La risposta dei grilli

Nella storia che raccontiamo oggi c’è un dato certo e ci sono due interpretazioni.

Il dato certo è che il tesseramento della Fp a Torino si è chiuso con forte calo, attorno al 20 per cento.

Le due interpretazioni sono quella di chi dice che la colpa è di quelli che c’erano prima, e quella di chi dice che chi c’è adesso fa un po’ il gioco delle tre carte con i numeri.

La polemica è nata quando il segretario della Ust, Domenico Lo Bianco, ha raccontato in un’intervista alla Stampa, come era andato il tesseramento, ed aveva evidenziato, fra le altre cose, il forte calo della Fp. Un calo a proposito del quale lo stesso Lo Bianco ha poi specificato (ma forse avrebbe dovuto dirlo subito), trattarsi della conseguenza “della ispezione confederale che ha riportato ordine e trasparenza sui dati degli iscritti”.

Forte di questo comunicato inviato all’Ansa (che però non dovrebbe essere stato pubblicato; ci spiegano infatti che l’agenzia non pubblica precisazioni o smentite su notizie date da altre fonti di informazione), il segretario della Fp Blandino ha mandato una lettera accusando i “grilli parlanti” che sui social media avevano attrbuito questo calo a lui ed all’attuale gestione.

Oggil il 9 marzo pubblica la risposta dei “grilli parlanti”. Una risposta accompagnata da documenti a sostegno che sembrano piusttosto solidi.

Se poi qualcuno vuole controreplicare, non c’è bisogno che chieda all’Ansa. Noi siamo qui a disposizione di tutti e pubblichiamo tutto senza alcuna condizione, tranne quella dell’autenticità.

il9marzo.it

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La verità nascosta tra visite ispettive, bugie e articoli di stampa.

Quando arriva la primavera può capitare che qualche grillo si svegli e, preso da un bisogno di verità assoluta, inizi a cantare.

Ci teniamo a precisare che tutto quanto affermato è supportato da prove documentali di emanazione della cisl, quindi fonderemo le nostre considerazioni su prove fornite da altri. Ciò significa quindi che, oltre alla nostra verità, quanto andremo a precisare è supportato da quanto scritto da autorevoli organi della cisl nel 2016, nonché in un articolo apparso sulla Stampa di Torino il 3 febbraio scorso a firma Lo Bianco, segretario Generale della Ust di Torino. Sembrerebbe quindi una verità cristallizzata e documentata. Ma la verità, in cisl, è diventata ormai un concetto valvola, variabile a seconda dell’uso e delle persone. Una valvola, appunto, che aprendosi, butta giù numeri diversi a seconda di chi, contro chi o favore di chi li si voglia usare.

Il 3 marzo, infatti, appariva sulla Stampa di Torino, un articolo in cui il segretario dell’ust affermava “In calo anche gli iscritti al pubblico impiego (Fp) a quota 4687, (-1322 iscritti, il 22% in meno sul 2016)”.

Tale affermazione è corretta poiché il dato è stato inviato alla federazione di Torino direttamente dalla cisl nazionale, per il tramite della Ust di Torino nella persona dell’allora segretario amministrativo. Infatti, facendo la somma tra la cifra di chiusura del 2017 (4719) con la perdita di iscritti (1322), la cifra risultante è, con sufficiente approssimazione, pari a 6041 iscritti. La cifra di 6009 è quella comunicata dalla confederazione nazionale, per il tramite di cui sopra, al fine di stabilire le medie congressuali e sulla base delle quali sono stati celebrati tutti i congressi (democratici) ed è quindi verosimilmente compatibile.

La presunta richiesta di pulizia, a seguito della visita ispettiva, non solo non è vera nella sostanza, ma non coincide con le date che, per comodità di chi legge, andremo brevemente ad elencare:

  • 16 luglio 2016 visita ispettiva;
  • 10 gennaio 2017 comunicazione risultato visita ispettiva;
  • 12 gennaio 2017 commissariamento Federazione Nazionale;
  • 17 gennaio richiesta da parte del commissario Nazionale fp di adeguare i dati delle iscrizioni con i risultati dell’ispezione;
  • 30 gennaio 2017 dimissioni segretario Generale Fp Torino e Canavese.

La visita ispettiva, peraltro contestata e ancora in attesa di risposta (!), rilevava uno scostamento rispetto agli iscritti dichiarati per il 2015 (6203) di “circa 480”.

La differenza tra le due cifre è 5723.

La matematica non si presta, purtroppo a giri di parole.

L’adeguamento di cui si parla in una nota inviata agli iscritti da parte della federazione di Torino, risulta molto fantasioso volendo essere eleganti. A noi, grilli cantanti, sembra invece che sia teso ad attribuire responsabilità ad altri rispetto alle successive perdite di iscritti che, come lo stesso Segretario Ust afferma nell’articolo sulla Stampa, sono invece -e ne siamo molto dispiaciuti- da imputare ad altre gestioni. La chiusura del 2017 con  4719 iscritti non è frutto di una pulizia a seguito dell’ispezione ma  dovuta ad altre cause, probabilmente ad una perdita di adesioni.

Infatti, non è chi non veda come per richiesta esplicita ricavabile dal verbale ispettivo,  la pulizia avrebbe dovuto attestarsi a 5723 iscritti, come già dimostrato prima, e non già a 4719.

Ove mai si dovesse obiettare che le rilevazioni sono del 2015, si può facilmente rispondere che i dati forniti agli ispettori rispettano anche le rilevazioni al 30 aprile 1016.

E se volessimo essere ancora più realisti, ove mai si volesse tenere buono il dato fornito dalla confederazione nazionale, certificato al fine della celebrazione dei congressi, e cioè 6009, decurtato di 480, come da richiesta ispettiva, il dato finale sarebbe di 5529 iscritti.

Non conosciamo le alchimie per arrivare a 4719, se non quelle legate a perdite di adesione.

Anche perché, come facilmente rilevabile dallo schema ispettivo, gli iscritti sono stati certificati sulla base delle entrate contributive (soldi) sul conto cieco e non già sui dati di iscrizione presenti a sistema.

I numeri parlano chiaro, e non li abbiamo scritti noi.

Per quanto ci riguarda continueremo ad amare la Cisl, quella vera, fatta di grandi ideali e di valori assoluti, di lavoratori la cui dignità viene difesa alla luce del sole e mail “al buio”.

Ma l’amarezza rimane. Una amarezza che ci induce a fare una riflessione cruda: quanto può un lavoratore del pubblico impiego di Torino fidarsi degli attuali amministratori che, pur di salvare i loro numeri, sono disponibili a manipolare la verità documentata da loro stessi in altri periodi.

La verità è una, inconfutabile e documentata e le parole sono solo file di vocali e consonanti slegate dalla realtà.

Ci asteniamo da ulteriori commenti o considerazioni perché i fatti sono argomenti testardi e parlano per noi.

Allegati [si possono scaricare dal link]

Comunicazione tesseramento

Contestazione visita ispettiva

Dimissioni segretario generale

Dati generali comunicati dalla confederazione nazionale

Medie congressuali 1

Medie congressuali 2

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23 Commenti - Scrivi un commento

  1. qualcuno in Piemonte gridò ai 4 venti il re è morto…dopo il commissariamento… presto anche il piccolo principe… senza più la protezione di via po quanto può resistere.

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    1. Anche per la FP CISL il Piemonte è terra di confine…Da lì sono entrati in Italia tanti invasori….Da Annibale a Napoleone…ma per fortuna non c’è altro da fare che aspettare…
      Intanto il signore aggiunto e la sua ninfa si portino dietro qualche fabbro e qualche metaldetector… Chissà mai che in qualche ripostiglio non trovino un po’ di euro dello IAL che giovannina brand ha sparpagliato in giro ?
      E poi…Non si domandi l’amico anonimo se Tizio o Sempronio sono in pensione…Se hanno riesumato Tarellone, qualunque vecchia pentola sarà buona per cucinare lo stracotto d’asino piemontese.
      Tanto i custodi del Tempio (cosiddetti viri Probi) dormono e seppure svegli fan finta di dormire.

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  2. era già in pensione… come calcara del mibact. richiamati per meriti alla Corte del principe di Pontremoli. Non ho idea se sia sempre commissario, anche perché è passato quasi un anno… e lo statuto è regolamento parlano chiaro… ma il principe può tutto… attendiamo fiduciosi intanto il tandem furlan sbarra si alternano in Piemonte… che marchino il territorio…

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  3. E’ triste ed orribile il solo pensarlo , ma purtroppo sarebbe bene che la cisl FP prendesse una batosta alle rsu … io non andrò a votare … non ce la faccio proprio …

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  4. Vero. Qualcuno in Piemonte festeggiò la sconfitta ottenuta illecitamente.
    Ma i nodi vengono al pettine.
    Ancora il bello deve venire.

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  5. In questo periodo di decadentismo estremo delle istituzioni democratiche, sindacati compresi, penso possa essere utile per tutti rinfrescarsi la memoria su quelli che sono i:
    Diritti e libertà sindacali dei lavoratori: quali sono?
    Quali diritti prevede lo statuto dei lavoratori in favore dei dipendenti: dal diritto di sciopero ai permessi retribuiti per partecipare alle riunioni sindacali.

    Come si sa i diritti e libertà sindacali sono tutelati dalla Costituzione che, tra i diritti e doveri dei cittadini, stabilisce che l’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. La Costituzione però si guarda bene dal definire cosa sia un’organizzazione sindacale nell’ottica di ricomprendervi qualsiasi aggregazione di lavoratori (anche in forme diverse da quella associativa). Una definizione più netta è contenuta nella Convenzione OIL (Organizzazione internazionale del Lavoro) [1] secondo cui un’organizzazione sindacale è ogni «organizzazione di lavoratori o di datori di lavoro che abbia lo scopo di promuovere e di difendere gli interessi dei lavoratori o dei datori di lavoro». Le norme che, tuttavia, interessano maggiormente il lavoratore sul piano pratico sono contenute nello Statuto dei lavoratori [2]. È in tale testo normativo che possiamo ricercare, in concreto, quali sono i diritti e le libertà sindacali.
    Indice
    Cos’è la libertà sindacale individuale?
    Da un punto di vista individuale, ossia del singolo lavoratore, la libertà sindacale consiste:
    nella possibilità, in positivo, di costituire o aderire a un sindacato e partecipare alla sua vita organizzativa;
    nella possibilità, in negativo, di non aderire a un sindacato senza che per ciò ne derivino per lui conseguenze negative o svantaggi. Tanto è vero che i contratti collettivi stipulati dai sindacati maggiormente rappresentativi con le rappresentanze dei datori di lavoro sono efficaci anche per i non iscritti al sindacato. È del resto nullo ogni patto diretto a subordinare l’assunzione dei dipendenti a condizione che questi aderivano o meno a un’associazione sindacale.
    Cos’è la libertà sindacale collettiva?
    Da un punto di vista collettivo, invece, la libertà sindacale consiste:
    nella possibilità, in senso positivo, di organizzare l’azione sindacale col datore di lavoro, ad esempio stipulando i contratti collettivi o esercitando il diritto di sciopero;
    nella garanzia, in senso negativo, di non intromissione dello Stato nella determinazione e negli scopi del sindacato.
    Come viene tutelata la libertà sindacale?
    La libertà sindacale viene garantita da due norme dello Statuto dei lavoratori [3] che sanciscono rispettivamente:
    il divieto, per i datori di lavoro, di «costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori» (anche detti «sindacati di comodo») in modo da avere una controparte contrattuale apparentemente antagonista, in realtà “addomesticata”;
    nella repressione della condotta antisindacale, ossia in un apposito procedimento a disposizione delle organizzazioni sindacali legittimate ad agire. Per condotta antisindacale si intende qualsiasi comportamento del datore di lavoro diretto ad impedire o limitare oggettivamente l’esercizio della libertà, dell’attività sindacale e del diritto di sciopero. In tal caso il sindacato può presentare ricorso al Tribunale del luogo in cui è stata realizzata la condotta antisindacale. Dopo 2 giorni dalla presentazione del ricorso il giudice convoca le parti per l’assunzione di sommarie informazioni. Se il giudice ritiene sussistente la violazione, ordina al datore di lavoro, con decreto immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione dei suoi effetti.
    Quali sono le libertà sindacali?
    Lo statuto dei lavoratori indica una serie di diritti e libertà a sostegno dell’attività sindacale dei lavoratori. I diritti si applicano alle imprese industriali e commerciali con più di 15 dipendenti [4]. Eccoli qui di seguito elencati.
    Diritto di costituzione delle RSA ed RSU
    Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unita’ produttiva, nell’ambito delle associazioni sindacali, che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell’unita’ produttiva.
    Nell’ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali possono istituire organi di coordinamento [5].
    Licenziamento del dirigente sindacale
    Al dirigente sindacale licenziato spetta il diritto di chiedere, con il sindacato di appartenenza, l’immediata reintegrazione nel posto di lavoro nel corso del giudizio. Il giudice può provvedere con ordinanza, qualora ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro a sostegno del licenziamento [6].
    Diritto dei lavoratori di riunirsi in assemblea
    I lavoratori hanno diritto di riunirsi in assemblea, anche quelli non iscritti al sindacato, per partecipare alle riunioni indette, singolarmente o congiuntamente, dalle RSA nell’unità produttiva. Le riunioni si tengono nell’unità produttiva in cui i lavoratori prestano la propria opera, fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro fino a massimo 10 ore annue. Il tempo dedicato alle riunioni sindacali deve essere retribuito.
    Il datore di lavoro non può imporre la preventiva autorizzazione delle riunioni sindacali; alla RSA spetta solo comunicargli l’ordine del giorno (su materie di interesse sindacale e del lavoro) e l’ordine di precedenza delle convocazioni [7].
    Diritto di indire referendum
    Rientra nelle libertà sindacali il diritto di indire referendum, nell’ambito aziendale e al di fuori dell’orario di lavoro, per tutti i lavoratori appartenenti all’unità produttiva ed alla categoria interessata. L’iniziativa spetta congiuntamente a tutte le rappresentanze sindacali aziendali, al fine di evitare un susseguirsi nel tempo di più referendum [8].
    Trasferimento dei dirigenti delle RSA
    Non è possibile il trasferimento dall’unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali, dei candidati e dei membri di commissione interna se non c’è un previo nullaosta rilasciato dalle associazioni sindacali di appartenenza. Ciò al fine di scongiurare pratiche antisindacali [9].
    Permessi retribuiti
    Ai dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali spettano per legge dei permessi retribuiti per l’espletamento del loro mandato. Invece i permessi non sono retribuiti quando l’assenza è necessaria per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non inferiore a otto giorni all’anno [10].
    Diritto di affissione
    Rientra nelle libertà sindacali anche il diritto di affissione, da parte delle RSA, di pubblicazioni, testi e comunicati inerenti materie di interesse sindacale e del lavoro. Il datore di lavoro, a tal proposito è tenuto a predisporre appositi spazi in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità produttiva [11].
    Raccolta di contributi
    Tutti i lavoratori hanno il diritto di raccogliere contributi e svolgere attività di proselitismo sindacale all’interno dei luoghi di lavoro (propagandare cioè l’adesione al proprio sindacato), sempre che ciò non pregiudichi il normale svolgimento dell’attività aziendale [12].
    Locali delle rappresentanze sindacali
    Le RSA costituite in unità produttive con meno di 200 dipendenti hanno diritto di usufruire, previa richiesta, di un locale idoneo per le loro riunioni. Nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti, invece, il datore di lavoro ha l’obbligo di destinare in modo permanente a tutte le rappresentanze un idoneo locale comune, all’interno o nelle immediate vicinanze dell’unità produttiva di riferimento [13] .note
    [1] Art. 1 convenzione OIL n. 87/48.
    [2] Artt. 14, 15, 17 e 28 Legge n. 300/1970.
    [3] Artt. 17 e 28 Statuto dei Lavoratori
    [4] Art. 35 Statuto dei Lavoratori.
    [5] Art. 19 Statuto dei Lavoratori
    [6] Art. 18 Statuto dei Lavoratori
    [7] Art. 20 Statuto dei Lavoratori
    [8] Art. 21 Statuto dei Lavoratori
    [9] Art. 22 Statuto dei Lavoratori
    [10] Art. 23 e 24 Statuto dei Lavoratori
    [11] Art. 25 Statuto dei Lavoratori
    [12] Art. 26 Statuto dei Lavoratori
    [13] Art. 27 Statuto dei Lavoratori
    Autore immagine: 123rf com
    Per la riabilitazione del protomartire Fausto

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  6. Bruno della Calce · Edit

    una indecorosa PANTOMIMA. Ecco cosa è stata l’azione di pirateria contro la FP da noi secondo quelle carte. Il bottino oggi è scarso e non ci saranno che macerie. Dagli atti e dalla documentazione emerge un quadro assai chiaro. Azioni preordinate a scardinare con metodi e strumenti diversi dal libero voto congressuale un assetto . Poco credibile che dopo 90 gg da un congresso del 2016 di colpo si sia arrivati a studiare meccanismi subdoli pur di sopraffare. Se questa vicenda non trova una giustizia sia pure tardiva la qualifica di associazione democratica non spetta a questa Organizzazione. A qualcuno potrà apparire inutile, persino stridente con la realtà odierna ma è cosi. Una associazione che si avvale del braccio secolare ( per me delegittimato ) per espellere vuol dire che ha PAURA, ha paura della sua fragilità di pensiero, ha paura di perdere il consenso e cerca di riconquistarlo con la forza. Tutto qui. Che la storia faccia il suo corso ma i testimoni del tempo saranno impietosamente lì a ricordare cosa è stato e ciò è azione continua, perseverante e infinita, senza paura e senza cedere mai.

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    1. sostegno a Bruno e a Daniela per la loro (nostra battaglia) per tornare ad una fp libera… Avati siamo con voi, e siamo molti di più di quello che il principino crede…

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  7. La distruzione non è mai un atto condiviso, porta sempre danni e non costruisce nulla di buono, dietro ogni disdetta e dietro ogni abbandono come tanti hanno fatto ci sono danni enormi perché realizzare un gruppo ci vogliono anni e anni per tenerlo. La distruzione fatta da chi ha pensato di eliminare persone per sistemarsi è gravissima. Non c’è da pensare altro. Lo sbaglio fatto di chi c’era prima è stato quello di non mandare a casa senza compromessi chi sta rovinando questo sindacato. Quanto al commissario, non vale la pena nemmeno occuparsene. Ha visto la città, la stazione, qualche giro intorno e ha capito che la situazione non era buona e ancora sta lì a pensare. Basta anche anche questo per capire in quale buco ė finita una categoria.

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  8. Buonasera a tutti coloro che leggeranno questo post che spero venga pubblicato … seguo questo blog da tempo e ho avuto modo di farmi un’ opinione di ciò che e ‘ diventata la cisl ormai da molto tempo … chi l’ Ha chiamata “ comitato di affari “ ha ragione purtroppo ! Non sono mai stato un attivista ma sono iscritto alla Cisl FP da 28 anni e se resto ancora e’ solo perché auspico che nella categoria a cui appartengo tornino persone come Giovanni Faverin , Daniela Volpato , Bruno Della Calce e tutti coloro che sono stati buttati fuori in maniera vergognosa dalla cisl ! Se però la giustizia del tribunale non dovesse dare ragione al ricorso della Signora Volpato , ho pronta la disdetta che darò con grande dolore ma lo farò . Io vivo e lavoro in Toscana e conosco Petriccioli da anni e non avrei mai e ripeto MAI immaginato che per soldi , per potere e per non tornare a lavorare si sarebbe prestato a questi atti schifosi ed indegni ! Se si doveva mettere in minoranza Faverin e gli altri si sarebbe dovuto farlo in un diretttivo , si sarebbe dovuto parlare in faccia , si sarebbe dovuto portare accuse e prove ben diverse e ben più fondate di quelle che sono state fatte … e poi .. espellere ?! Ma signora Furlan lei e’ proprio Certa di stare bene a livello emotivo o magari soffre di manie di persecuzione oltre a quelle di grandezza di cui si capisce fin troppo bene lei e’ afflitta ? Oppure i suoi timori erano ben altri ?! Io sono rimasto sconvolto quando ho appreso dal compianto signor Scandola che lei e tanti ( troppi ) di voi vi permettete di guadagnare stipendi che definire indecenti e’ poco ! Io sono un lavoratore del para stato e non sto male per carità però ritengo che un sindacalista non debba percepire denaro quasi come fosse un presidente USA !!! Comunque ci tenevo a dire questo ma anche che oggi ho votato nel mio ufficio per le rsu e per la prima volta dal 1998 non per la lista Cisl FP : non lo meritate e mi auguro che perdiate consenso ovunque … oltretutto dopo il vomitevole contratto che avete dato a me e a tutti i dipendenti delle “ funzioni centrali “ ( sa di soviet .. ) … speravate nel mio voto ?

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  9. Anche io anche oggi sono andato a votare e non ho votato per la lista cisl.
    Nello spot c’era scritto…lascia un segno…
    Il segno lo lascia chi fa la storia, non chi ruba la dignità con artifici e raggiri pur di restare comodo e con il conto in banca pieno fino alla pensione…e oltre…
    Almeno quando pensate agli slogan non scrivete sciocchezze.
    E provate ad essere onesti almeno con chi vi paga le comodità: i lavoratori.
    La farsa Sta finendo.

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  10. ALLA CARA JENA RIDENS CHE, SENZA AVERNE MINIMAMENTE GLI ATTRIBUTI, SI CREDE IL RE DELLA FORESTA DICO SOLO: RIDE BENE CHI RIDE PER ULTIMO

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  11. Amici della FP e della FAI, estote fortes in bello !… ricordate don Rodrigo? Sembrava invincibile nella sua protervia ma arrivò anche per lui il giorno minacciato da Fra’ Cristoforo. La peste come la livella di Totò mette tutti orizzontali. Hai voglia a gonfiare il petto e a raccontare bugie senza contraddittorio ! I tiranni hanno bisogno dei sicofanti e di quelli che gli scacciano le mosche dalle orecchie ma scorre inesorabile il tempo e la ruota gira…
    Beati coloro che potranno assistere alla caduta degli dei che oggi paiono fatti di cemento armato.

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  12. Roma piace a tutti: commovemti le foto di Petriccioli, Chierchia e figuranti vari della ricca federazione di roma e lazio al policlinico…certo pensare che chierchia la bloise e altri erano fedelissimi di faverin fa riflettere..

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        1. Non è questione di potere secondo me. È questione di comodo. I due fratelli fuori dalla cisl li prenderebbe l’accalappia cani. Ma si vendono bene al maggior offerente. E si venderanno a chi offrirà di più.
          Mercenari per vocazione, traditori per tradizione.

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    1. Ci vuole un super blog che sappia dire cose sindacali, è non quello è così, quello è cola’. Peraltro i giudizi sono dati utilizzando lo stesso sistema di coloro che si critica.

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