Il giudizio di Pardini su Fausto Scandola

Livorno, 3 ottobre 2015, assemblea organizzativa della Cisl della provincia. Le parole d’ordine sono rinnovamento e trasparenza, in vista dell’assemblea nazionale Cisl di Riccione del novembre 2015 convocata dalla signora Anna Maria. Che aveva appena fatto espellere Fausto Scandola per aver fatto trasparenza e chiesto un vero rinnovamento.

Il segretario della Cisl di Livorno è quel Giovanni Pardini che oggi è stato allontanato dopo che si è scoperto quel che tutti sapevano riguardo a figli, nuore, giocatori di basket assunti negli enti della Cisl e altre cose all’insegna del rinnovamento e della trasparenza.

Nella sua relazione, Pardini si fece zelante interprete della linea dettata da Via Po 21: ovvero accuse a Bonanni, per sostenere che con la signora Anna Maria le cose erano cambiate, e insulti a Scandola. Il quale aveva rivelato che invece non era cambiato un bel niente e che anzi chi aveva fatto fuori Bonanni lo aveva fatto per difendere e promuovere i propri interessi.

In quell’assemblea livornese, a quel che scrisse il Tirreno, Scandola venne definito da Pardini un “vigliacco” perché in questi casi, come si dice, i panni sporchi andrebbero lavati in famiglia.

Al netto delle ironie possibili sulla famiglia Pardini e sui panni sudati nel campo di basket, ed a riprova che oggi nulla è cambiato, si trattava di una posizione abbastanza simile a quella indicata oggi da Riccardo Cerza, segretario toscano della Cisl, quando raccomanda a tutti “massima discrezione” sule vicende che hanno portato ad accantonare Pardini dopo 12 anni di mandato. Cioè, in realtà, dopo averlo lasciato al suo posto fino alla fine dell’ultimo mandato possible mentre i suoi parenti, affini, persone care ai figli e qualche giocatore di basket – sempre a quanto riportato dal Tirreno in questi giorni – avevano trovato rifugio e stipendio nel sistema Cisl cittadino.

Il che è stato evidentemente un premio alla fedeltà ed al servilismo di chi ebbe la faccia di definire “vigliacco” un iscritto che aveva intrapreso una battaglia solitaria e coraggiosa. Un giudizio del quale Pardini si deve vergognare assieme ai mandanti politici di quell’insulto. Tutti i suoi mandanti politici, compresi quelli che ora lo hanno scaricato, probabilmente per colpire qualche altro mandante di allora nella guerra fra cordate interne in corso nella Cisl.

Intanto i parenti, gli affini, i coniugi e le persone care a vario titolo di chi invece è rimasto fedele, per non parlare di quelli di chi si trova a Via Po 21 in posizioni anche molto alte, continuano a prendere tranquillamente fiori di stipendi nella galassia Cisl.

E tutto questo nella “casa di vetro” della signora Anna Maria.

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11 Commenti - Scrivi un commento

  1. Poi La Iena ridens e i suoi servi cadono dalle nuvole di fronte allo spopolamento della lega e cinque stelle. Ma pur ammettendo che il lupo perde il pelo ma non il vizio possibile che sono cosi cretini o molto più probabilmente supponenti da non capire che il capestro gli si sta stringendo al collo e prima o poi li strozzerà? Niente loro imperterriti continuano a invocare etica, rispetto delle regole delle istituzioni ecc. ecc. quando tocca agli altri quando invece tocca loro rispettarle allora glissano anzi le violano scientemente in segno di sfida e per manifestare che loro sono al di sopra della legge.
    Che dire se non avanti così miei prodi e ne vedremo delle belle

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  2. Se oggi la DEMOCRAZIA E’ FORTEMENTE MESSA A RISCHIO lo è anche per l’assiduo e pregnante contributo demolitore assicurato dalla dirigenza CISL che nell’errata convinzione di essere nel giusto continua imperterrita a TAFAZZARCI TUTTI.

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  3. Ma davvero, il segretario della Cisl di Livorno ( che naturalmente non conosco e sul quale non mi permetto di avanzare nessun giudizio) ha definito il povero Scandola “vigliacco”, in un’assemblea pubblica, tanto che questa frase è stata riportata da un Giornale ? Chiedo questo perché a qualcuno, per aver detto lo stesso epiteto ad un altro sindacalista, alla fine di un’assemblea sindacale di 40 persone, senza gridare e quasi a tu per tu, il collegio dei probiviri di una categoria (non scrivo quale, ma forse si può intuire) ha comminato una sanzione molto vicina all’espulsione !!!!! Ogni commento è superfluo.

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  4. Se oggi la DEMOCRAZIA (dentro e fuori il sindacato)E’ FORTEMENTE MESSA A RISCHIO lo è anche per l’assiduo e pregnante contributo demolitore assicurato dalla dirigenza CISL che nell’errata convinzione di essere nel giusto continua imperterrita a TAFAZZARCI TUTTI.

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  5. Da qualche decennio la élite italiana è diventata sinonimo di oligarchie (se va bene) altrimenti delle grossolane dittature interne ai: sindacati, partiti, associazioni professionali ecc. In realtà il termine usato conta poco perché il risultato è esattamente l’antitesi della democrazia. Ovvero un groviglio di interessi privati che fa prevalere l’obiettivo di accaparrarsi il potere per dominare.
    Un metodo questo che nella cisl conosciamo molto bene, ma anche nei partiti si è diffuso come una erba infestante al punto di dare luogo al paradosso che pur predicando e richiamandosi a proposito e sproposito alla democrazia, quando si passa poi ai fatti si comportano come tanti tirannelli. Basta pensare a come hanno ridotto l’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».
    Peccato però che passando al concreto si scopre l’inganno perpetrato ai danni dei cittadini che sono stati svuotati dei loro diritti e sottoposti ad una incessante erosione della democrazia a vantaggio di una ristrettissima CASTA selezionata con metodi che non hanno assolutamente nulla di democratico o meritocratico bensì logiche di potere, lotte intestine, egoismi, nepotismo, arrivismo quando non vero e proprio mercimonio o scambi tra i “capi” ed i “cavalier serventi”, magari anche attraverso la promessa di futuri incarichi, poltrone in enti o altro ancora.
    E’ arcinoto a tutti che che nelle liste elettorali vi finiscono personaggi legati a quelle oligarchie che manovrano i vari partiti, sono gli amici dei potenti o dei capi che quasi mai sono quelli migliori o più preparati. Siamo ridotti a questo punto perché dentro quella Casta ci sono coloro che devono sdebitarsi per l’incarico ricevuto dal loro capo partito e a lui devono rendere conto. Una condizione molto pericolosa questa, per l’assoluta mancanza delle basilari regole democratiche che evidentemente all’elité non piacciono più e dunque s’ignorano e addirittura violano impunemente senza allarmare minimamente i guardiani preposti allo scopo. Ecco perchè la democrazia interna manca quasi del tutto. Il problema non è limitato all’iscritto o tesserato ma riguarda l’intera popolo Italiano.
    Ricordo a tutti che la democrazia rappresentativa ha subito una pesantissima censura con le ultime leggi elettorali che hanno tolto la possibilità ai cittadini di scegliere i rappresentanti da mandare in Parlamento.
    Ecco perché i parlamentari non devono rendere conto più ai cittadini ma al partito. E i dirigenti cisl non rispondono più agli iscritti ma ai neo-padroni che li ricompensano nei modi che la cronaca ci racconta.
    Così la mancanza di democrazia interna nei partiti, nei sindacati e in tutte le oligarchie che compongono l’elitè si riflette direttamente e indirettamente sulla democrazia esterna quella cioè che riguarda tutti.Non ci resta che sperare nel nuovo che pare abbia ripreso vigore.

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  6. Credo che i sistemi stiano sgretolandosi e con essi la Cisl. Non passerà ancora molto tempo. Non sono né grillino né pentastellato né populista ne’ menagramo, ma non ci vuol molto a capire che una Ue impostata in questo modo implodera’. L’importante è riuscire a cambiarla in tempo a cominciare dai parametri di Maastricht , dal fatto che il Parlamento europeo sostanzialmente non decide nulla, dall’assurdita’ del commercio e relativo inutile trasporto di prodotti la cui richiesta può essere soddisfatta internamente. La Cisl e con lei tutto il movimento sindacale sono stati silenti e complici dello sfacelo sociale nell’ultimo decennio perché semplicemente hanno perso la capacità di leggere il segno dei tempi. Ora ne pagheranno le spese in termini di credibilità e questo è un bene in quanto saranno riformati pure loro perché come la politica deve tornare in mano ai cittadini così il sindacato ai lavoratori, senza più élite e senza più autoreferezialita’ e settarismi. Come profetizzo’ San Giovanni Paolo alle soglie del terzo millennio, nuovi sistemi economici, politici e sociali aperti e accessibili a tutti e per arrivare a questo ci vuole un trapasso che costerà fatica e impegno da parte di chi oggi è escluso da questi sistemi e cioè il popolino che non è per nulla populista ma rivendica il proprio diritto di esistere e di governare i processi che ne influenzano la vita.

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  7. A chi dice che da oggi la democrazia e’ A rischio … ma non spiega perché e su cosa … vorrei ricordare che fino a ieri la democrazia era a rischio come lo e’ oggi e in casa Cisl non esiste da anni !!! Per avere un sindacato prono al governo di turno e con sistemi dittatoriali al suo interno … ben venga chi magari attuerà l’articolo della costituzione .. noto documento sovversivo .. che obbligherà i sindacati a pubblicare bilanci e a sottoporsi ai controlli VERI degli associati … e suggerisco anche di togliere i distacchi e permessi retribuiti del tutto … un po’ di sana legge 300 anche al pubblico impiego non farà male .. anzi !

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  8. ma è solo una mossa per rimettere il prode petriccioli, al suo posto… che come sempre non pagherà… ma pagherà la CISL IN CREDIBILITÀ E IMMAGINE.

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  9. Le forze dell’ordine fanno la loro parte come si vede anche in queste ore. La legge contro il caporalato pare essere una volta tanto una legge che funziona. È lecito però domandarsi dove stiano e cosa facciano le organizzazioni imprenditoriali e i sindacati nelle province?
    È pur vero che molte aziende non sono associate a Coldiretti e Confagricoltura per eludere il rispetto dei contratti sottoscritti e farseli casarecci con la complicità di pseudosindacati appartenenti alle periferie della rappresentanza. E però se così fosse e solo così fosse, dove costruiscono la loro rappresentatività le suddette organizzazioni padronali ? Possibile che gli agricoltori disonesti siano sempre estranei alle loro bandiere ? Ne saremmo felici e ammirati. In ogni caso, a fianco o prima del Codice penale si apprezzerebbero intese di coloro che si autodefiniscono Parti Sociali.
    Il lavoro nero è questione che interpella prima che le loro tecniche negoziali le loro coscienze perché il solo Codice Penale non basta e sorge il sospetto che esso sia soltanto un alibi. Demandare alla legge arcigna ciò che dovrebbe essere oggetto di regolazione contrattuale dimostra la ipocrisia delle cosiddette relazioni tra le parti, unicamente intente a lucrare soldi con i complici enti bilaterali.

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  10. Amico delle 11.35 che fai lo gnorri circa il fatto che la democrazia è a rischio; io che l’ho scritto non avrei chiarito i motivi; allora amico caro, due sono le possibili interpretazione del tuo dire: ho sei un ignorantone patentato, al punto di non capire neanche il significato (non dico delle frasi ma nemmeno delle parole) cosa che escludo, oppure come è molto più probabile, uno dei responsabili diretto o indiretto che come nella peggiore tradizione della vecchia politica, adotta il sistema di non capire e dunque negare tutto sempre e comunque rilanciando. Ma questi giochetti sono proprio quelli che hanno segnato la vostra fine non l’hai ancora capito?

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