Il sindacalista

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Nei giorni scorsi sono arrivate dalla Sicilia due notizie di cronaca giudiziaria che riguardano i sindacati e la Cisl in particolare.

Una riguarda l’arresto in flagrante di due rappresentanti sindacali che avevano chiesto dei soldi ad un’azienda per non creare problemi (cosa che nella regione ha qualche precedente…). L’altra riguarda 12 rinvii a giudizio per l’inchiesta su Antonello Montante, ex presidente della Confindustria regionale.

Nel caso della prima notizia sappiamo che i due sindacalisti arrestati sono uno della Fim-Cisl e l’altro della Uilm-Uil.

Nel caso di Montante, diversi organi di informazione, a partire dall’Ansa (con al seguito tutti gli altri siti che dicono di fare informazione e invede fanno solo copia e incolla), hanno scritto che fra i 12 rinviati a giudizio c’è “il sindacalista Maurizio Bernava”. Senza specificare l’organizzazione di appartenenza. Che è un po’ come scrivere una notizia di calcio e dire il nome di chi ha fatto gol ma nascondendo il nome della squadra per la quale gioca.

Eppure in un’indagine che riguarda il vertice dell’organizzazione degli industriali siciliani è un fatto importante – anche se l’ufficio stampa di Via Po 21 fa di tutto per nasconderlo – il coinvolgimento di chi era il segretario generale della Cisl regionale. Di chi poi da quell’incarico è passato, su chiamata diretta della signora Annamaria, nella segreteria confederale di Via Po 21 e poi, anche dopo aver litigato con la padrona di casa, è stato comunque ricollocato in un importante ente bilaterale di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil su designazione di Via Po 21 con l’incarico di direttore (e relativo stipendio). Tutt’altro che uno sconosciuto o uno che sia stato cacciato in qualche pseudo operazione pulizia.

Insomma, come Montante è uomo dell’apparato confindustriale, Bernava non è un sindacalista anonimo ma è un esponente del gruppo dirigente della Cisl di questi anni, sia pure della cordata poi risultata perdente. Quindi il suo destino processuale – sul quale non facciamo commenti, augurandoci anzi una positiva conclusione – non è una questione di cui la sedicente casa di vetro possa dire “Bernava chi? Non ci riguarda”.

Quasi che, invece di qualcuno che ha ricoperto e ricopre importanti incarichi per conto della Cisl, si stesse parlando del protagonista di un vecchio film con Lando Buzzanca.

 

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14 Commenti - Scrivi un commento

  1. A Roma dicono fidate der ricco impoverito e nun te fidà der povero arricchito.
    La dirigenza cisl sono dei poveri arricchiti nel modo che sappiamo; dunque gli attori in questione rientrano a pieno titolo nella fattispecie. D’altra parte basta sentirli parlare per rendersi conto della loro infinitesimale levatura etico-morale senz’altro al di sotto del personaggio interpretato da Nino Manfredi nel: brutti sporchi e cattivi di Scola

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  2. CASO MONTANTE: RINVIATO A GIUDIZIO MAURIZIO BERNAVA, L’EX SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL MESSINA STAMPALIBERA.IT 10 NOVEMBRE 2018

    Il gup di Caltanissetta, Graziella Luparello, ha rinviato a giudizio 12 degli imputati coinvolti nell’inchiesta. Tra gli imputati c’è Antonello Montante, l’ex leader di Confindustria Sicilia accusato di aver creato una sorta di rete di spionaggio per ottenere informazioni sulle indagini in a suo carico. Montante però aveva già chiesto il rito abbreviato il 31 ottobre. La richiesta avanzata dai suoi legali, gli avvocati Nino Caleca e Giuseppe Panepinto, era stata accolta dal giudice per l’udienza preliminare che aveva sostituito il giudice David Salvucci, ricusato da una delle difese. Con l’abbreviato Montante potrà usufruire di uno sconto di un terzo della pena. Abbreviato anche per Andrea Grassi, dirigente dello Sco.
    Saranno processati il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata; il sindacalista Maurizio Bernava; gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Calì; tre dipendenti di Montante: Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta; il sottufficiale della polizia di Stato Salvatore Graceffa; il dirigente nazionale di Confindustria Carlo La Rotonda; il maggiore della Guardia di finanza Ettore Orfanello; il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei carabinieri Letterio Romeo, quest’ultimo accusato di aver distrutto una relazione di servizio su Montante. La loro posizione sarà unificata, probabilmente dalla prima udienza, fissata per il 17 dicembre prossimo, a quella degli imputati che avevano chiesto il giudizio immediato, saltando così l’udienza preliminare: l’ex presidente del Senato Renato Schifani, il tributarista Angelo Cuva, l’ex direttore dell’Aisi Arturo Esposito e l’imprenditore Massimo Romano.
    Col rito abbreviato, come Montante, verranno processati dal giudice per l’udienza preliminare anche l’ex comandante provinciale della Guardia di finanza di Caltanissetta, il colonnello Gianfranco Ardizzone, il sostituto commissario Marco De Angelis, il questore Andrea Grassi, il capo della security di Confindustria Diego Di Simone Perricone e il dirigente regionale Alessandro Ferrara. La prima udienza si terrà il 15 novembre. Resta ancora aperta la seconda inchiesta della Procura di Caltanissetta, diretta da Amedeo Bertone, su presunti accordi per ottenere finanziamenti dalla Regione in cui sono indagati, oltre ad Antonello Montante, anche l’ex governatore Rosario Crocetta, gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, e l’ex presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro.

    CHI E’ MAURIZIO BERNAVA
    Maurizio Bernava, 55 anni, è nato a Messina. Nel 1982 entra nella Filca Cisl e fino al 1993 detiene la carica di segretario provinciale. Nel 1994 entra a far parte della segreteria nazionale della Filca, dove fino al 1995 ricopre la delega nei settori cemento, laterizi e materiali da costruzione. Nel 1995, come reggente della Filca provinciale, gestisce la fase di riorganizzazione e rilancio della Federazione. Nel 1997 è commissario della Filca di Torino, nel 2000 segretario generale della Cisl di Messina e dal 2008 segretario generale Cisl Sicilia, riconfermato ad aprile 2013.

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  3. Scusa caro admin non dobbiamo sminuire la notizia perché non si è trattato di un semplice rappresentante sindacale qualunque ma del segretario generale della fim cisl di Siracusa! Provincia che ha fornito nel tempo fior fior di sindacalisti, Mezzio, Scatà, Sanzaro, e anche Getullio, papà dell’arrestato! E poi per non smentirsi, come provincia di sindacalisti puri e speriamo casti e sopratutto onesti, fornirà alla Sicilia il nuovo segretario generale della Fai, Cutrale Sergio, e sopratutto il nuovo “amministratore” segretario generale della cisl siciliana il dottor postino Sebastiano Cappuccio, uomo dell’intramontabile padrone di via po’ 21 Nino Sorgi. Che belle speranze per la nostra già povera CISL.

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  4. Oggi anche se COL SENNO DI POI E’ PROPRIO IL CASO DI DIRE GUARDATE DA CHE PULPITO “IL SAVONAROLETTO” SICILIANO faceva LA PREDICA
    Bernava: “Quella di Crocetta sulle società partecipate della Regione è solo una pupiata”
    Per il leader della cisl siciliana, il governatore dell’isola ha solo fatto finta di scoprire gli omessi controlli e gli sprechi gia’ segnalati da tempo dalla corte dei conti G. MESSINA 6/9/14

    La Cisl siciliana entra a gamba tesa sugli sprechi nelle partecipate regionali denunciati dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sugli sprechi attraverso un dossier di oltre 150 pagine redatto da una task force regionale e consegnato alla magistratura. E lo fa con il suo leader, Maurizio Bernava, che critica fermamente l’ennesima uscita pseudo rivoluzionaria del governatore della Sicilia.Siamo alla farsa – commenta Bernava -. Il presidente Crocetta inventa un altro scandalo per far parlare della sua rivoluzione mai avvistata nei radar della società siciliana. Un Governo non si limita all’ennesima inchiesta interna sul funzionamento delle partecipate – sottolinea il leader cislino in Sicilia -. Un Governo impegnato ad investigare la propria Amministrazione non può limitarsi a passare gli esiti dei controlli alla Magistratura ordinaria e contabile. Ovviamente dopo averli forniti alla stampa!. Insomma, sembra dire Bernava, quella di Crocetta sulle società partecipate della Regione non sarebbe altro che la solita ‘pupiata’ per fare gran cassa e andare sui giornali come ‘moralizzatore’. Un modo per provare a recuperare sul piano dell’immagine tutto quello che ha perso sul piano della credibilità politica. Controlli ed inchieste interne, se vere e serie – rilancia Bernava – servano al Governo a ridurre numero e costi insostenibili e cacciare via tutti quei dirigenti ben pagati dall’Amministrazione che hanno omesso controllo e vigilanza. Sanzionarli davvero – tuona il segretario generale del sindacato – anche se occupano ruoli rilevanti e di vertice, se hanno sponsor politici di peso e/o sono fedeli sodali al presidente. Per ridurre sprechi e ruberie, per ridare fiducia a chi soffre senza lavoro e reddito travolto dalla crisi – precisa Bernava – servono scelte, gesti e testimonianze forti e concrete da parte di chi governa la Sicilia. Dopo due anni, su questo fronte, basta Pupiate ed annunci senza azioni e cambiamenti conseguenti. Dopo due anni e decine di richieste ufficiali con manifestazioni pubbliche, almeno da parte della Cisl, con richiesta di aggredire gli sprechi in tutto il sistema amministrativo della Regione – afferma Bernava – il Governo non perda più tempo e pensi ad attrezzarsi per controllare la spesa in tempo reale e ridurre gli ampi margini di costi che esistono in tutti i settori. Azioni di razionalizzazione che abbiamo proposto di fare – ricorda lesponente sindacale – in modo congiunto, in un unico piano coordinato, tra Regione, Enti locali e partecipate. Scelte strategiche chiare, non più prorogabili ed indispensabili – rimarca Bernava – per spostare risorse a favore del lavoro produttivo e risanare il grave debito. Adesso si fa finta di scoprire gli omessi controlli e gli sprechi nelle società partecipate. Una farsa! – ribatte Bernava -. Invece di governare si fa finta di giocare al gatto ed al topo. Dopo due anni si persevera negli show da Politica spettacolo – sottolinea il leader della Cisl – che peggiorano, ulteriormente, la credibilità della Sicilia, invece di realizzare l’unica cosa significativa che il Governo regionale avrebbe dovuto fare da tempo: ristrutturare, ridurre, riorganizzare le partecipate secondo principi di equilibrio gestionale e di efficacia dei servizi. Esattamente come denunciato e richiesto da mesi, in modo preciso e dettagliato, dalla Corte dei Conti – ricorda Bernava – nella cui relazione erano già indicati le scoperte e gli scandali strillati oggi in piazza dal governatore della Sicilia. Basta farse, basta ‘Pupiate’, più rispetto per i governati, più senso e responsabilità civile da chi Governa! Ribatte Bernava. Alla Cisl spiace registrare un’inconcludente attivismo solo mediatico su temi che sono vitali per la ripresa dalla crisi, lo sviluppo ed il lavoro – conclude Bernava – un’imperterrita inconcludenza che ci costringerà a mobilitarci ed essere ancora più incalzanti di quanto e come fatto finora”. Nota a margine La galassia partecipate in Sicilia conta trentadue società, circa 8000 dipendenti, stipendi medio-bassi per i dipendenti e ‘stipendi doro’ per i tanti, troppi, manager che percepiscono indennità che, in taluni casi, superano i 200 mila euro. Una situazione insostenibile che non può risolversi con un dossier redatto da una task force e inviato alla magistratura. Servono atti politici e assunzioni di responsabilità che il Governo Crocetta non ha ad oggi ritenuto di approntare. g.m.

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  5. Chissà di cosa è accusato Bernava… Forse dello scempio che ha saputo fare insieme a Bonanni, Mezzio e prima con il grande Muftì Sergiuzzo nostro dello IAL ? Come Venturona in Piemonte e la amazzone Franca Porto in Veneto per non dire degli abbruzzesi : tutti elevati al rango di eroi.
    Ma va…Forse è rinviato a giudizio soltanto perchè incapace di farsi capire avendo sempre le parole impastate da un pensiero confuso che oggi arricchisce Fondimpresa. Però cosa puossi pensare nel vedere tanti provenienti dalla Filca sospettati di fellonia o di semplice disonestà ?
    Filca : una categoria ipertrofica che forse la Fai avrebbe potuto convertire almeno ad un rigore di stampo luterano esorcizzando le indulgenze delle casse edili.
    Ma nella verde agricoltura troppo cemento avrebbe avvelenato le falde. Ecco perchè quella notte vi fu la rivolta del biologico.

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  6. In Sicilia non si fanno mancare niente :anche una inchiesta della Procura della Repubblica per il fallimento dello Ial ex Cisl ( vedere Linklav Formazione Professionale Sicilia ).

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  7. Ehilà cislini, sveglia sveglia sto arrivando e vi farò un…. Come una bertuccia! Ve lo meritate perché vi siete tenuti una classe dirigente corrotta, la Signora & co. Siete schiavi, zitti e muti; quindi quello che vi succederà potrà solo farvi fare mea culpa…

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  8. La vera bomba dello ial, deve ancora scoppiare; aspettate ancora un po, che i traditori dei lavoratori pirla, restati col cerino in mano siano isolati ulteriormente e scoppierà l’intera polveriera
    Pietro micca

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  9. AVVISO – Abbiamo ricevuto, fra i commenti, una richiesta di farci da tramite per contattare una persona. Chiediamo a chi ci rivolge questa richiesta, che si è scordato di indicare la sua mail, di scriverci all’indirizzo info@il9marzo.it

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  10. La cisl è morta con l’arrivo di bonanni, questa è una lenta agonia, la casa di vetro è una prigione per le donne e gli uomini liberi. Uscire da questa sindacato è l’unica soluzione per togliere ossigeno economico.

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    1. Con rispetto, la Cisl non è morta con Bonanni ma per quella malattia che si porta addosso dagli anni di Marini e Dantoni.
      Purtroppo già allora troppi silenzi di gente in carriera o intenta a coltivare tartufi salvo pochi eroi uccisi anche ieri davanti alla distrazione di molti che borbottavano soltanto nei ristoranti ma zitti negli organismi. oggi condanniamo il male troppo in ritardo e per lo più dietro l’anonimato che proprio perchè soffiato col silenziatore non fa impressione a queste panze di marmo.
      Non dimentichiamo che la signora vetri puliti fu cooptata in carriera proprio negli anni del Saladino. Pezzotta fu una breve parentesi annullata dallo stesso Saladino e dal suo mentore, il marsicano. non gli tornavano i conti perchè i bergamaschi (salvo alcuni) sono gente seria e con loro non si fanno affari sotto banco. Poi tornammo a Bomba e la malattia riprese il suo corso fatale. Resto convinto come molti che occorre spalmare sui muri calce viva come nei giorni della peste : fondare un altro sindacato perchè questa Cisl è talmente marcia che produce soltanto vermi. Ditemi dove versare la mia quota di operaio perchè dalla Fai odierna mi sono cancellato dal 1 settembre 2016.

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