L’opposto dell’uomo solo al comando

Anche stavolta, la signora Anna Maria ha ripetuto la filastrocca della “leadership diffusa”, “cioè – così la spiega -l’opposto dell’uomo solo al comando. La Cisl si governa insieme, condividendo le scelte”.

 

Peccato però che, di fatto,la signora Anna Maria non ama che si discutano le scelte prese a Via Po 21. Pensate alla Fai, che aveva votato contro il proprio scioglimento per essere accorpata alla Filca, e allora lei l’ha commissariata.

Poi l’accorpamento alla Filca non si è fatto, ma intanto Via Po 21 ha preso il controllo della federazione, e ora lei va dicendo in giro che è stato fatto “un ottimo lavoro” perché ora la Fai è “confederale”. Cioè obbedisce a Via Po 21. Alla faccia dello statuto della Cisl che prevede l’autonomia delle strutture.

E allora? La verità è “si governa insieme” o “qui comando io”? Dobbiamo credere alla signora Anna Maria 1 o alla signora Anna Maria 2? Alla versione Biancaneve o alla versione Crudelia Demòn?

Ma forse le due cose non sono così diverse. Forse quando la signora dice “la Cisl si governa insieme, condividendo le scelte” vuol dire che “io faccio le scelte, e voi le condividete. Altrimenti, fuori dalle scatole. Perché qui comando io!”.

Ed è chiaro anche cosa intende dire con “l’opposto dell’uomo solo al comando”: la donna al comando. Cioè lei.

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15 Commenti - Scrivi un commento

  1. PAROLE, PAROLE, PAROLE SOLTANTO PAROLE
    CHE PRENDONO PER IL … GLI ITALIANI!!!!!
    I FATTI, COME QUELLI CHE SEGUONO LI FANNO GLI ALTRI:
    MENTRE LA TRIMURTI SI DILETTA A DILANIARSI IN UNA MORTALE LOTTA INTERNA DI POTERE-I FIGLI, DA SEMPRE CONSIDERATI DI UN DIO MINORE FANNO IL LORO MESTIERE AVANZANDO PROPOSTE:
    Revisione contratti collettivi: l’annuncio Cnel
    Riordino dei contratti di lavoro e più qualità della contrattazione: l’annuncio del Cnel e le proposte Confsal sulle relazioni industriali.
    Ridurre i contratti di lavoro aumentandone la qualità: il Cnel (Consiglio nazionale economia e lavoro) ha annunciato una revisione degli oltre 900 contratti di lavoro applicati in Italia nel corso dell’assemblea Confsal, che a sua volta si esprime a favore di una maggior qualità della contrattazione. Le posizioni sono emerse nel corso del convegno “Relazioni industriali, linee guida per la contrattazione collettiva“, organizzato dalla confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori. Il lavoro di razionalizzazione è stato annunciato dal presidente Cnel, Tiziano Treu.
    La revisione deve partire dalla rappresentatività di chi li stipula. Per Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal:
    è nella qualità dei contratti che va cercata la risposta al dumping. Essa non può discendere dalla rappresentatività sindacale, ma dalla capacità di far incontrare le esigenze del lavoratore con quelle dell’azienda. Qualità della contrattazione e pluralismo della rappresentanza sindacale devono procedere di pari passo.
    Il focus, come sottolinea Treu, è:
    dare delle regole ai contratti collettivi e alle rappresentanze sia dei lavoratori sia dei datori di lavoro. Abbiamo bisogno di regole più chiare e condivise, in un momento turbolento.
    Alcune proposte Confsal per una contrattazione di qualità:
    introdurre un’indennità di professionalizzazione fondata sulle competenze professionali del lavoratore e sul loro riconoscimento, partendo dal valore della formazione acquisita sia nella pratica sia nei percorsi formativi e certificati;
    stimolare una contrattazione di qualità che parta da elementi generali, di carattere trasversale e nazionale, evitando che con ogni singolo contratto di settore vengano rinegoziati istituti di carattere generale comuni a tutti i lavoratori.
    Ridurre i contratti di lavoro aumentandone la qualità: il Cnel (Consiglio nazionale economia e lavoro) ha annunciato una revisione degli oltre 900 contratti di lavoro applicati in Italia nel corso dell’assemblea Confsal, che a sua volta si esprime a favore di una maggior qualità della contrattazione. Le posizioni sono emerse nel corso del convegno “Relazioni industriali, linee guida per la contrattazione collettiva“, organizzato dalla confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori. Il lavoro di razionalizzazione è stato annunciato dal presidente Cnel, Tiziano Treu.
    La revisione deve partire dalla rappresentatività di chi li stipula. Per Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal:
    è nella qualità dei contratti che va cercata la risposta al dumping. Essa non può discendere dalla rappresentatività sindacale, ma dalla capacità di far incontrare le esigenze del lavoratore con quelle dell’azienda. Qualità della contrattazione e pluralismo della rappresentanza sindacale devono procedere di pari passo.
    Il focus, come sottolinea Treu, è: dare delle regole ai contratti collettivi e alle rappresentanze sia dei lavoratori sia dei datori di lavoro. Abbiamo bisogno di regole più chiare e condivise, in un momento turbolento. Alcune proposte Confsal per una contrattazione di qualità:
    introdurre un’indennità di professionalizzazione fondata sulle competenze professionali del lavoratore e sul loro riconoscimento, partendo dal valore della formazione acquisita sia nella pratica sia nei percorsi formativi e certificati;
    stimolare una contrattazione di qualità che parta da elementi generali, di carattere trasversale e nazionale, evitando che con ogni singolo contratto di settore vengano rinegoziati istituti di carattere generale comuni a tutti i lavoratori.

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  2. piu che fusa che da l’idea di semisolidità alla Jena il cervello gli si letteralmente evaporato (ammesso che ne abbia mai avuto una briciola)

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  3. Una domanda alla postina; da incompetenti quale siamo (un gruppo di addette alle pulizie) come si spiega che 8-10 anni fa con lo stipendio dovuto allo stesso lavoro di oggi riuscivamo a vivere ed oggi no? Perchè il nostro stipendio è diminuito ed il suo è schizzato alle stelle? Se le cose che ha sempre sostenuto erano giuste perchè i risultati non sono arrivati?
    Se allora il suo lavoro ci ha danneggiato a che titolo continua a rimanere al suo posto? In una società normale avrebbe dovuto lei stessa sentire il dovere di dimettersi ed invece si è aumentato lo stipendio assieme ai suoi compari? questo per lei vuol dire fare gli interessi dei lavoratori? A noi pare esattamente il contrari e scusate la volgarità ma significa farsi i […] suoi mettendolo in quel posto ai lavoratori. Scusate ma non sene può più di questa marmaglia.

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  4. Colpa dell’euro anche se nessuno lo ammette e del caro vita conseguente mai certificato ma che per operai e addetti ai servizi, ma non solo, hanno determinato un impoverimento reale soprattutto per le famiglie con figli. Tutto per favorire la Germania il cui Marco tedesco aveva valore pari all’euro. Per tutti gli altri Stati della UE impoverimento progressivo chi più e chi meno. E gli interessi sul debito pubblico (che di per sé è sempre esistito ovunque ) decisi dalle banche private in maniera vergognosa e cui nessuno parla che determinano un costo annuo agli italiani di circa 70 miliardi di euro, fa sì che il debito pubblico non potrà mai calare per via di un circolo vizioso cui non se ne potrà uscire e il bilancio dello Stato di per sé sempre positivo sarà sempre in perdita o se va bene a pareggio. E in questo caso a farne le spese saranno i cittadini e quindi i lavoratori in termini di spese per servizi quasi inesistenti, asili sanità ecc. La Furlan prima di dire e ridire le solite frasi fatte alla ricerca di un effetto che non c’è, dovrebbe occuparsi di queste cose con il contributo del sindacato europeo : hai voglia allora a chiedersi come mai gli italiani votano lega e cinque stelle. …. non per populismo ma perché il problema reale dei lavoratori e delle famiglie sta proprio in quel punto cui nessuno osa mettere parola chissà perché tranne Lega e penta stellati. Finché i sindacati non capiranno questo e si sbatteranno almeno un po per risolvere la questione, non avranno più consenso nel popolo. E mascherare il problema con il populismo è sinonimo di malafede. E i ridicoli rinnovi contrattuali del pubblico e del privato sono solo un palliativo ridicolo e inutile se non si risolve la questione a monte.

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  5. E aggiungo : cara Cisl non sono la politica ed i poteri forti a voler delegittimare i corpi intermedi, ma al contrario sono i cittadini ed i lavoratori a farlo in quanto non trovano più in essi ed in particolare nel sindacato quel soggetto che possa loro garantire non solo la risoluzione ma basterebbe l’impegno per limitare i problemi macro economici da cui deriva l’impoverimento generale. E se il sindacato non fa più il proprio dovere per non parlare di mestiere, a chi dovrebbero rivolgersi i lavoratori? E questa deriva politico sindacale della Cisl ha generato quello che sta accadendo internamente, intolleranze, lotte di potere, soprusi e quant’altro perché in questa maniera si palesa la debolezza del sindacato odierno.

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  6. Gli spagnoli sono diventati più ricchi degli italiani
    Se alla fine degli anni ’90 le dimensioni economiche italiane erano il doppio delle Spagnole, oggi lo scarto si è ridotto al 50%. E potrebbe calare ancora. Il “sorpasso” è stato certificato da un report del Fondo monetario internazionale, basato su una comparazione tra il Pil aggiornato alla parità di potere d’acquisto. Dallo stesso si evince che nei prossimi cinque anni la Spagna potrebbe diventare del 7% più ricca rispetto all’Italia. La notizi ha dell’incredibile se si considera che solo un decennio fa, i rapporti erano del tutto invertiti e l’Italia risultava in “vantaggio” del 10% in base agli stessi indicatori. La cosa, di per se negativa, lo diventa ancora di più per il fatto che il sorpasso non è avvenuto per accelerazione della Spagna ma per decelerazione dell’Italia. La domanda che sorge spontanea è: tutti i sacrifici che ci hanno inflitto dove o a chi sono finiti?
    I sindacati dov’erano come spiegano l’accaduto?
    Come pensano di rimediare, a parte le ovvie dimissioni che si usa dare in caso di fallimenti cosi clamorosi?

    FURLAN SE CI SEI BATTI UN COLPO, ASSUMENDOTI PUBBLICAMENTE LE TUE RESPONSABILITA’ TOGLIENDOTI DAI ………. DOPO AVER RESTITUITO L’ONORABILITA’ LESA ALLA MEMORIA DEL PROTOMARTIRE FAUSTO

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  7. Mentre la politica traccheggia e i sindacati, raccogliendo i frutti dei loro misfatti, corrono allegramente verso il precipizio dell’estinzione; si contano 15 mila aziende in meno nel primo trimestre 2018 vedi Report d’Infocamere EPPURE, PER DIRLA CON GALILEO: LA JENA CONTINUA RIDERE, FREGANDOSENE DI TUTTI QUELLI CHE IL SUO non operare ha fatto e fa piangere.
    ZORRO

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  8. La crisi politica del sindaco di Reggio Calabria Falcomatà preannuncia una crisi della sua Giunta. Che la signora di via Po stia preparando la candidatura del suo aggiunto ?
    Come spesso in passato gli aggiunti in via Po vengono eletti per essere lanciati in politica. Molti precedenti lo dimostrano e la perfida signora forse è molto più furba di quanto si creda ?

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    1. Beh questa sì che sarìa una bomba al plutonio !… Purtroppo le aquile che nidificano al 21 di via Po lo sono solo in maschera. Corvi si aggirano in quei paraggi…ma come tutti sanno i corvi sono più furbi del diavolo. Avvertono il pericolo più di qualunque animale.
      Una cosa è sicura : nella città metropolitana della Stretto il signore della Locride godrebbe del suo più consono habitat. Con certi ambienti si sentirebbe a casa sua.
      E poi vuoi mettere ? Passeggiare in via Po piena di buche e avvallamenti o lungo il più bel kilometro di lungomare d’Italia ?….Altro che i Bronzi di Riace !… Sarebbe bello come un dio Marte e gli scappellamenti si sprecherebbero al suo passaggio…
      Abbasso Falcomatà !…. W il dio Marte che torna dalla guerraaa !

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  9. oltre le esultanze formali, dove nessuna organizzazione ha perso alle RSU, siano esse confederali o di base, o come sta emergendo chiaro “professionali”, specie nella sanità, mi piacerebbe sapere come sono andate, sopratutto per la fp del Piemonte, con il super commissario.

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