“… e io non mi intimido”

La lettera di formale diffida ad iscriversi alla First (o, peggio mi sento, alla Fnp) e di allegarne le prove ha provocato una nota di risposta della Uilca, la federazione di settore aderente alla Uil che, un po’ come accaduto fra Fai e Uila, sta beneficiando (assieme ai sindacati autonomi) delle energie disperse in strani progetti di fusione in casa Cisl.

Siccome alcuni degli ex aderenti alla Dircredito, non condividendo la scelta di Maurizio Arena (non quello povero ma bello, un altro…), di traslocare in “casa Romani” si sono iscritti alla Uilca, ora stanno ricevendo la formale diffida. E qualcuno si deve essere spaventato più del lecito, visto che l’organizzazione ha sentito il bisogno di scrivere a tutte le strutture osservando che, di fronte al tono “al limite della faziosità e della intimidazione” che arriva loro da casa Romani, la cosa migliore – sintetizziamo così la lettera che riproduciamo in coda – è quella di rispondere come Totò ad Aldo Fabrizi:

“Va bene, io non mi intimido e sto qua”.

 

 

 

A TUTTE LE STRUTTURE
Alcuni Iscritti alla Uilca stanno ricevendo, in questi giorni, una lettera raccomandata a.r. dall’Associazione culturale Dircredito.
In primis facciamo molta fatica a decifrare il ruolo di questa Associazione culturale all’interno dell’attività sindacale dei nostri settori: ci risulta infatti che, dopo la fusione tra la ex Fiba e la ex Dircredito, tutte le funzioni sindacali (quindi anche il proselitismo) siano in capo alla nuova Organizzazione Sindacale denominata First/Cisl.
La missiva presenta delle caratteristiche molto singolari, al limite della faziosità e della intimidazione.
Viene addirittura scomodato il Codice Civile, ovvero l’art. 1454, che in sintesi declama la semplice diffida ad adempiere.
La lettera è di fatto una diffida, inviata a ex iscritti della Dircredito, ora aderenti alla Uilca, ad adempiere ad un presunto obbligo di iscrizione nei riguardi all’Associazione culturale Dircredito o alla First/Cisl. Tale obbligo non può esistere, in quanto ciò contravverrebbe a qualsiasi principio generale in materia di libera determinazione tale da compromettere la consapevole ed autonoma adesione, di ogni singolo soggetto, ad una organizzazione sindacale.
Il tenore della comunicazione è chiaramente teso a creare confusione e allarme tra i nostri Iscritti.
La formula usata si presta infatti a ingenerare dubbi interpretativi, sia nei contenuti contradditori e non in linea con quanto previsto dallo Statuto dell’Associazione, sia riguardo alla libertà individuale.

La vicenda è infatti incomprensibile in quanto lo stesso Statuto dell’Associazione fa decadere automaticamente la qualifica di socio a seguito dalla mancata o cessata iscrizione alla First/Cisl (per gli attivi e esodati) o alla Federazione Nazionale Pensionati/Cisl (per i pensionati).
Pertanto, unica conseguenza, derivante dal mancato pagamento della contribuzione, è la perdita della qualità di socio; quindi una scelta che rientra nella facoltà decisionale del singolo soggetto.
In conclusione, per tutti i motivi finora elencati, invitiamo le Strutture a rassicurare gli eventuali destinatari della predetta diffida in merito agli effettivi contenuti della stessa; ovviamente l’adesione alla Uilca comporterà la decadenza della qualifica di socio dell’Associazione come, d’altronde, esplicitato nella stessa lettera.
Fraterni saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE
Massimo Masi

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2 Commenti - Scrivi un commento

  1. Simili pagliacciate solo la cisl diretta da stradini e postine, con stipendio da Presidente degli USA e della Regina d’Inghilterra permetterlo.

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  2. Tremate tremate le streghe son tornate !!!!!!
    DEPUTATI- TAGLIO VITALIZI DA NOVEMBRE 2018 – poi toccherà ai SINDACALISTI ?? Chi vivrà vedrà.
    Delibera per il taglio vitalizi ai deputati, calcolo contributivo puro, pensione minima a 980 euro al mese, ricalcolo trattamenti in essere.
    Governo Conte, si parte con il taglio dei vitalizi
    Calcolo contributivo per i vitalizi dei deputati, anche per le annualità precedenti al 2012: c’è in pratica una sforbiciata che partirà dal novembre 2018, nella delibera dell’Ufficio di Presidenza della Camera presentata dal presidente dell’aula di Montecitorio Roberto Fico, che verrà votata entro metà luglio.
    In base al nuovo meccanismo previsto, su 1405 vitalizi erogati dalla Camera, ne verranno ricalcolati (abbassati) 1338, mentre solo 67 non verranno ritoccati. Nessuna novità, invece, per le vedove e i vedovi, che continuano a percepire il vecchio vitalizio.
    La norma prevede che il vitalizio del parlamentare si calcoli interamente con il sistema contributivo applicato alla generalità dei lavoratori: è già così dal 2012, ma solo per le annualità successive, mentre ora il calcolo contributivo sarà anche retroattivo rispetto al 2012. Chi fa una sola legislatura ha un vitalizio minimo di 980 euro al mese, il vitalizio minimo per chi subisce una decurtazione superiore al 50% sarà di 1.470 euro. Tolto il vitalizio ai condannati in via definitiva.
    Risparmio previsto: circa 40 milioni di euro, che potrebbero andare ad alimentare il fondo per le Pensioni minime, che secondo il vicepremier Luigi Di Maio dovrebbe essere creato proprio con le risorse derivanti dai tagli a vitalizi e pensioni d’oro. Su quest’ultimo fronte, lo ricordiamo, la proposta del Governo è quella di ricalcolare, con il contributivo, tutti i trattamenti superiori ai 5mila euro netti al mese
    PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI (PER VOI) RESTITUITE L’ONORE ALLA MEMORIA DI UN GALANTUOMO QUALE E’ STATO FAUSTO

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