Un commissariamento annunciato, eppure frettoloso

De Franceschi

 

La notizia di oggi è … un altro commissariamento. Praticamente non è neanche una notizia, sia perché dei commissariamenti si è perso il conto a partire da quello della Fai, sia perché non ci voleva un genio per capire che la Fnp di Padova-Rovigo era un birillo rimasto in piedi solo fino all’arrivo della prossima palla da bowling, dopo che erano già state buttate giù l’Unione territoriale e la Federazione regionale dei pensionati.

Il colpo, insomma, era previsto da tempo, ed era chiaro che a Rovigo c’era chi piantava grane per conto di Roma per preparare l’intervento “pacificatore”.

Il fatto è che il Veneto è la regione più difficile da controllare per la Cisl del tandem signora Anna Maria-dottor Sbarra dell’Anas, e non solo perché era la regione di Fausto Scandola. Una regione dove Onofrio Rota, mandato come proconsole, è stato fatto rientrare in fretta alla Fai (che tanto ormai non morde più neanche se le tolgono la museruola), e direttamente da Via Po 21 è arrivata in zona Giovannona Ventura.

Ma per essere sicuri di controllare il Veneto bisogna controllare la Fnp del Veneto, e bisogna controllare l’Unione territoriale Padova-Rovigo. E allora la Fnp di Padova-Rovigo era nel mirino da tutti e due i lati. Per questo era cominciata da tempo la tarantella delle ispezioni e del tentativo di raccontare la storia di una struttura spaccata e ingovernabile. Ma senza cavare un ragno dal buco.

Arrivati a pochi giorni dall’inizio delle assemblee per il congresso straordinario della Fnp regionale non c’era però più tempo da perdere. Ed è stato annunciato in fretta e furia il commissariamento che cambia le carte in tavola di una partita già cominciata.

La fretta però potrebbe non essere stata buona consigliera: il segretario Tarcisio De Franceschi ha detto al Mattino di Padova di una lettera da Roma che “non ha alcuna delle motivazioni previste dallo statuto”, aggiungendo che non sarebbero state rispettate “le modalità statutarie previste”.

Nulla di nuovo, perché il rispetto delle procedure non è mai stato il punto forte nei palazzi di Via Po. Ma il fatto che lo sottolinei potrebbe voler dire che c’è voglia di dare battaglia.

Intanto, come documentazione, offriamo ai nostri lettori il testo della relazione di De Francisci al Consiglio generale del 21 settembre scorso.

Un testo che termina con un richiamo alla dignità che ci piace sottolineare

Consiglio Generale 21.9.2018
Relazione del segretario generale Tarcisio De Franceschi

Care Amiche e cari Amici, “RIPARTIAMO” era il titolo che avevo dato alla relazione del 7.2.2018 – perché di questo avevamo e abbiamo bisogno.

Nella breve relazione mi limiterò alla mera registrazione dei fatti che si sono susseguiti dopo il Consiglio Generale 7 febbraio 2018.

Molte delle cose le tralascio in quanto sono contenute nella lettera inviata a tutto il Consiglio Generale il 13 ottobre 2017 con relativi allegati.

In questi mesi sono stati esperiti molti tentativi da parte del Commissario della Fnp del Veneto Loreno Coli per ricercare di ripristinare il dialogo con una parte del Consiglio Generale che non ha più partecipato alle riunioni dell’Esecutivo e del Consiglio Generale (l’ultima partecipazione risale allo scorso febbraio in occasione del Consiglio Generale).

Il Commissario si è trovato a più riprese di fronte alla mancata partecipazione da parte dei Coordinatori RLS di Rovigo agli incontri con i Coordinatori RLS di Padova, senza la Segreteria, nonostante la presenza fosse stata assicurata al Commissario dagli RLS di Rovigo. Se non c’è partecipazione e confronto come si superano i problemi?

Ho provveduto in accordo con l’Esecutivo dopo i chiarimenti ottenuti sulla questione della nomina dei Coordinatori RLS a convocare i Coordinamenti medesimi di Adria, Rovigo e Rosolina per concordare i nominativi da sottoporre alla nomina da parte del Consiglio Generale, riunioni risultate deserte a Rovigo e Adria; solo quella di Rosolina è andata a buon fine. Ricordo che in mancanza di nomina la Segreteria con apposita delibera ha assunto provvisoriamente il coordinamento delle RLS sprovviste di Coordinatore.

Sarà cura di questa segreteria a provvedere nel prossimo Consiglio Generale, dopo aver esperito ancora una volta la convocazione dei coordinamenti RLS per l’individuazione dei Coordinatori di Rovigo e Adria, a proporre come Coordinatori RLS le persone che già si sono rese disponibili ad assumere l’incarico. Completeremo anche la nomina degli eventuali Coordinatori RLS mancanti.

Come Segreteria abbiamo convocato a gennaio scorso una riunione con i Coordinatori RLS di Rovigo per uno scambio di valutazioni: anche questa è risultata deserta.

Per quanto riguarda la situazione degli iscritti faccio notare i seguenti dati da gennaio ad agosto 2018: Padova deceduti 1.026, nuovi iscritti 1.042; Rovigo deceduti 413 nuovi iscritti 319. Le revoche rimangano nello standard: Padova 486, Rovigo 122. È importante notare che, per quanto riguarda gli introiti derivanti dal tesseramento gli importi complessivi non sono in diminuzione.

Abbiamo avuta un’ispezione amministrativa come di regola prevede la Federazione nazionale periodicamente, ma non abbiamo ancora ricevuto il verbale relativo all’esito dell’ispezione.

Con lettera del 6.7.2018 e con nota integrativa del 11.7.2018 è stato prodotto da alcuni colleghi di Rovigo un ulteriore ricorso al Collegio dei Probiviri, ricorso al quale ho provveduto a redigere e inviare memoria di costituzione. Il ricorso dei ricorrenti si basa, a loro dire, sulle mancate dimissioni del collega di segreteria Giovanni Santin da coordinatore RLS di Rosolina all’indomani della sua elezione in segreteria territoriale. Il collega non doveva rassegnare le dimissioni da alcunché, ma solo esercitare l’opzione che peraltro ha redatto e fatto pervenire nei termini come da documentazione inviata nella memoria al Collegio dei Probiviri. È fatto di inaudita gravità e non rispondente a verità l’insinuazione da parte dei ricorrenti che Santin avrebbe percepito la doppia indennità sia come Coordinatore RLS che come componente della Segreteria territoriale.

Un altro fatto di estrema gravità è stata la richiesta di rimborsi non giustificati e non dovuti dichiarando palesemente il falso per ottenerli. Su questo faccio riserva di iniziative ulteriori per difendere la dignità della Federazione. Sono sconfortato.

Spiace segnalare un altro esempio: il rifiuto di sottoscrivere i contratti di collaborazione ”non firmiamo nulla finché c’è questo Segretario Generale.” Però, finora è sempre andato bene riconoscere il Segretario Generale per le remunerazioni. Del fatto è stato reso edotto il Commissario Coli, attendiamo una decisione in merito che potrebbe anche essere la revoca degli incarichi. Che tristezza, non serbo rancore, ma delusione. Non sono questi i comportamenti richiamati dai valori della Cisl.

Agli amici colleghi di Rovigo dico che è sempre valido il proverbio africano che recita: «Se una cosa la vuoi, una strada la trovi. Se una cosa non la vuoi, una scusa la trovi.»

Come vogliamo interpretare il 4° comma dell’art. 5 dello Statuto FNP che recita “ogni iscritto ha il dovere di essere coerente, con i valori richiamati nel presente Statuto, ad operare nell’attività sindacale nel rispetto delle decisioni assunte dagli organi statutari ed a partecipare all’attività sindacale”? Partecipare è la parola cardine.

Come interpretiamo e che valore diamo al Codice Etico, agli Statuti ed ai Regolamenti?

Giulio Pastore, Mario Romani e non da ultimo Don Milani ci hanno lasciato un’eredità di valori che spesso vediamo non rispettati e/o annoverati nel dimenticatoio del pensiero contemporaneo del “moderno” sindacalista.

In questi mesi non siamo rimasti fermi: nonostante le turbolenze abbiamo affrontato la campagna fiscale con ammirevole impegno, e qui rivolgo un sentito grazie a tutti voi, un impegno che ci è stato riconosciuto anche dalla Reggente Ust Cisl Giovanna Ventura.

Abbiamo strutturato nel percorso della nostra attività nel territorio i piani di lavoro nelle RLS da monitorare costantemente. Dispiace constatare che da Rovigo è pervenuto solo un piano di lavoro. I piani di lavoro servono a predisporre progetti di presenza fattiva sul territorio utilizzando le tabelle che riproduciamo di anno in anno sull’andamento degli iscritti in ogni comune e RLS. In altre parole: servizi sì, ma anche ritornare a fare sindacato tra la nostra gente.

Con un lavoro iniziato con il mio predecessore e portato a compimento recentemente, sono stati strutturati i centri di costo: entrate-uscite in ogni RLS (costo collaboratori, sedi, recapiti) mediante una puntuale imputazione dei costi. Di tutto questo devo ringraziare in modo particolare Michela e Paola che mi hanno supportato e sopportato nelle richieste pressanti che facevo di continuo per arrivare ad un risultato che ora dovrà essere tenuto aggiornato di anno in anno e portato a conoscenza dell’Esecutivo per le valutazioni di merito. Per i componenti del Consiglio Generale il lavoro è a disposizione per la visione in sede compatibilmente con le disponibilità dei collaboratori. Se l’Esecutivo lo riterrà opportuno potrà essere presentato e illustrato in ogni RLS. Come potete constatare, la trasparenza è assoluta e il Bilancio della struttura è in salute.

Come ci eravamo proposti da tempo, abbiamo provveduto ad assumere per un anno a tempo determinato tre persone a part time: due a venti ore e uno a 16 ore settimanali. Due di queste sono state messe in comando all’INAS di Padova dove potranno in questo anno acquisire la professionalità necessaria per intraprendere una presenza qualificata nei recapiti Fnp. Una persona verrà messa in comando a Rovigo e andrà ad aggiungersi ad analogo part time già operativo da alcuni anni. Sempre più in futuro sarà questo l’orientamento da assumere per garantire una presenza qualificata nelle sedi e recapiti tenuto conto dell’innalzamento dell’età pensionabile che preclude il reperimento di disponibilità di soggetti giovani pensionati.

Andare oltre

Come ho avuto modo di citare nel Consiglio Generale 18/12/2017, stiamo vivendo tutti noi un momento particolare come Fnp nel nostro territorio. Tiriamo una riga, consapevoli di aver commesso tutti degli errori; non misuriamo le colpe degli uni e degli altri: semplicemente, come ho detto all’inizio, ripartiamo. Nulla è immutabile anche nelle scelte degli uomini.

L’unico interesse che dobbiamo perseguire è di essere ricordati per aver lavorato, guidato e servito bene la nostra Fnp durante lo svolgimento dell’incarico. Se avremo svolto bene il nostro lavoro al servizio dei più deboli, potremo ritenerci soddisfatti e un giorno non lontano prepararci per lasciare il posto ad altri.
Con il Segretario Generale Ermenegildo Bonfanti, che ringrazio, ho avuto frequenti contatti negli ultimi mesi, ci siamo scambiati delle idee per superare l’impasse. “Non so più cosa fare” mi disse, “le abbiamo provate tutte”, non ultimo il tentativo estremo fatto dal Commissario Loreno Coli che chiedo a lui se ritiene di divulgare.

Vedete amici, è la storia che si ripete sin dal 2013, con il commissariamento della UST Cisl di Padova Rovigo nelle turbolenze del Congresso di fusione seguita nel marzo di quest’anno dalle dimissioni del segretario generale Ust e la nomina di un Reggente.

A luglio dello scorso anno il problema per i colleghi di Rovigo sembrava l’allora segretario generale Fnp del Veneto Luigi Bombieri. A novembre il problema era diventato il collega di Segreteria Giovanni Santin (“Fallo dimettere perché non ci rappresenta e poi ne parliamo” e io rispondevo “Proponetemi un’alternativa e poi ne parliamo”). Ora da tempo il problema sembra il Segretario Generale. Bene, io non voglio essere di ostacolo alla vita della Federazione.

Sono disponibile a fare un passo indietro se questo serve a ripristinare il dialogo nel territorio per il bene della FNP, mediante un progetto di impegno e condivisione tra gli attori che rivestono a tutti i livelli la responsabilità della nostra Federazione. Progetto che comprenda una nuova squadra coesa, un percorso unitario con la volontà di operare per il bene della nostra Federazione e non per obiettivi meramente personali.

Potremmo ipotizzare un gruppo di lavoro formato da un numero uguale di componenti di Padova e Rovigo, che con l’aiuto della Fnp del Veneto e della Segreteria Nazionale, individuino il nuovo gruppo dirigente della nostra Federazione territoriale. Ora non ci dovranno essere più alibi per nessuno.

Come diceva Martin Luther King “può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.

Termino con queste parole che amo ripetere sempre a me stesso.

Sapere quando andar via è SAGGEZZA.

Essere in grado di farlo è CORAGGIO.

Andare via a TESTA ALTA, è DIGNITÀ.

E sulla mia dignità e onorabilità non transigo.

Grazie.

 

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12 Commenti - Scrivi un commento

  1. Tarcisio, non ti conosco di persona eppure, perdonami la presunzione ma: la citazione finale di di Luter King e gli imperativi che hanno guidato la tua vita: saggezza, coraggio, testa alta e dignità mi affratellano come lo erano i CISLINI della prima ora. Ti ringrazio della testimonianza perchè, dopo Fausto avevo perso la speranza di trovarne ancora qualcuno in questa cloaca piena di famelici abitanti. Per dirla alla Totò non prendertela con queste nullità “noi siamo seri apparteniamo ad un altra genìa” anzi quasi t’invidio perchè questi quaquarquà sono talmente nulli che manco si accorgono di farti diventare (con la loro inettitudine e brama di potere e vendetta) un ero tuo mal gradoe come Fausto.
    l’innominato

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  2. PERSI IN 10 ANNI 2.400 EURO DI REDDITO PROCAPITE
    Il reddito pro capite degli italiani è calato dell’8,4% dal 2007 al 2017, in pratica 2.400 euro a testa, attestandosi sotto la media europea.
    Peggio di noi hanno fatto Cipro (-8,6%) e Grecia (-23,3%), mentre si sono verificati degli aumenti in altri Stati come +1,2% in Portogallo, +2,9% in Francia, +3,2% nel Regno Unito, +10,6% in Germania e addirittura +36,9% in Irlanda.
    Nel 2017 il reddito pro capite degli italiani (26.300 euro) è superiore a quello degli spagnoli (24.500 euro), dei greci e dei portoghesi (17.400 euro) ma resta inferiore a quello della maggior parte dei Paesi europei: Lussemburgo (81.800 euro), Irlanda (56.400 euro), Danimarca (46.500 euro), Svezia (43.000 euro), Paesi Bassi (40.700 euro), Austria (37.100 euro), Finlandia (35.700 euro) e Germania (35.500), Belgio (34.900 euro), Francia (32.300 euro) e Regno Unito (32.100 euro).
    Nel frattempo i superpagati megadirigenti dell cisl ben individuati e segnalati al pubblico ludibrio dal prootomartire Fausto Scandola giocavano e giocano a fare la guerra ai pochi supertiti onesti e vecchi SIGNOR SINDACALISTI CHE PER TENERE ALTA LA BANDIERA DEI VALORI FONDANTI DELLA CISL PREFERISCONO SPEZZARSI MA NON PIEGARSI ANCHE DI FRONTE AD UNA ARMATA BRANCALEONE GUIDATA gi da un generale senza stellette e uno con
    UNA BURBA

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  3. Povero De Franceschi non ha saputo mettere in pratica le azioni che propone a tutti noi comr riflessione nelle ultime righe della sua relazione, sopratutto quelle sulla saggezza……

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  4. Qui in via Tevere quelli che pensavano il peggio del Kommissario verificano quanto è vero il detto che al peggio non c’è mai fine. come sempre accade con le rivoluzioni farlocche si è insediato un tribunale speciale o se volete la incappucciata Inquisizione.
    Quando si dice la perfidia di certi baciapile, sedicenti uomini devoti ma con la stessa cattiva coscienza di una chiesa curiale e farisaica !.. Furono residui di carta straccia, oggi dettano legge con mano morta al servizio di chi li usa come strofinacci ma si sentono bandiere. E il Tarantella, detto “predica lagna”, cinguetta a comando di donna vipera e del suo pifferaio.
    Aveva ragione chi avvertiva essere il trevigiano scalatore di erte pareti al costo mai sazio di dignità svilita. Ma c’è sempre per tutti una pena del contrappasso. Quella sua è dipendere da donnette dimentiche della propria pretesa dignità, gareggianti in viltà con zombi che mai si accorsero
    di essere vivi.
    Non più via Tevere dunque ma Rue des tricoteuses…

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  5. A quanto arguisco (non conosco bene la situazione del Veneto o della FNP di quella regione), per stabilire un commissariamento da parte della FNP, basta che ci siano dei dissidenti che protestano e magari non partecipano ? E’ cosi’ ? Ho inteso bene ?
    Par di capire che i dissidenti in quel territorio dove è stato disposto il commissariamento, sono persone che stanno dalla parte della struttura nazionale. In caso opposto, i dissidenti, con le loro proteste o assenze (come quelle enunciate nella relazione), non solo non provocherebbero alcun commissariamento, ma verrebbero espulsi o sospesi loro stessi o al meno le loro azioni sarebbero criticate aspramente. !!! E’ vero che sono dinamiche antiche nella nostra organizzazione, ma milito nella CISL da molti decenni e tali cose non si erano mai viste.

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  6. Su via Tevere e sul signorotto che si sente del nord, con accento marcato veneto, ma uomo del sud perché pugliese di nascita e di crescita, stendiamo un velo pietoso! Il prete Rota e la falsa federazione Fai oggi sono esempio di questa falsa Cisl! Parenti stretti delle iene e del diavolo, uomini e donne senza scrupoli e senza cuore. Falsi in tutto ma sopratutto falsi con la gli iscritti. Meditate gente meditate per far finire questo scempio sindacale.

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  7. penso da vecchio . ormai prossimo al traguardo il che mi impedisce un impegno attivo…penso che de Franceschi.. abbia un qualche strano modo di essere…risulta…infatti…certo per sentito dire…ma vox populi vox dei… che da un lato manifesti al commissario stima e anzi si metta a disposizione….e poi va sui giornali arrecando nocumento alla organizzazione… che da un lato abbia presente anzi conferma che i rilievi da lui sbandierati sulla procedura non hanno alcun fondamento…e poi va su i giornali….ecce omo…ad maiora

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    1. Sarò franco anche io. Se i rilievi sulla procedura non hanno fondamento non avete nulla da temere. Se invece ne hanno, avete di che preoccuparvi…
      … ma se scrivere al 9 marzo vuol dire che tanto tranquilli non siete

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  8. beh.. le ultime sei righe dimostrano quanto sei pieno di te…………… sono cose che dovrebbe dire gli altri, dirle a se stesso dimostra esattamente il contrario!!!!!

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  9. Povero cisl che spettacolo da comari ormai siamo al volare degli stracci. Ma vi rendete conto che ogni giorno, dalle Alpi alle piramidi ce ne una ma tutte accomunate dall’argomento inevitabilmente distrazioni, sottrazione abuso variano le motivazioni ma l’oggetto è sempre e solo il soldo del sindacato. Ma sbaglio sarebbe dovuto essere l’interesse dei lavoratori e cittadini tutti. Qui non siamo più al caso isolato questo modo di fare così diffuso testimonia che era stato eretto a sistema dando ragione a Fausto che per primo denunciò la gravità di quanto stava accadendo. Ringrazio chi avrà ilcoraggio e bontà di smentirmi con qualche dato di fatto che non sia la prescrizione, scadenza dei termi e altre balle simili. Siamo tutti adulti e vaccinati tutti sentivamo puzza di bruciato oggi scopriamo anche da dove proveniva la puzza per una moltitudine di casi tale da poter dire che non si tratta di eccezioni ma della regola.
    IL NAUSATO

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  10. L’ALLARME CHE LA WATERLOO DELLA CISL FOSSE IN ATTO LANCIATO DA FAUSTO COME SAPPIAMO FU STATO LIQUIDATO CON “LA CASA DI VETRO AFFUMICATO” E QUESTO STILLICICIDIO DI SCANDALI NE SONO IL RISULTATO. andate avanti voi che a me vien da ridere, usava dire in circostanze simili, un famoso comico napoletano

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