Rumors bancari

C’è una vicenda spinosa di cui si parla in queste ore negli ambienti bancari: un segretario generale avrebbe ottenuto dalla Popolare di Vicenza un importante prestito a condizioni vantaggiose durante l’era di Gianni Zonin.

La frase che riportiamo è tratta dall’articolo, a firma Fernando Soto, pubblicato sul sito Start Magazine e dedicato alla preparazione della trattativa per il rinnovo del contratto dei bancari. Trattativa che si annuncia velenosetta, accompagnata da “rumors” e con i sindacati che, invece di marciare divisi per colpire uniti, sembrano voler marciare apparentemente uniti e ma poi pensano a colpire divisi, visto che hanno obiettivi diversi. E qualche problema sembra esserci stato anche nel fronte datoriale.

A noi però ha attirato l’attenzione soprattutto il passaggio dove si parla di un sindacaiista che riceve un prestito a condizioni vantaggiose da chi è controparte dei lavoratori che rappresenta. Non sappiamo chi sia questo sindacalista. Però, se esiste e non è frutto della fantasia dell’articolista, sarebbe il secondo caso – e, par di capire, ancora più importante –  di buone condizioni concesse in Veneto ad un rappresentante di dipendenti dell’istituto erogante.

Anche questo, come Giulio secondo, avrà una difficile situazione familiare alle spalle con cui spiegare la situazione? Nessuno può dirlo. Nemmeno egli stesso, finché non si sa chi è.

Di certo, il clima attorno al contratto dei bancari è questo. Anche perché, a quel che leggiamo, nel contratto si deve discutere non solo delle retribuzioni, cioè degli interessi dei rappresentati, ma anche delle “libertà sindacali”. Cioè dei permessi e dei rappresentanti.

E se sulle retribuzioni dei lavoratori alla fine un’intesa si trova, su ciò che interessa agli apparati scoppiano le guerre più feroci. Combattute, se serve, anche a colpi di “rumors”.

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2 Commenti - Scrivi un commento

  1. Lettore che si informa e verifica prima di scrivere · Edit

    Roba da matti e non frega niente a nessuno dei dirigenti e iscritti che altrimenti si dimetteterebbero o si farebbero sentire.
    Voci che girano da tempo ma gira la paura.
    Speriamo esca il nome

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