Una discussione necessaria

“Stiamo provando a dare un contributo a una discussione sul ruolo del sindacato nella società italiana. Una discussione che riteniamo necessaria”

Sono parole di Savino Pezzotta, sull’iniziativa di ieri a Bologna, riportate oggi a pagina 28 della Repubblica nell’articolo di Paolo Griseri i nuovi poteri e la timidezza dei sindacati.

Ed il fatto che uno dei principali giornali italiani si occupi della nostra iniziativa dimostra che non siamo solo noi a ritenere necessario parlare di queste cose, e che il problema della Cisl è parte di un problema generale di tutti i sindacati e di tutto il paese, cioè le difficoltà della democrazia in Italia. E su questo ha ragione Griseri a sottolineare che anche il prossimo congresso della Cgiil dovrà affrontare una discussione di questo tipo.

Poi, ci permettiamo di aggiungere noi del 9 marzo, ci sono anche i problemi specifici, quelli che sono della Cisl più ancora che degli altri. A cominciare da quello di una dirigenza che agisce in modo non trasparente e reagisce a chi lo fa rilevare in maniera violenta, come dimostra il precedente Scandola. Una dirigenza che si autolegittima attraverso tecniche di controllo dell’organizzazione, svilendo la democrazia interna ed il ruolo dei soci; un problema quest’ultimo generale e senza epoca, come dimostra la relazione di Domenico Cella ieri sull’attualità del saggio di Michels sulle oligarchie, ma che nella Cisl sta producendo una mediocrità di guida politica che è più grave che altrove.

Una mediocrità dovuta proprio al fatto che la Cisl era chiamata ad essere il soggetto più attivo e innovatore nelle relazioni industriali italiane, e invece da tempo è l’esempio più grave della timidezza – espressione di Savino Pezzotta – che ha colpito i sindacati italiani. Sindacati che dovrebbero fare “giustizia assieme”, e invece si limitano ad esercitare una generica funzione di rappresentanza disturbando il meno possibile il manovratore di turno. Forse per paura di perdere qualche posizione di vantaggio che era nata come diritto a sostegno dei sindacati e col tempo è diventata un privilegio che chi ce l’ha se lo vuol tenere.

Insomma, c’è biogno di discussione non perché ci sia bisogno di parole, ma perché c’è bisogno, a cominciare dalla Cisl, di “osare più democrazia”. A cominciare dalla riconquista del diritto di prender parola.

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6 Commenti - Scrivi un commento

  1. Forse sarebbe anche l’ora di parlare di un nuovo soggetto che abbia dentro tutte le regole che la Cisl ha violato. Bisogna dare o ridare una casa libera democratica ai lavoratori e alle persona che hanno voglia di rappresentare le loro esigenze! Un sindacato finalmente democratico che valorizzi il dibattito interno come momento di vera crescita! Tanti dirigenti e tantissimi lavoratori sarebbero contenti e pronti a voltare pagina e aderire a qualcosa di bello di nuovo e di finalmente democratico. Questo il mio pensiero, forse veicolato dalla mia storia personale, ma convinto di poter aderire perché la mia prima vita in cisl si è conclusa perché ho osato troppo contro il macchinista!

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  2. E siamo in due gentile anonimo delle 10,04 sia ad aver osato troppo contro la macchinista ma anche a fare il tifo per un nuovo soggetto sindacale con le caratteristiche da te descritte ! Tra l’altro sono orfana di sindacato avendo revocato l’iscrizione poiché non risultavo iscritta anche se ho sempre versato regolarmente ogni mese il contributo sindacale. Tanto valeva a questo punto non pagare più visto che non sapevo neppure che fine potesse aver fatto quanto ho versato. Quindi essendo ancora una lavoratrice necessito di un soggetto a cui fare riferimento nel caso possano insorgere controversie col datore di lavoro e sono pronta ad iscrivermi al nuovo soggetto sindacale in cui possa trovare la democrazia, la competenza, la serietà e tanta voglia di lavorare per portare tutele soprattutto ai giovani precari che lavorano fianco a fianco con i lavoratori indeterminati ma sono soggetti a ricatti tremendi che ci riportano indietro di settanta anni !

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  3. Ringraziando gli interventi che mi hanno preceduto, che, come sempre in queste occasioni ha il merito di rompere ik ghiaccio avviando la discussione. Dalle informazioni lette o avute da qualche partecipante e da questi due interventi che mi hanno preceduto rilevo un immutato interesse ad agire in una direzione di rinnovamento della classe dirigente e non solo.
    Tralascio l’attuale dirigenza che considero da tempo dei morti che camminano tanto è la loro insipienza , prosopopea, avidità e chi più ne ha ne metta.
    chiso questo penoso capitolo passo al merito per evidenziare un pericolo da tenere molto ben presente mel prosieguo dell’azione. Giustamente ogni intervento si è richiamato alla democrazia interna ed esterna al sindacato richiamandosi a qquella della prima repubblica. E’ proprio questo il pema che vorrei fosse sviscerato dal dibattito perchè, penso che l trasformazioni della democrazia all’interno del sindacato in qualcosa che di democratico, come ben sappiamo, conserva solo il nome sia l’anticipazione di qualcosa molto più grave che riguarda la democrazia nel senso più nobile del termine e dunque del sistema di governo che pur mantenendo il nome di democratico non ha altro o meglio si tratta di governi fantocci che si alternano per salvare la facciata democratica coprendo la dittatura assoluta della finanza internazionale senza volto. Non volendo tediarvi oltre invito tutti a non pensare di far rivivere quella vecchia e meravigliosa esperienza perchè come si sa la storia non si ferma. detto questo bisogna traguardare il futuro che come si sa è nelle mani dei giovani. Troppo sarebbero le cose da dire ma per adesso mi fermo alla precisazione che con l’avvento dei neocapitalismo si è chiusa una esperienza unica ed irripetibile; cosa che non vuol dire che non si possa fare di meglio. Un augurio a tutti noi di poter dare un contributo sociale (come è sempre accaduto) onorando la tradizione della vecchia CISL .

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  4. Concordo con l’anonimo delle 10.04 e naturalmente con Paola, sia nella lettera di qualche giorno fa che nel pezzo di oggi. E concordo anche con Bruno che era presente a Bologna.
    Credo che ormai sperare di cambiare dal di dentro sia solo una pia illusione.
    La cisl non esiste più. Perlomeno non esiste la cisl di Di Vittorio, Canevari, Buozzi e Grandi che con coraggio lasciarono la Cgil per dar vita a Lcgil. Idea di libertà e democrazia, autonomia e solidarietà che Romani ha raccolto ed elevato a sistema, a idea grande. Ma tutto ciò è stato distrutto per mano di arrivisti arraffoni e assetati di potere, che continuano ad usare i lavoratori per le loro sporche comodità. Congressi farsa in elusione di statuti e regolamenti, Probiviri usati come braccio secolare, persone private della dignità e della storia personale di miliatanza onesta e partecipata. Il sindacato vissuto come fonte di guadagno comodo per se e per le persone ubbidienti, silenziose e non pensanti. Meglio se senza un lavoro e quindi tenute sotto scacco.
    La cisl che ha espulso ingiustamente Fausto Scandola e che ha commissario illegittimamente (meglio sarebbe dire illecitamente) la Fai e la Fp nazionali e che non ha esitato ad espellere quanti hanno osato dissentire da questo stato di terrore psicologico e non solo. La cisl che costruisce dossier per distruggere le carriere e che adesso dovrà confrontarsi (a Napoli) con un magistrato che ritiene di avere competenza a giudicare le condotte non in linea con i regolamenti economici. Io tremerei. È un capitolo delicato, alquanto spinoso. I regolamenti e gli statuti, anche se corretti a loro uso, non sono stati rispettati. Le madame e tutto il comitato d’affari, come qualcuno lo ha definito, dovrebbero stare accorti.
    La strada è tracciata. Non si può stare fuori e lamentare mancanza di democrazia se i feudatari hanno alzato il ponte levatoio e continuano a tirare olio bollente dalle feritoie di via Po.
    Il sistema c’è: lasciarli dentro senza viveri.
    I servizi sono alimentati dalle tessere e non viceversa, come qualcuno aveva teorizzato.
    Senza soldi non diranno più messa.
    Abbiamo idee, onestà e molti bravi e competenti lavoratori che hanno voglia di impegnarsi con pulizia intellettuale.
    Sarebbe un grande errore deluderli anche noi.
    Fondiamo un nuovo sindacato e guardiamo avanti, al futuro dei lavoratori.
    Pensare di costruire con pezzi riciclati e con diffidenze e pretese di poteri e soldi, sarebbe un errore imperdonabile.
    Abbiamo la saggezza degli anziani, il sostegno delle generazioni di mezzo, il pensiero vivace dei giovani ed un grande bisogno di sindacato nuovo.
    Non perdiamo questa possibilità. La storia potrebbe rimproverarci di non averci provato.

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  5. Savino ! Uno dei pochi a cui riconoscere coerenza tra il dire e l’essere.
    Purtroppo il suo passaggio fu troppo breve.
    Quella Cisl era già minata e un uomo come lui non poteva uscirne se non in quel modo. Dovette scegliere tra la dignità e la viltà dei comodi compromessi. Per la sua reputazione fu un grande gesto.
    Ma per la Cisl ? Forse sbaglio ma credo che se avesse resistito i suoi oppositori si sarebbero sgonfiati perchè tutti guerrieri di latta. Invece uscito di scena lui, il palcoscenico fu invaso da giullari e ballerine intenti al gozzoviglio come nei giorni di Bacco.
    Nel mezzo di tale sagra che senso ha restare ? Meglio allora fondare una nuova Cisl in esilio. Ma temo che mancherà la voglia di affrontare il mare aperto. le sirene hanno molti strumenti per dissuadere i marinai : primo i tanti soldi della complice bilateralità coi Padroni.

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  6. Più che di bilateraletà parlerei di collusione/collateralità o 30 denari per i Cristiani impapocchiati ( a cominciare dalle massime autorità)

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