Il testamento di Pierre

Pierre Carniti ha cercato l’unità sindacale con la stessa forza e la stessa convinzione con cui ha guidato la Cisl, quando necessario anche con gesti di rottura. Per questo, nel giorno del suo funerale, ci sembra giusto ricordarlo con due testi da lui scritti negli ultimi anni, e che furono pubblicati da sindacalmente.org, dedicati uno alla Cisl e l’altro all’unità sindacale.

Quello sulla Cisl si intitola “Più trasparenza a salvaguardia di un sindacato libero e autonomo”. risale all’estate del 2015 e riguarda, fra le altre cose, una difesa di Fausto Scandola, “incomprensibilmente minacciato di espulsione, quando i provvedimenti da prendere avrebbero semmai dovuto essere di segno opposto”. Insomma, secondo Pierre Carniti, non era certo Fausto a gettare discredito sulla Cisl, ma semmai era vero l’opposto. E aggiungiamo che lui a 49 anni era già un ex segretario generale della Cisl. Perché c’è chi parla di rinnovamento e chi sa quando è il momento di lasciare spazio agli altri.

L’altro, il più recente e che assume quasi il senso di un testamento politico,risale all’ultimo ottobre ed è una “Lettera aperta a Cgil, Cisl e Uil”; un ragionamento lucido e stringente che chiede di attrezzare le organizzazioni sindacali meglio di quanto non lo siano attualmente di fronte alle sfide di una politica che non le riconosce e di un mondo del lavoro che cambia ad un ritmo più veloce di quello tenuto dagli apparati. Un ragionamento di cui l’unità sindacale era una conseguenza, ma che è prezioso soprattutto per come la giustifica.

Suggeriamo poi la lettura, fra le molte cose dette in questi giorni, del ricordo che Savino Pezzotta ha pubblicato sul suo blog.

Un ricordo non retorico e molto sindacale. E quindi è quello che ci pare più vicino a Carniti ed al suo stile.

 

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