L’ordine non regna a Padova

Nel 1831, dopo una delle molte invasioni subite dalla Polonia questa volta ad opera dei russi, un ministro francese descriveva la situazione con le parole divenute proverbiali “l’ordine regna a Varsavia”. Dove l’ordine che regnava era la sopraffazione dei più forti sui più deboli.

Se fosse chiamata oggi a dire che situazione c’è a Padova, dove è stata inviata come reggente, ben difficilmente Giovannona Ventura potrebbe usare le stesse parole. E così tutti i commissari della Fnp, a livello regionale e interprovinciale. Insomma, a Padova qualche fuoco sembra ardere ancora sotto le ceneri. E non tutte le resistenze sembrano essere state domate dalle forze di occupazione mandate da Roma e dalle truppe collaborazioniste locali.

L’ultima testimonianza viene dal commento che ci ha mandato Giancarlo Rigato, e che si aggiunge alla Richiesta di chiarimento firmata Ubaldo Melchiotti. Voci e proteste firmate con nomi e cognomi, contro lo svolgimento farsesco di congressi che non sono momenti di decisione democratica dal basso, ma di esecuzione degli ordini dall’alto. Uno schema inaugurato con il commissariamento della Fai, deliberato dopo che il congresso aveva votato in modo difforme dalla volontà di Via Po 21.

Solo che mentre la Fai si è dissolta accettando il commissariamento, ed oggi non conta più nulla nella Cisl né nei rapporti con Flai-Cgil e Uila-Uil, nella Fnp e a Padova sembra che ci sia voglia di far sentire la propria voce.

Insomma, a Padova non regna ancora la pace imposta dagli invasori arrivati da Roma col supporto dei collaborazionisti locali.

 

 

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Un Commento - Scrivi un commento

  1. Anonimo in salsa piccante · Edit

    Gli invasori hanno campo libero perché stanno rimanendo da soli. A loro non importa difendere i lavoratori, ma difendere se stessi. Bisogna far sapere agli ignari iscritti, che ancora credono ai vecchi valori della Cis che non è più quella. Sarebbe opportuno che questo messaggio passasse sui media e nei social. Diffondete questo messaggio

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