Carmine Santese

Chi è un vero sindacalista ama la giustizia. E soffre per l’ingiustizia.

Carmine Santese è stato un sindacalista. Non uno che ha fatto discorsi da sindacalista ma uno che ha vissuto e operato così, e senza quella retorica che tante volte è un indizio di insincerità.

Siccome era una persona così ha sofferto in modo particolare per l’ingiustizia con la quale è stato trattato dentro a quella che per molti aspetti era stata una casa per lui, che veniva da una generazione per la quale dire “sono della Fisba” non voleva dire solo il nome di chi ti dava lo stipendio, ma neppure voleva dire solo una posizione politica particolare dentro alla Cisl. Voleva dire un modo di essere sindacalista del quale poter essere legittimamente orgogliosi.

Per gente così non c’era più spazio in una Fai che non ha più il senso della propria missione. Ed è per questo che la sua morte è una notizia doppiamente triste.

Anche se ci apre alla speranza, per lui e per noi, che questa notizia triste ci sia arrivata di domenica. Il giorno della Risurrezione.

Con questa speranza abbracciamo la sua famiglia, che ha condiviso con lui il Calvario di questi ultimi mesi.

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15 Commenti - Scrivi un commento

  1. Fabrizio Colonna · Edit

    Un grande uomo, un grande sindacalista, un’eroe dei tempi passati!!! Piango e prego per Te caro amico di tante battaglie ma sopratutto amico eroe dell’ultima…notte!!! Fabrizio Colonna

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  2. Che brutta notizia, amici del 9marzo e tutti quelli che vivono in…Montagna o nelle
    Catacombe !
    Non avrei mai voluto apprendere una notizia tanto triste. Sapevo che CARMINE stava male ma qui le notizie vengono ogni giorno censurate dal KGB e dalla polizia nera del clericalismo nero.
    Carmine Santese : un caro amico e un uomo mite ucciso dal boia Saint Just. Certo che in confronto a lui quelli di adesso nel regionale campania e la muta donnetta assunta da Napoli alla corte di via Tevere niente di niente.
    Hanno sostituito l’argento con vili lattine di gazzosa ma ai grandi bugiardi di via Po piace così. Purchè acefali e senza spina dorsale vanno tutti bene nel grande pollaio infetto di aviaria e tbc.
    Caro Carmine, non dolerti di appartenere al martirologio del Terrore. Pur ancora esuli in terra molti di noi vi appartengono ma credimi è un grande onore come fu onore aver condiviso con te una bella e sincera amicizia. Questa non morirà.
    Riposa in pace.

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  3. Con Mimi’ Santese abbiamo perso un Amico, un bravo Sindacalista, una Persona perbene. Anche a lui è toccata ingiustamente e inaspettatamente la gogna voluta da un manipolo di dirigenti malati, assetati di soldi e di potere, che vuole trasformare la CISL in un comitato di affari. Negli ultimi colloqui avevo promesso a Mimi’ che Gli avrei restituito la dignità di Sindavalista che forzatamente Gli è stata sottratta. Lo avevo promesso anche a me stessa e io mantengo sempre i miei impegni. La battaglia continua, anzi è solo all’inizio. Dovremo fare insieme uno sforzo per riportare la CISL nell’alveo della correttezza, del buon senso e della legalità.

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    1. Brava e grazie Lina ! Hai ben detto : Carmine era una persona semplice e buona. Niente a vedere coi grandi leader che oggi trionfano in via Tevere e in via Po. Noi che restiamo nelle catacombe vedremo con gioia il giorno in cui tornerà a vincere la verità dopo tante falsità e prepotenze. Preghiamo per la pace di Carmine : il Dio dei giusti gli darà certo il dovuto risarcimento dopo tanta sofferenza morale e fisica. La cosa più vergognosa di queste ore è il messaggio arido e burocratico diffuso dal segretario regionale Fai della Campania. L’ipocrisia si sposa sempre con la viltà.

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  4. Che brutta notizia… Sono affranto, non sapevo della sua malattia. Gli ero veramente amico. Un forte abbraccio alla famiglia. Antonio Chiesa

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  5. A Carmine devo tanto, il mio lavoro e l’esperienza nel sindacato. Un percorso, quest’ultimo, che si è affievolito quando si è interrotto il suo. Forse La gratitudine, il rispetto e la stima che mi legavano a lui sono state interpretate come condivisione di una presa di posizione. Non lo so. So solo di non essere mai venuta meno a quello che è lo spirito del sindacato o, almeno, di quello che dovrebbe essere e Carmine in questo mi è stato da maestro. Uomo e sindacalista di spessore, che ha subito le conseguenze non per le “leggerezze” che ha commesso quanto piuttosto per il coraggio di esporsi. Un valore di pochi a cui la FAI non avrebbe mai dovuto rinunciare. Ma il sindacato è cambiato e forse non c’è più posto per persone così.
    R.I.P. Carmine … ora puoi

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  6. Quanti rimpianti, quanti bei ricordi. Mi emoziona di piu’ quello di Lina Lucci su Santese. Forse ha dimenticato quando l’ha cacciato letteralmente dal 4° piano di via medina , ed ora fa solo elogi per la circostanza. Vorrei far capire a quanti ci leggono che poter valutare in modo obiettivo il tutto bisogna aver avuto la fortuna di lavorare con Lei. Mi permetto osservare che la Lucci ha scambiato la CISL con la cgil. Chiedetele se conosce la differenza.

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    1. Giovanni Graziani · Edit

      Premetto che faccio fatica a intervenire in questa polemica perché ieri ho partecipato, mi si perdoni la contraddizione in termini, ad un bel funerale, con una comunità che si è stretta attorno ad una bellissima famiglia piegata da dolore ma capace di viverlo nella speranza cristiana. Un funerale senza inutili rancori che appesantiscono l’anima, un momento spirituale non rivolto alle piccinerie del passato ma aperto all’eternità.
      Siccome però si fanno nomi e cognomi relativamente alle vicende che hanno colpito Carmine dentro alla Cisl, sarebbe disonesto fare questo o quel nome e tacere quello di Luigi Sbarra. Cioè del responsabile di tutte le porcherie che Carmine Santese ha dovuto subire dalla Cisl negli ultimi anni di vita.
      Altri nomi che avrei voglia di fare non li faccio, perché si è trattato solo di esecutori di ordini. Fra i quali c’è stato chi non poteva fare diversamente, chi non è stato capace di fare diversamente, e chi invece è stato complice volenteroso del mandante delle porcherie subite da Carmine. E c’è stato chi si è riconciliato con Carmine, chi non ne avuto tempo e modo, e altri ancora. Mettere tutti nello stesso mazzo assieme al signore di cui sopra non sarebbe giusto.
      Dico queste cose solo per un dovere di testimonianza e chiedendo scusa alla sua famiglia, che ha il diritto di non voltarsi più indietro a guardare queste miserie, ad andare avanti seguendo le orme di questo uomo che è stato, ed è ancora, un grande papà e un grande marito. E che è stato, aggiungo io, un bravo sindacalista, degno erede della tradizione dei Gallo e degli altri che avevano fatto grande la Fisba in provincia di Salerno.
      Giovanni Graziani

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  7. Hai ragione , condivido pienamente quello che hai scritto e mi scuso. La mia inc……ra è dettata dalla rabbia che ho dentro.Grazie Giovanni

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  8. Ieri mattina è stata commovente la grande dignità e testimonianza di tutta la famiglia Santese, la moglie e i tre splendidi figli.
    C’ero anch’io e non avrei saputo scrivere meglio quello che avevo nel cuore.
    Grazie Giovanni di questo contributo chiarificatore, assolutamente necessario, che condivido pienamente perché DESCRIVE QUANTO è ACCADUTO, non solo ieri, senza infingimenti i fatti.
    Proprio i fatti, cioè la realtà con cui ci si deve confrontare, ogni istante della propria vita, appunto senza infingimenti.
    La lotta politica ci sta è nel DNA di una associazione sindacale ed il sale per il confronto per la dialettica interna per la crescita personale e della stessa associazione, nonché generatrice di proposte per migliorare le condizioni di chi si tenta di rappresentare e delle stesse relazioni associative.
    Ma quando questa travalica il confine in una lotta all’uomo, alla persona e conseguentemente alla sua famiglia, assume i connotati di pura cattiveria disumana.
    Carmine ne è stato un esempio.
    Non ci si accontenta più di vincere, usando il potere anche con metodi fortemente discutibili, si vuole colpire la persona per far capire a tutti gli altri cosa gli può accadere.
    Questo non è frutto di immaginazione è dimostrato dalla intensa moltiplicazione di casi negli ultimi quattro anni in tutta Italia in casa Cisl.
    Altro che riferimento alla dottrina sociale della Chiesa.
    Questo anche perché non si vuole più fare memoria dimenticando che senza memoria non c’è futuro.
    Maurizio Ori

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  9. Quando i peones delle categorie, dell’INAS e dei CAF, della periferia che con il loro lavoro quotidiano di front-office con gli associati ed i lavoratori sorreggono tutta la Cisl nonostante le scelte ed il comportamento dei capi pro-tempore diventati permanenti, si stancheranno definitivamente di essere usati salterà il banco del centralismo democratico cislino

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  10. giampiero bianchi · Edit

    Non c’ero al funerale di Santese e mi sento in colpa, ma ieri mattina ho fatto la comunione per lui. La famiglia ha perso un padre e un marito eccezionale ma io ho perso un amico vero che mi è stato vicino nei difficili, comuni, recenti, momenti bui. i lavoratori agricoli di Salerno e la tanta gente che ha aiutato hanno perso un leader naturale e un sindacalista di razza. Dobbiamo esser tutti fieri di lui. Quanto alla Giustizia, che non è di questo mondo, ci penserà Carmine a dire tutto al Buon Dio che, del resto, sa già ogni cosa, perfettamente. Addio Carmine

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  11. Non ero presente fisicamente all’ultimo saluto di Carmine ma lo ero con il cuore. Non ero presente fisicamente perché anche a me sono toccate le “cattiverie”, le mortificazioni, le emarginazioni, le esclusioni, il licenziamento. Non ero presente perché oggi sono diverso, anche in termini di coraggio, anche nell’affrontare un viaggio per omaggiare un amico come Carmine. La cisl e la fai sono state la mia casa per tanti anni, lo saranno non più nel quotidiano ma nel cuore, fino alla morte. Ma non potrò mai dimenticare le cattiverie le strumentalizzazioni che mi sono capitate. Prometto a Carmine, quando avrò la forza e il coraggio di affrontare un viaggio, anche dal punto di vista economico, di andarlo a trovare alla sua ultima dimora.

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