Interessi

Il mutuo principesco di Giulio secondo ha provocato reazioni diverse: c’è chi fa finta di nulla e aspetta che il “generale estate” comandi la mobilitazione generale al grido di “tutti ar mare, tutti ar mare, a mostra’ le chiappe chiare”; c’è chi dice, mozartianamente, che “così fan tutte”; e c’è chi si scandalizza.

Ma la cosa migliore è partire dai fatti: c’è un giornale che ha scritto una notizia, ossia un mutuo a condizioni molto ma molto favorevoli erogato da una banca al capo di un sindacato di bancari, e dall’interessato non c’è stata alcuna smentita né altro commento. Il documento, peraltro, non è segreto e quindi se fosse un falso, o una fake news, sarebbe stato facilmente scoperto.

A questo punto si tratta di capire se il mutuo è solo l’applicazione, per ragioni di cortesia, delle migliori condizioni che quella banca può arrivare a fare, il che renderebbe l’operazione poco opportuna ma non di più, o se si tratta di condizioni speciali, fatte solo a Giulio secondo e pochissimi altri. Perché in questo caso ci troveremmo di fronte non ad un favore ma a un regalo; come mettere un po’ di soldi in una busta e consegnarli alla persona interessata perché ci si possa comprare una casa ancora più bella.

La tesi dell’articolo, non confermato né smentito dalla banca né dal beneficiario, è che il mutuo erogato non appare giustificato nell’importo, in relazione al valore dell’immobile, né per gli interessi applicati, che non sarebbero solo convenienti ma assolutamente ingiustificati. Un regalo di denaro anziché un prestito da restituire con un piccolo interesse.

A noi sembra che un mutuo così favorevole – sempre pronti a dare atto che le cose non stanno così se qualcuno ce lo fa sapere, altrimenti scriviamo quel che ci sembra certo – può avere solo tre giustificazioni.

La prima ipotesi, meramente ipotetica, è che chi l’ha concesso sia un cretino, che quindi non si è reso conto di favorire il cliente e danneggiare la banca per cui lavora.

La seconda, meno ipotetica ma da dimostrare, è che ci si trovi di fronte ad un favore fatto da una banca locale ad un amico, o all’amico di qualche amico. Cioè a quella logica che ha mandato a fondo diverse banche, anche in Veneto, e rovinato un bel po’ di risparmiatori e di dipendenti. Una situazione che per un sindacalista sarebbe, quanto meno, un po’ imbarazzante. Ma registriamo che Giulio secondo non mostra in questi giorni alcun imbarazzo. Né la signora delle pulizie nella “Cisl-casa di vetro” si sente in dovere di tirar fuori Vetril e strofinaccio.

La terza ipotesi, la peggiore di tutte, è che la banca avesse un interesse a favorire una persona che ha il mandato di tutelare gli interessi dei dipendenti delle banche. E che quindi ci si troverebbe di fronte, come è stato affermato da uno dei commenti che ci sono arrivati, ad una situazione di conflitto di interessi.

In ogni caso, anche se è estate e sta per scattare l’ordine di andare tutti al mare, sarebbe interessante capire meglio, gli interessi in ballo in questa storia. In tutti i sensi.

Magari si scoprirà che in questo caso ci si è attenuti alla lettera a quel che c’è scritto nella Bibbia:

“Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di denaro, né di viveri, né di qualunque cosa che si presta a interesse”

(Deut. 23, 20)

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Siamo alle solite quando qualche volta l’elite viene presa con le mani nella marmellata si mobilitano i prezzolati di professione a vilire la portata del reato. Magari provocando gli accusatori così da distoglierli dalla colpa che nel caso d’incarichi pubblici prescinde dell’entità del reato o dalla quantità dei colpevoli ecc.ecc. Lor signori che si beano delle loro cariche per i motivi che sappiamo tralasciano il piccolo particolare che sono l’esempio per tutti i cittadini. che giustamente ma perchè se rubano o trafficano illecitamente loro se la sfangano sempre, anzi pretendono pure le scuse e se sbaglio io vado in galere?
    Conclusione quando i dirigenti erano, si sentivano e si comportavano come tali se mettevano un piede in fallo con o senza volontà la prima cosa che facevano erano le dimissioni PER NON CONDIZIONARE LE INDAGIN!!!!!!!!!
    Abitudini queste del tutto sconosciute oggi in CISL
    SEI sicuro della tua innocenza dimetti accetta liberati dall’accusa e se riabilitato ritorni più forte di prima se colpevole ti vai a nascondere dalla vergogna.

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  2. Ormai la CISL e’ marcia … e’ un organismo in putrefazione ormai da tempo e la puzza di questo marciume si sente in modo vomitevole ! Questo blog fa più che bene a continuare a denunciare i casi schifosi di cui viene a conoscenza … e quanti continuano ad essere sconosciuti purtroppo ! … ma per la cisl non esiste salvezza purtroppo … solo mandando in frantumi tutti e sottolineo TUTTI i vetri lerci e nauseabondi della casa della postina si potrà ricostruire .. ma lei sa benissimo che i suoi vetri sporchi rimarranno integri ancora per un bel po ‘ …

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  3. un ex dirigente della Cisl con la passione (o la mania) del catasto e delle planimetrie per così dire abusive o frutto di “rapine bianche” (come le morti) : li ha raccolti in dossier così tanto per non dimenticare.
    Quarant’anni di nomi e indirizzi che farebbero comodo ad alcuni e paura ad altri…Lui si diverte così. potrebbe pubblicare nomi di uomini e donne venuti da dove si mangiava una volta al giorno e spesso senza companatico ma poi saliti nella scala sociale senza altri meriti che quello di essersi prestati a traffici di ogni natura. Via Isonzo – via Tagliamento – Quartiere Coppedè – via Cile – via Panama – via Bruxelles – via Archimede – viale Bruno Buozzi – via XX settembre – via Gramsci – via Flaminia – Vigna Clara sono soltanto alcune delle vie e zone dove vissero e vivono da borghesi tanti sindacalisti della Cisl dell’altro ieri, di ieri e di oggi. Tutto falso ? O…Tutti falsi ?

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  4. La seconda che hai detto è quella buona bisogna aggiungere pero che come minimo il metodo (perchè di questo si è trattato) è stato applicato in tutte le città capoluogo di pregione e province per i confederali come per i dirigenti di categorie. Giusto per completare una informazione la cui portata è tanto lontana dall’iscritto che la crede una notizia strumentalmente false. Ben vengano queste testimonianze (circostanziate nei limiti del possibile). Così anche i più scettici dovranno convincersi che razza di dirigenza ha in mano la CISL

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  5. Per una volta parliamo degli interessi dei lavoratori; argomento che dovrebbe essere la stella polare di un sindacato. Eppure non passa giorno che la Iena ridens e suoi accoliti non dichiarino, in perfetta assonanza con la controparte, che c’è bisogno di crescita e per questo ridurre il costo del lavoro, precarizzarlo rendendolo insufficiente per sopravvivere. Questo nonostante giornalisti e studiosi leggermente più accolturati, sostengono che così il problema aumenta invece di diminuire (tesi che supportano con i fatti e numeri).
    Questo piccolo sproloquio contro la iattura di avere simili scellerate classi dirigenti (sindacali e padronali) abituate a vivere in modo parassitario, mungendo lo Stato e quando non si, può direttamente il cittadino. mi Stamane 30 luglio, un trafiletto di Passerini che non è certo un rivoluzionario mi ha rovinato la giornata; non per quello che scriveva ma per quello che ne conseguiva. Scriveva infatti che pur continuando con incentivi a profusione, di cresciita non se ne intravede neanche l’ombra perchè “IL CAVALLO NON BEVE” cosa che dimostra il totale fallimento della linea portata avanti dal sindacato e della cisl in particolare che si è posta sempre supina alle richieste del padronato, abbandonando al suo destino il povero marcolino.
    Ora è chiaro che sanno perfettamente di dover pagare un prezzo salato perchè il 4 marzo che ha portato la liquefazione di quell’aborto di partito, formato dai peggior elementi dei due gloriosi originali d’altra parte cercano d’eclissarsi il più possibile dal sindacato lavoratori, concentrandosi su quello dei servizi che rende loro preziosi servizi senza fastid. Come vecchio commilitone penso di poter dire che anche la tortura inflittaci da queste nullità per noi lavoratori volge alla fine ma per loro si prospettano cxxxd amari

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  6. A proposito d’interessi, Stamane mi è capitato di leggere il pezzo che segue, Di Marcello Veneziani in riferimento all’anniversario del mandato presidenziale dell’attuale Presidente della Repubblica.
    Non potendo che condividere l’articolo mi sono ricordato di come si arrivò alla sua elezione in modo, ovviamente, estremamente democratico dopo avere, sempre molto democraticamente (in pure stile Pdemocratico (Marini/Dalema) sferrato l’ennesima pugnalata al Mortadella/Bersani.
    Adesso gli stessi grandi strateghi si sono eclissati ma il popolo è a questi che dovrebbe chiedere i danni e che danni!!!! e attribuire la vera colpo del degrado che stiamo vivendo come italiani..

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  7. Di Maio: interverremo su privilegi e pensioni dei sindacalisti
    Il Vice Premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, è intervenuto sulle pensioni dei sindacalisti, nel corso del question time al Senato.
    Di Maio, come riferisce il Fatto Quotidiano, ha affermato di voler metter mano ai privilegi e alle pensioni dei sindacalisti, i cui assegni sono elevati grazie al sistema di calcolo previsto.
    Pensioni sindacalisti: sistema di calcolo
    Il succitato sistema, infatti, prevede la possibilità di avere pensioni elevate grazie all’incremento della retribuzione negli ultimi anni di lavoro e al fatto che gli assegni sono calcolati con il sistema retributivo ed agganciati allo stipendio degli ultimi anni di servizio.
    Queste le parole del Vice Premier al riguardo:
    “Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni di sindacalisti in un così breve lasso di tempo senza che allo stesso tempo si siano verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacali conferiti perché questo comporta delle sproporzionate prestazioni a danno della finanza pubblica e dei cittadini”
    Sindacalisti “pubblici” e “privati”
    Un’altra disparità sulla quale Di Maio intende intervenire riguarda i medesimi sindacalisti: “c’è una notevole disparità di pensionamento tra sindacalisti che sono dipendenti pubblici e iscritti ai fondi della gestione previdenziale obbligatoria e sindacalisti che non lo sono: interverremo in maniera risoluta per impedire che questi privilegi siano mantenuti“.

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  8. Ci associamo all’intervento delle 10.39 di ieri scoprire simili porcherie riporta alla mente l’immagine di un assetato nel deserto che vede l’aguzzino bere e buttare il resto dell’acqua nella sabbia:

    DA SCUOLA INFORMA: Pensioni d’oro sindacalisti: “basta privilegi”, Di Luciano Mondello 2 agosto 2018
    Ad annunciare un deciso cambio di rotta contro i privilegi rappresentati dallepensioni d’oro dei sindacalisti è stato direttamente il Ministro Luigi Di Maio. Il durissimo attacco del vice Premier contro le pensioni stratosferiche degli ex sindacalisti si è consumato oggi al Senato, durante il question Time.

    Di Maio contro i privilegi della casta dei sindacalisti: rivedremo il calcolo delle pension La questione è abbastanza delicata visto che sinora la maggior parte delle sigle sindacali hanno tenuto un profilo basso nei confronti di questo governo. I privilegi di cui parla il leader del M5S sono oramai talmente consolidati che diventerebbe proprio difficile scalfirli, mettendoli del tutto in discussione. Gli assegni dei sindacalisti, in base al calcolo effettuato, deriverebbero dal sistema retributivo; strano, ma tale sistema sarebbe oramai in disuso nelle altre forme previdenziali. Le cifre contenute negli assegni pensionistici dei sindacalisti, di cui Di Maio farebbe intravvedere la volontà di ridimensionarli, sarebbero davvero abbastanza consistenti.
    Calcolo pensionistico dei sindacalisti: un caso molto particolare – Molti non sono a conoscenza infatti di come avviene il calcolo pensionistico per questa categoria di pensionati ed ex lavoratori. L’assegno pensionistico per gli ex sindacalisti, infatti, è abbastanza esoso in quanto lo stesso viene calcolato attraverso il sistema retributivo. Tali somme inoltre sono commisurate alla rata stipendiale degli ultimi anni di servizio/lavoro. Questo metodo, stranamente, contribuisce notevolmente ad incrementare le cifre negli assegni pensionistici mensili degli ex sindacalisti.
    Le dichiarazioni del vice Premier Luigi Di Maio contro i privilegi dei sindacalisti con le loro pensioni d’oro
    Su questo argomento lo stesso ministro dichiara: «Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni di sindacalisti in un così breve lasso di tempo senza che allo stesso tempo si siano verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacali conferiti – precisa Di Maio – perché questo comporta delle sproporzionate prestazioni a danno della finanza pubblica e dei cittadini».
    Chiaramente, per dichiarare guerra ai fortunati beneficiari di quelle pensioni il leader del M5S avrà avuto le sue personali ragioni. Probabilmente, supportato anche dalla carica e dalla posizione di governo ricoperta.
    Per quanto riguarda, infine, la disparità di trattamento pensionistico tra i sindacalisti pubblici e quelli privati, le intenzioni del Ministro risultano oggi abbastanza chiare. In tal senso Di Maio precisa: «C’è una notevole disparità di trattamento pensionamento tra sindacalisti che sono dipendenti pubblici e iscritti ai fondi della gestione previdenziale obbligatoria e sindacalisti che non lo sono: interverremo in maniera risoluta per impedire che questi privilegi siano mantenuti».

    Un gruppo di vecchi precari che annualmente elemosinano una supplenza, molto spesso part-time e a 1000 Km dalla famiglia e chi si lamenta viene etichettato come populisti.

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