Sempre di meno

Una decina di anni fa, uscì in Francia il libro di due ricercatori che si intitolava “Toujours moins”, ossia “sempre di meno”. Dove quel “sempre meno” si riferiva agli iscritti ai sindacati francesi, ma anche alla loro capacità di conflitto e soprattutto ai risultati che ottenevano per i lavoratori. I quali sono giunti alla conclusione che non c’è motivo di pagare i contributi a sindacati che non portano risultati a casa. In compenso i sindacati francesi hanno trovato nel frattempo altre entrate con finanziamenti pubblici, enti bilaterali e qualche contributo amichevole.

Un’analisi dell’istituto Demoskopica mette ora in evidenza che anche gli italiani hanno cominciato ad iscriversi “sempre meno”: in due anni, la Cgil perde 285mila iscritti, e la Cisl 188mila.

Forse anche i lavoratori italiani cominciano a pensare che i risultati portati a casa dalle organizzazioni di rappresentanza non valgono il costo della tessera? O si tratta solo di dati congiunturali, legati all’andamento dell’occupazione?

Entrambe le risposte ipotizzate non spiegano però come mai la tendenza non sia uguale per tutti. Ad esempio, la Uil è data dalla stessa ricerca in leggero aumento (26mila in due anni). E, probabilmente, alcune realtà del sindacato autonomo segnerebbero un andamento analogo.

Noi possiamo solo azzardare un’ipotesi molto parziale e un po’ scherzosa, ma anche serissima: e cioè che molti degli iscritti in più della Uil sono quelli usciti dalla Fai negli ultimi anni, prima perché non volevano essere assorbiti dalla Filca, poi per la condotta arrogante e padronale dell’illegittimo commissario, il dottor Sbarra dell’Anas. Uno la cui gestione della Fai ha fatto aumentare di molto gli iscritti. Alla Uila.

 

 

 

 

 

 

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20 Commenti - Scrivi un commento

  1. Per quanto riguarda alcune significative realtà sindacali del nord, confermo l’analisi circa l’aumento della uil realizzato in larga parte con un corposo travaso dalla CISL

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  2. Quello che il buonsenso suggeriva a partire dal compianto Fausto adesso trova riscontro nei numeri. AVANTI COSI’ MIEI PRODI INFINGARDI E LA FINE VOSTRA E PURTROPPO DELLA CISL (INFETTATA MORTALMENTE) SI AVVICINA PURTROPPO E’ UNA SODDISFAZIONE CHE AVREMMO DI BUON GRADO EVITATO PER IL BENE DELL’ORGANIZZAZIONE MA AVETE PREFERITO DIVERSAMENTE E BUO PRO VI FACCIA.
    Se Sparta piange la Cisl non ride
    L’EMORRAGIA SI FA SENTIRE ANCHE DALLE PARTI DELLA CIS. TRA IL il 2015 E IL2017 HA PERSO 188.000 ISCRITTI, (-4,5%). IN QUESTO CASOLE PERDITE “A 2 CIFRE” SI SONO REGISTRATE IN BEN 7 REGIONI.
    NEL LAZIO LA CISL HA PERSO 11. 400 iscritti (-3,9%).
    IN SICILIA SI E’ REGISTRATA LA PERDITA MAGGIORE: 38.700 TESSERE IN MENO PARI A -12%
    IN CAMPANIA -30.600 ISCRITTI PARI ALL’ 11,1%.
    IN Puglia BEN -22. 500 TESSERATI IN MENO (-9,1%).
    MENO ACCENTUATO IL CALO IN LOMBARDIA DOVE I TESSERATI SONO DIMINUITI DI 18mila e 500 PARI AL 2,4% IN MENO.
    IN CALABRIA SI REGISTRANO – 15. 500 TESSERATI PARI A (-10,3%).
    IN PIEMONTE INVECE SONO QUASI 12 MILA GLI ISCRITTI PERSI PARI (-4,4%).
    Qualche spiraglio
    Sul versante opposto, anche la Cisl registra in alcune regioni un aumento degli iscritti alla propsia sigla.
    Il Trentino Alto Adige è il territorio più fedele: c’è stato un aumento di 447 tesserati (+0,6%).

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  3. SUL CORRIERE DI tORINO DI OGGI 5 SETTEMBRE IL LEADER DELLA CGIL POZZI CIRCA IL CROLLO DEGLI ISCRITTI HA DICHIARATO: NON SIAMO STATI CAPACI DI PORTARE RISULTATI CI FAREMO UN ESAME.
    NELLA CISL INVECE TUTTO TACE PERCHE’ IL PADRONE HA SEMPRE RAGIONE E IL SERVO ALIAS L’ISCRITTO TORTO. DUNQUE NON ASPETTATAVI TESTE COSPARSE DI CENERE O BAGGIANATE SIMILI INSIGNIFICANTI SCHIAVETTI CITTO, MUTO DOVETE SOLO ESEGUIRE. CAPITO M’AVETE?

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  4. osservatore interessato · Edit

    nella cisl i dati sui cali sono significativi ed infatti in pole position troviamo la sicilia che paga il disastro ial la campania dopo i noti fatti ed il lazio la uil aumenta a scapito della cisl non
    solo per le vicende fai ma per la funzione pubblica e per la fit guarda caso dove i gruppi dirigenti hanno subito le iniziative poco democratiche di via po e ancora non siamo arrivati al capolinea visto che i pensionati stanno subendo una emorragia continua ancora tenuta nascosta. una organizzazione che si rispetti si sarebbe interrogata sui motivi della disfatta ma in cisl il dibattito e’ vietato basta assistere alle riunioni del consiglio comunale dove la maggioranza dei dirigenti avendo famiglia rinuncia a parlare ed infatti la durata non e ‘ mai stata cosi breve

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  5. Confermo il crollo verticale dei pensionati cominciato con lo scandalo denunciato da Fausto e l’introduzione del il fiscal compact che ha azzerato la controparte comunale che hanno azzerato la maggior parte dei motivi che potevano spingere un anziano a frlo. Se poi a questo aggiungiamo i continui scandali scoperti da Fausto in avanti, ma soprattutto il cattivo esempio dei vertici (sempre esecrabile) ma imperdonabile quando la crisi erode una già misera pensione e scoprire contemporaneamente tutti i privilegi e brogli che si sono autoelargiti quei inqualificabili componenti la cupola che governano il sindacato con metodi molto ma molto illegali al punto che sempre più spesso tra gli iscritti lo si associa a quello mafioso.
    Speriamo che zorro faccia presto giustizia
    Zorro finora hai fatto un buon lavoro a quanto il colpo finale?

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  6. Ormai a quasi tutti i livelli pensano solo a fare i manager con la valigetta o gli imprenditori. Nei luoghi di lavoro mica li vedi…. E il nuovo mestiere lo fanno pure male basti vedere ial, il quasi prossimo fallimento della qui group ecc.

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  7. mentre la CGIL ha fatto una mezza autocritica, la segretaria organizzativa della CISL respinge come false e fuorvianti le analisi e gli studi che voi citate: che ne dice il Blog ?

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  8. A proposito di iscritti :
    I dati sulle perdite sono soltanto quelli che non possono proprio nascondere ma vengono camuffate quelle ben più pesanti tra i pensionati e nel pubblico impiego. artifici possibili soltanto con la complicità di chi ha interesse a far dimenticare la fuori uscita di bravi dirigenti provinciali al nord al centro e al sud.
    Specie in Fai li hanno sostituiti con fragili mascherine che nella loro vuota personalità raccontano barzellette e vedono il peggio soltanto negli scheletri della Flai Cgil, mai così scialba e arida eppure ancora tanto pretenziosa con le bandiere ridotte a manici di scopa.
    Purtroppo sopravvivere nella Uil è cosa che si sopporta soltanto col bisogno del pane quotidiano per la famiglia. E il mugnaio di via Savoia ne distribuisce in abbondanza da oltre vent’ anni grazie ai troppi soldi dei fondi sanitari e delle casse provinciali agricole.
    Tanto degli iscritti non importa a nessuno che siamo ormai al sindacato a mezzadria coi padroni. E Coldiretti gode insieme a Confagricoltura e Cia per la decima riscossa sui magri salari dei braccianti sfruttati e sui contributi elusi.
    Unisalute, Unipol e CAC sono le guarentigie per chi ha dimenticato non solo il valore associativo dei soci ma anche il gusto di sentirsi i loro tutori o, più enfaticamente, i loro difensori.

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  9. Le notizie sugli iscritti nei sindacati e nella CISL, in particolare, sono contraddittorie. In qualche articolo si legge di calo, in altri di aumento, in altri ancora il sindacato smentisce e fornisce dati (sempre aggregati). Ma, a proposito di trasparenza, se si va sui vari siti della CISL è difficile trovare dati aggiornati sui tesseramento, ripartiti per regione, territorio, categoria. Nel 2013 la CISL, prima del rinascimento, aveva diffuso un’elaborazione molto analitica sul tesseramento. Non mi sembra che oggi sia stata fatta un’analisi così accurata, o, meglio, sicuramente esiste, ma non è reperibile in chiaro sul sito CISL o, forse non l’ho trovata io. E’ indubbio che la FNP ha perso migliaia di iscritti, non solo a causa di una perdita che, spesso, è riconosciuta anche negli organismi, ma anche per una pulizia degli iscritti che non si faceva da anni. In realtà, molti pensionati rimangono iscritti solo perché ci sono i servizi e qualcuno, forse, non sa neanche che è iscritto. Insomma si rimane iscritti ma non certo per le iniziative (quali ??) delle singole federazioni territoriali o regionali. Quel che che manca sono gli iscritti consapevoli e convinti della bontà dell’azione sindacale. In ogni caso, tornando sul dato numerico, oggetto di discussioni sui giornali, mi riesce difficile credere che, a fronte di una perdita incontestabile e così rilevante dei pensionati, con il tesseramento degli attivi si sia riusciti a pareggiare il dato complessivo e forse ad aumentarlo. Nel pubblico impiego, non ci sono assunzioni da secoli, nel privato, specie nell’industria, la forza lavoro non aumenta, almeno quella stabile. Rimane il terziario e le iscrizioni fatte con le NASPI, ma è troppo poco. Si tenga anche contto della concorrenza notevole portata avanti da sindacati come USB o altri autonomi nei diversi settori.. La perdita è comunque inferiore al calo della rappresentanza reale, perché, con il settore servizi (CAF, INAS etc.) in parte si riesce a compensare. Vero è dunque che il sindacato (anche la CISL) ha sempre una forza numerica impressionante, ma cambia la qualità dell’iscritto, sia perché la tessera precaria non dà il gettito della tessera di un lavoratore pubblico o di un lavoratore a tempo indeterminato, sia, appunto, perché non sempre gli iscritti condividono le scelte politiche del sindacato e le iscrizioni sono fatte dai delegati che, con la loro bravura e impegno, sopperiscono alla manchevolezze della classe dirigente. Si attenua, duqnue, quella rendita di posizione dovuta alle deleghe dei lavoratori pubblici e di quelli stabili, perché per fare iscritti nei nuovi settori e nei lavoratori precari, occorre una politica diversa e molto più combattiva ed insistente. Ma dov’è la discussione nell’organizzazione. Non giova, a mio parere, il fatto che, sia difficile esprimere critiche costruttive all’interno degli organismi e che, invece, se ascoltate, potrebbero servire a migliorare il sindacato e la CISL. La caratteristica della CISL di essere il sindacato più pluralista e libero (nonché anomalo) del panorama italiano, come noto, è stata cancellata a causa di una politica dei quadri che li vede sempre più schiacciati, magari obtorto sugli organismi centrali. La scusa è che si deve essere compatti e così si vota acriticamente negli organismi e si ciarla nei corridoi, con il timore di essere “spiati” e “delazionati” (scusate il termine che forse non è esatto). Ma l’impegno di quanti credono nei valori sindacali, non per questo deve diminuire.

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  10. Siamo un gruppo di personale ata; stamane nella nostra scuola un collega ha portato il messaggio che segue dal quale si capisce chiaramente che i l nostro e gli altri sindacati che hanno firmato il contratto ancora una volta invece che difendere i nostri interessi gi hanno gabbati spacciando aumenti che poi risultano temporanei fasulli e penalizzanti in particolare per noi collaboratori scolastici. La fonte della notizia è l’inps cdunque non lsi può parlare di strumentalizzazione politica.
    Pubblico Impiego, TFR e TFS senza aumenti di Redazione PMI.it 3 settembre 2018I chiarimenti INPS sull’elemento perequativo negli stipendi dei dipendenti pubblici e sul versamento dei contributi a fini pensionistici e del TFR/TFS.
    Stop anticipo TFR in busta paga
    13 luglio 2018 Con il Messaggio n. 3224/2018 l’INPS ha fornito importanti chiarimenti circa l’elemento perequativo sugli stipendi degli statali. Più in particolare vengono fornite delucidazioni sull’assoggettamento a contribuzione dell’elemento perequativo, che è imponibile ai fini pensionistici ma non concorre al calcolo di TFR/TFS.
    Elemento perequativo
    3 settembre 2018 Si tratta della voce dello stipendio che ha comportato un aumento dello stesso per il triennio 2016-2018 in favore dei dipendenti pubblici con contratti rientranti nell’ambito dei seguenti CCNL rinnovati:
    articolo 75 del CCNL relativo al personale del comparto “Funzioni Centrali”, triennio 2016-2018;
    articoli 37, 62, 88, 93 e 107 del CCNL relativo al personale del comparto “Istruzione e Ricerca”, triennio 2016-2018;
    articolo 66 del CCNL relativo al personale del comparto “Funzioni Locali”, triennio 2016-2018;
    articolo 78 del CCNL relativo al personale del comparto “Sanità”, triennio 2016-2018.
    Tale aumento viene erogato ogni mese, a partire da marzo e fino a dicembre, per i periodi di lavoro superiori a 15 giorni.
    Per periodi di lavoro mensili inferiori a 15 giorni, o nei mesi in cui non è corrisposto lo stipendio tabellare, per aspettative o congedi non retribuiti, o altre cause di interruzione e sospensione della prestazione lavorativa, l’elemento non è dovuto, fatte salve specifiche eccezioni per il personale della scuola e degli Istituti di Alta formazione artistica, musicale e coreutica destinatario di supplenze brevi e saltuarie (cfr. art. 37, comma 4, e art. 107, comma 4, CCNL comparto “Istruzione Ricerca”, sezione “Scuola e “Afam”).
    Contributi previdenziali
    L’elemento perequativo erogato nello stipendio ai dipendenti statali è imponibile ai fini pensionistici, essendo il concetto di reddito da lavoro dipendente onnicomprensivo. Per lo stesso motivo l’elemento perequativo concorre anche ai fini della determinazione dell’imponibile della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, nonché dell’Assicurazione sociale vita (gestione ex ENPDEP).
    TFS a rate con l’Opzione Donna
    2 gennaio 2018 L’elemento perequativo sugli stipendi, invece non è computabile:
    ai fini della base annua maggiorabile del 18%, di cui all’articolo 43 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092;
    tra le voci retributive di cui all’articolo 13, comma 1, lett. a), del D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 (quota A);
    nella cosiddetta “retribuzione virtuale”, corrispondente a quella che avrebbe percepito il dipendente se fosse rimasto in servizio, nel caso di assenze per il verificarsi dell’evento malattia;
    nella retribuzione utile al calcolo della contribuzione figurativa nelle ipotesi di assenza dal servizio, con retribuzione ridotta o nulla.
    TFR e TFS
    L’elemento perequativo sugli stipendi statali non concorre inoltre alla determinazione della prestazione, né ai fini del TFS (Indennità di buonuscita e Indennità premio di servizio) né ai fini del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e quindi non rientra nella base imponibile contributiva del fondo ex ENPAS ed ex INADEL.
    Un gruppo di cata da oggi ex iscritti CISL

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  11. C’è poco da discutere: la verità è che Bonanni ha toccato quello che nessuno aveva toccato prima e cioè la natura organizzativa della CISL, e che gli aveva garantito il successo: l’essere cioè un “sindacato di sindacati” al contrario opposto della CGIL e della piccola (allora) UIL. Il colpo di genio dei fondatori era stato l’estremo decentramento della CISL: dalle risorse ai contratti, dalla previdenza ai rapporti politici …ecc …ogni federazione (in realtà ogni sindacato) si gestiva da sé tranne poche essenziali funzioni delegate alla confederazione…la cosa era cominciata prima, certo, ma con Bonanni si è toccato il cuore della Cisl e del suo rapporto con gli iscritti… Gli accorpamenti di federazioni tra loro distanti anni luce, l’abolizione di territori storici e attuali con pretesti ridicoli (es: “si aboliranno presto le province” oppure : le strutture inutili “costano” …come se l’elefantiaco apparato confederale fosse gratis…) lo scambio di dirigenti, anzi l’occupazione militare e mafiosa delle federazioni grandi e piccole da parte dei “burocrati” orizzontali, la creazione di un mostro anzi di un non senso organizzativo come la FNP, unica al mondo…ha pian piano ma inesorabilmente cambiato tutto il resto e cioè obiettivi, risorse, regole, e infine …valori. Di qui tutti gli errori e le stupidaggini che voi raccontate in ogni settore…Tornare in modo nuovo alle origini o morire questo è il problema oggi

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  12. Condivido l’analisi dell’anonimo delle17.36 con una piccola integrazione; Bonanni, come D’Antoni sono stati semplici esecutori di piani, dell’aspirante Presidente della Repubblica (vero malefico Richelieu della Cisl). Non ho citato l’onestissimo Savino che ha pagato il suo modo d’essere, come tutti sappiamo.

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  13. I trasparenti della casa di vetro si sono circondati di avidi senza scrupoli, fedeli solo alle proprie poltrone a discapito delle persone preparate e oneste e questo è il risultato. mi viene da pensare se la sono cercata!

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