Solo allo Snals?

Due sindacalisti in pensione dello Snals si sono visti sequestrare un bel po’ di soldi perché le loro retribuzioni sarebbero state gonfiate fittiziamente negli ultimi anni di attività allo scopo di aumentare la pensione. E non è la prima volta che situazioni di questo genere vengono scoperte in questo sindacato (se ne occuparono anche le Iene). Ed al centro della questione c’è una legge, la 564/1996 (sulla quale ancora le Iene intervistarono il professor Treu, padre della normativa, che ammise alcuni difetti nelle regole), che riguarda la pensioen del sindacalista che goda del distacco retribuito.

Tanto per esser chiari, qua si tratta di una situazione diversa da quella che riguarda la pensione di Bonanni. Il quale, non essendo in distacco retribuito, non ha beneficiato dei difetti della legge 564 (ma semmai di altro). Ad essere in distacco retribuito sono, per esempio, i due campioni alla testa della Cisl attuale, cioè nostra signora delle Poste, Anna Maria Furlan, che alle Poste ci ha lavorato, e il dottor Sbarra dell’Anas, che all’Anas non si sa se ci ha mai lavorato visto che lui tiene gelosamente segreta la data di assunzione (che secondo alcuni sarebbe avvenuta quando era impegnato a fare il segretario della Cisl calabrese: due rapporti di lavoro a tempo pieno contemporaneamente!).

Ma non è che ci siano solo loro, perché i sindacati italiani oggi sono fondati sui distacchi retribuiti più di quanto la repubblica sia fondata sul lavoro.

E allora la domanda sorge spontanea: è possibile che il trucco di gonfiare la retribuzione aggiuntiva prima della pensione lo conoscessero solo allo Snals? All’epoca Treu promise alle Iene di far fare dei controlli, ma non se ne è saputo più molto…

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15 Commenti - Scrivi un commento

  1. Anche le jene ci hanno un po mollato. Che sia l’effetto del nuovo Governo per certi versi contro il sistema? Che il datore di lavoro delle jene abbia mandato l’input di non esagerare su certi argomenti che allo status quo sono da considerarsi per certi versi tabù?

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  2. PALERMO: “PENSIONI SICURE”, SINDACALISTI TRUFFATORI
    Maria Chiara Ferraù Quotidiano Libero del 29 giugno scorso.

    È stata denominata “pensioni sicure” l’operazione condotta dagli agenti della guardia di finanza di Palermo che ha permesso di scoprire una truffa messa in atto da due sindacalisti dello Snals. Ai due professionisti sono stati sequestrati beni per oltre 115 mila euro.
    A finire nel mirino delle fiamme gialle sono stati Agata Del Vecchio e Giovanni Di Pisa, entrambi sindacalisti.
    I due, insegnanti distaccati presso il sindacato nazionale autonomo lavoratori scuola di Palermo, avevano dichiarato all’Inpdap di aver ricevuto dall’organizzazione sindacale, nel solo ultimo anno di lavoro prestato presso la segreteria provinciale dello SNALS, una retribuzione aggiuntiva rispetto allo stipendio da insegnante.
    Ciò ha consentito loro di maturare un aumento del trattamento pensionistico. In particolare i due sindacalisti, nella qualità di segretario provinciale vicario e di segretario provinciale, hanno mantenuto durante tutto il periodo del distacco sindacale, protratto fin dagli anni ’80, esclusivamente il diritto allo stipendio previsto per l’insegnamento.
    Soltanto un anno prima del pensionamento (dal 01.09.2007 al 31.08.2008 per la sig.ra 
    DEL VECCHIO e dal 01.09.2010 al 31.08.2011 per il sig. DI PISA Giovanni) entrambi 
    avrebbero ottenuto la retribuzione aggiuntiva per le mansioni svolte presso il sindacato.
    La decisione di assegnare questo “aumento” ai due dirigenti e la sua quantificazione sarebbero state adottate dal sindacato in sede di consiglio provinciale e formalizzate in appositi verbali palesemente manipolati con indicazioni apposte a penna, verosimilmente in un momento successivo alla loro formazione.
    Tuttavia, dai rendiconti annualmente predisposti, dalla documentazione di dettaglio delle spese sostenute dal sindacato e dalla documentazione bancaria fornita dai diversi istituti di credito interessati è risultato che il sindacato non avrebbe avuto la disponibilità finanziaria per corrispondere i compensi aggiuntivi, peraltro in contanti, ai due dirigenti.
    Pertanto, gli stessi non hanno mai realmente percepito tali somme né svolto funzioni 
    ulteriori rispetto a quelle esercitate in passato, ma nonostante ciò hanno conseguito indebitamente il diritto a ricevere una quota pensionistica ‘integrativa’ calcolata secondo il metodo retributivo sulla base della retribuzione dell’ultimo anno di attività.
    In tal modo, la Del Vecchio ha ottenuto una pensione gonfiata dal 2009 di 54 mila euro
    mentre Di Pisa dal 2012 di 61 mila euro. Per tali vicende entrambi i sindacalisti sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato.
    Tre domande achi ne sa di più sull’argomento:
    a) ma questi contributi figurativi e fasulli sono gli stessi che che la riforma Dimaio vuol sopprimere?
    b) Si può sapere quanti ne beneficiano impropriamente? Perché ho sentito dire che il fenomeno non interessa solo i sindacalisti che sarebbero (secondo amici) già tantissimi, ma anche tante altre categorie.
    c) Un signore che si dichiarava sindacalista cub in una discussione sull’argomento al circolo stamane sosteneva che questo andazzo era la norma per tutte le segreterie nazionali e confederali di tutti i sindacati tranne i cub ovviamente.
    Spero che le risposte smentiscano queste voci perché diversamente altro che combattere il populismo avanti così si arriva ai forconi,

    Onore a Fausto

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  3. Non sarebbe il caso che l’Inas (specialista dell’argomento) chiarisse a tutti noi profani cosa (…) sono questi contributi figurativi ma principalmente chi li paga e come funziona la truffa messa in opera? Ho scritto funziona perchè corre voce che in giro, in atto ce ne siano a iosa.
    Ma ancora più necessario ed utile oggi per tutti gli onesti sindacalisti di qualunque casa facessero una dichiarazione di non aver usufruito oppure usufruito come e quando garantendo a tutti una sanatoria a tutti dopo aver firmato da parte loro le dimissioni dall’incarico e l’impegno a non occuparsi mai più di cosa pubblica?

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  4. Il pezzo che segue (a firma di Salvatore Cannavò) è stato tratto dall’articolo del “FATTO QUOTIDIANO” del 30 Ottobre 2014 che in parte riporto mi sembra della stessa natura dei condannati siciliani (naturalmente fatte le dovute proporzioni) dello SNALS. Se così fosse perché non è intervenuta e non interviene la magistratura?
    Cisl, Raffaele Bonanni un segretario sindacale da 336mila euro l’anno
    ………Raffaele Bonanni avrebbe dovuto lasciare la segreteria della Cisl, a cui era stato eletto nel 2006, fra pochi mesi. Eppure il 24 settembre scorso decise di anticipare la sua uscita. Stanchezza politica, si è scritto, oppure indisponibilità a essere additato come il rappresentante di una storia vecchia e conservatrice, quella sindacale, secondo il copione redatto dal premier Matteo Renzi. Ma forse, anche il frutto
    di una faida interna alla Cisl fatta di lettere anonime, velate minacce, dossier che sono passati nelle mani dei vari dirigenti. Uno di questi dossier Il Fatto lo ha potuto leggere e racconta una storia beffarda, fatta di un aumento vertiginoso dello stipendio dell’ex segretario proprio a ridosso dell’anno in cui, il 2011, decide di andare in pensione. Beneficiando così a pieno del sistema retributivo ed evitando di finire nelle maglie della imminente riforma Fornero. Il dato sulla pensione di Bonanni è stato già reso noto. L’ex sindacalista,infatti, percepisce dal marzo 2012 la pensione (numero 36026124) dall’importo lordo di 8.593 euro al mese. Al netto delle trattenute si tratta di 5.391,50 euro mensili. Qualcosa che nessun lavoratore medio si può permettere.Nei giorni dell’addio alla segreteria, Bonanni ha giustificato tali importi sempre allo stesso modo: si tratta del frutto di 46 anni di lavoro dipendente, con contributi regolarmente versati, quindi niente di speciale. Inoltre, va ricordato, Bonanni è riuscito a sfuggire, grazie all’anzianità lavorativa, alle modifiche operate nel 1995 dalla riforma Dini che introdusse il sistema contributivo, quello poi esteso a tutti i lavoratori dalla riforma Fornero. Sistema basato sul principio: “Tanti contributi hai versato, tanto sarà l’assegno pensionistico”. Con il sistema retributivo, invece, la pensione si calcolava sulla base della media degli ultimi anni di retribuzione: cinque anni prima della riforma Dini, casistica in cui Bonanni rientra in quanto a quella data aveva superato ampiamente le 18 annualità contributive richieste. Su questo particolare scatta la vicenda di cui stiamo dando conto.Il sindacalista, oggi senza incarichi pubblici, viene eletto segretario generale della Cisl nel 2006. Fino a quella data era segretario confederale e guadagnava meno di 80 mila euro lordi l’anno. 75.223 nel 2003, 77.349 nel 2004 e 79.054 nel 2005. Quando diventa segretario generale, secondo il regolamento interno alla Cisl, il suo stipendio viene incrementato del 30%. Quindi, secondo le regole interne, avrebbe dovuto guadagnare circa 100mila euro lordi annui. Nel 2006, la Cisl dichiara all’Inps una retribuzione lorda, ai fini contributivi, di 118.186 euro. Un po’ più alta di quella prevista ma non di molto. Le stranezze devono giungere con gli anni seguenti. Nel 2007, infatti, la retribuzione complessiva dichiarata all’Inps è di 171.652 euro lordi annui. Che aumenta ancora nel 2008: 201.681 annui. L’evoluzione è spettacolare, gli incrementi retributivi di Bonanni sono stati del 45% e poi del 17%. Ma la progressione continua: nel 2009, la retribuzione è .579 (+26%), nel 2010 sale “di poco” a 267.436 (+4%) mentre nel 2011 schizza a 336.260 con un aumento del 25%.
    Siamo alla vigilia della domanda di pensione che, dicono i suoi critici, Bonanni riesce a presentare prima del varo della riforma Fornero. E così, beneficiando di una carriera ampia – 46 anni – e potendosi basare sulle ultime cinque retribuzioni d’oro riesce a conquistare una cifra nemmeno lontanamente qualunque altro sindacalista.
    zorro

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  5. La Furlan e Sbarra sono salvi perché hanno costruito la casa di vetro, dove la trasparenza la vedono a modo loro, quindi devono pagare i padri di famiglia che non commesso nulla di non autorizzato dal vertice, per evidenziare all’esterno che si è fatta pulizia e che quindi hanno dato inizio alla nuova e linda CISL… poi leggi questi post e cambi idea sulla postina e sullo stradino.

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    1. Nessuna difesa del professor Bonanni, che non aveva il distacco retribuito ex legge 564, ma una domanda di trasparenza al dottor Sbarra dell’Anas, che ha il distacco retribuito e non si sa perché …

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  6. Come nessuna domanda e secondo te quella crescita esponenziale degli ultimi cinque anni da lui stesso candidamente dichiarato che non li ha presi come stipendio dalla cisl ma servivano per prendersi i contributi figurativi cioè pagati dall’inps e su questi calcolare la pensione megagalattica. A me l’hanno spiegata cosi iscritti di altro sindacato se è diverso spiegatelo voi chiaramente una volta per tutte. Per quanto riguarda D’Antoni Marini ecc. c’è poco da dire sono stati i maestri di questi giochetti. Ho sentito più volte il giornalista Giordano chiedere pubblicamente in televisione a D’antoni di spiegare in quale università e quando ha insegnato come professore universitario perchè a quanto pare gode anche di una pensione come prof. universitario. A proposito ma non sarà che pure don Rafele ne prende una perche è è daun po di tempo che leggo di una sua laurea.

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  7. È palese che Bonanni si sia gonfiato i contributi degli ultimi anni per aumentarsi la pensione in regime retributivo giusto in tempo prima della Fornero e della sua rielezione (durata poco) a Segretario Generale. Mai successo in Cisl che un pensionato fosse eletto prima di allora Segretario. … evidentemente la Uil ha ispirato. …
    La giustificazione per il rigonfiamento dei contributi e’ proprio stata : il giusto premio per aver lavorato una vita. …Ah già! Anche questo è un precedente (ma non troppo se ci si guarda in giro ) in virtù del quale qualsiasi iscritto alla Cisl potrebbe dire: ” ho lavorato una vita e pertanto merito che il mio sindacato mi versi i contributi per una bella pensione integrativa” ( dato che andremo in quiescenza in regime contributivo ). Almeno ci si salvaguardia il tfr che non potremmo altresi’ utilizzare come i nostri padri han fatto per il futuro dei figli.
    E se Furlan & c. han taciuto e beneficiato per anni finché non li han colti con le mani nella marmellata, saranno disposti ad aiutare chi davvero si spacca quotidianamente la schiena senza vedere la prospettiva di una dignitosa pensione? E senza pure la prospettiva di farsi assumere dall’anas, magari anche versando bitume sulle strade… mica si pretende un posto in ufficio, per pura meritocrazia? Ci raccomandera’ il Gigi quasi generale ? Oppure il generale Bonfanti?

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  8. Condivido l’intervento delle 21,14 però mi permetto di precisare che la cisl per bonanni ha fatto un autentico falso dichiarando di aver pagato stipendi a bonanni non veri (così almeno pare che lui di persona avesse spiegato di non aver preso i trecentomila e rotti dichiarati per fare in modo che i contributi che per la cisl che erano solo figurativi fossero pagati dall’inps prendendoli dai contributi pagati dagli altri lavoratori. Questo dalle mia parti si chiama truffa. A meno che non si dimostri che non è vero ma finora a me l’hanno tutti spiegata cosi.

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  9. COSA SONO I CONTRIBUTI FIGURATIVI, COME FUNZIONANO, A COSA SERVONO
    Ecco cosa sono e a cosa servono i cosiddetti “contributi figurativi”, chi li versa e perché possono essere importanti.
    I contributi figurativi SONO CONTRIBUTI FITTIZI ovvero corrispondenti a periodi durante i quali il lavoratore non ha prestato servizio.
    Perchè si maturano i contributi figurativiI contributi figurativi
    si maturano nei periodi in cui il lavoratore non può svolgere la normale attività lavorativa e per conseguenza il datore di lavoro non è tenuto a versare i contributi. Questi sono i casi più comuni:
    malattia,
    maternità,
    disoccupazione,
    cassa integrazione,
    invalidità
    servizio di leva.
    A cosa servono i contributi figurativi?
    I contributi figurativi sono necessari a garantire comunque ai lavoratori la copertura assicurativa e il diritto alla pensione, in taluni casi giudicati meritevoli di tutela. Sono previsti dalla legge e VENGONO VERSATI DIRETTAMENTE DALL’INPS SUL CONTO ASSICURATIVO.
    Differenza tra contributi figurativi, contributi volontari, contributi da riscattoA differenza dai contributi volontari e dei contributi da riscatto (quali ad esempio quelli relativi agli anni di studio universitario o di lavoro all’estero), i contributi figurativi, in casi tassativi individuati dalla legge, possono essere accreditati su richiesta del lavoratore, ma anche d’ufficio dall’INPS e in ogni caso in maniera gratuita.
    Quando i contributi figurativi sono versati d’ufficio?
    I contributi figurativi sono versati d’ufficio nei seguenti casi:
    disoccupazione indennizzata (Naspi, ASDI, Aspi e Mini-Aspi);
    indennità di mobilità,
    indennità di cassa integrazione guadagni (ordinaria e straordinaria),
    periodi di godimento delle prestazioni di invalidità di natura previdenziale (dunque l’assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità, seppur a determinate condizioni),
    periodi di assistenza antitubercolare,
    contratti di solidarietà (per la parte di contribuzione persa a causa della riduzione dell’orario di lavoro)
    part-time agevolato (per la parte di contribuzione persa a causa della riduzione dell’orario di lavoro)
    Trattandosi di accrediti obbligatori, derivanti da specifiche condizioni di legge, questi contributi versati d’ufficio non sono soggetti a rinuncia da parte del soggetto interessato.
    Quando i contributi figurativi sono versati su richiesta dell’interessato?
    I contributi figurativi possono essere accreditati su richiesta dell’interessato nei seguenti casi:
    servizio militare e periodi equiparati (dunque anche il servizio civile derivante da obiezione di coscienza);
    congedo per maternità e paternità ed il congedo parentale;
    assenze per malattia del figlio;
    assenze dal lavoro non retribuite per assistere, educare figli o portatori di handicap;
    assenze retribuite per assistere i portatori di handicap;
    assenze per malattia ed infortunio (entro un massimo di 22 mesi);
    assenze per donazione di sangue o per donazione del midollo osseo;
    assenze PER ASPETTATIVA DOVUTA A CARICHE PUBBLICHE O SINDACALI.

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  10. Essendo stato il Bonanni in distacco sindacale ex legge 300, i contributi negli ultimi anni non possono che essere stati versati dal dipartimento amministrativo della Cisl attraverso gli F24 mensili relativi alla sua busta paga. In pratica hanno pagato gli iscritti.

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