Uno a uno, palla al centro

mattitolo

Di tempo ce n’è voluto, ma alla fine alla procura di Napoli qualcosa è successo. Le indagini preliminari aperte da più di un anno sulla Cisl regionale sono state chiuse, e l’ipotesi di appropriazione indebita è stata formulata sia verso Lina Lucci, sia verso chi aveva lavorato a raccogliere materiale per denunciarla. Ora ci vorranno venti giorni perché ciascuno possa produrre le sue difese, e poi ci sarà la decisione su chi andrà, se ci andrà, a processo.

Con una metafora calcistica, si può dire che il primo tempo si chiude sull’uno a uno. Perché Via Po 21 ha usato la via delle accuse penali per colpire Lina Lucci e giustificare ex post il commmissariamento della Usr Campania, ma la risposta dell’ex segretario generale è stata presa sul serio dalla procura, che potrebbe processare anche chi ha lavorato per metterla sotto accusa.

Per il resto, rinviamo alla lettura di quel che ha scritto il Mattino, bene informato sulla vicenda [a questo link]. Ma proponiamo anche la lettura di un documento, elaborato da un collettivo, lo “Studio associato per la libera Cisl” che aggiunge alcune informazioni interessanti: in particolare quella per cui a Lina Lucci erano state fatte offerte, anche consistenti, perché lasciasse il suo posto con le buone. Non avendolo fatto, sono state usate le maniere forti. E forse anche poco pulite. Un modus operandi che è ricorrente nell’attuale gestione della Cisl.

Solo che stavolta la partita non è ancora finita, e il risultato è ancora in bilico. Anche perché il gol segnato da Lina Lucci è di quelli fatti fuori casa, che pesano il doppio. Perché le scorrettezze ipotizzate a suo carico sono di natura personale, e se provate porteranno ad una condanna solo per lei; per l’altro indagato invece si ipotizzano reati che, se saranno dimostrati, fanno pensare ad un malcostume radicato nella gestione amministrativa della Usr Campania.  E siccome il commissario Ragazzini, cioè quello che gestisce la cassa della Cisl dai tempi di Bonanni, ha avallato questa gestione amministrativa, una condanna penale dell’indagato sarebbe una condanna di natura politico-morale anche per lui.

E per chi ce l’ha messo…

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Scoperchiata la Cisl Campania.

La Procura di Napoli ha chiuso l’indagine preliminare a carico dell’ex segretaria Lina Lucci e ha iscritto nel registro degli indagati anche Salvatore Denza, il funzionario amministrativo responsabile della contabilità interna della confederazione e personaggio chiave della denuncia contro la Lucci.

Ora la pentola è scoperchiata e in attesa dei venti giorni che gli indagati hanno di tempo per depositare ulteriori memorie, è bene ricordare e precisare per la ricerca della verità :

la Cisl ha di fatto costruito la denuncia /querela nei confronti dell’ex segretario Lina Lucci proprio dalle dichiarazioni del funzionario Denza, rimasto sempre al suo posto, senza mai dare l’opportunità di un contraddittorio alla stessa Lucci; metodo utilizzato dalla casa di vetro già nei confronti di Fausto Scandola e a seguire nei confronti dei dirigenti della F.P. e di dirigenti espulsi o commissariati.

E nessun dirigente dell’Esecutivo ha mai chiesto un chiarimento, come d’altronde alcun componente del Consiglio Generale ha mai chiesto alla Segreteria Generale sulla denuncia di Fausto Stcandola.

L’indagine della Procura di Napoli, come dai documenti depositati, ha fortemente ridimensionato in questa fase l’accusa di appropriazione indebita da 500.000,00 euri a meno di 70.000.00 a carico della Lucci mentre dall’indagine sembra che siano stati evidenziati importanti responsabilità di altri responsabili della Cisl.

Inoltre è bene ricordare che dieci giorni prima del commissariamento della Cisl Campania alla stessa Lucci era stata fatta una offerta di un posto come coordinatrice delle Regioni meridionali o in alternativa un incarico da 180.000,00 euri .

Ma non tutto sempre si può comprare e non tutti sono in vendita.

Una pentola è scoperchiata , ma non sembra l’unica da quanto risulta.

Studio Associato per “la libera Cisl”

3 maggio 2018

interlucci

 

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20 Commenti - Scrivi un commento

  1. NELLA SCUOLA E’ MORTA LA CONCERTAZIONE E I SINDACATI DI CHE TANTO L’AVEVANO VOLUTA DOV’ERANO?
    Il CCNL 2016-18, stipulato in data 19 aprile 2018, ridefinisce le relazioni sindacali, disciplinate a livello generale nel Titolo II – articoli 4-9 – e poi specificatamente nelle singole sezioni (Scuola, Università, AFAM e Ricerca).
    Le relazioni sindacali con l’amministrazione si articolano in:
    partecipazione
    contrattazione integrativa.
    La partecipazione, a sua volta, si articolata in:
    a) informazione;
    b) confronto;
    c) organismi paritetici di partecipazione.
    Vediamo in questa scheda in cosa consistono e come si svolgono l’Informazione e il Confronto. 
    Informazione
    L’informazione consiste nella trasmissione ai sindacati, da parte dell’Amministrazione, di dati e contenuti relativi alle materie oggetto di confronto e contrattazione integrativa, di cui costituisce il presupposto.
    L’informazione offre ai sindacati la possibilità valutare le misure da adottare e il loro potenziale impatto. A tal fine, l’informazione deve essere fornita in tempi congrui.
    Le OO.SS., a richiesta, ricevono informazioni sugli esiti del confronto e della contrattazione integrativa, durante il periodo in cui il CCNL è in vigore.
    Nelle scuole, il dirigente scolastico deve dare l’informazione in tempi utili rispetto alle operazioni propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico.
    Confronto
    Il confronto consiste in un dialogo costruttivo tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali e permette ai sindacati di:
    – partecipare alla definizione delle misure che l’amministrazione intende adottare;
    – esprimere apposite e approfondite valutazioni in merito.
    Il confronto:
    inizia con l’invio ai soggetti sindacali degli elementi conoscitivi sulle misure da adottare, con le modalità previste per l’informazione;
    prosegue con l’incontro tra amministrazione e sindacati, entro 5 giorni dall’informazione, se richiesto dalle OO.SS., anche singolarmente;
    termina  con la redazione di una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse (non è previsto nessun vincolo rispetto alle posizioni espresse);
    ha una durata massima di 15 giorni, per cui gli incontri tra amministrazione e sindacati devono svolgersi in tale arco temporale (di 15 giorni).

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  2. MA VI RENDETE CONTO CHE RAZZA DI CLASSE DIRIGENTE HA AVUTO E MANTIENE STRETTO STRETTO LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO (PER LOR SIGNORI) CISL SFIDO IO CHE NON VOGLIONO MOLLARE L’OSSO I VARI STRADINI, POSTINI MEDICONZOLI E VIA DICENDO. PER SIMILI PERSONAGGI BISOGNEREBBE RISCRIVERE IL DIZIONARIO.

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  3. Se non capisco male dalla lettura dell’articolo, il magistrato contesta il fatto che ci si sia appropriati di gettoni o compensi, derivanti da partecipazione ad enti bilaterali, commissioni ed altro. Soldi che si dovevano e si devono versare alla CISL. Si tratterebbe ( sempre che io capisca) di appropriazione indebita. Chi ha vissuto nell’organizzazione, sa che questo era (è ???) un comportamento abbastanza frequente…. Se l’indagine si diffonde ci potrebbero essere altre incriminazioni ?

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  4. Bruno Della Calce · Edit

    Scontata da parte mia la condivisione con la storia personale di Lina Lucci. Altrettanto scontato il giudizio su come questa vicenda sia ormai la certificazione di un cambiamento di pelle, di fondo in una organizzazione che sino a qualche anno fa viaggiava come l’alta velocità. esprimendo non certo dichiarazioni di principio, ma incalzando governo e istituzioni su come e dove agire per cambiare ciò che non funziona e come sappiamo di cose che non funzionano ce ne sono tante, intoccabili . È accaduto in pochi mesi che questa organizzazione sindacale si è costruita un recinto, chiusa a riccio, blindata, diventata conservatrice che è poi la condizione comune del sindacato italiano . Questa affermazione scaturisce dal fatto che oggi i poteri decisionali ci vedono messi da parte, abbiamo perso attrattività, interesse. Nella pubblica amministrazione poi abbiamo perso già la contrattazione e siamo succubi e muti rispetto ai cambiamenti e alle riforme. Ma questa organizzazione apripista non lo è più da tempo.
    Tornando alla vicende giudiziarie e quelle dei commissariamenti , non può sfuggire la circostanza come essi abbiano avuto una esplosione concentrata in un arco temporale ravvicinato. Mi chiedo e chiedo a tutti: è o meno una circostanza fondamentale non occasionale? La tragedia di un declino democratico che culmina nel teatrino dei commissariamenti pilotati ( fp) e delle espulsioni. Mi auguro che la verità auspicata da Lina venga alla luce, possa irradiare le tante oscure circostanze e possano giungere a compimento le tante situazioni che anelano la verità, una verità magari certificata da organi di giustizia veri. Personalmente, da espulso, io osservo i comportamenti e non nutro rancore o risentimento, ma solo una profonda indignazione e una delusione rispetto al rifiuto di aprire lo squarcio e vedere i fatti pensando di aver risolto il problema cancellando una esperienza e una storia. Al contrario si fa testimonianza e ostinatamente siamo qui a dimostrare non solo la solidarietà a Lina, ma si prosegue nel cammino facendo altre esperienze per narrare i fatti, per contribuire ad aprire squarci e sollecitare, stimolare l’attenzione sempre senza mai cedere di un millimetro a chi vorrebbe liquidare la storia immaginando di cavarsela senza problemi. Forza Lina, aggiungo forza e coraggio e senza paura.

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  5. Speriamo che la Lucci vinca, non tanto per Lei ma contro questi sciacalli, approfittatori e furfanti. Si sono posizionati per gestire interessi personali lasciando a casa tutti coloro che li avrebbero potuto ostacolare con competenza e coraggio. Speriamo che questa fezza umana venga spazzata via ripulendo tutto il fondo dove si depositano alla fine del galleggiamento tutte le impurità, perché di questo parliamo!!!

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  6. In via Tevere devono aver adottato sentinelle come quelle che in Campidoglio allertarono i Romani durante l’assalto di Brenno.
    È ammirevole infatti la solerzia con cui uno o una o più anonimi (ma poi…perchè anonimi ?) si esibiscono a rintuzzare le opinioni e i giudizi manifestati su codesto Blog da gente cui non è rimasto altro che sentirsi orgogliosamente vivi.
    Censurano i critici dicendo che non sanno fare altro che criticare senza mai fare proposte. Di grazia (scusassero il mio linguaggio barocco !) pensano questi soldatini che servirebbe qualcosa fare proposte dell’esilio? E quelle che dovrebbero onorare gli Organismi della Fai dove sono ?
    Ne faccio io una di proposta : aboliamo l’anonimato e scriviamo tutti (critici e difensori dell’ordine costituito) da persone libere mostrando ognuno la propria faccia. Potremo così verificare la credibilità di chi scrive in ragione della sua storia personale, almeno di quella conosciuta
    da tutti o dai più.

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  7. La vicenda di Lina è emblematica di come la gestione del comitato d’affari costruisca prove a seconda delle necessità “politiche”, ovvero del bisogno di assicurare il potere di pochi e di “pagare” i sostenitori sudditi.
    È una verità processuale interessante quella che comincia a delinearsi. Una verità che spero renda giustizia a Lina, non tanto per ridare dignità ad una persona stimata (anche dalla cisl fino a quando non ha espresso le proprie opinioni), e già questo potrebbe essere un obiettivo onesto, quanto per fornire un primo spaccato di una cisl dedita al malaffare ed alla perpetuazione di schemi -non più lobbistici o oligarchici- e che, godendo di una sorta di “extraterritorialità” statutaria, si colloca al di fuori delle regole poste dalla Stato italiano.
    La vicenda in se, qualunque sia la verità giudiziaria che si formerà, è grave e da analizzare molto attentamente. Fornisce uno spaccato di una organizzazione dedita, aldilà delle immagini di cristallo artatamente create, alla eliminazione di chi non la pensa come il capo. Una sola testa al comando con una schiera di capetti/cloni che, essendo fuori dalla organizzazione senza patria e senza regno, eseguono pedissequamente per assicurarsi fette di potere (anche economico).
    Dei lavoratori e dei loro bisogni nemmeno l’ombra.
    E nemmeno l’ombra del rispetto delle regole contenute negli statuti e nei regolamenti, usati solo come paravento nei confronti dell’esterno. La creazione del codice etico, facciata inutile per suggellare un cambiamento nei confronti del predecessore (osannato fino a pochi mesi prima e poi eliminato con la subdola attività del dossieraggio), ne è un ulteriore esempio.
    Comincia finalmente ad emergere la visione di un comitato dedito a ben altri “affari” rispetto al mestiere nobile del sindacalismo etico.
    È utile anche ricordare come la vicenda di Lina non sia un caso isolato. Basti rammentare il caso Fai, con le epurazioni di padri di famiglia lasciati senza lavoro senza preavviso (ci sarebbe voluto un sindacato a difenderli!), o a quello della Fp il cui segretario (colpevole di non avere accettato la proposta di cedere il posto all’attuale commissario/segretario) è stato sommerso da ispezioni fasulle create proprio per eliminarlo. Senza parlare dei commissariamenti punitivi o delle espulsioni senza motivi. O della creazione di segreterie di soli uomini (la Fisascat appena rinnovata, la F.P. Toscana, la Fim di Cuneo…e tante altre ancora), in barba alla previsione introdotta come norma cogente negli statuti e sbandierata come esempio di rispetto di principi di pari opportunità.
    Perché le donne, se parlano, riescono ad essere molto pericolose. Lo sa bene la segretaria nazionale o la sua segretaria preferita venuta dal Piemonte. Lo sanno bene perché loro ne hanno fatto un’arte pericolosa.
    È un piccolo squarcio quello di Lina. Uno squarcio in una organizzazione divenuta pericolosamente chiusa in schemi ignoti ai lavoratori. Piegata da manie di potere e distante dal mondo del lavoro. Dedita alle società, collegate da sistemi di scatole cinesi, i cui prodotti assicurativi o formativi vengono rivenduti ad una platea sicura di iscritti già paganti.
    Non è ancora la fine, purtroppo.
    La storia darà lettura di questo periodo nero della cisl.
    Solo allora giustizia sarà veramente fatta, aldilà delle verità processuali che verranno accertate.
    Forza Lina. Chi è nel giusto non ha nulla da temere.

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  8. Caro anonimo e sottolineo anonimo dall’una di notte, l’anonimato é una conferma della situazione in cui è sprofondata la Cisl. In quanto alle proposte questo sito, dal 2015, e le persone che lo alimentano sono una grande proposta in quanto tale. Grazie al sito e a chi ha avuto.il coraggio di contribuire, é possibile fare trasparenza e chiarezza sulle.azioni politiche, organizzative, economiche ecc.. che sono compiute quotidianamente nell’organizzazione utilizzando, contro statuto e regolamento, le risorse.di iscritti e pensionati. Le azioni quotidiane dei vertici sindacali finalizzate a.mantenere lo status quo vanificano l’enorme e onesto impegno di migliaia di dirigenti e delegati che operano sul territorio. Questa è la mia proposta rendere libere le persone che partecipano con impegno e onestà alla vita del sindacato dalla “trama di potere”.

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    1. L’anonimo del 5 maggio ore 12.27 ha risposto un po’ piccato alla mia proposta di inaugurare l’uscita dall’anonimato. La mia era soltanto una provocazione verso quei pusillanimi che si vergognano persino di quelle che vorrebbero essere loro nobili motivazioni alla difesa dello status quo.
      So bene invece che l’anonimato per molti è una difesa necessaria viste le ritorsioni cui potrebbero andare incontro specie quelli che ancora stanno nei palazzi ove si guadagnano da vivere tra piccoli uomini e donne che per uno sguardo benevolo del principe sceglierebbero sempre Barabba.
      … Su quelli che vengono definiti gli indebiti proventi personali dalla bilateralità ci sarebbe da dire molto, ma è argomento che andrebbe trattato non nei tribunali, ma negli Organismi se esistesse ancora libertà di pensiero e di parola a Napoli come a Torino, a Mestre come a Palermo.

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  9. Interessante il riferimento del post precedente alla mancanza di donne nelle segreterie cisl ad ogni livello sia verticale che orizzontale .. a meno che non siano “ amiche “ di nostra signora delle poste .. “ amiche” ovviamente fino a quando non le fanno ombra in qualche modo e smettono di obbedirle o farsi “ coccolare “ da lei … io sono una di quelle che le ha dato molto fastidio fin dagli anni novanta e solo negli anni duemila e’ riuscita a cacciarmi dalla cisl … perché so quanto male hanno fatto lei e i suoi adepti ( già.. perché il suo cerchio di magia nera e’ nato in Liguria e piano piano lo sta portando a Roma .. vedi inas ad esempio .. ) sia sul
    Piano sindacale che su quello personale ( e qui mi fermo perché sarebbe troppo atroce raccontare alcuni fatti … ) a uomini poco malleabili ma soprattutto a donne troppo ribelli … i pochi , tra cui chi scrive , che hanno provato ad avvertire della serpe che stava crescendo in seno alla cisl , o non sono stati creduti o sottovalutati .. e adesso … Eccoci qua con i ricorsi contro i commissatiamenti ingiusti e schifosi , con le denunce finite in procura , con i congressi finti e irregolari , con gli stipendi stomachevoli che dopo la denuncia di Scandola forse si saranno un po’ ridimensionati , ma .. per quanto ? E quanto denaro in nero entra nelle tasche di questa signora e dei suoi “amici “ ?! Lina Lucci e’ una grande donna e ciò che sta sostenendo e’ infinitamente meritevole di appoggio e stima , Daniela Volpato non ho parole per ringraziarla per la sua sacrosanta battaglia che mi auguro veda una fine positiva , ma quante altre donne che erano segretarie , delegate , operatrici , ecc . Stanno patendo in questa cisl guidata da una donna che e’ un mostro ( chiamiamola col nome che si merita una volta per tutte ! ) ? Però nessuna molli e vedrete che alla fine giustizia trionferà !

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  10. Penso che quanto emerso dalla miserevole (si fa per dire) vicenda campana circa il malcostume radicato nella gestione amministrativa della Usr. sia solo la punta dell’iceberg (la cui portata è senz’altro nazionale) circa l’uso improprio, di risorse dell’associazione.
    Praticamente sono stati degli anticipatori del Presidente USA TRUMP che proprio in questi giorni è stato accusato di aver usato i soldi per la campagna elettorale per pagare il silenzio di una pornostar. Qui, per adesso non si è ancora arrivato a tanto ma radio fante dice che è solo questione di tempo. Per il bene e la faccia di tanti onesti cislini, ovviamente auguriamoci che si tratti di una burla.

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  11. Ciò che vedo da tempo è la immagine di una organizzazione che si sforza di dare una falsa rappresentazione di sé. Da iscritto qualcuno potrebbe dire: e allora perchè ci stai? Infatti ce lo stiamo chiedendo …e io li vedo da molto, molto vicino, fanno bene a non fidarsi..perchè basta poco.. Le sentenze arrivano prima o poi e l’appello a non esser anonimi è una tentazione. Una combriccola di pirati che dopo aver dilapidato un patrimonio e …aver giocherellato con lo IAL fa finta di nulla. (c’é chi ha avuto il premio ala carriera e alla sedia perpetua per aver ben orchestrato questa fallimentare gestione). C’è chi si è salvato occultandosi in qualche usr, chi no. La intervista è molto chiara. Bisognerà attendere le sentenze prima di mandarli a casa? Stanno distruggendo tutto. I commissariamenti fatti per assecondare scalate e per impadronirsi di un sindacato che è diventato una cosa diversa con altre idee e distante anni luce dalla base, dal lavoro. Fatela finita e accelerate le indagini, serve chiarezza, ne abbiamo bisogno. Vergogna!

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  12. Se come, pare quasi certo, viene acclarato che i proventi dalla partecipazione agli enti bilaterali sono stati impropriamente e direi dolosamente distratti dai conti del sindacato; penso che la magistratura dovrebbe agire d’ufficio ma ad ogni buon conto si potrebbe creare un comitato d’iscritti che denunci i vertici per appropriazione indebita e dolosa, chiedendo la restituzione con gli interessi dei soldi sottratti ed un risarcimento milionario per il danno arrecato al buon nome della CISL..
    BISOGNA METTERE FINE A QUESTO STILLICIDIO DI SCANDALI e commiserevole spettacolo dai quali promana un olezzo che ammorba sempre di più l’aria che si respira nella CISL.

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  13. SCUOLA: ELEZIONI RSU 2018 – A SPOGLIO ULTIMATO L’ANIEF (OVVERO L’EQUIVALENTE DEI PENTASTELLATI NELLA SCUOLA) RISULTANO I VINCITORI, IN ASSOLUTO, CONQUISTANDO IL TERZO POSTO NELLA SCALA DELLA RAPPRESENTATIVITA’ AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE DOPO CGIL E CISL. IL RISULTATO E’ DOVUTO AL CONTEMPORANEO SIGNIFICATIVO AUMENTO DEGLI ISCRITTI E DEI VOTI ENTRAMBI IN FORTE CRESCITA RISPETTO ALLA TORNATA PRECEDENTE.
    E INTANTO GLI ALTRI STANNO A GUARDARE: IMPEGNATI, COME QUOTIDIANAMENTE LEGGIAMO, IN MERE LOTTE DI POTERE INTERNO E A LECCARSI LE FERITE; DIMENTICHI DEL FATTO CHE: CONTINUANDO SU QUESTA STRADA PRESTO, DIVENTERANNO PIAGHE TALMENTE ESTESE DA AFFOSSARE NON SOLO SE STESSI MA L’INTERA CISL.

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  14. La politica litiga; le parti sociali, le categorie produttive e i sindacati se ne stanno zitti e muti invece che guadagnarsi il pane reclamando la soluzione di una crisi che più si prolunga e più rischia di esporre l’economia, le imprese e le famiglie a un peggioramento.
    Pensate che in altri tempi i Sindacati, quelli con gli attributi e non asserviti, in una situazione come quella odierna si sarebbero defilati (come fanno le nullità odierne) o riempito le piazze?
    Eppure, dovrebbero sapere meglio di ogni altro che al ministero dello Sviluppo sono aperti 162 tavoli di crisi aziendale, che coinvolgono circa 180 mila lavoratori. Così come sanno che il capitolo investimenti è fondamentale per la crescita. Cos’altro deve accadere perché gli i lavoratori si convincano che la nostra classe dirigente, regalando la sovranità in cambio dei propri tornaconti ha rinunciato a governarci decretando di fatto la fine dello Stato italiano?

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  15. BILATERALITÀ : L’OPPIO DEL SINDACALISMO.
    Nella travolgente bulimia di potere e di denaro il sindacalismo (in verità non solo italiano) ha costruito montagne di privilegi per la casta e condizioni di progressiva miseria per coloro che dovrebbero essere tutelati da una seria contrattazione di cui si son perse le tracce. Lo strumento principale di questa frattura è la BILATERALITÀ, focaccia soporifera simile a quella con cui viene ammansito Cerbero negli Inferi.
    Fondi pensione – Fondi sanitari – casse di mutualità si finanziano con porzioni di salario (costo del lavoro) e che per la maggior parte, invece che garantire al meglio le famiglie degli operai in casi di malattie, infortuni e morti sul lavoro, ingrassano sindacati (i padroni sono i più famelici), compagnie di Assicurazione e Cliniche private, convenzionate coi Fondi non per tutelare meglio Operai, impiegati e loro famiglie, ma per condizionarne i servizi a vantaggio esclusivo delle Assicurazioni.
    Anche qui non serve la Magistratura per vietare questi obbrobri. Basterebbe una minima coscienza e una sufficiente competenza dei sindacalisti i quali invece o sono incompetenti o sono complici per il loro personale tornaconto o per portare fieno alla cascina di chi li ha nominati in certi enti.
    Nell’industria, in agricoltura e nel commercio si segnalano i casi più gravi : quando un signor nessuno come il signor P. R. segretario nazionale di una categoria mette insieme i tanti privilegi di cui si occupò anche questo Blog (familiari e stipendiali) ci si può domandare legittimamente in quale bolgia di ladri e falsari è precipitata la Cisl.

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  16. Caporalato. Molti pensano che certe forme di illegalità e di sfruttamento esistano soltanto in Puglia e al Sud in genere. Ora leggiamo di una grande impresa agricola a Padova che è stata denunciata e multata per sfruttamento e lavoro nero. A conferma che in Italia non sono pochi e sono ovunque imprenditori che si arricchiscono sfruttando la miseria. La legge contro il Caporalato dunque funziona ed è giusto darne atto. Mi viene però da domandare: ma tutti questi diffusi fenomeni di delinquenza non suggeriscono nulla ai sindacati e alle Associazioni padronali Confagricoltura e Coldiretti ? Possibile che la tutela di chi lavora debba essere affidata soltanto ai Carabinieri e al codice penale e alle sterili dichiarazioni del giorno dopo? Ma quelle che una volta si chiamavano “Relazioni sindacali” e oggi con termine più intimistico “bilateralità” servono soltanto per le spartizioni di denaro tra sindacati e padroni? La contrattazione provinciale e i cosiddetti Osservatòri non riescono a sancire nessuna regola che responsabilizzi i datori di lavoro verso gestioni più umane delle loro aziende? E le aziende della grande distribuzione non hanno nulla da dire ai loro fornitori riguardo alla violazione sistematica dei diritti di chi lavora? Nella distrazione dei sindacati e dalla estraneità della contrattazione nasce quel dumping delle aziende disoneste a danno di onesti imprenditori i quali a poco a poco saranno costretti per sopravvivere a dare valore economico alla disonestà.

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    1. Condivido quanto scritto oggi sul caporalato. Il caso di Padova merita attenzione come i più tristi ed eclatanti crimini di Foggia, Rosarno e delle campagne tra Caserta e Napoli. Mi pare tra l’altro una ironica (o tragica) circostanza che il nome dell’ insolente agricoltore denunciato richiami il titolo della più famosa opera di BRECHT e del suo significato : una feroce accusa contro quel capitalismo di cialtroni e ruffiani che disonora tanti onesti imprenditori che faticano ogni giorno per restare nella legalità. Ma sono d’accordo soprattutto sul fatto che certi fenomeni non si combattono soltanto col codice penale, pur necessario contro certi delinquenti. Ci vorrebbero un sindacato e una classe di imprenditori capaci di considerare l’uomo un valore al di sopra di ogni cinico egoismo. Purtroppo nè l’uno nè gli altri si preoccupano oggi di insegnare nelle loro scuole il valore non solo morale ma anche economico del rispetto dell’uomo. E parlando di quella che dovrebbe essere casa nostra, è triste osservare che dalle finestre della casa di vetro non si vedono i soprusi verso chi lavora. Guardare e non vedere è lo stile di un’epoca marcia che esorcizza il male soltanto con roboanti e perbeniste dichiarazioni.

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