Secondo articolo sul mutuo

Oggi la Verità torna a scrivere del mutuo principesco di Giulio secondo, a pagina 13 con un articolo a firma di Ignazio Mangrano, Se non vi potete procurare l’articolo, poco male perché si tratta quasi per intero della ripresa dei contenuti della lettera della ex moglie di Romani che abbiamo già pubblicato, con una versione dei fatti che non coincide in più punti con quella dell’ex marito.

Per quello che capiamo, ci sembra di poter dire che l’articolo mandi un messaggio implicito: Giulio Romani minaccia denunce, ma stando così le cose ha poco da denunciare.

Noi aspettiamo di ricevere notizie dagli avvocati della First, anche se si lascia perplessi la scelta di usare dei servizi della federazione per una questione personale. E poi risponderemo.

Intanto, se vuole, Giulio secondo può ancora scriverci e noi siamo pronti a pubblicare quello che lui vorrà, anche in risposta a quanto dice l’ex moglie, perché il nostro invito non lo abbiamo revocato. E non lo revocheremo almeno finché  non ci sarà arrivata la sua denuncia.

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7 Commenti - Scrivi un commento

  1. Incredibile come si mistifichi una torbida vicenda privata in una questione di categoria. Bisognerebbe denunciare lui per concussione e apologia di reato. … sindacale.

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  2. Peccato che siamo tutti in vacanza… poca partecipazione purtroppo. Io personalmente continuo a sperare che l’indignazione cresca….

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  3. Ma non vi sembra alquanto strano che invece di parlare di lavoro, salari e contratti da qualche anno finiamo sempre e solo per parlare di soldi distratti, malversati o addirittura rubati. Ma questo non è più un sindacato sarà pure rimasta una associazione ma di sicuro non più per difendere il lavoro e i lavoratori. Tanto per non farci mancare la dose quotidiana di vergogna cislina, ecco quanto riportato da “Italia Oggi” commentando lanciato dalla Corte dei Conti:
    Cinque per mille, scelte manipolate dai Caf ItaliaOggi – Numero 199   pag. 27  del 24/08/2018
    Scelte sul 5 per mille manipolate dai Caf per destinare i fondi a beneficiari diversi da quelli indicati (o non indicati) dai contribuenti. A lanciare nuovamente l’allarme è la Corte dei conti, che analizza l’attività di audit condotta dall’amministrazione finanziaria sui comportamenti degli intermediari
    di Valerio Stroppa
    Scelte sul 5 per mille manipolate dai Caf per destinare i fondi a beneficiari diversi da quelli indicati (o non indicati) dai contribuenti. A lanciare nuovamente l’allarme è la Corte dei conti, che nella delibera 14/2018/G analizza l’attività di audit condotta dall’amministrazione finanziaria sui comportamenti degli intermediari. La magistratura aveva già segnalato le irregolarità con tre diverse relazioni tra il 2013 e il 2015. Sulla scorta di tali indicazioni, l’Agenzia delle entrate ha condotto una campagna di controlli sulle attività dei centri di assistenza fiscale, alcuni dei quali «in potenziale conflitto di interesse con l’attività di raccolta delle volontà dei contribuenti, in quanto essi stessi fruitori del 5 per mille o in stretto legame con i beneficiari», segnala la Corte. Nel 2014 le dichiarazioni controllate dal fisco sono state 8.502: il 5,7%, ossia 485, hanno rivelato irregolarità, consistenti nella trasmissione di scelte non conformi alla preferenza dei cittadini (87 casi) o nella mancata conservazione delle schede relative alle scelte (398), circostanza che «inibisce ogni controllo sull’effettiva volontà dei contribuenti», chiosa la delibera firmata dal consigliere Antonio Mezzera. In oltre il 40% dei casi, poi, i fondi del 5 per mille sono andati agli enti collegati o comunque vicini ai Caf che hanno prestato l’assistenza fiscale: una situazione che può essere giustificata dalla «comune matrice ideologica», ma anche dovuta a «forme di sensibilizzazione dei contribuenti attraverso un modus operandi non neutro». Va precisato tuttavia che tale moral suasion è ammessa dalla vigente legislazione, anche se ciò «confligge potenzialmente con la necessità di una assoluta terzietà del titolare della funzione». Nell’adunanza del 28 giugno 2018 il rappresentante della Consulta dei Caf ha dichiarato la disponibilità della categoria ad affrontare la problematica, anche attraverso una modifica legislativa. Le critiche della Corte conti non risparmiano le Entrate. Non sono ancora state irrogate sanzioni, mentre sul fronte delle segnalazioni alla procura «l’Agenzia ha soprasseduto su tale possibilità».

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  4. Almeno quando fanno firmare ai contribuenti il 5 x mille a loro favore i caf potrebbero fare la dichiarazione gratuita. ….. tanto che ne sanno soprattutto gli inconsapevoli pensionati e lavoratori?

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  5. Per maggior chiarezza del problema segnalato dall’amico delle 0.00 ipropongo una sintesi:
    LA DENUNCIA DELLA CORTE DEI CONTI
    TASSE, DICHIARAZIONI DEI REDDITI: CAF CAMBIAVANO I DESTINATARI DEL 5 PER MILLE
    Una bruttissima storia di soldi, quella che è stata (nuovamente) denunciata dalla Corte dei Conti dopo le due segnalazioni del 2013 e 2015: riguarda le scelte sul 5 per mille, che sarebbero state manipolate dai Caf per destinare i fondi a beneficiari diversi da quelli indicati (i non indicati) dai contribuenti.
    Sulla scorta di quelle denunce, l’Agenzia delle Entrate ha condotto una campagna di controlli sulle attività dei Centri di assistenza fiscale, rilevando come in diversi casi le scelte fossero “in conflitto con la volontà dei contribuenti o in potenziale conflitto d’interessi in quanto essi stessi (i caf o enti vicini) fruitori del 5 per mille”.
    Nel 2014 le dichiarazioni controllate erano state 8.502 e di queste 485 (ovvero il 5,7%) hanno rivelato irregolarità. In oltre il 40% dei casi, poi, i fondi del 5 per mille sono andati a enti collegati o comunque vicini ai Caf che hanno prestato l’assistenza fiscale.

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