Processo alla città

Un film degli anni ’50, ambientato a Napoli, parlava di un giudice che deve istruire un processo per un delitto, ma alla fine si rende conto che per fare giustizia non bastava prendere due o tre mariuoli, magari incastrati per fare da capro espiatorio, ma bisognava fare il “processo alla città”. Fino ad arrivare molto in alto, a rischio di pestare i piedi a gente importante.

Molti anni dopo, anche la vicenda Lina Lucci potrebbe diventare qualcosa di simile.

Per ora siamo arrivati al punto che la procura di Napoli ha citato a la stessa Lucci, denunciata dal commissario Ragazzini, e la persona che aveva contribuito a costruire il dossier contro di lei, ed era stata denunciata da Lina Lucci.

Il fatto che non ci sia stata la richiesta di rinvio a giudizio davanti al gip ma la citazione davanti al giudice monocratico – chiediamo scusa per i tecnicismi, ma sono inevitabili – lascia intendere che le accuse iniziali all’ex segretario generale della Ust Campania sono state ridimensionate. E Lina Lucci, almeno da come parla nel comunicato stampa che potete leggere a questo link, ritiene di essere uscita dalle indagini in una posizione di maggior forza rispetto a quando c’era entrata. E annuncia battaglia.

Ma la cosa più importante della notizia è un’altra: ciò che ci incuriosisce parecchio è il fatto che, a quanto risulta, il processo a Napoli si aprirà in relazione a violazioni del regolamento interno della Cisl. Quello che quando Fausto Scandola ne rivelò le violazioni per le retribuzioni della segreteria confederale, la signora Anna Maria “lacislèunacasadivetro” Furlan disse che quello era un regolamento solo indicativo, quindi non valeva. E anche la procura di Verona aveva ritenuto che il regolamento di un sindacato fosse qualcosa di interno, che non tocca ai giudici dello stato far rispettare. Quando poi la Cisl-Probiviri si trovò a giudicare sul ricorso di Lina Lucci contro il conte di Pietramora Pietro Cerrito, i cinque signori dissero che sì, una serie di irregolarità probabilmente c’erano, ma che loro non potevano farci niente. E comunque niente decisero. Intanto di vicende della Cisl in Campania si occupavano le Iene e Striscia la notizia per storie poco edificanti di assunzioni nelle casse edili o di falsi certificati per concorsi nelle scuole.

Par di capire che la procura di Napoli non la pensi proprio così. E che lì il regolamento interno sia stato preso sul serio come regola da rispettare. E che il processo che si apre riguarderà proprio questo.

Un processo che però non sarà uno strumento di giustizia se si fermerà a qualche capro espiatorio, da una parte o dall’altra. Per fare giustizia nella Cisl bisognerebbe fare “il processo alla città”. Fino ad arrivare molto in alto. E a pestare i piedi a gente importante.

Ossia bisognerebbe fare quel che ai tempi di Fausto Scandola non è stato fatto, quando la munnezza, o rumenta che dir si voglia, fu nascosta sotto il tappeto. E quando la dialettica interna all’organizzazione era affidata alle lettere anonime per far fuori chi dava fastidio..

 

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5 Commenti - Scrivi un commento

  1. Mi sono domandato spesso : se codesto Blog fosse esistito durante gli anni di Marini D’Antoni e Bonanni la Cisl sarebbe potuta essere diversa ? Forse sì. Nello stesso tempo penso che quelle male piante abbiano potuto mettere così profonde radici per i troppi silenzi di chi allora vide e stette zitto compreso me. Soltanto nei ristoranti i leader parlavano delle malattie infettive che stavano minando l’organizzazione. Ma negli organismi c’erano silenzi imbarazzanti e poche furono le voci libere come quella di Gianni Italia. E la sua carriera lo dimostra. In quel clima da coprifuoco, come i tartufi crebbero i Pillitteri, i Biffi, i Bonanni, i Cerrito, i Sorgi, i Bonfanti, i Raineri e i due che oggi trionfano al 21 di via Po.
    Alcuni ormai sono cenere o spazzatura, ma altri in questi anni e per molto tempo ancora continueranno ad avvelenare i pozzi senza che vi sia chi possa ripulire questa terra infetta.
    In Campania che vinca Lucci o i suoi accusatori cosa cambierà ? Erano gli uni e gli altri attori della stessa tragedia. E la vittima è stata e sarà soltanto la Cisl.
    Pastore Romani Carniti Sartori Scandola e molti altri con i loro ideali dovrebbero essere i monumenti alla cui memoria ricostruire una nuova Cisl democratica contrattuale e trasparente in cui i Soci tornino ad avere voce e il loro voto sia vero e non manipolato dai super tecnici del cosiddetto voto elettronico ai finti Congressi.

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    1. Ci permettiamo un paio di risposte al volo
      “se codesto Blog fosse esistito durante gli anni di Marini D’Antoni e Bonanni” è domanda lecita ma al tempo stesso impossibile da porsi: quei tre non sono mai arrivati a commissariare la Fai per ritorsione contro il voto del congresso, e questo blog è nato solo dopo quell’atto di protervia esplicita. Non che prima la protervia non esistesse, ma i tre che citi almeno salvavano le apparenze della democrazia. E in democrazia anche le apparenze contano.
      “In Campania che vinca Lucci o i suoi accusatori cosa cambierà ?” Forse niente, forse qualcosa. Perché Lina Lucci – che avrà modo di difendersi nel processo dalle accuse rivolte – ha fatto almeno emergere che non è vero “la Cisl è una casa di vetro” o “ci sono solo tre o quattro casi isolati” o che i commissariamento servono a “fare pulizia”. Evidentemente, come in Campania, servivano a tenere sotto al tappeto un po’ di munnezza. Ed a cambiare tutto perché tutto restasse come prima.

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      1. Caro ADMIN del 12 settembre ore 17.33, non sono d’accordo sul fatto che in democrazia è importante anche l’apparenza. È proprio essa che è stata consacrata per anni come fosse la sostanza. Anche il voto elettronico ai Congressi pare garantire trasparenza e autenticità, ma tutti sanno che esso è manipolato ad usum principis. Non lo sa chi non vuol sapere. Non voglio fare nè l’idealista nè il saccente, tantomeno l’ingenuo, ma dire che il male viene da molto lontano. Dagli anni in cui il cosiddetto relativismo etico fece dell’apparenza lo strumento di distrazione di massa. E la gran parte di noi per pigrizia o in attesa di una cooptazione al paradiso delle cento vergini tacque. E il bubbone è divenuto metastasi.
        So che tu non hai nessun interesse o alcuna tentazione a rivalutare le tre Parche da me citate, ma anche uno sconticino col credito della apparenza mi sembra improprio. La Tac e la scintigrafia attestano un tumore sordo e antico e ad oggi la “scienza” democratica pare non avere rimedi.
        Il tengo famiglia è la nuova e antica religione che governa il mondo più della follia di cui parla quel grande olandese medioevale. Erasmo mi pare…

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        1. Altre due risposte al volo
          – Admin è un nome collettivo, quindi non rispondiamo a considerazioni sul piano personale, neanche quando sono amichevoli come in questo caso
          – Anche il voto della notte dell’Ergife doveva essere apparenza priva di contenuto. Ma poi il contenuto c’è stato. Ergo, intanto salviamo le apparenze.

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  2. Io mi permetto di aggiungere che mai si era visto, prima di questa stagione, il mancato rispetto dello Statuto, l’uso strumentale della magistratura interna e il mancato rispetto degli iscritti e dei delegati dei luoghi di lavoro. Nei territori commissariati si celebrano i Congressi saltando completamente le assemblee nei luoghi di lavoro, era già accaduto per il congresso straordinario della CISL FP NAZIONALE dell’anno scorso, ora si sta ripetendo per la conclusione del commissariamento della CISL FP PIEMONTE, si invitano alcuni delegati selezionati in base alla fedeltà all’assemblea pre congressuale territoriale che per acclamazione sceglieranno i delegati per il congresso regionale, ovviamente in tutto questo gli iscritti non sono coinvolti perché potrebbero disturbare “il manovratore”. Questi signori non si parlano neppure fra di loro, perché in questi stessi giorni il commissario straordinario della CISL FNP del Veneto, ingiustamente e strumentalmente commissariata, invita gli oltre 170.000 iscritti a partecipare alle assemblee delle RLS (di base); anche in questo caso si sono dimenticati qualche regola statutaria perché le assemblee RLS devono essere convocate dalla FNP TERRITORIALI che non sono commissariate, ma almeno non si sono dimenticati che i congressi si fanno a partire dagli iscritti. Nella mi storia di 30 anni di militanza CISL ho imparato che la CISL è fatta di donne e uomini liberi, la cui libertà finisce dove inizia la libertà dell’altro, che fanno del proprio impegno e partecipazione motivo di orgoglio personale e di promozione sociale delle altre persone, che vengono prima delle ideologie e dei propri opportunismi. Quando vengono a mancare questi riferimenti tutto è lecito, tutto è possibile tutto è giusto, usare le libertà sindacali per fare altro, usare le risorse del sindacato per fare altro, rispettare o meno statuti e regole, usare ed abusare del proprio potere a tutti i livelli..

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