Porcate

Ci fu un tempo che Fiba e Fabi andavano così d’accordo che stavano per mettersi assieme e fare un megasindacato che avrebbe dovuto costituire, in un settore frammentato come quello delle banche, il soggetto rappresentativo di riferimento. E cominciarono stipulando un “patto di azione”.

Poi non se ne fece più nulla, se si eccettua il passaggio di una ex segretaria generale della Fabi, eletta nel 2004 e dimessasi all’improvviso nel 2007, nelle fila dell’attuale First, creata da Giulio Romani facendo campagna acquisti fra i sindacati autonomi nel tentativo, peraltro fallito, di strappare alla Fabi la corona simbolica di sindacato più rappresentativo del settore.

E, come accade questo casi, se gli ex fidanzati si lasciano in malo modo, poi volano le parole grosse. Come un paio di anni fa, quando la First firmò un accordo separato nel gruppo Iccrea che il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, il grande avversario di Giulio secondo Romani, ebbe a definire “una porcata”. Ricevendo in cambio una querela da Alessandro Spaggiari, all’epoca segretario nazionale della First e principale autore della presunta “porcata”.

Due anni dopo, il gup ha archiviato su richiesta del pubblico ministero, affermando che il termine, sia pure un po’ forte, rientra nel normale diritto di critica e di polemica fra organizzazioni sindacali concorrenti.

E a noi fa piacere che la decisione sia stata questa; non perché ci interessino le prime donne che sgomitano per il titolo di “più bello del reame” fra i bancari, o il giudizio sul contratto Iccrea di due anni fa, ma perché ci sta a cuore la difesa dell’esercizio del diritto di critica. Che, tanto per fare un esempio, a Fausto Scandola venne negato dalla Cisl-Probiviri che lo espulse per aver detto cose assai più misurate nei confronti della signora Anna Maria. La quale, assieme ai suoi colleghi della segreteria ai tempi di Bonanni, aveva fatto le “porcate” che Fausto Scandola ha denunciato, subendo l’ulteriore “porcata” dell’espulsione.

E usiamo il termine “porcata” nei confronti degli atti della signora Anna Maria, dei suoi onorevoli colleghi dei tempi di Bonanni, di chi ha chiesto l’espulsione di Fausto Scandola e di chi l’ha poi decretata, intendendo esercitare così il nostro diritto di critica “non inquadrabile – come scrive il gup Clementina Forleo – in un gratuito attacco alla persona”.

 

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3 Commenti - Scrivi un commento

  1. Questa Ordinanza è l’emblema di come bisogna rivolgersi alla magistratura esterna per avere giustizia in cisl e di quanto i Probiviri siano la longa manus della signora e dei suoi accoliti.
    È l’immagine di una cisl che non rispetta le norme che scrive e che pubblicizza per promuovere il “brand”. Un brand, appunto, un marchio, non un’idea sociale, non un ideale di solidarietà, non una scelta di tutti onestà.
    Una azienda che fa utili e che invece di distribuire i dividendi ai soci, finanzia l’amministratore delegato ed i suoi sostenitori.
    La morte del sindacato.
    Una porcata, insomma…

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  2. Ho letto sul Gazzettino di Venezia un breve articolo a firma di Pierpaolo Baretta, “presidente Ares”, ex Cisl ed ex sottosegretario negli ultimi governi. Analisi plausibili ma che si infrangono sugli scogli di un Pd che non ha mai voluto imparare nè dalla storia nè dalla cronaca. La supponenza è il loro habitus.
    Anche in questa occasione egli si conferma uomo di qualità, ma che la militanza nella sinistra fru fru ha modificato in un esteta dai verbosi convegni come i…suoi compagni, compianti Renzi, Martina e vestali al seguito.
    Tutti pensieri di un pensiero debole e di rare azioni concrete come quelle che potè dimostrare negli anni trascorsi alla corte del califfo palermitano e poi di seguito, esibite con alquanta e rara perspicacia in quel refrattario deserto che oggi, anche grazie ai troppi mancati eroismi, produce i fiori che furon tanto cari e amari a Baudelaire.
    Ora l’orizzonte sono le future elezioni europee nelle quali il Pd sogna di ripetere quel 40 per cento che fu il miraggio poi svanito all’alba.
    Dispiace dirlo ma non vedo nella sinistra, sedicente riformista, leader capaci di intonare come Otello l’inno della riscossa…Si preannuncia invece la peggiore condizione per quel Partito e per un Sindacato come
    la cisl : morire a poco a poco per inedia. La morte in battaglia infatti
    si addice agli eroi, merce sempre rara, non meno di questi tempi.

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  3. Pet i cosiddetti rider’s il Governo sta approntando un decreto di tutele basilari. E già le imprese minacciano ritorsioni. E i sindacati dicono nulla? Nel momento opportuno si registra un silenzio assordante. Solo nei comizi e conferenze autoreferenziali si fanno notare. …

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