Se questo è un congresso (lettera da Asti)

Da un lettore riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al segretario generale della Cisl relativa al congresso della Fp di Alessandria-Asti di fine commissariamento: un congresso con i delegati nominati dall’alto, che ha eletto un esterno all’organizzazione, che ha applicato regole diverse da quelle dello statuto …

… insomma, un tipico congresso di quest’epoca della gestione Furlan, inaugurata dall’illegittimo commissariamento della Fai, proseguita con l’espulsione di Scandola per aver raccontato la verità, che ha poi visto il ricorso a commissariamenti politici in Campania e per la Fp e che sta preparando l’avvento alla guida della Cisl di un signore che deve ancora spiegare perché si fece assumere dall’Anas, senza lavorarci neanche per un giorno, mentre era segretario generale della Cisl in Calabria.

Una stagione che di congressi come quello raccontato nella lettera ne ha visti tanti.

il9marzo.it

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Lettera aperta al Segretario Generale della cisl, Signora Anna Maria Furlan.

Gentile Segretario,

Come a Lei sicuramente noto, il giorno 8 giugno si è tenuto il congresso straordinario della fp di Alessandria-Asti. Il congresso, arrivato dopo un lungo periodo di commissariamento, come ormai prassi nella federazione, non ha coinvolto i lavoratori nei luoghi di lavoro ma si è svolto per designazione dall’alto di un segretario che, per quanto ho appreso dai giornali, arriva dalla confederazione e non dalla federazione di cui dovrebbe essere espressione ed è, pertanto, sconosciuto a tutti noi.

Sono sinceramente sconcertato dal fatto che, dopo un così lungo periodo di gestione straordinaria, ben due territori (ed ex federazioni), non abbiano potuto/saputo esprimere un segretario Generale espressione di almeno un comparto della già complessa funzione pubblica. E dire che in molti, provenienti dai due territori, avevano alacremente lavorato per la federazione tutta e non solo per Alessandria o Asti, maturando anche senso di responsabilità e aspettative.

Non ne faccio una questione personale giacché sono anche prossimo alla pensione, ma ritengo mortificante, per chi quotidianamente si spende in questi due territori, che il segretario Generale debba essere imposto dall’alto e, soprattutto, che non sia espressione della federazione che dovrà guidare, né per un profilo territoriale né per appartenenza culturale. Ciò oltre ad essere incomprensibile sembra fare parte di una strategia più complessa.

Altro motivo di forte sconcerto è rappresentato dal fatto che la segreteria è composta da quattro persone. L’elezione è avvenuta, da quello che riferiscono i giornalisti, poiché io sono stato escluso anche dagli invitati, alla presenza del segretario Petriccioli, del commissario Giuliattini e del segretario dell’ust Marco Ciani.
Ricordo con esattezza che l’articolo 16 dello Statuto della cisl Piemonte prescrive inderogabilmente che le federazioni territoriali devono avere massimo tre segretari, comprendendo nel numero anche il segretario Generale.

Com’è possibile che un segretario Generale nazionale di una sua federazione, Maurizio Petriccioli, già componente della sua segreteria, abbia potuto consentire una deroga a tale norma perentoria?

D’altronde questo suo segretario non è nuovo a deroghe sulla composizione delle segreterie. Per quanto io ricordi, anche in Toscana la Segreteria regionale risulta composta da tre uomini, anche qui in deroga alla previsione di una componente donna in ogni segreteria. E anche in questo caso più volte denunciato.
In Piemonte, ed in particolare a Cuneo, anche la Fim ha una Segreteria di soli uomini. Anche in Piemonte la cosa è stata denunciata.

Le chiedo di intervenire e, se ritiene, di dare una risposta ai quesiti che molti iscritti, oltre me, si pongono in merito al rispetto della democrazia e alla osservanza delle regole contenute negli statuti.

Ad Alessandria, ad esempio, oltre a non essere stati coinvolti i lavoratori, è stata costituita una segreteria che non è espressione, nella persona del nominato segretario Generale, della federazione e che non rispetta lo statuto con riferimento alla composizione numerica. Ormai i consigli generali sono a loro volta nominati per “confermare” volontà che scendono dall’alto. Così tutto si riduce ad una parata dannosa ai lavoratori e al sindacato, quello vero, che perde credibilità e autorevolezza.

Tre violazioni in una sola volta sembrano eccessive a molti iscritti che, con pacatezza hanno fino ad oggi continuato a sperare in una inversione della tendenza all’anarchia e allo strapotere di pochi, sono ormai giunti alla conclusione che forse è meglio risparmiare i soldi della tessera e concedersi un rinnovo contrattuale vero, visto che quello appena fatto è una farsa.

Confido in un suo intervento, in assenza del quale sarebbe confermato il sospetto di molti: che tutto accade anche con il suo benestare.

Non voglio crederci e spero in un suo intervento.

Iscritto di Asti anonimo per necessità.

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8 Commenti - Scrivi un commento

  1. Da come se ne frega di tutti e di tutto penso che sia ora di chiamare la Furlan, pensando alla celebre espressione di Sordi, La Marchesa del Grillo.

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  2. Carissimo iscritto di Asti, non vorrei deluderti, ma credo che nessuno ti risponderà, anch’io ero un iscritto anch’io sto per andare in pensione e vista la nomina del nuovo segretario della to di Asti e Alessandria, ti assicuro che è la continuazione di un disegno ben definito di cui il nuovo segretario fa parte , e te lo dico con sicurezza. Il “programma ” di epurazione parte da molto lontano ed è stato ben pianificato con reclutamento e aggregazione di persone con caratteristiche ben precise. Come faccio affermare ciò? Perché in quel periodo in seno alla Cisl ne ero coinvolto, poi però di buon grado mi defilai non approvando assolutamente questo “sporco” programma, ma che oggi continua in tutto e per tutto secondo quanto stabilito malgrado la perdita di iscritti e voti alle eelezioni. Questa non è la Cisl fp di cui ne ero fiero di rappresentante. Ormai ci sono solo persone il cui credo principale è il proprio ego a discapito di tutto e tutto, ove o sei con me o fai come dico io o li ce la porta. Tutto deve essere sotto controllo della “padrona” federazione, ma credo che di nefandezze e di violazioni alle regole saranno ancora molte. Il disegno è complesso e terminerà solo quando tutti i tasselli saranno nel posto predefinito in barba agli iscritti.

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  3. Bruno Della Calce · Edit

    Appena è apparso questo pezzo, confesso che non mi sono affatto stupito.Ovvio che se ci fosse scrupolo e non ne vedo , di accertare con immediatezza i fatti con modalità tipiche della giustizia ordinaria, tutto sarebbe più facile ma, come sappiamo, e come anche la storia di Torino, ancora più incredibile ha attestato, le regole di una associazione sono una cosa, le regole della organizzazione altra. Qui la parola organizzazione assume un sinistro significato. La organizzazione è allergica alle indagini, come nel caso della infondata e costruita accusa di commissariare la fp torino, e, da quanto è dato di leggere ora, per questa federazione ove si denuncia una deroga pure allo statuto. Già le deroghe. Ci si appassiona più alle deroghe che alle regole. Oltre a ciò, nelle funzioni centrali almeno si rispettava la provenienza a candidature espressione della cultura aziendale tipica. Così non è . Le scelte seguono altre piste. Nelle escursioni piemontesi sulle nevi i fuori pista a volte conducono a epiloghi non positivi. A parte la battuta, traspare quella brutta cosa che si chiama normalizzazione per cui oggi il corpo elettorale ratifica e non elegge e tutti gli associati sono di fatto catechizzati ad accettare come dato di fatto le scelte dall’alto. Se a ciò si aggiungono le deroghe però riesce difficile motivare questo percorso. Lo scritto è anonimo e questo è l’aspetto che preoccupa di più. Se i fatti evidenziati sono quelli non ci sono soluzioni se non quelle estreme . La guida di una federazione delle funzioni centrali oggi scaturisce da prevedibilità di comportamenti, smania di normalizzare, ed è come se non fosse accaduto nulla. In realtà la diminuzione dei consensi c’è e la consapevolezza di un contratto sbagliato perché non scritto da quella che era la cisl di una volta, ma trascritto, ad oggi è come se non ci fosse, tanto impalpabile e spuntata la sua funzione . Nel pubblico oggi avere un contratto tanto per farlo o non averlo affatto sono la stessa cosa e anzi peggiore è il declino della rappresentanza. Nelle associazioni avere sistemi elettivi e non averli non è la stessa cosa. Nelle organizzazioni, avere sistemi derogatori e non partire dalle elezioni dei luoghi di lavoro per arrivare a cascata allla assemblea elettiva sono la stessa cosa. Si tratta solo di intendere il significato prevalente. La vicenda, per come è stata descritta, a meno che non ci siano smentite su quei fatti specifici e senza arrampicarsi sugli specchi, denota chi non la pensa così o viene commissariato o viene espulso. Sulla prima condizione abbiamo già scritto, sulla seconda io ho l’onore di averlo sperimentato da un collegio probbbbbbbbbi viri ch eha agito non certo per se ma quale longa manus senza prove.. A manus a manus che si va avanti, si capisce meglio tutto ma forse è meglio così. Per i danni che la categoria s ta subendo per un contratto che non funziona e per l’arretratezza delle condizioni di agibilità e per la marginalità conquistata nel lavoro pubblico tutto è compiuto.

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  4. Mentre i dirigenti confederali, giocano a fare i generali cimentandosi in lotte interne di potere, i lavoratori del pubblico impiego e della scuola in particolare, predono atto dell’ultima fregatura (alla Achille Lauro) rifilatagli dalla coppia postina-stradino:
    Stipendi, gli aumenti contrattuali della scuola non del tutto ancora arrivati in pagamento e si scopre che se non si trovano fondi saranno tagliati nel 2019.
    Dal 1 gennaio 2019 le cose potrebbero cambiare. Vediamo perché
    ricordiamo che il meccanismo contrattuale prevedeva un incremento generalizzato del 3,48%, cosa che avrebbe garantito l’aumento promesso (85 euro medi lordi mensili) soltanto a coloro i quali percepiscono stipendi alti, tra i quali non rientra certamente il personale della scuola. Così si è introdotto il suddetto “elemento perequativo”.
    Il problema, adesso, sta nel fatto che le risorse “mancanti” sono state stanziate per il solo 2018. Pertanto, se nella prossima legge di Bilancio tali risorse non dovessero essere ancora stanziate, gli stipendi si abbasserebbero nuovamente.
    Gli insegnanti con minor anzianità di servizio, ad esempio, potrebbero perdere, nel 2019, intorno a 20 euro al mese, pari al 25% circa dell’aumento ottenuto nel 2018.

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  5. Leggete cosa scrive l’editore del Foglio circa i: sindacati partiti e burocrazia in genere, al direttore invitandolo ad aprire una linea di credito alla nuova maggioranza ultima speranza di un drastico rinnovamento
    “la “rivoluzione” più importante e temuta è quella che investe soprattutto le gerarchie di potere del paese, dagli ex politici agli ex sindacalisti, sparsi in innumerevoli consigli di amministrazione di enti simil-privati e pubblici. La débâcle dei partiti tradizionali per l’incapacità di innovarsi, come aveva previsto Aldo Moro, ha portato la politica a diventare succube di tali gerarchie. E di fatto impotente, come dimostra l’inefficacia degli ultimi governi nel rispondere alle richieste dei cittadini”. Di qui la considerazione che “è doveroso dare un’apertura di credito a un presidente del Consiglio e nel caso, a Giuseppe Conte”.

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  6. Quindi in Piemonte, dopo i commissariamenti del prode Maurizio se ho ben capito, la situazione potrebbe essere così riassunta:
    – a Torino dopo la raccolta firme di Blandino contro la precedente segreteria, lui è diventato segretario Generale e i principali voltagabbana sono diventati i suoi segretari o comunque i fedelissimi;
    – nel Piemonte Orientale hanno messo un bancarottiere di origini alessandrine ma torinese di adozione;
    – ad Alessandria Asti hanno messo un maestro elementare, già segretario Ust Ivrea e poi componente dell’ust di Torino e, visto che Blandino non lo sopportava, inviato alla USR.
    – a Cuneo, per fortuna, non hanno messo piede. Infatti sono gli unici che hanno vinto le rsu e che mantengono gli iscritti.
    Resta ancora il regionale, ma con queste pedine il gioco sembra già fatto.
    Da tempo in Piemonte in cisl si gioca a scacchi invece di fare sindacato.
    Il sindacato è una mucca da mungere…finché dura.

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  7. in Toscana il segretario generale FP Toscana, già fedelissimo di DANIELA VOLPATO, è ora al guinzaglio del piccolo principe. Una segreteria che i ben informati danno con un componente dimissionario da oltre un anno e vicino alla pensione. l’altro un personaggio in cerca d’autore ma fedelissimo e conterraneo del piccolo principe. insomma il niente . e andiamo avanti così, inetti e zerbini e possessori di prole.

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  8. oggi sul corriere della Campania lettera aperta della Furlan al Presidente della Camera Fico:
    IL SILENZIO DELLE AZIENDE ISTITUZIONI NON GIOVA ALLA LOTTA CONTRO IL CAPORALATO. Rinviando alla lettura dell’articolo chi fosse interessato; per quanto mi riguarda basta e avanza il titolo per ricordare e chiedere alla postina ed in particolare il suo aggiunto stradino che trattasi di un territorio a lui ben noto, un settore che dovrebbe conoscere molto bene visto che ne è stato prima commissario e poi segretario che ha firmato, credo di aver letto proprio qualche accordo sulla questione al punto che pareva risolto per sempre e poi oggi addirittura segretario nazionale della CISL. Fingersi gli ultimi arrivati la verità è che loro non sono la soluzione del problema bensì il problema.
    A questo punto mi domando e domando alla Furlan ma e compagni ma l’hanno capito o no che i “populisti” sono nati e cresciuti proprio grazie a questo loro modo di fare?
    L’uscita di oggi E’ LA PROVA PROVATA CHE NON HANNO CAPITO UNA MAZZA DI QUELLO CHE E’ ACCADUTO IL 4 MARZO SCORSO. Avanti così e della Cisl resterà solo una sbiaditissimo e pessimo ricordo visto che al contrario delle nozze di Cana per ultimo in cisl si serve l’aceto invece che il vino migliore.
    L’Evangelista

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