramai solo gli ingenui non vedono la leggesi applica con i deboli ovvero il solito 99per cento e viola impunemen col restante 1 per cento di marchesi del grillo

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  3. Mi domando come mai le confederazioni non si mobilitano per uno sciopero visto quanto previsto dal governo sulla flat tax.
    Tutti sanno, l’ultimo studio della Uil lo evidenzia bene, che i dipendenti saranno molto svantaggiati sino ad arrivare ad una differenza di quasi il 50% di tasse pagate in più dai dipendenti a parità di reddito.
    Altro che rinnovi contrattuali qui sta la vera pacchia. Se passa questa e poi l’anno prossimo la applicano sino ai 100 mila euro siamo alla vergogna più assoluta. I sindacati non hanno per statuto il mandato a difendere i loro iscritti dipendenti e pensionati? Dove sono?
    Forse gli hanno promesso le isee per il reddito di cittadinanza e i 730 per i caf e i contributi per patronati senza tagli? Oppure altri soldi tramite attività commerciali tipo galassia aletheia?
    E’ scandaloso questo silenzio.

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  4. Lina e gli altri 33 confermano quanto da mesi commentiamo in questo blog e abbiamo rappresentato il 22 settembre a Bologna: ‘l’assenza di un sistema di verifica e controllo realmente terzo sull’operato del gruppo dirigente’. Il gruppo dirigente confederale è oramai asservito a logiche ben diverse e ha avviato una delle ‘peggiori stagioni ‘ della Cisl. Fatti e misfatti si consumano in assenza di un minimo di trasparenza, e tutti coloro che denunciano e vogliono confrontarsi sono commissariati, espulsi o isolati. Serve un intervento radicale non bastano ‘panicelli caldi’, serve parlarne confrontarsi denunciare e informare sui fatti per farli conoscere, serve coraggio collettivo dobbiamo almeno provarci come hanno fatto Lina e gli altri 33 iscritti…

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  5. Sono convinto che le azioni di Lina siano importanti e servono a dimostrare ciò che ripetiamo da anni in questo blog: che la cisl ha subito un colpo di stato ad opera di un manipolo di personaggi senza scrupoli e dignità, che hanno alimentato un esercito di avventurieri senza ideali e senza futuro nel mondo civile. Affamati solo di potere e soldi, avidi della dignità degli onesti e che senza pudori cancellano i principi, calpestandoli ogni giorno in nome della loro sedia.
    Ma siamo senza grandi speranze se denunciamo senza agire.
    A Torino abbiamo fatto un ricorso contro il commissariamento farsa della federazione, firmato da 68 dirigenti sindacali (molti dei quali si sono successivamente dimessi), che si è concluso con un lodo vergognoso di rigetto. Abbiamo denunciato per mesi tutte le malefatte. Io sono uno dei ricorrenti e ne conosco i dettagli. La cosa incredibile è che mentre il commissariamento è stato motivato da presunti (e suggeriti) ricorsi contro irregolarità nelle assemblee precongressuali, gli attuali segretari sono stati scelti tra i firmatari di quei ricorsi e sono lì senza aver fatto nemmeno le assemblee precongressuali alla fine dei commissariamenti. Pensare che la motivazione principe per commissariare era che nell’elenco degli iscritti dell’ospedale s.Anna Regina Margherita fosse stato inserito erroneamente un iscritto e, per contro, ne mancava uno che era stato fatto negli ultimi giorni di dicembre. Ovviamente se non fai le assemblee non puoi avere questi problemi…
    Gli iscritti non sanno nemmeno che chi sono i nuovi segretari. Hanno forse il pudore di restare nell’ombra delle loro infamie?
    Ci chiediamo in tanti perché, visto che lo statuto è unico, in Veneto i pensionati hanno fatto le assemblee (con la lista bloccata e privando molti del diritto di candidarsi). Mentre in Piemonte si sia potuto procedere a nominare Blandino, prima segretario di Torino per spianargli la strada per la segreteria regionale. Forse perché se ci fossero state elezioni vere dei delegati non avrebbe raggiunto il suo obiettivo?
    Le analogie con il Veneto sono tante, stranamente.
    Siamo tornati indietro di dieci anni. E lo conferma la presenza al “congresso farsa”regionale del grande vecchio Guidotti in qualità di presidente dell’adunanza.
    Ha piazzato una di sua fiducia, ha consolidato l’alleanza con Blandino ed ha fatto l’ennesimo favore alla Ventura.
    Vogliamo ancora prendere parola o, meglio, vogliamo mandarli tutti a casa…come meritano!
    Io proporrei di fare una nostra assemblea costituente. Abbiamo già le forze e le menti oneste per procedere. Il blog può diventare elemento di snodo per cementare l’inizio di un percorso nuovo.

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  6. “MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI” ???
    SINDACATI E PARTITI AL CAPOLINEA HANNO TRASCINATO NELLA FOSSA ANCHE LA DEMOCRAZIA
    Negli ultimi tempi i partiti e i sindacati sono sprofondati in una crisi irreversibile scambiando con la controparte, l’obiettivo del bene comune, (così invece che battersi per la tutela degli interessi di tutti i lavoratori hanno agito per il perseguimento di interessi riconducibili principalmente per se stessi) gli scandali siciliani del momento ne sono solo una ulteriore conferma. Senza andare troppo indietro diciamo che gli ultimi colpi mortali ai lavoratori l’infersero col protocollo Ciampi del 1993 o infine al Patto di Natale del 1998. Con questi, portarono al crepuscolo il reciproco riconoscimento di rappresentatività tra CIGL, CISL e UIL che per anni aveva permesso la valenza giuridica erga omnes degli accordi stipulati unitariamente, pur essendo privi di personalità giuridica e nonostante l’articolo 39 della Costituzione, prevedesse esattamente il contrario.
    Alla fine, col venir meno del potere politico vendutosi alla finanza anche i sindacati confederali che ne hanno seguito l’esempio hanno subito lo stesso trattamento dai lavoratori, man mano che prendevano coscienza dell’inadeguatezza per non dire l’avversione dei sindacati nazionali a regolare, nell’ottica dell’aumento della produttività, le dinamiche aziendali.
    Fu così che nel 2011, per un verso, i sindacati siglarono un accordo interconfederale che riconosceva efficacia erga omnes ai contratti collettivi aziendali, anche in deroga al ccnl, stipulati a maggioranza dalle rsu o dalle rsa e per un altro verso, il legislatore, con l’art. 8 del d.l. 138 del 2011, legittimò i contratti collettivi aziendali con efficacia erga omnes, perché stipulati a maggioranza, derogando non solo al ccnl ma anche alla legge.
    Ma i sindacati e il legislatore disegnarono anche un nuovo ruolo per il referendum dei lavoratori, che assunse la funzione di validare l’efficacia erga omnes degli accordi aziendali raggiunti dalla maggioranza delle rsa previa richiesta di almeno il 30% dei lavoratori; per mano legislativa, quella di “sanatoria” ai fini dell’efficacia erga omnes degli accordi aziendali raggiunti a maggioranza ma prima dell’accordo interconfederale del giugno 2011.
    Ci si chiede come mai ad un certo punto nessun sindacato ha avuto più a cuore l’efficacia generalizzata degli accordi sottoscritti dalle rsa (nominate e non elette)?
    L’amara conclusione è che le lacerazioni e decadenza della politica si è riverberata anche nei sindacati provocando ed alimentando la loro crisi di rappresentatività che originata nella classe dirigente è dilagata tra i lavoratori. c
    IL TRISTE EPILOGO DELLA VICENDA E’ CHE I PARTITI E SINDACATI CON LA LORO INSIPIENZA, MA PIU’ PROBABILMENTE, PIENA CONSAPEVOLEZZA (E DUNQUE CON DOLO) HANNO AFFOSSATO LA DEMOCRAZIA DIRETTA

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  7. Salve a tutti, sono uno dei 33 e sono fiero dell’iniziativa, perchè ormai in Cisl Campania ci sono segretari assetati di poltrone senza mai pensare a noi lavoratori. Vi racconto una schifezza delle tante avute in Cisl, delegato Cisl in azienda al tavolo di trattativa con A,D, denunciato; e in più devo subire anche la repressione da parte del segretario Fit Cisl che mi obbliga ad abbandonare il mio ruolo. Alla fine vengo emarginato, perchè voglio difendere la mia dignità pagando di tasca mia un avvocato. In conclusione, la causa l’ho vinta e le mie tasche sono vuote: mi sono difeso con i soldi dello stipendio che appartengono alla mia famiglia. Auguro una buona giornata a tutti.

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  8. Tante storie e chissà quante situazioni “di frontiera” nei posti di lavoro che non emergono e che hanno come denominatore comune la insoddisfazione e la insicurezza. Due condizioni che deprimono e atterrano ogni spirito di iniziativa. La capacità di tenere relazioni scaturisce dalla autorevolezza e dalla sicurezza anche “giuridica” di avere solidi appoggi e non condizionamenti di sorta. Si tratta di un sindacato come l’ho conosciuto io in tanti anni di militanza che non ha mai arretrato di fronte alle difficoltà…trasformandole in opportunità e rilanciando. Oggi vedo tanta rassegnazione e conservazione . I commissari plenipotenziari hanno fatto davvero un gran ben lavoro: inviati speciali per reprimere e ripristinare l’ordine costituito come ben ha detto l’anonimo del 18 novembre, hanno eliminato quel patrimonio di idee e di risorse umane e tanto lavoro e impronta di autorevolezza lasciata ai tavoli di trattativa. Vero è che il termine “trattative” è obsoleto oggi e forse si è diventati più abili a trattare per funzioni e ruoli politici che per altro. E’ un segno di tempi che cambiano e che vedono come orizzonte la stasi, quella produttiva e quella “riproduttiva” dei quadri e di energie fresche che non arrivano. Si tratta certo ma per difendere il passato remoto. Potevamo dire che si attendono forze fresche, ma senza occupati una organizzazione ripiega su stessa ed è attenta più a difendersi da competizioni interne attuando l’allontanamento o nei casi estremi ad espellere con plateale abbaglio e per pura paura con commissari ( come a Torino e nel caso FP) che costruiscono castelli di carta e dissolvono ogni storia.

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  9. L a giornata che tutti ci auguriamo di vivere presto è di vedere questi loschi individui che fanno impallidire il peggior mariuolo esistente, nel posto che gli si addice; nel tuo caso a Poggioreale e così per il resto d’Italia.

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  10. anonimo operatore per anni · Edit

    pensionati e lavoratori dipendenti attenti fatevi sentire come dice il commento anonimo sopra con la flat tax ci fregano tutti a favore dei soliti evasori partite iva commercianti professionisti che pagheranno metà tasse in maniera legittima
    fatevi sentire scrivete ai vs referenti è uno scandalo
    noi paghiamo l’80% delle tasse e dal 2019 ne pagheremo il 90% per far avere i soldi agli elettori leghisti.
    E chi assumerà più a parità di costo un lavoratore a partita iva guadagna il 20% in più.
    basta! basta! basta!

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  11. CISL, DUE PESI E DUE MISURE PER LA SOSPENSIONE DELL’EX SEGRETARIO LUCCI RISPETTO AGLI INDAGATI DENZA E COSTAGLIOLA
    Lina Lucci ex segretario CISL Campania, viene sospesa nel 2017 perché raggiunta da un avviso di conclusione delle indagini della Procura di Napoli per presunte irregolarità amministrative.La CISL con Lodo del marzo 2017, del Collegio Confederale dei Probiviri, senza ancora che vi fosse stato un avviso di garanzia, sospende la ex segretaria Lucci. Stranamente la cosa non avviene per altri due indagati Salvatore Denza (funzionario amministrativo della Cisl Campania) e Carmela Costagliola (collaboratrice della Lucci).

    Intanto lo scorso settembre Lucci, Denza e Costagliola sono rinviati a citazione diretta e l’udienza fissata a febbraio 2020.

    Però in casa Cisl si attua una differenza nel trattamento: mentre l’ex segretario Lucci è stata sospesa, nulla accade per Denza e Costagliola.
    L’INIZIATIVA
    La Lucci, intanto, ha preso un’iniziativa, insieme a 33 iscritti, ha inviato una lettera a diverse cariche istituzionali del Sindacato tra cui il Segretario regionale Doriana Buonavita, il Segretario territoriale Giampiero Tipaldi e alla Segretaria Generale Annamaria Furlan, nonché al collegio dei Probiviri Nazionale per chiedere di adottare le medesime misure cautelari di sospensione dagli incarichi per gli altri due soggetti indagati.

    La segnalazione non è peregrina in considerazione del fatto (come la nota riporta) “che alcuna notifica sarà a loro recapitata dalla Autorità Giudiziaria, in quanto non direttamente interessati dal procedimento penale in questione…”

    Pertanto, la Lucci ed i 33 iscritti Cisl hanno chiesto che a norma dell’art. 15 dello Statuto Confederale, vengano applicate le identiche misure cautelari di sospensione dagli incarichi, già applicate all’ex Segretario Generale Lucci.
    Tra l’altro la posizione processuale della Lucci si è notevolmente ridimensionata perché viene contestato alla stessa una presunta violazione del regolamento Economico, motivo per cui non si configura il reato di appropriazione indebita ma al più una “indebita attribuzione”, come evidenziato, nella relazione del Consulente tecnico del PM.

    Mentre a carico di Denza sono emersi presunte anomale attribuzioni di denaro, a se stesso, per attività mai autorizzate, ma soprattutto in ordine alla anomala tenuta e gestione della contabilità interna alla Cisl Campania.

    LE DOMANDE
    Allora ci si chiede qual è il motivo per cui i vertici della Cisl non sospendono anche Denza e Costagliola così come hanno sospeso prima ancora del rinvio a citazione, Lina Lucci?
    Intanto il Collegio dei Probiviri ha risposto alla richiesta della Lucci, con un decreto di archiviazione affermando che “come già rilevato… le contestazioni nei confronti del sig. Salvatore Denza e della sig.ra Carmela Costagliola, non risultano supportate da alcuna produzione probatoria”.

    Ma diversi organi di stampa avevano ripreso la notizia, tra l’altro in un articolo del 1 ottobre di Stylo24 proprio la testata aveva segnalato la cosa alla segretaria Buonavita che nell’intervista dichiarò “Nel momento in cui dovesse arrivare comunicazione ufficiale, saremo nelle condizioni di fare delle valutazioni e di poter prendere eventuali provvedimenti”.

    Ci sarà un ufficio stampa in Cisl? Si presume che i dirigenti della Cisl leggano i giornali. Qualcuno di loro a livello Campano e Nazionale si sarà accorto che sui siti web, nei telegiornali è stata riportata detta vicenda, che ha travolto il sindacato a livello regionale?

    Le cose però non tornano, in quanto parte querelante la CISL è la prima a cui l’Autorità Giudiziaria ha notificato gli atti di chiusura delle indagini e dai quali emergono i nominativi dei tre indagati.

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  12. NELLA CISL, QUANDO LE REGOLE NON VALGONO PER TUTTI.
    IN CISL, DUE PESI E DUE MISURE PER LA SOSPENSIONE DELL’EX SEGRETARIO LUCCI RISPETTO AGLI INDAGATI DENZA E COSTAGLIOLA.
    Lina Lucci ex segretario CISL Campania, viene sospesa nel 2017 perché raggiunta da un avviso di conclusione delle indagini della Procura di Napoli per presunte irregolarità amministrative. La CISL con Lodo del marzo 2017, del Collegio Confederale dei Probiviri, senza ancora che vi fosse stato un avviso di garanzia, sospende la ex segretaria Lucci. Stranamente la cosa non avviene per altri due indagati Salvatore Denza (funzionario amministrativo della Cisl Campania) e Carmela Costagliola (collaboratrice della Lucci).

    Intanto lo scorso settembre Lucci, Denza e Costagliola sono rinviati a citazione diretta e l’udienza fissata a febbraio 2020.

    Però in casa Cisl si attua una differenza nel trattamento: mentre l’ex segretario Lucci è stata sospesa, nulla accade per Denza e Costagliola. L’INIZIATIVA
    La Lucci, intanto, ha preso un’iniziativa, insieme a 33 iscritti, ha inviato una lettera a diverse cariche istituzionali del Sindacato tra cui il Segretario regionale Doriana Buonavita, il Segretario territoriale Giampiero Tipaldi e alla Segretaria Generale Annamaria Furlan, nonché al collegio dei Probiviri Nazionale per chiedere di adottare le medesime misure cautelari di sospensione dagli incarichi per gli altri due soggetti indagati.

    La segnalazione non è peregrina in considerazione del fatto (come la nota riporta) “che alcuna notifica sarà a loro recapitata dalla Autorità Giudiziaria, in quanto non direttamente interessati dal procedimento penale in questione…”

    Pertanto, la Lucci ed i 33 iscritti Cisl hanno chiesto che a norma dell’art. 15 dello Statuto Confederale, vengano applicate le identiche misure cautelari di sospensione dagli incarichi, già applicate all’ex Segretario Generale Lucci. Tra l’altro la posizione processuale della Lucci si è notevolmente ridimensionata perché viene contestato alla stessa una presunta violazione del regolamento Economico, motivo per cui non si configura il reato di appropriazione indebita ma al più una “indebita attribuzione”, come evidenziato, nella relazione del Consulente tecnico del PM.

    Mentre a carico di Denza sono emersi presunte anomale attribuzioni di denaro, a se stesso, per attività mai autorizzate, ma soprattutto in ordine alla anomala tenuta e gestione della contabilità interna alla Cisl Campania.

    LE DOMANDE
    Allora ci si chiede qual è il motivo per cui i vertici della Cisl non sospendono anche Denza e Costagliola così come hanno sospeso prima ancora del rinvio a citazione, Lina Lucci? Intanto il Collegio dei Probiviri ha risposto alla richiesta della Lucci, con un decreto di archiviazione affermando che “come già rilevato… le contestazioni nei confronti del sig. Salvatore Denza e della sig.ra Carmela Costagliola, non risultano supportate da alcuna produzione probatoria”.

    Ma diversi organi di stampa avevano ripreso la notizia, tra l’altro in un articolo del 1 ottobre di Stylo24 proprio la testata aveva segnalato la cosa alla segretaria Buonavita che nell’intervista dichiarò “Nel momento in cui dovesse arrivare comunicazione ufficiale, saremo nelle condizioni di fare delle valutazioni e di poter prendere eventuali provvedimenti”.

    Ci sarà un ufficio stampa in Cisl? Si presume che i dirigenti della Cisl leggano i giornali. Qualcuno di loro a livello Campano e Nazionale si sarà accorto che sui siti web, nei telegiornali è stata riportata detta vicenda, che ha travolto il sindacato a livello regionale?

    Le cose però non tornano, in quanto parte querelante la CISL è la prima a cui l’Autorità Giudiziaria ha notificato gli atti di chiusura delle indagini e dai quali emergono i nominativi dei tre indagati.

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  13. Forza Lina, resti l’unica speranza per farla pagare a questi usurpatori ed imbroglioni. Condannano gli avversari o quelli che possono dire la loro per esperienza e per mestiere attraverso le indagini amministrative false come loro…!!!

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  14. Ho sempre rifiutato l’idea che i sindacati fossero cinghia di trasmissione della politica più che difensori dei diritti dei lavoratori. Ma oggi, leggendo le poche righe che seguono faccio mea culpa e chiedo scusa ai colleghi di scuola e di categoria che mi invitavano a non dare troppo credito e valore all’ultimo contratto firmato perché era stato fatto nell’interesse della politica e non dei lavoratori considerato l’approssimarsi delle elezioni. Lettura che mi rifiutavo di credere. Ora la cosa che mi manda in bestia è leggere le uscite dei sindacati della scuola oggi. Ma a che titolo parlano se ci hanno turlupinato fino alla fine, propinandoci l’ultima fregatura con l’aumento fino alla fine di quest’anno e poi? Non è forse giusto incolparli della presa in giro e dare atto che questi soldi consolidati sono merito dei nuovi arrivati? Ma tutto sommato e bene che continuino su questa strada che li porterà di sicuro a sbattere mi auguro definitivamente (sono degli autentici magliari )
    Contratto docenti: polemica sugli aumenti
    Redazione PMI.it 21 novembre 2018
    A dicembre scade il contratto di lavoro per circa 200mila insegnanti ma le previsioni sul rinnovo sembrano comportare aumenti di stipendio insufficienti, tanto da scatenare la reazione dei sindacati e un botta e risposta tra questi ultimi e il Ministero dell’Istruzione. Le stime parlano di un aumento di 14 euro mensili a beneficio dei docenti, una cifra ritenuta del tutto inadeguata dalle sigle sindacali della scuola. Da parte del Ministro Daniele Bussetti sembra esserci apertura al dialogo con i sindacati e disponibilità a raggiungere un obiettivo comune, anche in previsione dello stanziamento di ulteriori risorse per il rinnovo contratti attraverso la Manovra. Nel frattempo; ha affermato Bussetti – voglio ricordare che proprio grazie all’intervento conomico già programmato dal nostro Governo stiamo scongiurando un taglio allo stipendio per 850.000 insegnanti. Taglio che sarebbe scattato a gennaio visto che il precedente governo non ha stanziato abbastanza risorse durante l’ultimo rinnovo contrattuale per mantenere gli aumenti previsti attraverso il cosiddetto elemento perequativo dopo il primo anno. Vale la pena ricordarlo a chi ci accusa di non fare abbastanza. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), tuttavia, tenendo conto degli aumenti irrisori continuerà a essere molto ampio il divario tra i docenti italiani e i colleghi europei, gap che potrebbe ridursi solo attraverso uno stanziamento finanziario dieci volte più ampio.

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  15. Sul quotidiano LA VERITA’ di oggi segnalo L’articolo:
    GLI AFFARI DEL SINDACATO:VENDE POLIZZE AGLI ISCRITTI di Fabio Amendolara.LA FIRST CISL CONTROLLA UNA RETE DII SOCIETA’ PER VENDERE ASSICURAZIONI.
    LA SIGLA GUIDATA DA GIULIO ROMANI, GIA’ CRITICATO PER IL MUTUO DA SOGNO, POSSIEDE LA HOLDING ALETHEJA CHE OFFRE POLIZZE AI LAVORATORI CHE SOTTOSCRIVONO LA TESSERA.

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