Uomo del Sessantotto

Pier Paolo Baretta (Venezia, 29 giugno 1949) è un sindacalista e politico italiano, è stato Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze sotto il Ministro Fabrizio Saccomanni nel Governo Letta, confermato sotto il ministro Pier Carlo Padoan nel Governo Renzi.

(da Wikipedia, l’enciclopedia libera)

A questi e ad altri titoli, Baretta potrebbe aggiungere presto quello di vice presidente dell’Enpaia, che non darebbe nulla di più al prestigio del suo curriculum. Ma evidentemente lui di quel posto ne ha bisogno per qualche motivo; oppure di lui in quel posto ne ha bisogno chi ce lo mette. Cioè la signora Annamaria “lacislèunacasadivetro” Furlan.

Perché sarà anche vero quello che ci scrivono alcuni commentatori, e cioè che la Fai attuale non ha persone all’altezza dell’ìncarico e allora meglio metterci un Baretta che un bischero, ma il problema, come si diceva nel Sessantotto è politico: se quel posto lo occupa uno del settore, farà – o potrebbe fare – gli interessi del settore (perché di interessi in gioco in questi incarichi ce ne sono tanti…). Se invece ci va un messo di Via Po 21, farà gli interessi di Via Po 21. E non intendiamo dire gli interessi dei lavoratori rappresentati dalla Cisl come confederazione, intendiamo dire proprio gli interessi delle signore e dei signori del palazzo (e di qualcuno che pensa di spostarcisi presto…)

Insomma, se la Fai esistesse, dovrebbe ribellarsi e dire: un bischero qualsiasi purché dei nostri è comunque meglio del competentissimo onorevole Baretta.

C’è poi una questione che riguarda la persona di Baretta; e ricordiamo che “il personale –  come si diceva sempre nel Sessantotto – è politico”.

Parliamo di un uomo che ha compiuto sessantanove anni a giugno, e che con l’anno che viene raggiungerà i settanta. Un uomo che fino a pochi mesi fa era sottosegretario all’economia, incarico che ha ricoperto per cinque anni, in tre diversi governi (Letta, Renzi e Gentiloni). Un uomo che negli ultimi dieci anni è stato membro della Camera dei deputati, dove era stato eletto nel 2008, quando si era dimesso da segretario generale aggiunto della Cisl, incarico che aveva ricoperto dal 2006, dopo otto anni da segretario confederale ed una precedente esperienza da segretario generale della Fim …

Risalendo indietro nel tempo e negli incarichi, si arriva fino a quando, sui banchi della scuola, Baretta aveva fatto il Sessantotto. Cioè aveva partecipato a quella rivolta generazionale dei giovani nati subito dopo la guerra che chiedevano spazio ad un mondo vecchio e bloccato.

Ecco, caro Baretta, per coerenza col punto da cui sei partito per arrivare ad essere l’ottimo dirigente che sei, ricordati di quando ce l’avevi con i vecchi inamovibili e chiedevi loro di far largo ai giovani.

E comportati di conseguenza.

(Anche perché. perdonaci il consiglio, a non confonderti con la gente che gira a Via Po 21 di questi tempi eviti di gettare un’inutile ombra ex post sulla tua bella storia sindacale).

 

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Io penso che Baretta come rimedio sia peggiore del male leggasi Furlan Bonfanti proprio per la sua gavetta da sessantottino quelo che fa lo fa con scienza e coscienza a differenza degli altri due che di scienza e coscienza non ne hanno mai avuta e lo prova la loro carriera che li consegneraà alla storia della cisl come affossatori

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  2. Un commento ( 17°) a “il posto enpaia” si concludeva con la convinzione che nessun sedicente dirigente in fai sarebbe in grado di esercitare un controllo sul ruolo che potrebbe avere Baretta all’enpaia. Prendo atto con soddisfazione che questo sito è in grado di sindacare e denunciare, se necessario, eventuali iniziative perniciose a danno degli impiegati assicurati, ma anche di esaltare decisioni in linea con le politiche individuate nel 1996 quando la Fisba guidò la riforma dell’Enpaia tracciando linee di garanzia per gli assicurati all’importante Ente costituendolo punto di incontro di tutte le componenti economiche dell’agricoltura.

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  3. Mi sono perso, prima si parla di vice presidente adesso di vice direttore, almeno per come si scrive sull’articolo dell’amministratore, quindi salta o non salta la Buonaguro? Io sono per farla saltare, rappresenta se stessa, incapace di contrattare al tavolo dei lavoratori figuriamoci al tavolone Enpaia!!! Per la cisl e per i lavoratori agricoli, anche se Baretta viene da altre esperienze, sempre meglio che la inutile quota rosa della Fai!!! Comunque serve dire che tutta la confederazione ormai è fatta da mediocri usurpatori di posti altrui. Meditate gente, meditate per evitare la disfatta totale della Cisl!!

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    1. Chiediamo scusa per il refuso, che ora abbiamo corretto. Pier Paolo Baretta, a quanto ci risulta da più parti, era candidato a fare il direttore generale dell’Enpaia in una trattativa che era stata avocata a sé da Via Po 21, al livello più alto, con le altre organizzazioni, sindacali e datoriali, rappresentante nell’Enpaia. Non essendo riuscita a ottenerne la nomina, Via Po 21 ha lasciato che il posto di vice presidente andasse ad una dirigente della Fai, la più disponibile a dimettersi quando sarà il momento per far posto a Baretta. Raffaella Bonaguro potrebbe saltare stasera o potrebbe durare per tutto il mandato, questo dipenderà dalla volontà di Via Po 21.

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  4. MA VI RENDETE CONTO CHE L’UNICA ATTIVITA’ CHE VIENE SVOLTA OGGI DALLA CISL è SOLO LA PURA GESTIONE DEL POTERE OVVERO DEGLI INTERESSI DELLA IENA RIDENS , IL GENERALE CHE FA BENEFICIENZA , LO STRADINO CHE LEGGE I DISCORSI PREPARATEGLI PER FARGLI FARE DELLE FIGURE ADEGUATE E BASTEVOLI A NON FARLE MONTARE LA TESTA E AVANTI DI QUESTO PASSO.oVVIAMENTE SE L’ESEMPIO E’ QUESTO NEI TERRITORI ACCADE COME MINIMPO LA STESSA COSAUNA DOMANDINA SEMPLICE SEMPLICE MA DEGLI ISCRITTI AMMESSO CHE CE NE SIANO ANCORA RIMASTI CHI E COME SE NE OCCUPA?
    hA ANCORA SENSO TENERE APERTE SEDI CHE SE VA BENE SONO APERTE E FREQUENTATE PER POCHE ORE AL GIONO E PER POCHI GIORNI LA SETTIMANA (2-3)?
    QUALCUNO SI E’ MAI CHIESTO QUAL’E’ IL RAPPORTO COSTO BENEFICI DELL’IMPRESA?

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  5. Certo che considerato l’aborto della precedente direzione generale targata cisl, ci voleva un bel coraggio a rivendicarla ancora. Non c’è più dignità. E poi, vista la conclusione, l’ aver avocato a sé la trattativa da parte della confederazione dimostra che via po non riesce a portare a casa i risultati che storicamente venivano raggiunti dalla federazione. Ma si accontentano di aver messo le mani su un portafoglio che non era loro. E’ politicamente l’ennesima sconfitta, hanno rottamato la vecchia auto per sostituirla con una che va peggio.

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  6. Baretta uno di loro. Del resto ha sempre sistemato anche i suoi fedelissimi. Vedi Biondo uscito dalla Usr e poi finito in un fondo e poi a fare il suo segretario..insomma..davanti al potere retribuito nessuno si tira indietro. farei la conta di quanto avuti incarichi sindacali sono tornati al lavoro o alla vita privata magari facendo largo ad una nuova generazione e non solo anagrafica

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  7. ENPAIA : oggi inizia l’era Coldiretti grazie alle complici spartizioni tra Uila Confagricoltura e quella sedicente Casa di vetro sita al numero 21 di via Po.
    Il nostro uomo a viale Beethoven è persona di alto profilo formatosi più che al Centro Studi di Firenze alla facoltà di sociologia di Trento dove pare non prese alcuna laurea ma si sa…importante è partecipare. E poi vuoi mettere Trento negli anni settanta… Ora metterà la sua indubbia esperienza al servizio degli interessi di quelli che lo hanno inviato. Degli impiegati agricoli e dei consorzi di bonifica lui non sa nulla anzi da buon metalmeccanico credo abbia sempre pensato che l’agricoltura fosse un settore dal quale l’uomo deve emanciparsi. In tutta questa tessitura la figura migliore l’ha fatta la nostra signorina Bonaguro: nella Italia in cui nessuno rinuncia a niente lei con eroismo degno di una martire è salita sul patibolo cantando Guapparìa.

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