C’è chi pedala e chi chiacchiera

Nei giorni scorsi un Tribunale in Spagna ha riconosciusciuto che i fattorini che portano il ciba a casa in bicicletta sono lavoratori dipendenti. In Germania tre di questi rider stanno addirittura per entrare, dopo un ricorso in tribunale, come rappresentanti dei dipendenti nel consiglio di sorveglianza della società Delivery Hero SE, che in Germania controlla Foodora.

In particolare (come riporta Mitbestimmung, rivista online dei sindacati tedeschi Dgb), ad entrare nel consiglio che governa la società ci sarà Semih Yalcin, iscritto al sindacato NGG, sudente, ufficiale della riserva dell’esercito tedesco. Uno che per lavoro consegna cibo pedalando per le strade di Colonia. Uno, aggiungiamo noi, il cui nome parla delle sue origini da immigrato.

rider tedesco

Sui rider in Italia qualcosa si muove: ma soprattutto a livello politico. Mentre i tribunali restano fermi a considerare i fattorini lavoratori autonomi al pari di un avvocato, e mentre i sindacati tradizionali sono lontani dal riuscire a fare qualcosa, iniziative sono state prese fra gli altri dal comune di Bologna e dalla regione Lazio. Mentre Luigi Di Maio ha ricevuto alcune organizzazioni di questi lavoratori nel suo primo giorno da ministro con un gesto che è solo un gesto ma ha comunque un suo significato come dichiarazione di intenti.

Ma a muoversi sono stati soprattutto questi giovani. Siccome sono abituati a pedalare, non sono rimasti fermi ad aspettare che la politica o i sindacati tradizionali si accorgessero di loro. Ed hanno fatto esercizio della loro libertà di associazione. Questo è quel che ha smosso le cose, la politica è arrivata dopo. E i sindacati tradizionali sono ancora più indietro.

Quanto alla Cisl, siamo alle solite: mentre il mondo si muove, Via Po 21 sa offrire solo il solito discorso del dottor Sbarra dell’Anas.Uno che è bravissimo a dire di essere a favore delle cose giuste e contrario alle cose sbagliate. Uno che sta fermo a chiacchierare mentre i lavoratori si muovono e si organizzano. e non stanno certo ad aspettare le fantomatiche iniziative “a livello nazionale”  della Cisl.

Una Cisl che non sa più cosa voglia dire organizzare i  lavoratori, ma si preoccupa di ricavare le proprie entrate da enti bilaterali e partecipazioni a fondi vari.

 

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